S.O.S. NIDIACEI

Cosa fare se si trova un giovane uccello in difficoltà

In primavera, durante una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardino di casa, può capitare a chiunque di trovare un “nidiaceo” (= uccello nato recentemente; “pullus” è un termine equivalente).
In genere pensiamo che sia malato, si sia perso, sia rimasto orfano e si trovi in una situazione di grave pericolo a causa dei gatti, cani o altri predatori, del traffico, di malintenzionati o altro. Il nostro istinto c’induce a raccogliere il piccolo e portarlo a casa per “allevarlo”. Questo atteggiamento, peraltro lodevole in quanto dimostra sensibilità nei confronti della natura, non sempre si rivela il migliore per la salute del nidiaceo.
Come dobbiamo comportarci? gran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente il nido quando ancora non sa volare bene, pur essendo seguito e alimentato dai genitori (ad es. Merli, Civette, Allocchi e molte altre specie). Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario. Allevandoli si corre inoltre il rischio di “imprintarli” sull’uomo, facendone animali con una identità specifica deviata irreversibilmente e non più in grado di affrontare una normale vita libera.
Esistono quindi due principali situazioni, che dobbiamo valutare: Cosa fare caso per caso

- Nidifughi: sono i piccoli che nascono già coperti di piumino, acquisiscono subito una certa indipendenza allontanandosi presto dal nido, che in genere è costruito per terra. Di solito hanno una colorazione mimetica.

Chi sono: anatre, gabbiani, piccoli trampolieri (limicoli), galliformi (tra cui i..pulcini delle galline!).

Cosa fare: se trovati in buona salute vicino a canali, paludi, greti di fiumi, spiagge o campi, devono essere lasciati dove sono, allontanandosi in fretta, soprattutto se ci sono adulti che lanciano richiami d’allarme. Se feriti devono essere ricoverati presso un centro specializzato.

- “Intermedi”: sono nidiacei che nascono già provvisti di piumino, ma rimangono nel nido e dipendono dai genitori per alcune settimane.

Chi sono: rapaci diurni e notturni.

Cosa fare: se si tratta di piccoli di Barbagianni o Civetta trovati entro un fienile, solaio o altra costruzione non vanno prelevati a meno che si abbia la certezza che entrambi i genitori siano morti o che l’edificio verrà distrutto. I piccoli di Allocco, Gufo comune e Assiolo trovati a terra in boschi, parchi, campagne vanno posizionate in alto, nel nido o su un ramo. I genitori continueranno a nutrirli (di notte, quando ce ne saremo andati). Tenere presente che Allocco e Assiolo nidificano in buchi di alberi, il Gufo comune in vecchi nidi di Gazza o Cornacchia.

- Nidicoli: sono nidiacei che nascono ciechi e privi di piumaggio, e sono completamente dipendenti dai genitori per alcune settimane.

Chi sono: passeriformi (Merli, Rondini, Cince, ecc.), tortore e simili, picchi, rondoni. I nidi vengono costruiti su alberi o arbusti, qualche specie cova a poca distanza dal suolo e altre entro cavità.

Cosa fare: se trovati a terra, isolati, incapaci di muoversi e fuori di un nido è conveniente riporli nuovamente nel nido o, se questa operazione risultasse complessa, sistemarli nelle immediate vicinanze, in un punto sopraelevato, al sicuro dai potenziali predatori (gatti, ecc.), magari entro una cassettina dalla quale non possano cadere.
 

Rondone cerca famiglia

Ecco alcune istruzioni per aiutare i piccoli rondoni affamati caduti dal nido. Il Rondone è una specie migratrice, nidificante comunemente nelle città. Il colore è nerastro, è lungo 16 cm, le ali sono a forma di falce ed a punta. I nidi vengono allestiti in buchi di muri o di altre costruzioni umane. Le uova, 2 o 3 di colore bianco, vengono in genere depositate ai primi di Giugno; il periodo di covata varia dai 18 ai 25 giorni. E’ possibile trovare i nidiacei di Rondone per terra, soprattutto in primavere piovose e fredde, che impediscono ai genitori di trovare il cibo. A causa delle abitudini dei genitori, i piccoli di Rondone caduti non possono né essere rimessi nel nido né vicino di esso, al contrario di tutte le altre specie.

Sistemazione del piccolo di Rondone
Foderare un sottovaso con stracci (privi di pericolosi filamenti), di dimensioni sufficienti affinché i piccoli non si rovinino le lunghe ali. Porre il tutto in una scatola per scarpe, rivestendo il fondo con carta da sostituire periodicamente. Tenere al caldo (25°-30°C).

Alimentazione
Il Rondone è insettivoro, e si nutre di “plancton” aereo, cioè insetti raccolti volando con il becco spalancato. Se alla vista del cibo i Rondoni aprono spontaneamente il becco, è sufficiente introdurre il cibo il più vicino possibile alla gola; se questo non dovesse accadere occorre forzare delicatamente l’apertura del becco, magari con l’aiuto di una seconda persona che introduce il cibo in gola.
Alimenti da fornire per ogni pasto (almeno 4 pasti al giorno): 12 tarme della farina (tenebrioni) o del miele, reperibili in negozi per animali o di pesca. Sarà anche necessario somministrare qualche goccia d’acqua al giorno con un contagocce.

Liberazione
I piccoli Rondoni dovranno essere messi in libertà solo quando il piumaggio sarà completo e le ali chiuse supereranno la coda di un paio di centimetri. Allora si deve andare in un prato abbastanza ampio in una mattina priva di vento ed incitarli al volo lanciandoli in alto. Può risultare necessario eseguire più tentativi, ed a volte occorrono alcuni giorni di “allenamento”.
 

Cosa fare se si trova un uccello ferito

1) va informata l’Amministrazione Provinciale (Servizi Faunistici - Ufficio Caccia) e poi l’animale va subito inviato ad un centro specializzato e autorizzato (in seguito sono elencati tutti i centri specializzati per il recupero della fauna selvatica);

2) l’animale va messo dentro una scatola di cartone robusta e proporzionata alle dimensioni dell’animale, con dei fori per l’aria;

3) quale alimento “universale di emergenza” si può’ usare omogeneizzato di manzo offerto tramite una siringa senza ago o della carne tritata magra.
 

I Centri Recupero Fauna Selvatica LIPU in Italia

Centri Nazionali
- Centro Recupero Rapaci (C.R.R.) di coordinamento Sala Baganza (PR) - Tel. 0521.834330
- Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici (CRUMA) Livorno - Tel. 0586.400226
 

Centri Federati
- Asti: centro federato - Tel. 0347.2425611
- Bologna: centro federato - Tel.051.432020
- Cesenatico: centro primo soccorso uccelli - Tel. 0547.673076 - 0339.8097151 (sanbrin@libero.it) - internet: http:\\digilander.iol.it\sanbrin
- Ferrara: centro "Giardino delle Capinere",  - Tel. 0532/772077
- Firenze: centro recupero rapaci del Mugello-Vicchio (FI) - Tel. 055.8448697
- Genova: centro primo soccorso - tel. delegazione 010/879786
- Milano: centro La Fagiana (Ponte Vecchio di Magenta) - Tel. 02.29004366
- Molise: Centro federato di Casacalenda (CB): tel. 0347-98.02.245
- Novara: centro primo soccorso e gestione nidiacei
- Padova: centro primo soccorso - tel. delegato 049/704508, oppure tel. sede 049/8070465
- Palermo: centro di Ficuzza - Tel. 091.8460107
- Pavia: centro cicogne Cascina Venara - Tel. 02.29004366
- Perugia: centro federato
- Racconigi (CN):  centro cicogne e anatidi (cicogneracconigi@tiscalinet.it) -  telefax. 0172.83457
- Roma: centro presso Zoo/Bioparco - Tel. 06.3201912 (http:\\www.romacivica.net\lipu)
- Silea (TV): centro cicogne,  tel. 0422.919926
- Verona: centro federato, tel. sezione 045/8034311 - per emergenze tel. delegato 0335/6048425
- Vicenza: centro gestione nidiacei, email: lipu.vi@iol.it

I Centri NON LIPU in Italia
- Prato: Centro di Scienze Naturali - Tel.0574/460503 (http:\\www.comune.prato.it\csn)
- Rende (CS): Centro di Recupero Animali Selvatici del CIPR - Tel. 0368 695072
- Torino:  Provincia di Torino - Pronto intervento Tel. (011) 8613400 (Servizio attivo 24h su 24)
- Bari: Centro Regionale di Recupero A.R.E.F. di Bitetto (BA) - Tel. 080/9920283