NOTIZIE DEL COMITATO DI FIRENZE
"PER LA SCUOLA DELLA REPUBBLICA"
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comfirenze@inwind.itSu sollecitazione del Comitato di Firenze "per la scuola della Repubblica" e della sezione fiorentina dell’Associazione per il rinnovamento della Sinistra, l’Associazione Nazionale per il Rinnovamento della Sinistra organizza a Firenze per il 24 e 25 febbraio (data da confermare) un Convegno Nazionale sulla scuola.
Il Comitato di Firenze "Per la Scuola della Repubblica" si è impegnato a garantire la propria collaborazione sia per quanto concerne gli aspetti organizzativi sia anche con contributi nel merito dei diversi aspetti della politica scolastica; poiché si tratta di un importante occasione di incontro tra i diversi orientamenti presenti nella sinistra, auspichiamo sin da ora la più ampia partecipazione e soprattutto collaborazione con contributi, suggerimenti, proposte, ecc.
A tale proposito, il Comitato di Firenze sta predisponendo un documento; perintanto, si segnala un documento sulla politica scolastica predisposto dalla sezione fiorentina dell’ARS ( v. sito http://marcantonio.firenze.net/ars.html ) nell’ambito di un gruppo di documenti sui problemi politici più attuali.
RICORSI AVVERSO IL FINANZIAMENTO DELLE SCUOLE PRIVATE E LA DELIBERAZIONE DELLA REGIONE LAZIO SUI LIBRI DI TESTO.
Il Comitato di Firenze sta studiando l’opportunità di una impugnativa in sede giurisdizionale contro gli atti illegittimi adottati sia dalla maggioranza di centro sinistra (v. legge sulla parità scolastica), sia da diverse Regioni ed Enti Locali.
Il Sindacato Scuola CGIL ha già presentato una denuncia penale alla Magistratura nei confronti della regione Lazio per la questione dei libri di testo; di fronte ad atti legittimi anche noi riteniamo che, ferma restando la necessità di una forte risposta politica, sia opportuno rivolgersi anche alla magistratura con tutte le possibili azioni.
E’ necessario però individuare i soggetti legittimati ad agire (recentemente il TAR della Toscana con una decisione discutibile ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Rifondazione Comunista contro una delibera della Regione Toscana che aveva disposto contributi a favore delle scuole private), ed i legali disposti a garantire la necessaria assistenza legale; bisogna peraltro tener presente che le iniziative legali, fermo restando l’impegno gratuito dei legali, comporta però ugualmente un onere finanziario per le spese vive che non possono ovviamente gravare sui legali; l’impegno a promuovere tali iniziative legali deve essere quindi sorretto da un’adeguata sottoscrizione.
Dopo l’interruzione del periodo festivo è prevista l’approvazione in seconda lettura della proposta di legge costituzionale sul federalismo; a parte ogni altra considerazione sul testo in generale, la parte concernente l’istruzione è assolutamente inaccettabile nel metodo, nel contenuto ed anche sotto il profilo logico.
L’attribuzione alle Regioni della competenza legislativa ed amministrativa in materia d’istruzione, sia pure nel quadro di una legislazione statale di principio, significa mettere in discussione il ruolo nazionale dell’istruzione che per la sua funzione istituzionale, deve avere, pur con la necessaria flessibilità, contenuti e finalità nazionali, uguali in tutto il territorio del Paese.
Peraltro una legislazione concorrente (nel testo è formulata in modo incomprensibile) comporta inevitabilmente, come l’esperienza di altri settori dimostra, un permanente conflitto di attribuzioni tra Stato e Regione.
Infine è assolutamente inaccettabile attribuire alle Regioni tutte le funzioni amministrative; evidentemente ai nostri parlamentari sfugge che i curriculi, gli indirizzi culturali previsti dall’art. 8 del Regolamento sull’autonomia, ecc. non possono essere disciplinati per legge; se dovesse essere approvato il testo in discussione, tali competenze passeranno alle Regioni, cioè ai vari Storace, Formigoni, ecc.
Il mondo della scuola purtroppo finora si è disinteressato di tale proposta; ed ancora una volta si ripete lo scenario politico già visto (v. legge sulla parità scolastica); il centro-sinistra nel tentativo (vano) di contenere le pretese della destra propone soluzioni mediate, la destra ovviamente alza il tiro, minacciando i referendum; il centro-sinistra a questo punto pensa di dover difendere la proposta mediata, che in realtà non è mediata con nessuno e che è un ulteriore cedimento alla concezione "localista" della scuola.
Auspichiamo un forte impegno del mondo della scuola a difesa della scuola della Repubblica che non può che essere statale (non significa ministeriale) ed invitiamo i parlamentari della sinistra di governo a non assumere, per un malinteso senso di realismo politico, anche in tale occasione la posizione rinunciataria e subalterna assunta (con qualche rara eccezione) in occasione della parità scolastica.
Il registro personale degli insegnanti è un documento pubblico
La Corte di Cassazione (Sez. V penale) - con la sentenza n. 12726/2000, confermando una sentenza della Corte di Appello di Trento, ha affermato che il registro personale degli insegnanti è un documento pubblico "in quanto deve essere trascritto da ogni professore, ed è diverso dal diario di classe che riguarda l’intera classe e sul quale si succedono le attestazioni dei professori che espletano i loro compiti".
Insegnanti di religione cattolica
Continuano le pressioni per ulteriori privilegi agli insegnanti di religione cattolica, su proposta della Curia; come è noto, è in discussione in Parlamento un disegno di legge che prevede l’assunzione in ruolo per un insegnamento che, essendo facoltativo, non può prevedere un rapporto stabile.
L’autonomia scolastica è incompatibile con il valore legale del titolo di studio?
I sostenitori dell’autonomia delle scuole, come era prevedibile, tentano di assegnare dell’autonomia scolastica una funzione disgregatrice del sistema scolastico nazionale; si sostiene difatti (v. ITALIA OGGI del 12.12. scorso) che l’autonomia scolastica, comportando una diversificazione dell’istruzione, dovrebbe coerentemente mettere in discussione l’esame di Stato e quindi anche il valore legale del titolo di studio
Il Comitato di Firenze
Per la Scuola della Repubblica