Comunicato stampa

Credito scolastico e I.R.C.

L'Ordinanza Ministeriale n. 128 del 14 maggio 1999, all'art. 3, concernente il credito scolastico con cui gli allievi si presenteranno al nuovo esame di Stato conclusivo degli studi d'istruzione secondaria, stabilisce che concorrono all'attribuzione del punteggio "l'interesse con il quale l'alunno ha seguito l'insegnamento della religione cattolica ovvero l'attività alternativa e il profitto che ne ha tratto". Come è noto, l'attuale normativa prevede quattro possibilità per chi non si avvale dell'I.R.C.: l) attività didattiche e formative, 2) studio individuale assistito, 3) studio individuale non assistito, 4) uscita dalla scuola. La confluenza dell'I.R.C. e delle cosiddette "attività alternative" nel punteggio del credito scolastico discrimina gravemente chi ha scelto lo studio individuale o l'uscita dalla scuola, e ciò in palese contrasto con le sentenze 203/1989 e 13/1991 della Corte Costituzionale, la quale nella prima sentenza ricordava che con l'accordo concordatario del 18 febbraio 1984 "il principio di laicità è in ogni sua implicazione rispettato grazie alla convenuta garanzia che la scelta non dia luogo a forma alcuna di discriminazione". In realtà ora si tenta, per vie traverse e alla vigilia di un esame riformato che già non sarà di facile gestione per docenti e studenti, di premiare la partecipazione all'I.R.C. e alle attività didattiche e formative alternative, peraltro quasi inesistenti nella secondaria superiore. Invitiamo pertanto gli aderenti a tutte le associazioni laiche e gli appartenenti alle minoranze religiose a intervenire tempestivamente - anche con ricorsi legali - affinché sia rispettato "il principio supremo della laicità dello Stato, che è uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica" (sentenza 203/1989) e non siano danneggiati gli studenti che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica.

Torino, 28 maggio 1999

Per il Comitato Torinese per la Laicità della Scuola: Attilio Tempestini (presidente), Cesare Pianciola (vicepresidente), Carlo Ottino (direttore di "Laicità").

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