Comunicato del Comitato Torinese per la Laicità della Scuola
Va denunciata la ventata di clericalismo che, col nuovo governo, si sta abbattendo sulla scuola italiana.
Vi è stato - in un quadro di ostentata simpatia per quella scuola privata alla quale la nostra Costituzione pone limiti precisi e che è soprattutto scuola cattolica - l'aumento dei punteggi riconosciuti ai docenti di tale scuola nelle graduatorie per l'insegnamento nella scuola pubblica.
Si procede speditamente verso l'assunzione a tempo indeterminato dei docenti di religione cattolica creando di fatto un canale di ingresso in ruolo nella scuola pubblica che passa attraverso il beneplacito delle Curie.
Vi è stata la nomina di un cardinale, a capo della commissione sulla deontologia dei docenti della scuola pubblica: si verrà forse a porre fra i loro doveri, anche quello di non incorrere in ciò che la Chiesa giudica peccato? Basti ricordare, al riguardo, la nota prassi delle scuole private cattoliche di licenziare chi si sposi con rito civile o di chi realizzi una famiglia di fatto: ottimo esempio, di quella libertà scolastica di cui la ministra si fa paladina.
Si parla, infine, di un nuovo sistema di esami di maturità: che anche nelle scuole private limiterebbe ad un solo componente la presenza di membri esterni.
Il quadro complessivo è insomma quello di un governo che privilegia le scuole private e la scuola come servizio ai privati, che indebolisce ulteriormente il profilo laico della scuola di Stato, che vuole una scuola pubblica non come luogo di convivenza e confronto di tutte le idee, ma come campo di affermazione delle proprie idee clericali.
Torino, 22 novembre 2001