La Consulta si dichiara con chiarezza per il SI’ a favore dei quattro referendum ammessi dalla Corte Costituzionale nei confronti della legge n°40/2004, che, al di là di tutti i singoli aspetti negativi in essa contenuti, è fortemente discriminatoria nei riguardi delle donne, delle coppie sterili, delle coppie con malattie ereditarie, della libertà di scelta dei cittadini e delle famiglie, della ricerca scientifica e della professione medica, della laicità dello Stato.
Infatti, finalizzata a promuovere e regolamentare un
procedimento terapeutico per una determinata patologia, sia pure dopo avere
sperimentato (assurdamente per volere del legislatore e non per giudizio
medico) ogni altro percorso terapeutico, questa legge limita invece seriamente
le possibilità di cura solo a determinate categorie di donne, indicate non
sulla base di criteri medici, ma su quella dello stato civile delle stesse.
Pure essendo necessaria una regolamentazione della materia per
l’esigenza di inserire la PMA tra i compiti del Sistema Sanitario Nazionale e
per assicurare i controlli strettamente sanitari e il rispetto della legalità
in ogni momento dell’attuazione di questa pratica (di natura specificatamente
medica), la Consulta denuncia la incostituzionalità e la inadeguatezza della
legge nel suo complesso, oltrechè di tutta una serie di norme in essa
contenute.
Per la prima volta, incredibilmente, il Parlamento detta e impone agli operatori sanitari, nei confronti di una determinata patologia, un obbligatorio percorso diagnostico e terapeutico, per di più attraverso provvedimenti contrari alla scelta autonoma della donna e della coppia ed alle più concrete e moderne possibilità di riuscita di un procedimento terapeutico, tra l’altro proibendo l’accesso alla fecondazione eterologa, ammessa in tanti altri Paesi Europei e del mondo.
Si tratta di una legge illiberale, contraria alla piena tutela
della salute della donna e della possibilità di evitare la trasmissione di
malattie ereditarie e contraria alla libertà di ricerca, negando l’utilizzo
delle cellule staminali embrionali per la cura di gravissime malattie (infarti,
tumori, Parkinson, Alzheimer, sclerosi); una legge che riconosce implicitamente
uno stato giuridico dell’embrione, equiparato a quello delle persone, privo di
fondamento scientifico; una legge che è sotto ogni aspetto in antitesi con lo
sviluppo del costume e del comune sentire sociale.
A.I.C.S. – Associazione Italiana
Cultura e Sport
Associazione “Comitato oltre il Razzismo”
Associazione Ippocrate – La cultura della salute
Associazione Nazionale Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Associazione Radicale Adelaide Aglietta
CEMEA Piemonte – Centri esercitazione metodi dell’educazione
Centro Evangelico di Cultura “Arturo Pascal”
Circolo di cultura Gay, Lesbica, Bissessuale, Transgender “Maurice”
Circolo Liberalsocialista “Carlo Rosselli”
Comitato Torinese per la Laicità della Scuola
Consulta Laica di Bioetica – Sezione di Torino
EXIT Italia – Ass. italiana per il diritto ad una morte dignitosa
FNISM – Federazione nazionale insegnanti
Fondazione “Sandro Penna”
Fondazione Istituto Piemontese “Antonio Gramsci”
Gruppo di Studi
Ebraici
Il Confronto
Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini”
Movimento
d’Azione Giustizia e Libertà
Riformatori
per l’Europa