NEV - NOTIZIE EVANGELICHE
protestantesimo - ecumenismo - religioni

7 novembre 2001
settimanale - anno XXII - numero 45

Protestanti ed ebrei esprimono forte preoccupazione per il disegno di legge

Gianni Long e Amos Luzzatto: si ripropone il problema della laicità dello Stato

Roma (NEV), 7 novembre 2001 - Una forte denuncia della "riconfessionalizzazione rapida della scuola pubblica" è il centro della dichiarazione rilasciata oggi dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Gianni Long, a proposito della recente proposta del Ministro della Pubblica Istruzione sull'immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica.

Condivide la preoccupazione della FCEI il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (UCEI), Amos Luzzatto: "Questa iniziativa - afferma -, assieme alla nomina di un alto esponente del clero alla guida della Commissione per il codice deontologico degli insegnanti italiani, costituisce una seria rinuncia dello Stato alle proprie prerogative in materia di insegnamento e di etica, e preoccupa vivamente l'Unione delle comunità ebraiche italiane per le gravi ferite che subirebbe il principio di separazione tra Stato e Chiesa sancito dall'art. 7 della Costituzione".

"Le recenti iniziative del Ministro Moratti - è ancora l'opinione di Gianni Long - sembrano contrastare con gli intenti di promuovere la scuola 'libera', cioè conforme alle scelte dei genitori. Non si capisce bene, infatti, quali studenti dovrebbero usufruire della scuola pubblica nel momento in cui la libertà scolastica consente ai genitori cattolici di

avviare i figli a scuole conformi al loro orientamento. Evidentemente - conclude il presidente della FCEI - alla scuola pubblica dovrebbero andare solo i laici o gli 'a-cattolici', ma allora perché predisporre loro scuole in cui gli insegnanti saranno alla fine solo quelli forniti da approvazione vescovile e la cui etica viene dettata da un cardinale?"

Ancora una volta, è la conclusione di Amos Luzzatto, "si ripropone il problema della laicità dello Stato e della sua capacità di autonomia, in particolare rispetto alle influenze della Chiesa cattolica".

 

Chiese evangeliche: "Lo Stato non rinunci alla propria autonomia e laicità"

Contro l'immissione in ruolo degli insegnanti di religione e la nomina del cardinale Tonini

Roma (NEV), 7 novembre 2001 - Reazioni decisamente negative da parte delle chiese evangeliche al disegno di legge Moratti per l'assunzione in ruolo degli insegnanti di religione e alla designazione del cardinale Tonini a presidente della Commissione "deontologica" per gli insegnanti delle scuole pubbliche italiane: "Sono provvedimenti scandalosi per la laicità della scuola pubblica", afferma in un comunicato Marco Rostan dell' "Associazione 31 ottobre - per una scuola laica e pluralista", nata due anni fa nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

Eppure tali provvedimenti, prosegue il comunicato, costituiscono solo l'ultimo passaggio di un percorso del quale anche i partiti cosiddetti "laici" portano forti responsabilità: "I pericolosi spiragli che si aprivano nel 'sistema paritario' scolastico approvato dal precedente governo hanno infatti permesso al governo Berlusconi e a molti Consigli regionali di spingere verso il finanziamento delle scuole private attraverso 'bonus' discriminanti chi frequenta la scuola pubblica. Così l'illegale immissione in ruolo di insegnanti non laureati ma garantiti da un'autorità estranea allo stato italiano è il prolungamento peggiorativo di una proposta già approvata dal Senato nel luglio 2000".

Ma soprattutto - conclude l'Associazione 31 ottobre - queste misure segnalano la cecità di ministri e governo nel comprendere quanto sia arretrata culturalmente una scuola che, nel momento in cui sempre di più sono presenti al suo interno alunni non cattolici e non cristiani, anziché programmare uno studio delle religioni e una comprensione dell'intreccio tra fatti religiosi e storia adeguati alla loro complessità, continua ad appaltare ad una chiesa il solo insegnamento cattolico. Anzi, a dispetto dello stesso Concordato, ad appaltare un'area educativa, quella morale, che dovrebbe essere patrimonio dell'intero Consiglio di classe e di tutte le materie".

"Dalla fase della difesa della scuola cattolica e del suo finanziamento - è l'opinione del giurista Piero Trotta, membro della Tavola valdese, l'organismo esecutivo delle chiese valdesi e metodiste in Italia - si passa ormai ad una fase di affermazione dell'egemonia della gerarchia cattolica sulla scuola italiana. Con la nomina del cardinale Tonini a presidente della Commissione per la deontologia degli insegnanti si vorrebbe infatti attribuire al cattolicesimo un ruolo guida per tutta la scuola italiana.

Come chiese evangeliche - prosegue Trotta - non possiamo che ribadire, come in altre occasioni, il nostro dissenso verso provvedimenti che mettono seriamente in discussione la laicità della scuola pubblica italiana".

Parla di "pericoloso scivolamento dello Stato laico verso il riconoscimento di un ruolo guida del cattolicesimo per tutta la scuola pubblica italiana", il presidente dell'Unione cristiana battista d'Italia (UCEBI), Aldo Casonato, che aggiunge: "Ci pare di scorgere in questi comportamenti un'allarmante rinuncia da parte dello Stato alla propria autonomia e laicità, così come vuole l'articolo 7 della Costituzione. Come chiese battiste esprimiamo oggi forte dissenso e proseguiremo anche in futuro la nostra mobilitazione per la laicità dello Stato, nelle forme e nelle sedi opportune".

 

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