I ROGHI NON SONO FINITI
Il prof. Luis Marsiglia (insegnante di religione) ha inventato di essere stato aggredito e picchiato lunedì 18 settembre a Verona e di aver ricevuto intimidazioni tramite telefonate e scritti vari. Il colpo di scena, che ha sorpreso gran parte dell’opinione pubblica, non ha tuttavia cancellato altre verità, come il suo allontanamento dal Liceo Maffei avvenuto con la risoluta intransigenza di mons. Callisto Barbolan in seguito all’ultimatum, ricevuto e documentato con lettera al vescovo, di alcune influenti "famiglie bene" veronesi legate all’Opus Dei i quali, secondo la curia, dovevano essere accontentate.
Già prima dell’inizio dell’anno scolastico il prof. Marsiglia era stato convocato urgentemente alla curia vescovile di Verona dove gli fu mostrata la lettera di diffida ricevuta e firmata da alcune famiglie legate all’Opus Dei e gli veniva comunicato da mons. Barbolan, responsabile delle nomine degli insegnanti di religione, il trasferimento all’Ist. Cangrande con l’invettiva: "Lei non insegnerà mai più al Maffei".
Il "professore" aveva avuto le prime avvisaglie all’indomani della gita scolastica fatta ad un lager di sterminio nazista, quando alcuni insegnanti e genitori avevano protestato per la scelta della gita ed il preside Butturini lo aveva avvisato di essere più contenuto nell’esprimersi e nello schierarsi.
Marsiglia, convinto di aver subito una grave ingiustizia, ha così perso la testa: l’umiliazione e la sofferenza gli avevano fatto credere che solo il divenire vittima di un’appariscente aggressione fisica poteva far tornare sui suoi passi chi aveva deciso di allontanarlo.
L’argomento della mancanza di titoli, successivamente introdotto, è anch’esso palesemente strumentale e pretestuoso per due motivi:
E’ sorprendente lo strano zelo della Curia di Verona: moltissimi docenti non hanno i titoli, i laureati sono pochissimi, eppure insegnano in tutta Italia.
E’ risaputo, infatti, che le assunzioni degli insegnanti di religione con incarichi, cattedre e supplenze vengono assegnate sulla base di un diffuso clientelismo.
Favoritismi e preferenze tralasciano quasi sempre di considerare gli eventuali titoli.
La considerazione e la stima degli studenti per Marsiglia, ma anche in precedenza della stessa Curia accentua l’umiliazione e la prevaricazione subita. Resta, di fatto, l’intolleranza razzista di chi si è avvalso del sacro potere dell’Opus Dei e dell’integralismo cattolico, ora imperante in questa città, per far allontanare e poi licenziare l’insegnante Marsiglia.
Ed è così che la curia, coinvolta pesantemente in un caso impopolare, si sente assolta dalle bugie dell’aggressione fisica non subita. In una recente trasmissione televisiva il gesuitico (don) Bruno Fasani, direttore del settimanale diocesano "Verona Fedele" e intraprendente opinionista della Verona bigotta, così terminava il suo intervento sul caso Marsiglia: "… Se il Professore fosse stato zitto avrebbe potuto insegnare religione fino alla fine".
Ma il Professore è stato comunque violentemente aggredito, aggredito per le sue idee democratiche, declassato ed infine licenziato.
E’ un bel segno che molti cittadini, al di là delle false aggravanti insinuate dal prof. Marsiglia, abbiano subito reagito con una manifestazione, per dire che non bisogna mai abbassare la guardia contro il razzismo, contro l’integralismo xenofobo di associazioni cattoliche come Sacrum Imperium – Famiglia e Civiltà – Principe Eugenio.
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
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