ll 18 maggio 2007 la nostra
associata, prof. Marinella Fioretta, ci ha inoltrato per conoscenza la lettera
che ha inviato agli Assessorati competenti del Comune di Torino:
Sono
un'insegnante che da molti anni usa regolarmente la bicicletta come mezzo di
trasporto e che abita in via Saluzzo 27, in un condominio il cui regolamento riserva la proprietà del cortile
alla scuola materna religiosa Rosmini,
convenzionata con il Comune. Le
suore impediscono di parcheggiare le
biciclette in cortile e, dopo aver vanamente chiesto per anni
all'amministratore una soluzione al problema e avanzato proposte ragionevolissime, da mercoledì 9 maggio mi è
precluso anche l'androne; impraticabile
per diversi ordini di ragioni il ricovero in cantina o sul balcone; nella via non ci sono rastrelliere (ma non dovrebbero
essere obbligatorie davanti alle scuole?).
La
mia bicicletta, legata ad un segnale stradale, in questi giorni ha già subito
qualche manomissione. Fino a quando la ritroverò?
Le
ragioni con cui la Scuola Materna Rosmini vieta di parcheggiare bici sono pretestuose (rischio per la sicurezza
dei bambini della materna: ridicolo, non è questo il cortile in cui i bambini
giocano ma solo l’accesso alla scuola; va notato poi che fino a qualche anno fa il cortile era
intasato dalle auto delle maestre e delle suore; naturalmente non è stata
effettuata nessuna valutazione tecnica della presunta pericolosità). Il
nocciolo della questione sta nel diritto di proprietà privata. Eppure la delibera del Comune di Torino sul parcheggio
delle bici nei cortili non è limitata solo ai cortili condominiali, se capisco
l'italiano. Cito:
-
" Il vigente Regolamento d'Igiene, con le ultime modifiche apportate il 24
maggio 2005, all'Art. 82 punto 4, stabilisce che: "In tutti i cortili
esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle
biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile".
-
sentenza emessa dal Tribunale di Milano (VIII Sezione Civile n° 113890/97) a
seguito di un contenzioso insorto relativamente all'esercizio di tale diritto
all'interno di un condominio. Tale sentenza, infatti, nell'affermare che
"la generale destinazione dei cortili al riparo di biciclette utilizzate
dagli abitanti degli stabili cui acceda il cortile, non può essere contrastata
dai titolari dei diritti reali sui cortili stessi, siano essi proprietari
singoli o, come nel caso del condominio, collettivi" ha specificato che il
regolamento comunale deve essere ritenuto in ogni caso vincolante rispetto ai privati
in quanto " fonte normativa in senso proprio ed incidente in materia di
ordine pubblico delineata dalla legge").
(dal
sito web del Comune di Torino. Parcheggiare le bici nei cortili. DIRITTI -
INFORMAZIONI - CONSIGLI a cura di
Divisione Ambiente e Verde - Settore Tutela Ambiente" Ultimo aggiornamento
10.10.2006).
Il
nostro Codice Civile non prevede limitazioni al diritto di proprietà privata
poste nell'interesse pubblico?
Il
colmo è che sia un ente privato finanziato da denaro pubblico (quindi anche da
me) a ostacolare direttive comunali volte
alla tutela della salute e del benessere comune (oggi le biciclette,
domani la raccolta differenziata). Non
solo: un ente privato (privato?) finanziato da denaro pubblico per finalità
educative. Lo ritengo particolarmente grave.
Cito
dal documento ministeriale del 3 aprile 2007 Cultura scuola persona. Verso le
indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di
istruzione:
“PER
UN NUOVO UMANESIMO
Le
relazioni fra il microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità e del
pianeta oggi devono essere intese in un duplice senso. Da un lato
tutto
ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni persona; dall’altro, ogni
persona tiene nelle sue stesse mani una responsabilità unica e singolare nei
confronti del futuro dell’umanità. La
scuola può e deve educare a questa consapevolezza e a questa responsabilità i
bambini e gli adolescenti, in tutte le fasi della loro formazione. (...)
Dovrà
diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione
umana – il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la
distribuzione ineguale delle risorse, la salute e la malattia, l’incontro e il
confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una
nuova qualità della vita – possono essere affrontati e risolti attraverso una
stretta collaborazione non solo fra le nazioni, ma anche fra le discipline e
fra le culture. Tutti questi obiettivi possono essere realizzati sin dalle
prime fasi della formazione.”
La
stipulazione di convenzioni con privati in campo educativo non prevede
che questi diano garanzie in tema di etica pubblica?
Qual
è la posizione della giunta comunale, promotrice sia di direttive a sostegno di
una città vivibile che di enti che le avversano attivamente?
In
attesa di un gentile riscontro
cordiali
saluti
Marinella
Fioretta