COMITATO NAZIONALE SCUOLA E COSTITUZIONE

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AVVALERSI E NON AVVALERSI

Informazioni di base

 

Premessa

L’attuale disciplina dell’insegnamento della religione cattolica discende dal Concordato fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica (L.121/1985) e dalle Intese fra lo Stato italiano e le diverse confessioni religiose ( L.449/1994 , 516 e 517/1988, 101/1989, 116 e 520/1995 con valdesi e metodisti, avventisti, pentecostali, ebrei, battisti e luterani; sono state siglate e devono essere convertite in legge le Intese con Testimoni di Geova  e buddisti) e, per gli aspetti organizzativi, dalle successive Intese fra il Ministero della P.I. e la Conferenza episcopale italiana (Dpr 751/1985 modificato dal Dpr  202/1990).

Gli aspetti organizzativi sono stati oggetto di numerose circolari. Sulla materia vi sono state anche diverse sentenze del Tar e della Corte costituzionale.

All’insegnamento della religione cattolica e agli aspetti connessi sono dedicati gli articoli 309, 310 e 311 del Testo Unico (Decreto legislativo 297/1994).

Il quadro che emerge dal complesso delle norme e delle sentenze può essere così riassunto:

·          La scelta di frequentare o non frequentare l’insegnamento di religione cattolica è libera e non può dare luogo a discriminazioni.

·          Chi non sceglie l’insegnamento di religione cattolica non ha alcun obbligo.

·          La scuola ha l’obbligo di garantire la parità di diritti fra coloro che seguono l’insegnamento di religione cattolica e coloro che non lo seguono.

 

La scelta

Scegliere se frequentare o no l'insegnamento di religione cattolica è un diritto, fondato sulla libertà di pensiero, deve avvenire liberamente, non deve comportare discriminazioni di alcun genere, ognuno è tenuto a dare e a pretendere il rispetto dovuto alle questioni di coscienza.

I genitori per i propri figli, e gli studenti, se maggiori di 14 anni, devono effettuare la scelta all'atto dell'iscrizione; là dove l’iscrizione avviene d’ufficio, la scuola deve comunque ogni anno fornire un'adeguata informazione e garantire la possibilità di modificare o confermare la scelta (T.U. art.310).

 

I moduli

 devono essere consegnati ai genitori e agli studenti insieme ai moduli per l'iscrizione; se la scuola non provvedesse a consegnarli possono essere richiesti in qualunque momento, anche all'inizio dell'anno scolastico o ad anno scolastico già iniziato.

I moduli devono contenere la chiara indicazione delle quattro possibilità per gli allievi che non frequentano l’insegnamento confessionale:

A.     attività didattiche e formative

B.     studio individuale

C.     nessuna attività

D.     non presenza nei locali scolastici.

Queste possibilità sono la traduzione in termini pratici della sentenza della Corte costituzionale (n.13/1991) che dichiara che chi non segue l’insegnamento della religione cattolica è in uno ‘stato di non obbligo’; nello stesso tempo la scuola è tenuta a garantire parità di diritti ed è comunque responsabile degli allievi presenti nei locali scolastici.

Le attività didattiche e formative (‘materia alternativa’). Se vi sono richieste la scuola è tenuta ad organizzarle e non può sottrarsi per nessun motivo (C.M.368/1985). Sono deliberate dal collegio dei docenti e sono finanziabili con i fondi della scuola nel quadro degli artt.4 e 7 della legge n.517/1977 (C.M.302/1986).

Lo studio individuale: la scuola deve individuare locali idonei ed assicurare adeguata assistenza didattica.

Nessuna attività: è un modo di dire paradossale; vuol dire che chi non frequenta l’insegnamento di religione cattolica non è tenuto a dichiarare come impiegherà il suo tempo. La scuola è comunque tenuta a garantire la sicurezza e la vigilanza.

Non presenza nei locali scolastici: poiché chi non frequenta l’ora di religione cattolica non ha alcun obbligo, non è tenuto ad essere presente a scuola. Naturalmente i genitori degli allievi minorenni devono dichiarare per iscritto che consentono ai figli di assentarsi dalla scuola in quelle ore: ciò è necessario nel caso di una collocazione oraria dell’irc nel mezzo dell’orario o alla fine delle lezioni: non è invece necessaria in caso di entrata alla seconda ora, perché la scuola in quel caso non ha alcun dovere di vigilanza sull’allievo (C.M.9/1991).

  

I genitori e gli studenti che non richiedono l’insegnamento religioso cattolico ricordino che:

·          non chiedono facilitazioni o privilegi, ma rivendicano diritti tutelati dalla Costituzione e dalla legge;

·          la scuola non deve in alcun modo interferire con le loro scelte religiose: quindi niente insegnamento diffuso della religione cattolica, niente atti di culto e immagini religiose;

·          chi non frequenta le lezioni di religione cattolica ha diritto di non essere presente a scuola, ma ha anche diritto, se lo desidera, ad attività e locali adeguati;

·          la scuola decide su eventuali "attività alternative" solo dopo aver sentito il parere di genitori e studenti;

·          la legge 241/1990 sulla "trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione" dà diritto a i genitori e agli studenti maggiorenni di ottenere informazioni scritte su tutte le decisioni che riguardano bambini e ragazzi e la gestione della scuola;

·          l'iscrizione è valida anche se non si riconsegna il modulo per la scelta; infatti chi non richiede l'insegnamento di religione cattolica non è tenuto a dare alcuna spiegazione né a restituire il modulo. Comunque bisogna rispondere all'eventuale richiesta della scuola su come si intende trascorrere il tempo corrispondente all'insegnamento confessionale;

·          per legge la scelta si intende valida per tutto l'anno scolastico; tuttavia, trattandosi di un insegnamento che coinvolge la libertà religiosa e di coscienza, nessuno può obbligare un bambino o un ragazzo a frequentarlo contro la volontà sua e dei genitori.

 

Riferimenti normativi

 

·          L.121/1985 (di applicazione del Concordato);

·          L.449/1984, 516 e 517/1988, 116 e 520/1995 di applicazione delle Intese fra lo Stato e le minoranze religiose;

·          Dl 297/1994: Testo Unico;

·          Dpr 751/1985 Intesa Ministero P.I.- CEI;

·          Dpr 202/1990  (modifiche);

·          Sentenze Corte Costituzionale203/1989; 13/1991;

·          C:M: 128, 129, 130, 131/1986 regolano l’organizzazione dell’irc nei vari ordini di scuole; 9/1991 (applicativa della sentenza 13/91 della Corte Costituzionale)