CAUSA ED EFFETTO
(di Thomas Miller, n° 000834)
Ho letto parecchi dei numeri più recenti del Death Row Journal, che unfolded da uno dei pochi progetti
creati e sviluppati attraverso un duro lavoro. La dedizione e la devozione di
alcuni ambiziosi prigionieri del braccio della morte che hanno
appassionatamente desiderato creare una voce molto sincera ed onesta del gruppo
più sistematicamente e legalmente oppresso di uomini qui in America.
Da questa idea è
nato "The Lamp of Hope Project”
(progetto “faro di speranza”). La maggior parte dei ragazzi che sono stati gli
ideatori del progetto ad oggi è stata giustiziata. Mi piacerebbe rendere
omaggio alla memoria di qualcuno di loro in particolare. Tuttavia, ci sono
stati molti altri ragazzi, non nominati qui, ma che hanno fatto grandi
sacrifici e dato un forte contributo.
1. Carlos Santana # 000695 giustiziato il 23 marzo 1993
2. Michael E. Sharp # 000740 giustiziato il 19 novembre 1997
3. James Beathard # 000785 giustiziato il 9 dicembre 1999
4. Larry Robison # 000748
giustiziato il 21 gennaio 2000
5. Billy Hughes # 000556 giustiziato il 24 gennaio 2000
6. Cornelius Goss # 000912 giustiziato il 23 febbraio 2000
Ci sono altri ragazzi,
che fortunatamente sono ancora vivi, e sono in grado di raccontare la loro
storia in modo sicuramente migliore di quello che potrei fare io.
Mi piace prima di tutto
ricordare le nostre originali grandi idée. Tutto ciò che di bello, giusto,
onorevole, è sbocciato in nome dell’amore come i petali di una rosa. Purtroppo,
sfortunatamente, ad ogni singola azione corrisponde una reazione, causa ed
effetto. Il sentimento di amore a volte attira l’odio, il desiderio di bene a
volte attrae il male, il desiderio di giustizia a volte attrae l’errore, la
voglia di denaro crea l’avarizia, la voglia di potere breeds i politici. Lo
spirito della razza umana attira il pregiudizio, e la lista potrebbe
continuare.
Ecco perchè abbiamo
coalizioni, abolizionisti, gli Hope of Cure, i Lamp of Hope, e così via. Non
c’è nessuno Spirito di amore o convinzione umanitaria forte abbastanza da
superare le disarmonie, la mancanza di unione, i pregiudizi, il razzismo, le
differenze religiose, economiche, politiche, sociali e culturali. E non c’è
neanche lo spirito di unione per combattere per una causa, un principio, una proposta,
nessun ideale che vada al di là della sicurezza personale.
Guardiamo nello
specchio come funzionavano le regole della schiavitù. Ora funzionano nello
stesso modo. Guardatevi intorno, e vedrete un’America ovunque divisa a seconda
delle razze, della politica, della religione, dell’economia, divisa socialmente
e materialmente, e nuove versioni delle barriere fra amore e odio.
Noi tutti cerchiamo
continuamente scappatoie, cerchiamo qualcun altro a cui dare la colpa di quello
che è sbagliato. Non ci muoviamo, e rifiutiamo di prenderci a carico le nostre
responsabilità…sono sempre di qualcun altro. Condanniamo i bambini non nati, il
ragazzino, l’insegnante, la scuola, il ministro, la chiesa, gli omosessuali, i
neri, i bianchi, i criminali, i condannati, i drogati, l’alcool, le bande, la
televisione e nel frattempo vogliamo “giustizia per tutti”. I repubblicani
condannano i democratici e i liberali e viceversa.
Nessuno si sogna di
condannare l’odio profondo e il desiderio di vendetta. Dove sono l’amore e la
riconciliazione? Possiamo pensare di trovare in noi stessi l’amore, lo spirito
dell’amore… di cui abbiamo bisogno tutti, per uscire dalla nostra condizione di
schiavitù materialistica. Perché una forma di schiavitù sostituisce l’altra,
perché continuano ad esserci padroni e schiavi, nello stesso modo di prima.
Guardate nello specchio
America. Perché siete voi a essere diventati gli stessi selvaggi che scoprirono
e definirono i nativi americani come selvaggi… e siete voi che gradualmente gli
avete preso le terre, le vite, la loro libertà. Ora è la vostra libertà a
determinare cosa è giusto e cosa è sbagliato, e a dirigere tutte le decisioni
politiche. Occhio per occhio, dente per dente, ha lasciato un’America cieca e
senza denti. Nella memoria amata dei nostri morti!
Un momento di silenzio
Thomas I. Miller-El # 000834
