NON LASCIARE CHE LA TERREL UNIT CONGELI LA TUA ANIMA
(di : Raymond Rainbow Martinez # 000768)
Nel primo articolo che scrissi per il Lamp
of Hope chiarii di non essere membro di niente. Può suonare ironico che io ci
tenga a dirlo, ma non mi piace essere obbligato a versare una quota o portare
avanti una parte di responsabilità.
Nonostante questo, mi
sento moralmente obbligato a contribuire con qualche articolo al Lamp of Hope
perché è un bisogno del mio essere quello di scrivere. Se non avessi uno
spirito starei probabilmente sdraiato sulla mia branda a leggere un romanzo.
Non so cosa ci si sia
da dire sulla Terribile Terrell Unit, ma per la maggior parte del tempo non mi
sembra di fare niente. Con l’aria condizionata nella mia cella, mi piace
rimanere a letto sotto la coperta leggendo un buon libro, e quando mi alzo è
solo perché è l’ora di pranzo. E mi disturba quando qualcuno bussa alle pareti
della mia cella solo per chiedermi un sorso di caffè e rendere il mio umore
molto peggiore. Non ci sono recipienti per il caffè, così mi sarebbe molto
grato (dice) se gli potessi dare un po’ d’acqua.
Naturalmente gli do’ un
po’ d’acqua. Lo faccio sempre. E’ parte della vita nel braccio della morte.
Dato che il Lamp of
Hope è il nostro piccolo giornale dei condannati a morte, mi suona strano che
così pochi di noi contribuiscano con articoli quando ci sono delle persone che
si battono per noi, stampando il giornale per noi mentre siamo seduti qui nelle
nostre celle fumose a mangiare patatine.
E’ possibile che la Terribile
Terrell ghiacci le nostre anime, al punto che diventiamo asettici? E’ come se
non sentissimo più motivazioni, ispirazione, obblighi. Siamo diventati
insensibili al punto che non siamo neanche più capaci di mostrare la nostra
riconoscenza alle persone che stanno tentando di mantenerci in vita. Eppure,
trovo difficile credere che nei nostri cuori ormai non ci siano che apatia,
desolazione e rassegnazione.
Come posso dare qualche
contributo al Lamp of Hope quando nel mio cuore non sento altro che il vuoto? E
c’è ancora qualcosa in me? Scusate, ma potete spiegarmi dove posso trovare la
mia anima?
Beh, se un dottore
(qualsiasi dottore) volesse trovare la nostra anima e ci aprisse il corpo per
cercarla, non potrebbe trovarla.
Perché no?
Questa domanda mi è
stata fatta da un giovane prigioniero non molto tempo fa, mentre eravamo nella
sala ricreazione. Dissi “perché l’anima è invisibile. E’ uno spirito, non si
può vederla con gli occhi o con un microscopio, non si può toccare con la mano
o usando qualche tipo di sensore elettronico super-sensibile”.
E dato che nessuno è in
grado di vedere cosa immagazziniamo nel profondo delle nostre anime, i nostri
occhi sono diventate le finestre delle nostre anime per quelli che tengono a
noi. Loro scrutano attraverso queste finestre sperando di vedere cosa sta
nascosto nella nostra anima.
Cosa vedono nei miei
occhi la mia amata sorella o mio padre di 87 anni quando vengono a visitarmi?
Vedono il vuoto? Vedono la mia apatia, la mia desolazione, la mia
rassegnazione?
Come posso accendere
una piccolissima luce nel buio profondo della mia anima?
Non lo so. Se
conoscessi la risposta, la mia anima brillerebbe di luce come un carnevale.
Cos’è l’anima? Per essere completamente
sincero, non ne so niente. Ho sentito gente sostenere che qualcuno aveva
un’anima perché lui o lei era in grado di cantare bene. Ma ho sempre avuto
l’impressione che l’anima sia una parte immateriale dell’essere umano, spesso
considerata immortale, o potrebbe essere la parte morale, emozionale o
intellettuale della natura di una persona.
Non lasciare che la Terribile
Terrell Unit vi congeli l’anima. Alzatevi e scrivete un articolo per il nostro
piccolo giornale. E grazie per avere letto il mio articolo.
Raymond Rainbow Martinez # 000768
