TEXAS, U.S.A. - Voci dal Braccio della Morte

          Ultimo aggiornamento: 25/01/2009
   

DEADMAN TALKING' – UOMO MORTO CHE PARLA

(Lettere dal Braccio della Morte)

 

Deadman Talkin' è una serie di colonne, scritte da Dean Carter che è attualmente detenuto nel braccio della morte della Prigione di San Quintino

Nel seguito sono riportate la lettera con cui Dean fa una breve presentazione di se stesso e alcune altre pubblicate in seguito.

La versione integrale delle sue lettere è pubblicata in diverse lingue sul sito ufficiale:

http://utopia.ision.nl/users/annegr/deadman/talking.htm

29 maggio 1995

Ciao, mi chiamo Dean, sto seduto qui nella mia cella nel Braccio della Morte della Prigione di San Quintino. Non ho intenzione di parlare del mio caso perchè non era questo il mio scopo quando ho accettato di scrivere queste pagine. Non mi sentirei a mio agio usando questo forum per attirare l’attenzione su di me, non è questo il punto. Quello che penso sia importante è darvi un punto di vista coerente sulla Pena di Morte, la giustizia (o 'just-us' come un uomo saggio mi disse una volta) (justice = giustizia; gioco di parole: just-us significa 'solo-noi' - N.d.T.) sul sistema di giustizia e sulla vita in prigione sperando di darvi una visione realistica di come sia qui da dove scrivo.

Avrete spesso sentito i mass media, i politici ed altri, avere sempre qualcosa da dire sul crimine e sulla pena di morte, forse adesso posso bilanciare tutto ciò. Nonostante abbia gia affermato che non voglia discutere del mio caso, voglio semplicemente dire che non ho compiuto i crimini per i quali sono stato condannato a morte. Il motivo per il quale affermo questo è perché voi sappiate il perché delle cose delle quali ho intenzione di parlare.

Dopo che io ed Ed discutemmo sulla fattibilità di queste pagine, riagganciai il telefono e cominciai a sprofondare chiedendomi dove mi fossi cacciato. Cercare di spiegare cosa è la vita qui nel braccio della morte, combattere per la propria vita in questo sistema giudiziario, e cercare di mantenere un po’ di sanità mentale in tutto questo. Una delle cose più difficili è mantenere la propria posizione e non lasciarsi sommergere dall’incredibile pressione di stress con il quale hai a che fare e non solo con il sistema, cercare semplicemente di sopravvivere giorno per giorno qui dentro. Ci sono persone che si arrendono e si suicidano, altre che impazziscono lentamente e che vengono 'curate'. La prigione è incentrata sul fatto che qui tutti siano capaci di funzionare giorno dopo giorno sino a al momento dell'esecuzione e ci sono droghe che li aiutano a questo scopo.

Dopo aver parlato con Ed, non avevo idea di dove avrei cominciato, di cosa dire e di come dirlo. C'è una quantità di dinamiche che seriamente dubito siano adeguatamente spiegabili. E' come se qualcuno di un altro paese mi chiedesse di descrivergli l'America. Si può parlare in generale, ma quando si entra nelle sfumature che vanno veramente al cuore della cosa, non si trovano le parole che diano giustizia alla cosa in sé.

Il meglio che io possa fare è parlare della mia esperienza e delle mie osservazioni e lasciarvi trarre da soli le conclusioni.
Non sono il portavoce di nessun altro nel braccio della morte, o nella prigione, o delle corti di contea e non è neanche mia intenzione essere tale. Chiunque sia dentro il sistema ha la propria opinione su questo ambiente insano al quale cerchiamo di sopravvivere e non ho intenzione di parlare per loro. Ma, siccome state leggendo la mia opinione, cercherò di essere il più obbiettivo possibile anche se non potrò farci niente se a volte sembrerò soggettivo.

Potrete prendere la mia opinione come un granello di sale o di cacca, potrete pensare che io sia uno stronzo o potrete essere d'accordo con me, tutto quello che voglio è che non diate giudizi finché non avrete letto quello che ho da dire.
I mass media dicono che più dell' 80% di voi è d'accordo con la pena di morte e sino a che tutti danzeranno al suono di quello che i mass media dicono, presumo che non sarete molto comprensivi verso di me e verso coloro che si trovano qui nel braccio della morte. Tutto quello che chiedo è di tenere aperta la vostra mente.

Si crede generalmente che le persone qui rinchiuse siano animali sbavanti e che dovrebbero essere tenuti in gabbia e uccisi appena possibile. Ho persino sentito nei talk show persone che avrebbero voluto predisporre una sedia elettrica nella sala a fianco al tribunale in modo che appena il verdetto fosse stato pronunciato si sarebbe potuto subito 'cucinarli a dovere'. Non fa niente se il sistema fa degli errori, se alcuni innocenti rimangono uccisi, se ci si può liberare subito dei 'veri' criminali.

Alcune delle persone qui nel braccio della morte sono a malapena normali. Sicuro, ci sono persone alle quali non girerei mai le spalle. Ci sono persone che fanno sembrare Hannibal Lechter un bravo ragazzo. Ma come ho detto, la maggior parte delle persone qui non sono animali sbavanti o assassini assetati di sangue anche se ce ne sono certe che potrebbero essere messe in quella categoria.

Se qualcuno fosse interessato a farmi una qualsiasi domanda, farò del mio meglio per rispondere. Non parlerò del mio caso, o della mia vita personale, o di qualsiasi altra cosa che possa essere interpretata come auto sfruttamento di questo mezzo.
Sarò felice di parlare di diversi argomenti, ed anche della vita qui dentro, se vorrete. Non scoraggiatevi se ci vuole un po' di tempo. Se mi farete tante domande, non vi assicuro che potrò rispondere a tutte. Vi sembrerà un po' presuntuoso da parte mia, ma sto solo elencando le varie possibilita.

Un'altra cosa prima di lasciarvi. Non sono paranoico e quando dico che farò queste pagine tanto a lungo quanto potrò . . . è perché non ho la certezza di non avere qui qualche problema per questo. Sono capaci di fare delle cose veramente subdole.
Detestano chi dice di come le cose qui vadano realmente o di come sia il sistema, potrebbero veramente isolarmi ed impedirmi di scrivere ed avere qualsiasi altro contatto. Se questo accadrà, Ed vi informerà.

Non ho intenzione di raccontare le cose falsamente o di 'vendicarmi' di qualcuno . . . non è necessario, perché la verità è già abbastanza. Scriverò tanto quanto mi sarà 'permesso' e spero di poter 'parlare' con tutti voi.

Pace
Dean

1 Ottobre 1995

Eccomi di nuovo qui – almeno fino a che questo nastro di inchiostro non finirà. Non ho potuto scrivere per un paio di mesi perché i miei nastri di scorta per la macchina da scrivere sono scomparsi. Ho barattato un libro di francobolli per un nastro di inchiostro mezzo pieno, così se tutto va bene sarà sufficiente a battere questo a macchina. E’ complicato ottenere i nastri di inchiostro e non so quanto tempo passerà prima che possa averne alcuni nuovi . . . soprattutto perché al momento non ho i soldi per comprarne di nuovi. Scriverò più spesso che posso, o quando posso.

Volevo parlare un po’ sull’amicizia. Quando ero nel mondo reale, il concetto di amicizia tendeva ad essere un po’ ambiguo per me, salvo per alcune eccezioni. C’erano dozzine di persone che io consideravo amiche, ma da un lato non potevo contare su quelle persone che io consideravo essere amiche intime.

La vecchia massima che dice che non conosci chi sono i tuoi amici fino a quando non ne hai bisogno non può essere più vera quando vai in prigione, e molto di più se sei nel braccio della morte. Quando fui arrestato per me fu come aprire gli occhi; sembrava che le persone che consideravo amiche non potessero prendere le distanze da me abbastanza velocemente. Da molti di loro non mi aspettavo molto in realtà. Altri con cui avevo condiviso periodi felici e momenti speciali non si sono mai neanche disturbati a mandarmi una cartolina per augurarmi di star bene e per offrire parole di supporto per farmi sapere che speravano che venissi fuori da questo casino e stessi bene. Questo fu abbastanza doloroso per me, soprattutto perché avevo supposto che loro sapessero che io non ero il genere di persona che fa ciò di cui fui accusato. Il fatto che io fui presente per alcuni di loro quando dovettero affrontare momenti difficili ha reso ancora più deludente per me il loro voltarmi le spalle. Questo fu quando per la prima volta compresi il fenomeno americano dell’amicizia di convenienza. E’ stata davvero un’esperienza da cui ho imparato molto.

Dall’altro lato, ho anche imparato che sono una persona molto fortunata. Quelli dei miei amici che io avevo considerato essere intimi furono tutti qui per me, eccetto uno. Quelli che erano qui cercarono di aiutarmi per quanto le loro possibilità consentissero loro. Sfortunatamente, in un periodo di oltre 10 anni un paio di loro mi hanno lasciato, ma io mi considero lo stesso fortunato per il fatto di avere ancora gli amici che hanno resistito qui. Non è stato facile per loro, e io so che la mia situazione ha creato anche a loro molto dolore.

So che corro il rischio di sembrare sentimentale, ma non so cosa avrei fatto senza questi amici. E’ ancora più umiliante per me quando penso a tutto quello che queste persone hanno dovuto passare per me. Non è stato facile per loro e credo non vi sia un biglietto Hallmark che possa esprimere tutta la gratitudine e l’amore che provo per queste persone.

A tarda notte, quando il braccio è un po’ più tranquillo, voglio sdraiarmi qui, nel buio e pensare ai miei amici. Ripercorro più e più volte nella mia mente i bei tempi che abbiamo passato insieme. Mi chiedo cosa sta accadendo nelle loro vite ora, se sono felici, e se mi pensano. Per quanto riguarda quelli che mi hanno abbandonato quando avevo bisogno di loro, mi chiedo cosa direbbero se fossi capace di chiedere loro perché mi hanno voltato le spalle quando avevo più bisogno di loro. Parlando degli amici che mi sono sempre stati vicini, mi chiedo come potrei mai far capire loro quanto mi dispiace che abbiano dovuto essere esposti a questa follia, e quanto mi dispiace per il dolore che hanno dovuto sopportare nel processo. Come potrò mai ringraziarli per il loro amore e supporto? Questa è una delle cose strane del giacere nell’oscurità e domandarsi riguardo alle cose, diventi bravo a domandarti come trovare un modo per esprimere quello che senti o pensi.

Infine, mi chiedo cosa dirò a questi amici che hanno resistito accanto a me tutto questo tempo quando e se verrà il momento della mia esecuzione. Di tanto in tanto, quando sono disteso nell’oscurità, proverò a comporre un’ultima lettera per questi amici. Nelle lettere che scriverò ad ognuno di loro cercherò di trovare le parole per dire loro cosa c’è nel mio cuore, per dire cose che li aiuteranno ad affrontare la mia morte, e che faranno loro capire come io non voglia che loro soffrano a causa di questo. Non è piacevole pensare a questo, ma penso che meritino almeno questo dopo tutto ciò che hanno passato a causa di questo. Di solito io sono un ottimista, ma sono anche realista e considero tutte le possibilità. Così, cercare di comporre una lettera per gli amici è qualcosa a cui devo pensare nel caso lo stato mi uccida.

Mi sono anche fatto alcuni amici da quando sono qui. Amici fuori, nel mondo reale. Alcuni di loro li ho incontrati di persona, ma la maggioranza sono amici solo di penna. Quando li incontro, loro capiscono quale potrebbe essere il mio destino e offrono molto supporto. Col passare degli anni, quelli che scrivevano per curiosità tendono tagliarsi fuori, ma quelli che resistono qui tendono ad essere persone sopra la media, per quanto riguarda forza emotiva e mentale. Io attingo molta della forza e questo mi aiuta ad affrontare questo posto quando diventa eccezionalmente brutto a volte. Ironicamente, la maggioranza delle persone che tengono duro abitano oltreoceano. Suppongo che le persone negli altri paesi non hanno la sete di sangue che hanno gli americani. Qualche volta mi stupisce quanto amore e compassione abbiano queste persone nei loro cuori, soprattutto per una persona che non hanno mai incontrato dal vivo. Io spiego loro riguardo gli atteggiamenti che gli americani hanno nei confronti delle persone in prigione, e nel braccio della morte in particolare, e questo li fa uscire dai gangheri. La nostra forma di giustizia è qualcosa di incomprensibile per loro, e un paio di loro hanno anche suggerito che io abbellisca ciò che dico loro riguardo alle nostre corti, polizia e prigioni. Sembrano non capire appieno che non c’è alcun bisogno da parte mia di abbellire ciò che racconto loro, la verità è più che adeguata.

Per ciò che riguarda l’amicizia con altri nel braccio della morte, non c’è nessuno che considererei amico. Tendo a stare per conto mio ora, ma in passato ho avuto un paio di ragazzi che consideravo amici. Uno di loro fu accoltellato a morte da un altro detenuto, e con l’altro ho perso i contatti. Ci sono uomini qui che sviluppano amicizie, ma io non ho alcun desiderio di fare altrettanto. Ho delle conoscenze che mi piacciono molto, ma preferisco che rimangano tali. In qualche modo, l’idea di sviluppare un’amicizia con qualcuno che un giorno potrebbe finire nella camera a gas non mi attrae. E’ più facile tenere ognuno qui nel braccio a debita distanza.

Bene, ho già parlato abbastanza a lungo . . . e non ho finito il nastro durante tutto questo procedimento. Se tutto va bene, non passerà così tanto tempo prima che possa parlarvi di nuovo.

A più tardi,

Dean

12 Agosto 1999

Ho cercato di raccontarvi qualcosa sulle corti e sul sistema della giustizia. Il mio intento è stato quello di spiegarvi come funziona il sistema giudiziario (o non funziona, a seconda dei punti di vista). Non ho speso tanto tempo quanto avrei voluto su questo argomento, é frustrante dare un senso a qualcosa che sembra rifiutare ogni spiegazione. E’ facile fallire l’obiettivo cercando di spiegare i dettagli, perdendo il senso generale della cosa, per non dire che l’argomento può rivelarsi ostico e noioso a meno che uno non abbia un vero e proprio interesse per esso. Potrei continuare a parlare di come le giurie siano appositamente scelte in modo che i componenti siano pro esecuzione, oppure potrei dire di come questo sistema di persecuzione abbia risorse illimitate per condannare l’imputato, mentre l’imputato in questione non ha il denaro necessario per pagarsi un avvocato.

Dubitando che tutto ciò vi possa interessare, focalizzerò l’attenzione su un altro argomento che fa sempre parte di questo processo. Mi spiegherò meglio. Negli ultimi 5 anni circa, i quotidiani hanno trattato di diversi casi nei quali alcuni uomini sono stati rinchiusi in carcere, o nel braccio della morte per 15 o 20 anni prima di poter provare la propria innocenza. Alcuni di essi, condannati a morte, hanno avuto la sospensione a poche ore dall’esecuzione. Se non si fosse riusciti a sospenderla, sarebbero adesso uomini morti invece di uomini liberi.

Coloro che supportano la pena di morte hanno trovato la soluzione affinché questo irritante dettaglio non si ripeta più in futuro. Sono riusciti ad accorciare il tempo che un detenuto del braccio della morte ha per gli appelli allo scopo di provare la propria innocenza. Queste stesse persone sono anche riuscite a tagliare i fondi disponibili utilizzati dai detenuti per la propria difesa, fondi che non erano poi così cospicui paragonati a quelli a disposizione del sistema di persecuzione.

Pensate che nella maggior parte dei casi i detenuti impiegano 15 anni o poco più per provare la propria innocenza e chi è pro pena capitale vuole accorciare il periodo per gli appelli a meno di 10 anni. Credo proprio che questo sia il loro modo di accusare e condannare a morte uomini innocenti: fare in modo che sia impossibile per loro provare la propria innocenza. L’ipocrisia di ciò sta nel fatto che queste persone, che premono per un accorciamento dei tempi per gli appelli, parlano di come servire la giustizia. Non vedono giustizia nel consentire ad un uomo di provare la propria innocenza. Queste stesse persone confondono i propri impegni politici con la vera giustizia, e ci sarebbe da ridere se non fosse una questione di vita o di morte. Se avessero veramente a cuore la giustizia farebbero tutto ciò che sta in loro potere per fare in modo che il governo non uccida persone innocenti. Il motivo per il quale parlo di sistema legale e persone innocenti è perché è successo qualcosa quest’anno qui in California.

Era febbraio (credo) e tre persone furono uccise nel Parco Nazionale Yosemite. Sarebbe stato solo un comune caso di omicidio se non fosse stato che le famiglie degli uccisi erano persone ricche ed influenti. Il caso fece gran clamore. I media pubblicarono articoli ogni giorno e le testate giornalistiche chiesero a gran voce un arresto.

Il Parco Nazionale Yosemite è terra Federale, e così l’FBI fu coinvolta per dirigere il lavoro condotto dagli agenti di polizia che stavano già investigando sul caso. La pressione dei media era intesa a spingere le autorità ad un arresto e quasi quotidianamente le televisioni ed i giornali mostravano i parenti delle vittime che chiedevano giustizia. Dopo alcune settimane l’FBI tenne una conferenza stampa per annunciare una svolta nel caso e l’arresto di due uomini, quasi come se non potessero procedere con le indagini non facendo una conferenza stampa.

Due uomini con la fedina penale già sporca erano stati arrestati, entrambi erano già stati in prigione (per crimini minori legati alla proprietà e alla droga) e sembravano proprio calzare a pennello con lo stereotipo dei 'presunti colpevoli' creato dai media e dalle autorità. Furono messi in atto tutti i cliché della polizia. I 'presunti colpevoli' furono dati in pasto alle telecamere ed ai giornali che fomentarono l’opinione pubblica affinché fossero condannati a morte.

Furono rinchiusi nella prigione di contea dall’FBI prima che le indagini fossero terminate, e prima di avere uno straccio di prova sulla loro colpevolezza. Occorre tempo solitamente per 'costruire' un caso contro persone innocenti, anche se a volte sono capaci di farlo molto in fretta. Mentre i 'presunti colpevoli' erano in prigione, l’FBI tenne una conferenza stampa per cercare di convincere l’opinione pubblica della colpevolezza dei due ed i media si sfregarono le mani in attesa di un succoso processo.

Il mese scorso (luglio 1999) avvenne un altro omicidio nel Parco Nazionale Yosemite. Non ebbe grande rilevanza sulle TV e sui giornali, solo brevi pezzi. Un altro triste caso, ma questa volta l’ucciso non era di famiglia ricca ed influente.
La polizia indagò ed un testimone identificò un’autovettura che portò all’arresto di un uomo che confessò l’omicidio e ciò che scioccò le autorità fu che egli confessò di aver ucciso anche le due precedenti vittime. Le stesse vittime per le quali due uomini si trovavano ancora in carcere in attesa della 'costruzione di una prova d’accusa'.

Non ho dubbi, se quest’ultimo arrestato non avesse confessato tutti e tre gli omicidi, l’FBI (e le altre agenzie di polizia) sarebbero stati capaci di 'costruire' il caso contro i due 'presunti colpevoli'. So bene che sarebbero stati accusati e condannati per un omicidio che non avevano commesso ed una volta nel Braccio della Morte, sarebbero stati altri due uomini che si dichiaravano innocenti. La cosa più sconcertante è che i media non danno importanza a certi fatti perché a loro parere non sono rilevanti, l’attenzione adesso è sull’uomo che ha confessato i delitti e non certo sugli altri due che sono stati rinchiusi ingiustamente in attesa di trovare una prova per accusarli.

Sembra che i media non ci trovino niente di sbagliato in questo comportamento e nemmeno nell’atteggiamento delle autorità. Questo è il modo di servire la giustizia. Suppongo che sino a che il modo di fare dei media sarà deplorevole come quello delle autorità, non si porrà molta attenzione sui fatti veri invece che su quelli 'costruiti'.

A dopo, Dean

26 Dicembre 2000

Già, spesso comincio dicendo che è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho scritto. Questa volta non è diverso. Sembra che molto sia accaduto dall’ultima volta che ho scritto. Non per me, ma in generale. Sembra che ogni giorno scivoli nell’altro e prima che tu faccia in tempo ad accorgertene il mese è trascorso e tu ti chiedi cosa sia successo. Voglio scrivere un po’, tanto per toccare alcune cose che mi sono venute in mente di recente. Non necessariamente sulla pena di morte o sul braccio della morte.

Ultimamente ho ricevuto lettere da persone con cui corrispondo ( fuori nel mondo libero) e mi raccontavano quanto miserabile sia la loro vita. Quanto odiassero affrontare ogni cosa con cui avevano a che fare nelle loro vite. Ho chiesto quale fosse il problema, aspettandomi di udire qualche storia traumatica. Quando loro mi hanno riscritto e mi hanno raccontato cosa li infastidisse, non potevo credere a ciò che stavo leggendo. Stavano semplicemente descrivendo la vita quotidiana con i suoi soliti problemi. Cose che io adorerei dover affrontare. Pagare tasse, bollette, bambini che logorano i nervi ed un matrimonio con i consueti alti e bassi. Cose di questo genere.
Dopo lo scambio di lettere con questa persona, sono stato portato a pensare a come fosse la mia vita e a come mi piacerebbe che quel genere di problemi rientrassero nell’ambito di ciò che avrei dovuto affrontare ora. Non ho fatto l’ovvio commento dicendo che sarei felice di fare a cambio di posto con loro. Comunque, mi ha fatto capire in che modo prendiamo la vita e quanto diamo per scontato. Ed anche, come non apprezziamo ciò che abbiamo fino al momento in cui c’è più. Come spesso non ci accorgiamo quanto sia speciale ciò che abbiamo fino a quando non lo abbiamo più. Mi ha riportato alla mente un pizzico di filosofia Indiana. Penso che sarebbe una buona cosa dividerla con voi, dal momento che è un messaggio per ognuno, e quindi la includerò qui. E’ chiamata “Dono dal Creatore”. Un buon amico l’ha divisa con me e credo che loro sarebbero contenti se anche io la dividessi con voi.

   'Dono dal Creatore'

L’Uomo sussurrò:
“Signore Parlami”
e un’allodola di prato cantò.
Ma l’Uomo non la udì.

Allora l’Uomo urlò
“Signore Parlami!”
Un tuono rombò per il cielo.
Ma l’Uomo non ascoltò.

Allora l’Uomo si guardò intorno e disse:
“Signore Dammi La Possibilità Di vederTi!”
E una stella splendette.
Ma l’Uomo non la notò.

E l’Uomo gridò:                                
“Signore, Mostrami Un Miracolo!”
E una vita nacque.
Ma l’Uomo non lo seppe.

Quindi l’Uomo urlò disperato:
“Toccami Signore, Fammi Sapere Che Sei Qui!”
Allora il Creatore Scese Giù e Toccò l’Uomo.
Ma l’Uomo Respinse La Farfalla Con Un Gesto Della Mano e proseguì il cammino.

Il messaggio è:
“Non Lasciatevi Sfuggire Una Benedizione
O Un Dono Dal Creatore
Perché Non Vi Viene Presentato Nel Modo In Cui Ve Lo Aspettate”

Pur non essendo Cristiano sono, tuttavia, sono una persona spirituale. Non parlo molto di questo argomento perché credo che sia una cosa personale. Non è da me provare a spingere gli altri a credere nelle mie convinzioni. Non mi piace quando qualcuno lo fa con me , ma spero che in queste parole voi possiate trovare un messaggio che vi tocchi in qualche modo.

Passiamo ad altro. C’è un uomo, qui nel braccio della morte di San Quentin, che è stato recentemente nominato per il Premio Nobel per la Pace per via di questi libri per bambini che scrive. Questi libri hanno lo scopo di aiutare i bambini a restare fuori dalle gangs e dalla violenza ad esse correlata. Sarebbe bello se vincesse il premio, ma penso che il fatto che sia stato nominato sia già speciale di per sé. Ciò di cui voglio parlare è quest’ articolo che ho visto in un giornale a proposito della nomination di questo ragazzo. Penso che sia un buon esempio di ciò che ho detto in alcuni miei scritti a proposito dei mezzi di diffusione di notizie. Questa cronista, più che focalizzare l’attenzione sulle cose positive che egli ha fatto da quando è nel braccio della morte, ha crocifisso il ragazzo. Invece di parlare di come egli stia provando ad aiutare i ragazzi a non commettere gli stessi errori che ha compiuto lui, lei focalizzava ogni possibile cosa negativa. Era più giornalismo scandalistico che non una cronaca obiettiva. Sembra che la giornalista abbia una serie di problemi che deve affrontare. Vedrò se riuscirò ad inserire l’url (per quest’articolo) alla fine di questa (# 28), in modo che possiate leggerlo e capire di cosa sto parlando. Quest’ articolo era sul San Francisco Chronicle (click here to read this one). Vedrò se sarà possibile trovare l’url per un altro articolo sulla stessa storia scritto dall’Associaed Press (click here to read what they wrote). Potrete notare da voi il contrasto tra le due storie.

Voglio anche commentare le elezioni. Non tanto su Bush che ha rubato le elezioni. Penso che le persone già abbiano una loro idea su Bush, quindi dubito che io debba aggiungere qualcosa a ciò. In ogni modo, riguardo al suo essere Presidente, ho sentito qualcosa che ho trovato molto divertente. Non so se sia vero, ma , se non lo è, dovrebbe esserlo. Qualcuno mi disse che Nostradamus, nel 1555, predisse che nel luogo del più grande potere, l’idiota del villaggio sarebbe salito al potere. Qualcun altro mi disse che Nostradamus non fece tale predizione, ma è abbastanza divertente da dividerla con voi.

Non voglio parlare delle elezioni e di come la Suprema Corte degli Stati Uniti ha dato l’elezione a Bush. Non tutta la Corte Suprema, ma la maggioranza conservativa. Per quanto io abbia detestato vederli nominare Bush presidente, ho pensato che fosse utile in un modo non legato alle elezioni. Ha dimostrato che la Corte Suprema degli Stati Uniti NON è un’entità imparziale ed apolitica. Ciò che hanno fatto con le elezioni è la prova che sono molto politici. Se sono così parziali riguardo alle elezioni, quanto imparziali e giusti possono essere nel decidere riguardo ad argomenti relativi a vita e morte quali i giudizi di Appello per la Pena di Morte? La risposta a ciò dovrebbe essere evidente ad ognuno di voi.

In ordine poi a Bush presidente, non credo che, a meno che voi non siate ricchi o abbiate grandi affari, avrete un tornaconto. Noi tutti sappiamo quale siano le cose fatte da lui relativamente alla pena di morte, ma sospetto che voi tutti scoprirete che non è solo riguardo alla pena di morte. Suppongo che i prossimi 4 anni dimostreranno se ho ragione, ma spero di sbagliarmi sul suo conto. Ho sentito una volta uno psicologo che parlava dei politici. Diceva che i politici più potenti sono dei sociopati. La ragione di ciò è che essi devono essere in grado di mettere da parte le loro considerazioni morali per portare a termine le cose che fanno. Non ho una grande stima degli psicologi, ma ciò che lui ha detto secondo me ha un senso.

Un’ultima cosa, c’è un sito Web per un’organizzazione chiamata 'The Public Cause Network'. L’url è http://www.thepubliccause.net. Ci sono una serie di problemi che trattano oltre alla pena di morte. E’ anche un’organizzazione a cui si può partecipare. Quindi, per favore, date un’occhiata e partecipate se potete. Penso che inoltre ci sia un collegamento a quel sito sui collegamenti riportati in questo sito.

Per questa volta ho finito, ma per favore date un’occhiata alla sezione delle lettere e buttate giù una riga se volete. Oppure potete scrivermi all’indirizzo indicato sul sito. E’ molto più rapido delle e-mail. I migliori auguri.

Pace,
Dean

 

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