DEADMAN TALKING' – UOMO MORTO CHE PARLA
(Lettere dal Braccio della Morte)
Deadman Talkin' è una serie di colonne, scritte da Dean
Carter che è attualmente detenuto nel braccio della morte della Prigione di San
Quintino
Nel seguito sono
riportate la lettera con cui Dean fa una breve presentazione di se stesso e
alcune altre pubblicate in seguito.
La versione integrale
delle sue lettere è pubblicata in diverse lingue sul sito ufficiale:
http://utopia.ision.nl/users/annegr/deadman/talking.htm
Ciao, mi chiamo Dean,
sto seduto qui nella mia cella nel Braccio della Morte della Prigione di San
Quintino. Non ho intenzione di parlare del mio caso perchè non era questo il
mio scopo quando ho accettato di scrivere queste pagine. Non mi sentirei a mio
agio usando questo forum per attirare l’attenzione su di me, non è questo il
punto. Quello che penso sia importante è darvi un punto di vista coerente sulla
Pena di Morte, la giustizia (o 'just-us' come un uomo saggio mi disse
una volta) (justice = giustizia; gioco di parole: just-us significa 'solo-noi'
- N.d.T.) sul sistema di giustizia e sulla vita in prigione sperando di darvi
una visione realistica di come sia qui da dove scrivo.
Avrete spesso sentito i
mass media, i politici ed altri, avere sempre qualcosa da dire sul crimine e
sulla pena di morte, forse adesso posso bilanciare tutto ciò. Nonostante abbia
gia affermato che non voglia discutere del mio caso, voglio semplicemente dire
che non ho compiuto i crimini per i quali sono stato condannato a morte. Il
motivo per il quale affermo questo è perché voi sappiate il perché delle cose
delle quali ho intenzione di parlare.
Dopo che io ed Ed
discutemmo sulla fattibilità di queste pagine, riagganciai il telefono e
cominciai a sprofondare chiedendomi dove mi fossi cacciato. Cercare di spiegare
cosa è la vita qui nel braccio della morte, combattere per la propria vita in
questo sistema giudiziario, e cercare di mantenere un po’ di sanità mentale in
tutto questo. Una delle cose più difficili è mantenere la propria posizione e
non lasciarsi sommergere dall’incredibile pressione di stress con il quale hai
a che fare e non solo con il sistema, cercare semplicemente di sopravvivere
giorno per giorno qui dentro. Ci sono persone che si arrendono e si suicidano,
altre che impazziscono lentamente e che vengono 'curate'. La prigione è
incentrata sul fatto che qui tutti siano capaci di funzionare giorno dopo
giorno sino a al momento dell'esecuzione e ci sono droghe che li aiutano a
questo scopo.
Dopo aver parlato con
Ed, non avevo idea di dove avrei cominciato, di cosa dire e di come dirlo. C'è
una quantità di dinamiche che seriamente dubito siano adeguatamente spiegabili.
E' come se qualcuno di un altro paese mi chiedesse di descrivergli l'America.
Si può parlare in generale, ma quando si entra nelle sfumature che vanno
veramente al cuore della cosa, non si trovano le parole che diano giustizia
alla cosa in sé.
Il meglio che io possa
fare è parlare della mia esperienza e delle mie osservazioni e lasciarvi trarre
da soli le conclusioni.
Non sono il portavoce di nessun altro nel braccio della morte, o nella
prigione, o delle corti di contea e non è neanche mia intenzione essere tale.
Chiunque sia dentro il sistema ha la propria opinione su questo ambiente insano
al quale cerchiamo di sopravvivere e non ho intenzione di parlare per loro. Ma,
siccome state leggendo la mia opinione, cercherò di essere il più obbiettivo
possibile anche se non potrò farci niente se a volte sembrerò soggettivo.
Potrete prendere la mia
opinione come un granello di sale o di cacca, potrete pensare che io sia uno
stronzo o potrete essere d'accordo con me, tutto quello che voglio è che non
diate giudizi finché non avrete letto quello che ho da dire.
I mass media dicono che più dell' 80% di voi è d'accordo con la pena di morte e
sino a che tutti danzeranno al suono di quello che i mass media dicono, presumo
che non sarete molto comprensivi verso di me e verso coloro che si trovano qui
nel braccio della morte. Tutto quello che chiedo è di tenere aperta la vostra
mente.
Si crede generalmente
che le persone qui rinchiuse siano animali sbavanti e che dovrebbero essere
tenuti in gabbia e uccisi appena possibile. Ho persino sentito nei talk show
persone che avrebbero voluto predisporre una sedia elettrica nella sala a
fianco al tribunale in modo che appena il verdetto fosse stato pronunciato si
sarebbe potuto subito 'cucinarli a dovere'. Non fa niente se il sistema
fa degli errori, se alcuni innocenti rimangono uccisi, se ci si può liberare
subito dei 'veri' criminali.
Alcune delle persone
qui nel braccio della morte sono a malapena normali. Sicuro, ci sono persone
alle quali non girerei mai le spalle. Ci sono persone che fanno sembrare
Hannibal Lechter un bravo ragazzo. Ma come ho detto, la maggior parte delle
persone qui non sono animali sbavanti o assassini assetati di sangue anche se
ce ne sono certe che potrebbero essere messe in quella categoria.
Se qualcuno fosse
interessato a farmi una qualsiasi domanda, farò del mio meglio per rispondere.
Non parlerò del mio caso, o della mia vita personale, o di qualsiasi altra cosa
che possa essere interpretata come auto sfruttamento di questo mezzo.
Sarò felice di parlare di diversi argomenti, ed anche della vita qui dentro, se
vorrete. Non scoraggiatevi se ci vuole un po' di tempo. Se mi farete tante
domande, non vi assicuro che potrò rispondere a tutte. Vi sembrerà un po'
presuntuoso da parte mia, ma sto solo elencando le varie possibilita.
Un'altra cosa prima di
lasciarvi. Non sono paranoico e quando dico che farò queste pagine tanto a
lungo quanto potrò . . . è perché non ho la certezza di non avere qui qualche
problema per questo. Sono capaci di fare delle cose veramente subdole.
Detestano chi dice di come le cose qui vadano realmente o di come sia il
sistema, potrebbero veramente isolarmi ed impedirmi di scrivere ed avere
qualsiasi altro contatto. Se questo accadrà, Ed vi informerà.
Non ho intenzione di
raccontare le cose falsamente o di 'vendicarmi' di qualcuno . . . non è
necessario, perché la verità è già abbastanza. Scriverò tanto quanto mi sarà 'permesso'
e spero di poter 'parlare' con tutti voi.
Pace
Dean
Eccomi di nuovo qui – almeno
fino a che questo nastro di inchiostro non finirà. Non ho potuto scrivere per
un paio di mesi perché i miei nastri di scorta per la macchina da scrivere sono
scomparsi. Ho barattato un libro di francobolli per un nastro di inchiostro
mezzo pieno, così se tutto va bene sarà sufficiente a battere questo a
macchina. E’ complicato ottenere i nastri di inchiostro e non so quanto tempo
passerà prima che possa averne alcuni nuovi . . . soprattutto perché al momento
non ho i soldi per comprarne di nuovi. Scriverò più spesso che posso, o quando
posso.
Volevo parlare un po’
sull’amicizia. Quando ero nel mondo reale, il concetto di amicizia tendeva ad
essere un po’ ambiguo per me, salvo per alcune eccezioni. C’erano dozzine di
persone che io consideravo amiche, ma da un lato non potevo contare su quelle
persone che io consideravo essere amiche intime.
La vecchia massima che
dice che non conosci chi sono i tuoi amici fino a quando non ne hai bisogno non
può essere più vera quando vai in prigione, e molto di più se sei nel braccio
della morte. Quando fui arrestato per me fu come aprire gli occhi; sembrava che
le persone che consideravo amiche non potessero prendere le distanze da me
abbastanza velocemente. Da molti di loro non mi aspettavo molto in realtà.
Altri con cui avevo condiviso periodi felici e momenti speciali non si sono mai
neanche disturbati a mandarmi una cartolina per augurarmi di star bene e per
offrire parole di supporto per farmi sapere che speravano che venissi fuori da
questo casino e stessi bene. Questo fu abbastanza doloroso per me, soprattutto
perché avevo supposto che loro sapessero che io non ero il genere di persona
che fa ciò di cui fui accusato. Il fatto che io fui presente per alcuni di loro
quando dovettero affrontare momenti difficili ha reso ancora più deludente per
me il loro voltarmi le spalle. Questo fu quando per la prima volta compresi il
fenomeno americano dell’amicizia di convenienza. E’ stata davvero un’esperienza
da cui ho imparato molto.
Dall’altro lato, ho
anche imparato che sono una persona molto fortunata. Quelli dei miei amici che
io avevo considerato essere intimi furono tutti qui per me, eccetto uno. Quelli
che erano qui cercarono di aiutarmi per quanto le loro possibilità
consentissero loro. Sfortunatamente, in un periodo di oltre 10 anni un paio di
loro mi hanno lasciato, ma io mi considero lo stesso fortunato per il fatto di
avere ancora gli amici che hanno resistito qui. Non è stato facile per loro, e
io so che la mia situazione ha creato anche a loro molto dolore.
So che corro il rischio
di sembrare sentimentale, ma non so cosa avrei fatto senza questi amici. E’
ancora più umiliante per me quando penso a tutto quello che queste persone
hanno dovuto passare per me. Non è stato facile per loro e credo non vi sia un
biglietto Hallmark che possa esprimere tutta la gratitudine e l’amore che provo
per queste persone.
A tarda notte, quando
il braccio è un po’ più tranquillo, voglio sdraiarmi qui, nel buio e pensare ai
miei amici. Ripercorro più e più volte nella mia mente i bei tempi che abbiamo
passato insieme. Mi chiedo cosa sta accadendo nelle loro vite ora, se sono
felici, e se mi pensano. Per quanto riguarda quelli che mi hanno abbandonato
quando avevo bisogno di loro, mi chiedo cosa direbbero se fossi capace di
chiedere loro perché mi hanno voltato le spalle quando avevo più bisogno di
loro. Parlando degli amici che mi sono sempre stati vicini, mi chiedo come
potrei mai far capire loro quanto mi dispiace che abbiano dovuto essere esposti
a questa follia, e quanto mi dispiace per il dolore che hanno dovuto sopportare
nel processo. Come potrò mai ringraziarli per il loro amore e supporto? Questa
è una delle cose strane del giacere nell’oscurità e domandarsi riguardo alle
cose, diventi bravo a domandarti come trovare un modo per esprimere quello che
senti o pensi.
Infine, mi chiedo cosa
dirò a questi amici che hanno resistito accanto a me tutto questo tempo quando
e se verrà il momento della mia esecuzione. Di tanto in tanto, quando sono
disteso nell’oscurità, proverò a comporre un’ultima lettera per questi amici.
Nelle lettere che scriverò ad ognuno di loro cercherò di trovare le parole per
dire loro cosa c’è nel mio cuore, per dire cose che li aiuteranno ad affrontare
la mia morte, e che faranno loro capire come io non voglia che loro soffrano a
causa di questo. Non è piacevole pensare a questo, ma penso che meritino almeno
questo dopo tutto ciò che hanno passato a causa di questo. Di solito io sono un
ottimista, ma sono anche realista e considero tutte le possibilità. Così, cercare
di comporre una lettera per gli amici è qualcosa a cui devo pensare nel caso lo
stato mi uccida.
Mi sono anche fatto
alcuni amici da quando sono qui. Amici fuori, nel mondo reale. Alcuni di loro
li ho incontrati di persona, ma la maggioranza sono amici solo di penna. Quando
li incontro, loro capiscono quale potrebbe essere il mio destino e offrono
molto supporto. Col passare degli anni, quelli che scrivevano per curiosità
tendono tagliarsi fuori, ma quelli che resistono qui tendono ad essere persone
sopra la media, per quanto riguarda forza emotiva e mentale. Io attingo molta
della forza e questo mi aiuta ad affrontare questo posto quando diventa
eccezionalmente brutto a volte. Ironicamente, la maggioranza delle persone che
tengono duro abitano oltreoceano. Suppongo che le persone negli altri paesi non
hanno la sete di sangue che hanno gli americani. Qualche volta mi stupisce
quanto amore e compassione abbiano queste persone nei loro cuori, soprattutto
per una persona che non hanno mai incontrato dal vivo. Io spiego loro riguardo
gli atteggiamenti che gli americani hanno nei confronti delle persone in
prigione, e nel braccio della morte in particolare, e questo li fa uscire dai
gangheri. La nostra forma di giustizia è qualcosa di incomprensibile per loro, e
un paio di loro hanno anche suggerito che io abbellisca ciò che dico loro
riguardo alle nostre corti, polizia e prigioni. Sembrano non capire appieno che
non c’è alcun bisogno da parte mia di abbellire ciò che racconto loro, la
verità è più che adeguata.
Per ciò che riguarda
l’amicizia con altri nel braccio della morte, non c’è nessuno che considererei
amico. Tendo a stare per conto mio ora, ma in passato ho avuto un paio di
ragazzi che consideravo amici. Uno di loro fu accoltellato a morte da un altro
detenuto, e con l’altro ho perso i contatti. Ci sono uomini qui che sviluppano
amicizie, ma io non ho alcun desiderio di fare altrettanto. Ho delle conoscenze
che mi piacciono molto, ma preferisco che rimangano tali. In qualche modo,
l’idea di sviluppare un’amicizia con qualcuno che un giorno potrebbe finire
nella camera a gas non mi attrae. E’ più facile tenere ognuno qui nel braccio a
debita distanza.
Bene, ho già parlato
abbastanza a lungo . . . e non ho finito il nastro durante tutto questo
procedimento. Se tutto va bene, non passerà così tanto tempo prima che possa
parlarvi di nuovo.
A più tardi,
Dean
12 Agosto 1999
Ho cercato di
raccontarvi qualcosa sulle corti e sul sistema della giustizia. Il mio intento
è stato quello di spiegarvi come funziona il sistema giudiziario (o non
funziona, a seconda dei punti di vista). Non ho speso tanto tempo quanto avrei
voluto su questo argomento, é frustrante dare un senso a qualcosa che sembra
rifiutare ogni spiegazione. E’ facile fallire l’obiettivo cercando di spiegare
i dettagli, perdendo il senso generale della cosa, per non dire che l’argomento
può rivelarsi ostico e noioso a meno che uno non abbia un vero e proprio
interesse per esso. Potrei continuare a parlare di come le giurie siano
appositamente scelte in modo che i componenti siano pro esecuzione, oppure
potrei dire di come questo sistema di persecuzione abbia risorse illimitate per
condannare l’imputato, mentre l’imputato in questione non ha il denaro
necessario per pagarsi un avvocato.
Dubitando che tutto ciò
vi possa interessare, focalizzerò l’attenzione su un altro argomento che fa
sempre parte di questo processo. Mi spiegherò meglio. Negli ultimi 5 anni
circa, i quotidiani hanno trattato di diversi casi nei quali alcuni uomini sono
stati rinchiusi in carcere, o nel braccio della morte per 15 o 20 anni prima di
poter provare la propria innocenza. Alcuni di essi, condannati a morte, hanno
avuto la sospensione a poche ore dall’esecuzione. Se non si fosse riusciti a
sospenderla, sarebbero adesso uomini morti invece di uomini liberi.
Coloro che supportano
la pena di morte hanno trovato la soluzione affinché questo irritante dettaglio
non si ripeta più in futuro. Sono riusciti ad accorciare il tempo che un
detenuto del braccio della morte ha per gli appelli allo scopo di provare la
propria innocenza. Queste stesse persone sono anche riuscite a tagliare i fondi
disponibili utilizzati dai detenuti per la propria difesa, fondi che non erano
poi così cospicui paragonati a quelli a disposizione del sistema di persecuzione.
Pensate che nella
maggior parte dei casi i detenuti impiegano 15 anni o poco più per provare la
propria innocenza e chi è pro pena capitale vuole accorciare il periodo per gli
appelli a meno di 10 anni. Credo proprio che questo sia il loro modo di accusare
e condannare a morte uomini innocenti: fare in modo che sia impossibile per
loro provare la propria innocenza. L’ipocrisia di ciò sta nel fatto che queste
persone, che premono per un accorciamento dei tempi per gli appelli, parlano di
come servire la giustizia. Non vedono giustizia nel consentire ad un uomo di
provare la propria innocenza. Queste stesse persone confondono i propri impegni
politici con la vera giustizia, e ci sarebbe da ridere se non fosse una
questione di vita o di morte. Se avessero veramente a cuore la giustizia
farebbero tutto ciò che sta in loro potere per fare in modo che il governo non
uccida persone innocenti. Il motivo per il quale parlo di sistema legale e
persone innocenti è perché è successo qualcosa quest’anno qui in California.
Era febbraio (credo) e
tre persone furono uccise nel Parco Nazionale Yosemite. Sarebbe stato solo un
comune caso di omicidio se non fosse stato che le famiglie degli uccisi erano
persone ricche ed influenti. Il caso fece gran clamore. I media pubblicarono
articoli ogni giorno e le testate giornalistiche chiesero a gran voce un
arresto.
Il Parco Nazionale
Yosemite è terra Federale, e così l’FBI fu coinvolta per dirigere il lavoro
condotto dagli agenti di polizia che stavano già investigando sul caso. La
pressione dei media era intesa a spingere le autorità ad un arresto e quasi
quotidianamente le televisioni ed i giornali mostravano i parenti delle vittime
che chiedevano giustizia. Dopo alcune settimane l’FBI tenne una conferenza
stampa per annunciare una svolta nel caso e l’arresto di due uomini, quasi come
se non potessero procedere con le indagini non facendo una conferenza stampa.
Due uomini con la
fedina penale già sporca erano stati arrestati, entrambi erano già stati in
prigione (per crimini minori legati alla proprietà e alla droga) e sembravano
proprio calzare a pennello con lo stereotipo dei 'presunti colpevoli'
creato dai media e dalle autorità. Furono messi in atto tutti i cliché della
polizia. I 'presunti colpevoli' furono dati in pasto alle telecamere ed
ai giornali che fomentarono l’opinione pubblica affinché fossero condannati a
morte.
Furono rinchiusi nella
prigione di contea dall’FBI prima che le indagini fossero terminate, e prima di
avere uno straccio di prova sulla loro colpevolezza. Occorre tempo solitamente
per 'costruire' un caso contro persone innocenti, anche se a volte sono
capaci di farlo molto in fretta. Mentre i 'presunti colpevoli' erano in
prigione, l’FBI tenne una conferenza stampa per cercare di convincere l’opinione
pubblica della colpevolezza dei due ed i media si sfregarono le mani in attesa
di un succoso processo.
Il mese scorso (luglio
1999) avvenne un altro omicidio nel Parco Nazionale Yosemite. Non ebbe grande
rilevanza sulle TV e sui giornali, solo brevi pezzi. Un altro triste caso, ma
questa volta l’ucciso non era di famiglia ricca ed influente.
La polizia indagò ed un testimone identificò un’autovettura che portò
all’arresto di un uomo che confessò l’omicidio e ciò che scioccò le autorità fu
che egli confessò di aver ucciso anche le due precedenti vittime. Le stesse
vittime per le quali due uomini si trovavano ancora in carcere in attesa della 'costruzione
di una prova d’accusa'.
Non ho dubbi, se
quest’ultimo arrestato non avesse confessato tutti e tre gli omicidi, l’FBI (e
le altre agenzie di polizia) sarebbero stati capaci di 'costruire' il
caso contro i due 'presunti colpevoli'. So bene che sarebbero stati
accusati e condannati per un omicidio che non avevano commesso ed una volta nel
Braccio della Morte, sarebbero stati altri due uomini che si dichiaravano
innocenti. La cosa più sconcertante è che i media non danno importanza a certi
fatti perché a loro parere non sono rilevanti, l’attenzione adesso è sull’uomo
che ha confessato i delitti e non certo sugli altri due che sono stati
rinchiusi ingiustamente in attesa di trovare una prova per accusarli.
Sembra che i media non
ci trovino niente di sbagliato in questo comportamento e nemmeno
nell’atteggiamento delle autorità. Questo è il modo di servire la giustizia.
Suppongo che sino a che il modo di fare dei media sarà deplorevole come quello
delle autorità, non si porrà molta attenzione sui fatti veri invece che su
quelli 'costruiti'.
A dopo, Dean
26 Dicembre 2000
Già, spesso comincio dicendo
che è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho scritto. Questa volta
non è diverso. Sembra che molto sia accaduto dall’ultima volta che ho scritto.
Non per me, ma in generale. Sembra che ogni giorno scivoli nell’altro e prima
che tu faccia in tempo ad accorgertene il mese è trascorso e tu ti chiedi cosa
sia successo. Voglio scrivere un po’, tanto per toccare alcune cose che mi sono
venute in mente di recente. Non necessariamente sulla pena di morte o sul
braccio della morte.
Ultimamente ho ricevuto
lettere da persone con cui corrispondo ( fuori nel mondo libero) e mi
raccontavano quanto miserabile sia la loro vita. Quanto odiassero affrontare
ogni cosa con cui avevano a che fare nelle loro vite. Ho chiesto quale fosse il
problema, aspettandomi di udire qualche storia traumatica. Quando loro mi hanno
riscritto e mi hanno raccontato cosa li infastidisse, non potevo credere a ciò
che stavo leggendo. Stavano semplicemente descrivendo la vita quotidiana con i
suoi soliti problemi. Cose che io adorerei dover affrontare. Pagare tasse,
bollette, bambini che logorano i nervi ed un matrimonio con i consueti alti e
bassi. Cose di questo genere.
Dopo lo scambio di lettere con questa persona, sono stato portato a pensare a
come fosse la mia vita e a come mi piacerebbe che quel genere di problemi
rientrassero nell’ambito di ciò che avrei dovuto affrontare ora. Non ho fatto
l’ovvio commento dicendo che sarei felice di fare a cambio di posto con loro.
Comunque, mi ha fatto capire in che modo prendiamo la vita e quanto diamo per
scontato. Ed anche, come non apprezziamo ciò che abbiamo fino al momento in cui
c’è più. Come spesso non ci accorgiamo quanto sia speciale ciò che abbiamo fino
a quando non lo abbiamo più. Mi ha riportato alla mente un pizzico di filosofia
Indiana. Penso che sarebbe una buona cosa dividerla con voi, dal momento che è
un messaggio per ognuno, e quindi la includerò qui. E’ chiamata “Dono dal
Creatore”. Un buon amico l’ha divisa con me e credo che loro sarebbero contenti
se anche io la dividessi con voi.
'Dono dal Creatore'.
L’Uomo
sussurrò:
“Signore Parlami”
e un’allodola di prato cantò.
Ma l’Uomo non la udì.
Allora
l’Uomo urlò
“Signore Parlami!”
Un tuono rombò per il cielo.
Ma l’Uomo non ascoltò.
Allora
l’Uomo si guardò intorno e disse:
“Signore Dammi La Possibilità Di vederTi!”
E una stella splendette.
Ma l’Uomo non la notò.
E
l’Uomo
gridò:
“Signore, Mostrami Un Miracolo!”
E una vita nacque.
Ma l’Uomo non lo seppe.
Quindi
l’Uomo urlò disperato:
“Toccami Signore, Fammi Sapere Che Sei Qui!”
Allora il Creatore Scese Giù e Toccò l’Uomo.
Ma l’Uomo Respinse La Farfalla Con Un Gesto Della Mano e proseguì il cammino.
Il
messaggio è:
“Non Lasciatevi Sfuggire Una Benedizione
O Un Dono Dal Creatore
Perché Non Vi Viene Presentato Nel Modo In Cui Ve Lo Aspettate”
Pur non essendo
Cristiano sono, tuttavia, sono una persona spirituale. Non parlo molto di
questo argomento perché credo che sia una cosa personale. Non è da me provare a
spingere gli altri a credere nelle mie convinzioni. Non mi piace quando
qualcuno lo fa con me , ma spero che in queste parole voi possiate trovare un
messaggio che vi tocchi in qualche modo.
Passiamo ad altro. C’è
un uomo, qui nel braccio della morte di San Quentin, che è stato recentemente
nominato per il Premio Nobel per la Pace per via di questi libri per bambini
che scrive. Questi libri hanno lo scopo di aiutare i bambini a restare fuori
dalle gangs e dalla violenza ad esse correlata. Sarebbe bello se vincesse il
premio, ma penso che il fatto che sia stato nominato sia già speciale di per
sé. Ciò di cui voglio parlare è quest’ articolo che ho visto in un giornale a
proposito della nomination di questo ragazzo. Penso che sia un buon esempio di
ciò che ho detto in alcuni miei scritti a proposito dei mezzi di diffusione di
notizie. Questa cronista, più che focalizzare l’attenzione sulle cose positive
che egli ha fatto da quando è nel braccio della morte, ha crocifisso il
ragazzo. Invece di parlare di come egli stia provando ad aiutare i ragazzi a
non commettere gli stessi errori che ha compiuto lui, lei focalizzava ogni
possibile cosa negativa. Era più giornalismo scandalistico che non una cronaca
obiettiva. Sembra che la giornalista abbia una serie di problemi che deve
affrontare. Vedrò se riuscirò ad inserire l’url (per quest’articolo) alla fine
di questa (# 28), in modo che possiate leggerlo e capire di cosa sto parlando. Quest’ articolo era sul
San Francisco Chronicle (click
here to read this one). Vedrò se sarà
possibile trovare l’url per un altro articolo sulla stessa storia scritto
dall’Associaed Press (click here to read what they wrote). Potrete
notare da voi il contrasto tra le due storie.
Voglio anche commentare
le elezioni. Non tanto su Bush che ha rubato le elezioni. Penso che le persone
già abbiano una loro idea su Bush, quindi dubito che io debba aggiungere
qualcosa a ciò. In ogni modo, riguardo al suo essere Presidente, ho sentito
qualcosa che ho trovato molto divertente. Non so se sia vero, ma , se non lo è,
dovrebbe esserlo. Qualcuno mi disse che Nostradamus, nel 1555, predisse che nel
luogo del più grande potere, l’idiota del villaggio sarebbe salito al potere.
Qualcun altro mi disse che Nostradamus non fece tale predizione, ma è
abbastanza divertente da dividerla con voi.
Non voglio parlare
delle elezioni e di come la Suprema Corte degli Stati Uniti ha dato l’elezione
a Bush. Non tutta la Corte Suprema, ma la maggioranza conservativa. Per quanto
io abbia detestato vederli nominare Bush presidente, ho pensato che fosse utile
in un modo non legato alle elezioni. Ha dimostrato che la Corte Suprema degli
Stati Uniti NON è un’entità imparziale ed apolitica. Ciò che hanno fatto con le
elezioni è la prova che sono molto politici. Se sono così parziali riguardo
alle elezioni, quanto imparziali e giusti possono essere nel decidere riguardo
ad argomenti relativi a vita e morte quali i giudizi di Appello per la Pena di
Morte? La risposta a ciò dovrebbe essere evidente ad ognuno di voi.
In ordine poi a Bush
presidente, non credo che, a meno che voi non siate ricchi o abbiate grandi
affari, avrete un tornaconto. Noi tutti sappiamo quale siano le cose fatte da
lui relativamente alla pena di morte, ma sospetto che voi tutti scoprirete che
non è solo riguardo alla pena di morte. Suppongo che i prossimi 4 anni
dimostreranno se ho ragione, ma spero di sbagliarmi sul suo conto. Ho sentito
una volta uno psicologo che parlava dei politici. Diceva che i politici più
potenti sono dei sociopati. La ragione di ciò è che essi devono essere in grado
di mettere da parte le loro considerazioni morali per portare a termine le cose
che fanno. Non ho una grande stima degli psicologi, ma ciò che lui ha detto
secondo me ha un senso.
Un’ultima cosa, c’è un
sito Web per un’organizzazione chiamata 'The Public Cause Network'.
L’url è http://www.thepubliccause.net. Ci sono una serie di problemi che trattano oltre alla pena
di morte. E’ anche un’organizzazione a cui si può partecipare. Quindi, per
favore, date un’occhiata e partecipate se potete. Penso che inoltre ci sia un
collegamento a quel sito sui collegamenti riportati in questo sito.
Per questa volta ho
finito, ma per favore date un’occhiata alla sezione delle lettere e buttate giù
una riga se volete. Oppure potete scrivermi all’indirizzo indicato sul sito. E’
molto più rapido delle e-mail. I migliori auguri.
Pace,
Dean
