L’ESECUZIONE DI GEORGE CORDOVA
Giustiziato con iniezione letale – 10 febbraio 1999
“Oggi il capitano Burse ha detto a George che sua madre non era sulla lista delle visite approvate, che aveva cercato di cambiare qualche giorno fa… allora George gli ha chiesto se poteva avere il permesso di vederla. Il capitano ha rispoto “no”, lei non era scritta sulla lista. Quindi è uscito e ha detto alla madre di George che lui non voleva vederla!”
(Rogelio Cannady, detenuto, ha
scritto sugli ultimi giorni di George sull’”American Chronicle”)
Da una lettera recente a Tracy & Dave, del CCADP:
“Non abbiate paura delle
conseguenze, guardate l’uomo diabolico
Guardatelo risolutamente negli
occhi, sapendo che siete nel giusto.
Sarà il primo a cedere, perchè
è la mancanza di confronto
Che permette all’uomo di
essere diabolico
La sua più grande paura è di
essere scoperto e di essere esposto a tutti
Pace a tutti voi!”
ALTRE TESTIMONIANZE PERSONALI DELL’ESECUZIONE
GLORIA RUBAC : Lo stato del Texas ha mostrato il suo vero aspetto stanotte, quando ha usato dozzine di guardie e poliziotti carcerari per bloccare la sorella di Gorge Cordova, che era venuta a piangere stanotte davanti alla Walls Unit implorando che sospendessero l’esecuzione di suo fratello. Oralia Gomez è stata sopraffatta dal dolore quando ha realizzato che suo fratello stava veramente per essere ucciso. Diverse guardie l’hanno circondata quando ha provato a farsi strada fino alla porta del blocco della morte e una aveva la pistola in mano, dando l’impressione che se non si fosse fermata l’avrebbe sicuramente usata.
C
Coalition to Abolish the Death Penalty. Quando i poliziotti hanno circondato Oralia il gruppo ha cominciato a reclamare “lasciatela!”, cercando di difenderla, e alcuni adolescenti nipoti di George hanno affrontato le guardie carcerarie. Dopo un confronto verbale sono stati chiamati rinforzi dalla prigione, e altre due dozzine di guardie sono uscite e si sono disposte a cordone per impedire ai membri della famiglia disperati di avvicinarsi alla prigione.
Il confronto è stato teso e prolungato. Le guardie non si sono allontanate dalla death house dopo l’esecuzione, ma sono rimaste altri 30 minuti, finchè i familiari e la gente non si sono dispersi.
Il Texas ha ucciso la 168° persona dal 1982, George Cordova. Il Texas
sta tentando di rendere le esecuzioni un affare naturale, ma stanotte la
famiglia di Cordova gli ha ricordato che il loro caro era una persona speciale,
e che queste esecuzioni non possono essere considerate come normale ordine del
giorno in Huntsville, Texas.
Molti nipoti e nipotine hanno urlato alle guardie che sarebbero bruciate all’inferno per avere partecipato a questo omicidio. La loro rabbia e il loro dolore hanno riempito la notte e sono rimasti nell’aria umida anche dopo l’esecuzione, quando George Cordova è stato dichiarato morto. Il pianto e la preghiera di fratelli e sorelle, zie e zii, nipoti e nipotine si potevano sentire nella notte. Il loro dolore sembrava inconsolabile.
I Cordova hanno ringraziato la Texas Coalition per la sua presenza lì vicino a loro, e per averli accompagnati alla camera mortuaria a prendere il corpo di George per portarlo a casa, a S. Antonio, e cremarlo.
E domani notte il Texas darà
luogo a un altro omicidio deciso dallo stato, dato che hanno in programma
l’esecuzione di Danny Barber, che sarà la vittima n° 169.
…. Ha mandato una lettera molto
carina alla Texas Coalition, ringraziandoci per il nostro lavoro e allegando 10
francobolli per aiutarci nelle nostre campagne. Ha detto che ha ricevuto 10
dollari dal Fondo Detenuti e che li mette a disposizione per la nostra campagna
di sensibilizzazione nelle scuole di Houston, intitolata “Perché la pena di
morte è sbagliata”.
HERMALINDA AGUILAR :
Cari amici, fratelli e sorelle
nella lotta per la vita e la giustizia, mia sorella e io abbiamo assistito
all’esecuzione di George Cordova il 10 febbraio, come lui ci aveva chiesto.
Da quel momento siamo un po’ shockati ed è difficile parlarne, ci sentiamo colpevoli per essere stati li e non aver spaccato il vetro e provato a salvare George dall’essere ucciso, quello a cui abbiamo assistito è stato un deliberato, premeditato omicidio commesso dallo stato del Texas. Appena entrate nella stanzetta l’abbiamo visto così indifeso sul lettino, legato in tutti i modi ai piedi, con le braccia bloccate nella posizione di crocifissione, impossibilitato a muovere qualsiasi cosa oltre alla testa, con gli aghi in entrambe le braccia e i suoi giustizieri ai lati. Ha chiesto perdono alla famiglia della vittima per la perdita del loro caro, augurando loro di trovare qualche stimolo positivo dalla vista della sua morte. Si è accusato della sua colpa. Ha incoraggiato i messicani ad essere uniti.
Ha detto di essere pronto per
andare in paradiso, anche se pensava di non esserne degno, e che ci saremmo
rincontrati tutti lì, un giorno. Poi gli hanno somministrato il veleno, ha
tossito due volte ed è morto.
Un’ora prima, mentre io e mia
sorella eravamo nell’Hospitality House, ci aveva chiamato ringraziando il
Signore di averci potuto parlare, mi ha detto di raccomandarvi da parte sua di
proseguire nella lotta contro la pena di morte, così Rick avrebbe potuto
festeggiare il suo compleanno (George mi aveva detto in una precedente visita
che Rick si sarebbe rifiutato di festeggiare il suo compleanno finchè la pena
di morte non fosse stata abolita), mi ha detto di ringraziare tutti per il loro
supporto, specialmente Dave e Tracy della Canadian Coalition Against the Death
Penalty, per averlo aiutato a dividere i suoi sentimenti e i suoi pensieri con
il mondo esterno, e perché attraverso Dave e Tracy il mondo aveva potuto vedere
che era un essere umano, una persona, non solo un numero.
Mi ha detto di dirvi Muchas Gracias, e Vaya Con DIOS.
La sua prima preoccupazione l’ultima volta che mi ha contattato era quella di non riuscire ad avere un funerale dignitoso, non voleva che il suo corpo rimanesse ad Huntsville. Il suo desiderio è stato esaudito, avrà un funerale dignitoso nella sua città natale, San Antonio nel Texas, alla “E.M.RODRIGUEZ FUNERAL HOME", il suo investigatore privato di 5 anni Tina Church dell’Indiana ha pagato le spese per il suo funerale. Possa George riposare in pace!
Mille ringraziamenti a Tina Church per la sua gentilezza.
Informazioni sul caso di George si possono reperire alla homepage di Mr.Rousseau e Mr.Lim,
http://members.tripod.com/ccadp/limrousseau.htm
LA RICHIESTA DI GEORGE DI CORRISPONDENTI, 2/11/1998
“Ho 39 anni (data di nascita 26/3/59), sono messicano (bilingue). Peso 170 libbre, battezzato cattolico, non sposato, non ho figli. Soggetti favoriti: storia, autobiografie, arte, poesie, politica, matematica.
20 anni in prigione… sono in
lista di esecuzione per il 10/2/99 (ho presentato ricorso alla Corte Suprema).
Sono stato condannato sotto la legge chiamata “legge delle parti”, quindi il
co-imputato Joe Hernandez ha colpito la vittima sul collo, gli hanno offerto di
dichiararsi colpevole, ha accettato ed ha avuto la condanna a vita; hanno
offerto lo stesso a me, ho rifiutato e mi hanno condannato a morte. Sono
poveri, non ho supporto dalla mia famiglia, e sarei felice di ricevere
qualsiasi supporto da chiunque sotto forma di lettere, preghiere, e se
possibile qualche contributo economico per aiutarmi a pagare le spese del mio
funerale nel caso che la mia esecuzione sia confermata (ma solo se è
possibile). Risponderò a tutti, compresi quelli che sono a favore della pena di
morte e vorrebbero scagliare la prima
pietra contro di me.
Jorge Cordova n° 706, Ellis Unit, Huntsville, Texas 77343.
George (Jorge Cordova) è stato giustiziato il 10 febbraio
1999.
