TEXAS, U.S.A. - Voci dal Braccio della Morte

          Ultimo aggiornamento: 25/01/2009
   

EPITAFFIO

(di: James Jon Potter)

A.J. Bannister, Richard “Ox” Oxford, Doyal Williams, Eric Clemmens, Milton Griffin e James Roberts. Nomi che molti di voi non hanno mai sentito, e molti avrebbero preferito non conoscere. Nomi di uomini che hanno perso la vita nel Braccio della Morte del Missouri. Nomi che ho conosciuto e amato. Uomini che ho chiamato amici. Ho visto le loro vite scorrere per un breve periodo e ho diviso il tempo con loro.

Improssivamente se ne sono andati. Non si sono più sentite le loro risate, ne’ visti i loro sorrisi. Giorno per giorno, mentre la vita va avanti. Tu cerchi i loro volti in tutti i posti familiari dove eri solito vederli prima, e poi ti ricordi che non ci sono più. In qualche stanza, vedi un volto o una testa che ti sembrano familiari, li chiami, e poi ti ricordi che la persona che stai cercando non può più essere lì, non potrai più incontrarla.

Molti anni fa, un caro amico mi disse che vedeva sempre “fantasmi”. Per anni ho dimenticato quello che mi diceva, finchè ho incontrato gli uomini del Braccio della Morte. Allora ho capito cosa intendeva il mio amico quando mi diceva che vedeva sempre “fantasmi”.

Non importa quanto vivrò ancora, ricorderò sempre quelli che sono stati miei amici. Le maniere quiete di A.J. Bannister, il suo desiderio di dividere con qualcuno quello che faceva. Doyal Williams, uno che ha cercato di aiutare quelli più poveri di lui con l’assistenza legale, rispondendo alle domande. Richard Oxford, o “Ox” come lo chiamavamo, era il clown che riusciva a farci ridere e a farci vedere il lato luminoso della vita. Era sempre ottimista, tranne quando rimaneva solo a combattere contro i suoi demoni personali. James Roberts, l’abbiamo sempre chiamato “Hog”, perché aveva un appetito insaziabile. Era burbero con tutti tranne che  con i suoi amici, per i quali era un buon ascoltatore e uno spirito comprensivo. Milton Griffin, un amico che mi spiegò i giochi Nintendo, tante ore passate insieme ridendo e prendendoci in giro per gli errori che facevamo. Eric Clemmens, il ribelle, che combatteva sempre contro qualcosa. Mai contento se non riusciva tutti i giorni a creare qualche complicazione.

Per i molti, questi nomi non singnificano niente. Per alcuni significano rimpianto, dolore e rabbia. Ma per me significano amicizia. Questo è il mio epitaffio per loro e il loro ricordo…

 (Fonte: The Lamp of Hope Project )

 

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