LA PENA DI MORTE E QUELLO CHE HA DETTO IL SIGNORE
(Di: Joe E. Blackmon, padre di Don Blackmon)
Molto è stato detto e scritto nel nostro paese a riguardo della pena di morte. Forse quello che sto per dire è già stato detto da altre persone più qualificate, ma ho bisogno di dire quello in cui credo riguardo a questo soggetto. Ci sono molti che sostengono che la pena di morte andrebbe inasprita, perché può prevenire il crimine. Ma tutti i giorni sentiamo che vengono commessi nuovi crimini "capitali".
Altri dicono che la pena di morte non ha effetto deterrente, e mi sembra che questo sia vero. La maggior parte di questi crimini viene commesso al momento, e non sono premeditati. Mentre molti di quelli che commettono questi crimini sono indubbiamente un danno alla società e vanno rinchiusi senza possibilità di uscire sulla parola, credo che ce ne siano altri che, se gli fosse data un'opportunità, potrebbero diventare dei cittadini utili.
Tuttavia, non sono queste le ragioni per le quali mi oppongo alla pena di morte. Molte persone che si professano cristiane sembrano assetate di sangue tanto quanto le altre, e tentano di dimostrare le loro ragioni con la parola di Dio. Io sono persuaso che una migliore comprensione della parola di Dio porterebbe queste persone a opporsi alla pena di morte come me.
Molti avvocati della pena di morte si rivolgono ai Romani, capitolo 13, dove l'apostolo Paolo dice ai Cristiani dell'Impero Romano di sottomettersi al potere, perché questo potere è donato da Dio, e coloro che resistono al potere resistono al volere di Dio. Prosegue poi dicendo che "se fai il male, allora devi temere perché le autorità non agiteranno la spada invano; hanno il potere di punire; sono al servizio di Dio per manifestare la sua collera verso chi fa il male".
Non vedo come si possa trovare la pena di morte dentro questo versetto. La spada era l'arma dei soldati romani per combattere sia in guerra che in pace, proprio come i nostri poliziotti portano la pistola per difendere la legge e riportare la pace. Ma non trovo dove sia scritto il mandato per cui possano usare la pena di morte se non per i casi assolutamente necessari. Alcuni cristiani di oggi credono di poter essere poliziotti e anche boia portando avanti la pena di morte. Questo non lo credo. L'apostolo Paolo dice in Romani 12:17-21 di non vendicarsi da soli. E precisa le parole dette dal Signore: "A me la vendetta, darò io il contraccambio".
Se volete vedere la pena di morte praticata nel Vangelo, dovete andare a Matteo 27:44, Marco 15:27, Giovanni 19:18, Luca 23:32-41, e Atti 7:57-60. In Matteo, Marco, Luca e Giovanni si parla del nostro Signore e di due ladri che vengono crocifissi. Negli Atti si racconta degli Ebrei che lapidano Stefano. Qualcuno può dire che il Signore abbia approvato queste uccisioni?
Allora chi appoggia la pena di morte torna al Vecchio Testamento e prova a giustificarsi con il fatto che Dio abbia ordinato di portare avanti la pena di morte in certe situazioni. Proviamo a esaminare qualcuno di questi ordini. Genesi, 4:8-16, troviamo il primo omicidio. Una storia così familiare per tutti noi, dove Caino uccide suo fratello Abele. La sua punizione? Bandito dal paese.
Ora leggiamo qualcuno di questi crimini capitali nel libro dell'Esodo 21:12-29. Questi crimini consistono in: omicidi (versi 12 e 15), rapimenti (verso 16), percosse al padre e alla madre (verso 17). Poi in Esodo 21:28-29: "se un uomo ha un bue che sa essere solito cozzare con le corna ma non lo custodisce, e il bue cozzando uccide un uomo o una donna, il bue sarà lapidato e il suo padrone deve essere messo a morte. Esodo 22:18 "chiunque si abbruttisce con una bestia sia messo a morte". Esodo 35:2 una legge riguardante il giorno di sabato: "Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte". Deuteronomio 13:6, il falso profeta dovrà essere messo a morte. Deuteronomio 21:18-21, un figlio testardo e ribelle viene messo a morte. Numeri 15:35-36 racconta la storia di un uomo che taglia la legna nel giorno di sabato e viene messo a morte; Levitico capitolo 10, se un uomo che commette adulterio con la moglie di un altro, entrambi vanno messi a morte; se un uomo giace con la moglie di suo padre, entrambi devono essere messi a morte; se un uomo giace con la sua figlioccia, entrambi vanno messi a morte; se un uomo giace con un altro uomo come se giacesse con una donna, entrambi vanno messi a morte.
Ora torniamo al Vangelo a vedere cosa fa il Signore. In Giovanni 8:3-11 troviamo la storia di una donna sorpresa in flagrante adulterio. Gli ebrei la portano davanti a Gesù, perché la legge di Mosè dice che deve essere lapidata. Si aspettano che Gesù contraddica Mosè, ma notate cosa fa. ""Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra." E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli udito ciò se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Allora Gesù alzò il capo e non vide nessun altro che la donna, e le disse: "Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?". Gli rispose la donna "Nessuno, Signore". "Nemmeno io ti condanno. Va e non peccare più".
Gesù mostra compassione e perdono. Dove sono la compassione e il perdono nelle persone che dicono di essere cristiane? Cristiano vuol dire "come Cristo", oppure "che segue Cristo". Potrebbe Cristo premere il bottone per prendere la vita ad un uomo? Inoltre se un uomo è un pericolo per la società deve essere rinchiuso senza possibilità di uscire. Sono stato informato del fatto che costerebbe meno alla società far questo che non condannarlo a morte. E se la gente vuole insistere nell'uccidere dicendo che è l'ordine che ha dato il Signore nel Vecchio Testamento, allora dovrebbero applicare la stessa pena anche a tutti gli adulteri, ai figli violenti, ai gay e a tutte le altre cose che vengono assolte adesso, che il Signore avrebbe detto di punire con la morte. Anche il sacerdote Uzzah che aveva osato toccare l'Arca dell'Alleanza sacra venne colpito da un fulmine, perché nel libro di Samuele sta scritto che nessuno deve osare toccare una cosa sacra, pena la morte.
Tornando alla lettera ai Romani, quando l'apostolo Paolo dice. "i poteri che gli sono stati conferiti dal Signore", cosa intende? Che gli uomini rifiutano l'autorità di Dio. In Samuele 8:7, quando la gente chiede di essere governata da un re, il Signore dice a Samuele "Ascolta la voce del popolo, perché costoro non hanno rifiutato te, ma hanno rifiutato me, perché io non regni più su di e loro". Così il Signore permise che avessero un re. Romani, 13:4 " le autorità non agiteranno la spada invano". Gli uomini che siedono in alto e sembrano avere il potere di vita o di morte sopra altri uomini oggi, dovrebbero ricordarsi delle parole del Signore in Matteo 7:2 "Per come giudicate, sarete giudicati, e con la misura con cui misurate sarete misurati".
Prego perché sempre più gente si accorga che il cosiddetto omicidio legale consiste solo nel rendere un'orribile situazione ancora peggiore. E' una tragedia che si aggiunge a un'altra tragedia e non risolve niente. Due errori non fanno una cosa giusta.
