TEXAS, U.S.A. - Voci dal Braccio della Morte

          Ultimo aggiornamento: 25/01/2009
   

IL PREZZO CHE PAGHIAMO

(di: David Goff, n° 999015)

Un uomo si allontana dalla prigione dopo 17 anni. Non è stato graziato. Non è scappato. Ma dopo quasi due decadi le accuse contro di lui sono cadute. Cosa rende interessante questo evento è che la sua casa per 17 anni è stata una cella nel braccio della morte del Texas.

Ricardo Adape Guerra ha ripetuto per 17 anni che non aveva commesso il crimine di omicidio di un poliziotto per il quale era stato condannato. A quanto pareva, la maggior parte non gli credeva. Fu così per 12 anni, poi una prova della sua innocenza iniziò ad attirare l'attenzione di quelli che tenevano genuinamente alla giustizia. Guerra si aggiunge a una lunga lista di uomini e donne negli U.S.A. che sono stati condannati per crimini che non commisero, e dei quali più tardi è emersa la non colpevolezza.

Attualmente più di 19 individui negli U.S.A. sono sul punto di raggiungere Guerra ottenendo la loro libertà, e ce n'è circa altri 200 condannati a pene non capitali; condannati per crimini gravi, potrebbero essere rilasciati il prossimo anno.

Tristemente, il sistema giudiziario è arrivato al punto di preferire che sia condannato un innocente come colpevole, per timore che un colpevole possa restare libero. Questo è totalmente contrario al tradizionale concetto di giustizia negli U.S.A.. Un concetto che sostiene. "è meglio che 10 colpevoli se ne vadano liberi piuttosto che un innocente venga condannato". Già, le voci delle vittime gridano e piangono forte e dovrebbero essere ascoltate, ma nella corsa americana al "sentiamo il loro dolore", i diritti di tutti vengono minacciati.

Bisognerebbe ricordare che la Costituzione e la Carta dei Diritti sono state scritte per proteggere i diritti individuali dei cittadini americani da un governo che eventualmente potrebbe anche andare nella direzione sbagliata. Calpestare i diritti individuali storicamente ha sempre portato a una penalizzazione dell'intera società. Nella grande pressione per estendere il potere dello stato, i diritti di ogni individuo sono diventati insignificanti. La pena di morte viene usata da quelli che sperano di controllare il crimine, essere eletti, o di cavalcare il dolore delle vittime; è molto difficile trovare tracce di giustizia nelle leggi approvate recentemente.

Se gli stessi prigionieri lasciano messaggi per la società dalla quale sono rinchiusi, non ci sono dubbi che l'estrema punizione e la sua amministrazione debbano influenzare i cuori e le menti dei suoi leaders. Un senatore ha espresso la convinzione che l'esecuzione di individui innocenti è il prezzo che tutti dobbiamo pagare per vivere in una società democratica. Questa logica sembra essere abbracciata da numerosi personaggi al potere, anche se è basata su false premesse. Se una democrazia non basa le sue fondamenta sui concetti di verità, giustizia, libertà e mancanza di terrore, non ha niente di umano. Sarebbe preferibile un sistema totalitario che eserciti apertamente il controllo delle masse, piuttosto di un sistema di governo che continui a nascondersi dietro la maschera di una simile libertà.

In teoria la pena di morte potrebbe avere un costo di vite innocenti maggiore di qualunque guerra. Perché se anche la storia registrasse solo la vita di una persona innocente, quella vita rappresenterebbe milioni, miliardi di vittime. E' semplicemente un errore per una nazione giudicare indifferentemente, e casualmente togliere la vita di qualche persona innocente. E' sbagliato. E se, come dicono i leaders americani, questo è il prezzo da pagare per vivere in una democrazia, allora è un prezzo troppo alto.

Quale specie di essere umano, con una coscienza pulita, potrebbe appoggiare o abbracciare un così assurdo e corrotto concetto di democrazia? Si possono sentire gli echi di Mussolini e Stalin "cos'è la vita di uno in confronto alla vita di molti". Questa non era una domanda, ma il loro concetto del sistema di governo al quale avevano assogettato i loro popoli.

Randle Adams, Maurice Deebs, Clarence Brandley, Ricardo Guerra, Kerry Cook sono solo pochi nomi di individui; che in questi ultimi dieci o dodici anni sono sfuggiti al più famoso sistema di pena capitale dalla sua restaurazione. Alcuni sono stati condannati a morte. Ognuno di loro è arrivato a poche ore dall'esecuzione, e ognuno di loro era innocente. La ragione porta a chiedersi quante persone siano state giustiziate prima che fosse dimostrata la loro innocenza, e quante siano sparse nei bracci della morte in questo momento.

Se è questo che richiede la democrazia, allora il prezzo "deve essere" troppo alto. La pena di morte deve essere bloccata. Perché in una società come quella americana, che è politicamente, economicamente, socialmente e razzialmente motivata, l'errore potenziale è diventato troppo grande, e il prezzo troppo alto.


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