Newsletter 6/2008
a cura di claudio canal
E
tornata per pochi giorni nei media mondiali la Birmania/Myanmar.
Si può dire, cinicamente, grazie al Ciclone Nargis del 2 maggio scorso.
Poi,
come se la natura matrigna di
leopardiana memoria avesse fatto le sue scelte politiche, è sopraggiunto il terremoto in
Cina. Più importante, più temibile, la Cina.
La
Birmania è tornata dovera, nel mondo invisibile al nostro mondo. Ci vorrà qualche
altro disastro o rivolta o fattaccio perché qualcuno la degni di uno sguardo.
Foto
satellitare del delta dellIrrawaddy, la prima del 15 aprile, la
seconda del 5 maggio, dopo il passaggio di Nargis, dove si
vede come la linea costiera e le terre basse siano inondate.
da Le Monde, 22 maggio 08
Quanti
i morti? Quanti i profughi? Le cifre si rincorrono, chi parla di 3 milioni di senza tetto,
chi di 300.000 morti [v.
Daily Telegraph, www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/burmamyanmar/1926897/Burma-cyclone-kills-more-than-350-people.html]. Tutti gli osservatori e
i soccorritori sono concordi nellindicare il ciclone come un disastro più grave dello Tsunami nellOceano Indiano del 2004.
Un
servizio video della CNN è vedibile su YouTube: www.youtube.com/watch?v=HINrGeQd9p4
Quello
che è certo è che non sapremo mai esattamente lentità del disastro.
Quello
che sappiamo è che il ciclone si è abbattuto sulla zona più fertile del paese, quella
che produceva riso, che è il sostentamento base della popolazione.
Che
nei paesi rurali, dove vive la gran parte della popolazione, la
vita è disperata.
Che
lesercito, il tristemente noto Tatmadaw, forte
di più di 400.000 effettivi, non si è fatto vedere nelle zone disastrate.
Che
la Giunta al potere frappone
ostacoli di ogni tipo agli aiuti dallestero; dopo la Conferenza dei donatori a Yangon, sotto legida delle Nazioni Unite, la Giunta si è
lamentata del fatto che i paesi donatori vogliono legare gli aiuti
economici con il pieno accesso alle regioni del delta dellIrrawaddy
[1].
Che
molti birmani emigrano in Thailandia dove, cè da
augurarsi, il governo si comporti meglio di quello italiano.

BoGaLay vicino alla città di Pya Pon ha avuto 10.000 morti

da Le Monde 22 maggio 08
Come
scrive un amico birmano in un commovente italiano: E'
da vero un disastro sia con il ciclone sia anche con il referendum sulla nuova
costituzione indetto dal regime militare. Sentiamo molto male con questi due sucessivi che non possiamo fare niente. Tutti e due sono i veri
disastri per la nostra patria. Abbiamo perso il nostro futuro
Infatti la nuova Costituzione è stata approvata dal
referendum realizzato subito dopo il disastro, dal 92,48% dei votanti, dice la Giunta.
Poco dopo è entrata in vigore, anche se inizialmente la Giunta aveva garantito che ciò
sarebbe successo entro due anni, dopo le elezioni politiche.
Con
la nuova Costituzione i militari restano la forza dominante del paese, controllano la
maggioranza dei ministri, hanno il diritto di dichiarare lo stato di emergenza, limitare i
diritti politici dei partiti in nome della sicurezza nazionale, trascurare le
richieste di autonomia delle minoranze [2].
Su
Lawka Pala (Legal Journal on Burma) www.blc-burma.org/activity_pub_liob.html dibattiti e analisi della bozza
di Costituzione.
Il 5 giugno è stato arrestato
il più celebre attore cinematografico
e satirico della Birmania, Zarganar [Maung Thura, nome darte, appunto, Zarganar, pinzette]. Aveva già
fatti diversi anni nel famigerato carcere di Insein [3] dopo
la rivolta del 1988 ed era stato arrestato lo scorso ottobre durante le manifestazioni
popolari.
Le ragioni di questultimo
arresto sono semplici:
Zarganar ha organizzato un team di oltre 400 volontari che, sfidando
i divieti e le restrizioni del regime militare, hanno portato soccorso a 42 villaggi,
alcuni dei quali mai raggiunti da nessun tipo di aiuto né governativo, né straniero. Zarganar ha inoltre parlato con i media
internazionali [vedi
la lunga e bella intervista [in inglese] poco prima di essere arrestato
sullattività di soccorso nelle zone devastate: www.irrawaddy.org/article.php?art_id=12448]
dando preziose informazioni sulla realtà del paese dopo il ciclone Nargis
[4].
La
giunta è ossessionata dalla propria sopravvivenza e larresto di Zarganar è un segnale per quanti pensassero
durante questa fase di stabilire legami con i soccorritori stranieri.
Sullimpegno
di Zarganar nelle operazioni di soccorso v.
il video della CNN in http://burmasitmone.wordpress.com/2008/06/06/who-is-zarganar/
Una
delle accuse che gli erano state rivolte durante il precedente arresto era stata quella di
aver diffuso e commentato sarcasticamente il video ufficiale che riprendeva la festa di nozze lo scorso
ottobre della figlia del dittatore Than Shwe,
leader della giunta militare.
E
importante vederlo perché rappresenta perfettamente il mondo a parte in cui vivono questi
pretoriani e il loro entourage
http://www.khitpyaing.org/ads/seinCnya_eng.php.
[1] Anche in Cina non si scherza quanto a divieti ai giornalisti e ai
fotografi. Vedi il documentato articolo su Le Monde del
7 giugno 2008, La police chinoise
interdit l'accès aux ruines des écoles du Sichuan, www.lemonde.fr/web/
[2] Il 4 di giugno il battaglione di fanteria
Su
una delle prossime Newsletter pubblicherò
un mio lavoro sulla situazione delle minoranze in Birmania.

[3] Carcere di Insein, alle porte di Yangon
[4]
Barzelletta raccontata da Zarganar:
Bush, Hu Jintao,
presidente della Cina, e Than Shwe, leader della giunta birmana, vanno a trovare Dio.
Bush gli chiede quando gli Stati Uniti
diventeranno la più potente nazione del mondo. Non durante la tua vita
risponde Dio ad un Bush in lacrime.
Hu chiede quando la Cina diventerà la
più ricca del mondo. Stessa risposta di Dio e stesse lacrime del presidente cinese.
Alla fine Than
Shwe chiede quando la Birmania
avrà abbastanza acqua ed elettricità. Dio scoppia in lacrime: Non nella mia
vita
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