Newsletter 3/2007
a cura di claudio canal
un modesto notiziario per un paese incerto fin dal nome:
BIRMANIA in italiano, BURMA in inglese, MYANMAR il nome ufficiale in birmano.
BURMA è la resa fonetica data dalle autorità coloniali della pronuncia di phamma con cui la maggioranza della popolazione chiamava il paese. Il termine MYANMAR, adottato ufficialmente dal giugno 1989, è il nome usato nelle Cronaca del Palazzo di vetro, un libro di storia commissionato dal re birmano nel 1829.
La giunta militare che governa il paese l’ha imposto come gesto anticoloniale.

Vuoi che la grande stampa e la televisione, impegnate a raccontarci i dissidi tra Mastella e Pecoraro Scanio, i crimini dei lavavetri, le beatitudini di Veltroni, le piste e contropiste del delitto di Garlasco e i gridolini dei papa boys a Loreto, prestino orecchio a ciò che avviene in un remoto paese asiatico di incerta collocazione geografica?
Io comincerei rendendo omaggio a Ohn Than, 61 anni, che da solo il 23 agosto scorso ha manifestato davanti all’Ambasciata USA di Yangon, la capitale, per “libere elezioni del governo, per farla finita con i dittatori” e per chiedere all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati di venire in Birmania. Naturalmente è stato arrestato.
Già ad aprile aveva manifestato, sempre da solo, e anche allora era stato arrestato.

Il 15 agosto la giunta militare, che detiene il monopolio della vendita del carburante, ha improvvisamente raddoppiato il prezzo della benzina e del diesel e quintuplicato quello del gpl.
Il 19 agosto nella capitale c’è stata la prima manifestazione di protesta di 400 persone. Subito sono stati arrestati 13 dissidenti storici, leaders della rivolta studentesca del 1988 che aveva aperto le porte a libere elezioni effettivamente vinte dall’opposizione guidata da Aung San Suu Kyi e invalidate dalla giunta.
Tra gli arrestati Min Ko Naing e Ko Ko Gyi, già “ospiti” per più di un decennio delle carceri birmane.
Era da quasi vent’anni che per le strade della Birmania non si vedevano proteste di consistenti gruppi di cittadini con precisi intenti politici.

Nei giorni successivi tante piccole manifestazioni si sono diffuse per il paese, compresa quella di 300 monaci buddisti a Sittwe, capoluogo dello stato di Arakan, nel sud ovest del paese. Tutte ormai con contenuti sempre più strettamente politici.
Gli arresti sono naturalmente continuati, destinati in particolare ai membri del partito di opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia [NLD].

Il fogliaceo portavoce della giunta, “The New Light of Myanmar”, aveva d’altra parte minacciato direttamente e nominalmente i leaders di pesanti punizione se avessero continuato a “fomentare” i disordini.
L’accusa è la solita:
NLD in collusion with internal and external destructive elements attempting to undermine national interest [27 agosto]
A dar man forte alla polizia schierata dovunque, sono scese le temibili squadre filo-giunta della Associazione dell’Unione di Solidarietà e Sviluppo [USDA] e i paramilitari del Pyithu Swan Arr Shin [PSAS, Gruppi del Potere del Popolo], guidati da funzionari di governo [1]
membri
della USDA e PSAS intervengono nella repressione
Potrà resistere questo fragile movimento alla natura brutale della giunta? Molto difficile da prevedere. Alcuni osservatori sostengono che l’improvviso aumento del prezzo del carburante sia stata una mossa di certi membri della giunta militare proprio per mettere in difficoltà il gen. Than Shwe, il leader della medesima, e risolvere così conflitti interni di potere.
Staremo a vedere.
A livello internazionale c’è ben poco da sperare. Le Nazioni Unite sono bloccate per il prevedibile veto al Consiglio di Sicurezza della Cina, che della giunta è la patrona sia per ragioni strategiche sia per i diritti di sfruttamento dei giacimenti off shore che si è assicurata. La confinante India, che si era sempre dimostrata critica verso il regime birmano, da un po’ di tempo ha cambiato atteggiamento. E’ interessata anch’essa alle fonti energetiche di cui la Birmania è ricca e nello stesso tempo non disdegna di fare buoni affari vendendo elicotteri antiguerriglia, assemblati in India, ma con componenti provenienti dall’Europa [Italia compresa] e Stati Uniti. La Cindia di cui si favoleggia ha in questo caso concreta applicazione [2]

[1] La Union Solidarity and Development Association (USDA) è una organizzazione governativa fondata nel settembre 1998 dalla giunta birmana. Ne costituisce il “braccio civile” usato per propaganda e intimidazioni alla popolazione. Il 30 maggio 2003 ha tentato di eliminare Aung San Suu Kyi con un attacco in cui almeno un centinaio di sostenitori della Lega Nazionale per la Democrazia furono picchiati a morte.
PSAS è un ramo dell’ USDA composto spesso da personaggi con precedenti penali. Sono pagati 3000 Kyats [ circa € 2] al giorno. Sono dotati di bastoni di ferro coperti di plastica.
Vedi il sito ufficiale : www.usda.org.mm/eng/
[2] Rete Disarmo, Safeword e Amnesty International hanno diffuso nel luglio scorso un rapporto in cui si denuncia l’imminente trasferimento dell’Advanced Light Helicopter prodotto in India all’esercito di Myanmar [vedi il testo in inglese: www.disarmo.org/rete/docs/2128-22468_report_india_myanmar.pdf] .
L’elicottero è un assemblaggio di parti costruite nell’Unione Europea e negli Stati Uniti e Israele, in violazione dell’embargo alla vendita di armi alla Birmania che l’Unione aveva stabilito nel 1988. Un vecchio trucco quello della triangolazione.
Belgio:
- lanciamissili prodotti da Forges de Zarbrugge FZ
Francia:
- motori prodotti da Turbomecca
- pistole prodotte da GIAT
- missili prodotti da Matra Bae Dynamics
Germania:
- componenti per il controllo del volo e del motore prodotti da SITEC Aerospaces
- sviluppo del design da parte di Eurocopter
Italia:
- sistema frenante prodotto da Elettronica Aster SpA [v.
www.elaster.it]
Regno Unito:
- sistema idraulico fornito da APPH Precision Hydraulics Ltd
- equipaggiamento per il galleggiamento, sistema di serbatoi di carburante
- autosigillanti fornito da FPT Industries
- serbatoi per il carburante, equipaggiamento per il galleggiamento e scatole
del cambio forniti da GKN Westland
Svezia:
- equipaggiamento di autodifesa fornito da Avitronic, un'azienda di cui Saab AB
è comproprietaria.
Credits:
le foto sono tratte da THE IRRAWADDY: www.irrawaddy.org/
quella dell’elicottero da www.unimondo.org
Per tornare alla lista delle Newletter del Myanmar
Per tornare alla Home Page cliccare qui Insieme senza Confini