La Cooperativa Sociale P.G.Frassati non nasce da un progetto organico che vede il lavoro come strumento di risocializzazione e di spazio terapeutico (nel senso che produce salute) ma da esigenze di sopravvivenza materiale di embrioni comunitari dove costruivano una convivenza soggetti che provenivano da diverse esperienze marginali: minori abbandonati, ex carcerati, ex tossicodipendenti, portatori di handicap e operatori.
L'organizzazione delle comunità non era supportata da interventi finanziari dell'Ente pubblico, se non in forma di parziali disponibilità e quindi il lavoro diventa il fulcro dell'economia del gruppo e nello stesso tempo un esercizio di equilibrio e compensazioni delle capacità produttive limitate di una parte di esso.
In quei tempi non esisteva alcuna legislazione di sostegno e le attività si dividevano sul mercato del lavoro pubblico (convenzione sulle pulizie) e sul mercato privato (laboratori, servizi e ditte o singoli privati) con una prevalenza del secondo sul primo.
L'organizzazione del lavoro soffriva da una parte del tipico clima di maternage della realtà comunitaria e nello stesso tempo poneva le esigenze di imprenditorialità e di concorrenzialità che il mercato libero riduceva.
Con il maturare di queste esperienze, lentamente all'interno della Cooperativa, si andava a definire sempre più nettamente la realtà residenziale e quella del lavoro.
L'Ente pubblico riconoscendo e convenzionandosi con le comunità risolveva il problema economico della loro autonomia e ne determinava un profilo sempre più professionalizzato di fronte anche al precipitoso trasformarsi dell'utenza. Nello stesso tempo i lavoratori e le attività di lavoro (impresa di pulizia e agricola) andavano a disegnare un profilo culturale ed organizzativo sempre più vicino all'esperienza di quelle cooperative allora, chiamate integrate, conservando una fisionomia propria determinata da un mercato molto misto e dal bacino di utenza dei Soci svantaggiati che provengono da vari settori di marginalità (carcere, senza fissa dimora, minori a rischio, ex tossici, portatori di handicap psichico, malati psichici) dove non risulta una prevalenza di un disagio particolare ma una presenza di persone che soffrono marginalità diversa natura.
Questa composizione dei soggetti svantaggiati ha favorito dinamiche di autoaiuto e motivazionali che hanno stimolato livelli produttivi e professionali di buona qualità permettendo una competitività sul mercato anche nei confronti di aziende normali.
Questo stato di cose ha portato la Cooperativa a privilegiare una filosofia e un'azione che prevedeva un contesto organizzato di lavoro ed in esso l'inserimento dei Soci svantaggiati piuttosto che un'area di Soci svantaggiati che cercano un'attività di lavoro per il proprio sostentamento.
Questo mettere al centro il lavoro e la filosofia della sua organizzazione ha allontanato ogni pericolo di ergoterapia o di situazione di "laboratorio protetto" offrendo concretamente al Socio un ruolo di attivo protagonista del suo stesso inserimento produttivo.
Abbiamo evitato aree di lavoro particolarmente condizionato da interventi politico/assistenziali e altresì evitato di teorizzare la filosofia della nicchia cioè di un pezzo di mercato dei servizi a noi dovuto o conquistato politicamente.
Crediamo che solo la qualità, la capacità organizzativa e la flessibilità produttiva possano garantirci insieme agli altri interventi legislativi (Legge 381 e Legge Regionale 18) la possibilità di crescita della cooperativa di lavoro.
Solo se la Cooperativa riesce a far riconoscere alla committenza la qualità e l'efficacia del suo lavoro riesce a comunicare ai Soci svantaggiati quegli elementi di fiducia ed autostima necessari insieme alle spinte imprenditive di ciascuno a costruire la valenza terapeutica dell'attività in cooperazione.
Se è vero che la strada della risocializzazione passa attraverso il lavoro in quanto strumento privilegiato di quella uguaglianza dei diritti e dei doveri che la marginalità tende a negare, non possiamo immaginare che esso sia in qualche modo falsato da una dimensione protetta che lo espropria di quelle caratteristiche che in cooperativa significano imprenditorialità diffusa, qualità ed in particolare quella sensazione che poco ci è regalato ma ogni spazio deve essere conquistato.
Nel momento che il cantiere o la squadra nel suo insieme viene a lavorare con questa sensazione di fondo, il Socio svantaggiato si appropria da protagonista delle valenze risocializzanti del lavoro come soggetto non più marginale ma lavoratore che contribuisce ad un risultato riconosciuto e stimato.
La conduzione del lavoro nella nostra Cooperativa viene gestita mediante le seguenti funzioni demandate a figure impegnate per il servizio e sul servizio
La direzione del servizio fa capo al Direttore lavori della Cooperativa Sociale P.G. Frassati produzione e lavoro, che in collaborazione con gli altri responsabili ha analizzato e definito il progetto operativo per dotare tutte le aree di intervento delle risorse umane e strumentali necessarie all'adeguata esecuzione del servizio di pulizia.
Al direttore lavori compete di garantire la gestione ottimale del servizio nel rispetto degli impegni assunti e dei fini sociali della Cooperativa e con le seguenti responsabilità:
Al Responsabile di Cantiere competono le seguenti responsabilità:
Nell'ambito dell'organico previsto e dislocato nel Cantiere, è presente la "Squadra di lavoro", all'interno della quale si colloca la figura dell'Istruttore, il quale opportunamente responsabilizzato ed in stretta collaborazione con il responsabile di Cantiere assolve ai seguenti impegni:
La Cooperativa aderisce alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue e in questo ambito è associata all'Associazione Regionale Cooperative Servizi Turismo, svolge le seguenti attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate:
Pulizie:
Manutenzione aree verdi:
Produzione floriorticola:
Mezzi di trasporto:
Detta attrezzatura è a norma di legge secondo la normativa della Legge 626/95.
La Cooperativa è iscritta all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali e a quello Prefettizio.
L'organico attuale fra Soci /lavoratori e dipendenti è di 180 unità 70 dei quali assunti a norma dell'art. 4. della Legge 381/91. I contratti di riferimento applicati sono il CCNL per le imprese di pulizia e il CCNL per i lavoratori agricoli.
Il fatturato attuale è di L. 4.000.000.000
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