Fata Morgana. Concorso letterario

Antologia essenziale di narrativa mimetica

Brani di Giulio Maria Artusi, Marco Clemente e Piero Baroncini
tratti da LN - LibriNuovi 1ª serie - n° 17, 18, 19, 22, 25, 26, 33

Altri testi di Silvia Treves, Roberto Ferrara, Massimo Citi, Anna Andreoni, Fiorenza Semprini
tratti dai materiali del Koro, seminario multiuso di lettura, composizione e meditazione.

Redazione e coordinamento testi: Massimo Citi

Editore: C.S. - Coop. Studi s.c.r.l.
Via Ormea 69 - 10125 Torino - Tel. 0116503158 * cs@arpnet.it

Fata Morgana 1 un progetto dell'Associazione culturale Nautilus, nautilus1808@altavista.it

Quando si presentano i testi di un'antologia, soprattutto se in qualche modo unitaria, si possono tirare in ballo la gioventù, la metropoli, lo spirito dei tempi, le nuove voci dei nuovi autori più o meno arrabbiati; si può deprecare il vecchio e celebrare il nuovo, mostrarsi facondi e tolleranti, animati dal giusto grado di curiosità, pieni di fantasia e di simpatia; affettare bonomia e spaventosa competenza, accostare gli autori a qualche inconsapevole e possibilmente defunto Grande oppure negare qualsiasi parentela e diffidare chiunque dal farlo.
Si può chiacchierare per n pagine nascosti dall'ombrello di un nome più o meno famoso e venerato
(... ma chi è questo qui che presenta? Boh?) oppure tagliare corto per lasciar posto a biografie, dediche, saluti delle autorità presenti, foto di gruppo e ritratti a mezzo busto.
Si può essere cinici o innocenti, dire bene di tutti come fa sempre Stephen King sulle fascette dei libri altrui o fingere disillusione ma con gli auguri finali.
A me sarebbe piaciuto riuscire a fare tutte queste cose insieme, ma non me l'hanno permesso.
Così non saprete mai nulla della mia sensazionale sensibilità, del mio talento di prefattore e postfattore, della mia grazia schiva di conduttore. Bah, peggio per voi. Poi non venite a lamentarvi, eh? Io non scrivo più niente. No, va bene, lo dico: leggetevi l'antologia e buon divertimento. Basta così. La faccia qualcun altro la presentazione.

Broncio, quale broncio? No, è che... Insomma... E io? A me non mi calcolate? Come faccio io a far bella figura? Cosa dico alla mamma che ci sperava tanto?
Ehi, ma c'è qualcuno lì?
G.M.A.

Noi di LN ci contiamo.
Che le parole possano essere utilizzate ancora, che esista la possibilità - quasi una scommessa - di comunicare attraverso un testo, raccontare il Mondo e le sue Fantasie, attraverso un insieme di glifi curvilinei organizzati in sequenze.
Il nostro pallino è pensare che si possa essere davvero Lettori. Essere lettori non è un gesto passivo, non ci appiattisce a due sole dimensioni, dobbiamo essere lettori ingordi, rabbiosi, feroci. La lettura è un rito ambizioso, capace di ricreare il mondo. La scrittura viene soltanto dopo, prima tutti siamo stati lettori (o ascoltatori, da piccoli) ed è la catena di parole (l'incantesimo) ad aver profondamente inciso il nostro modo di cogliere la realtà.
In questa antologia dai connotati sospetti abbiamo cercato di smontare il meccanismo, guardare dentro l'orologio. Lo facciamo ogni volta che leggiamo e scriviamo per LN, siamo alla ricerca dell'incanto come della consapevolezza, dell'illuminazione ma anche dell'incontro. Mastichiamo qualsiasi cosa: Isaac Asimov e Musil, Pasolini e Stephen King, Dickens, Gibson, Thomas Mann, Gene Gnocchi e Celine, sicuri che in ogni storia narrata con sincerità si nasconda una parte infinitesima di mondo, compreso l'irreale e l'impossibile. Siamo sicuri che leggere ci faccia bene, tonifichi la nostra curiosità, ci renda migliori.

E scrivendo per LN siamo divenuti più coscienti di meccanismi, generi, consuetudini, sfondi, modi e anche di molti luoghi comuni.
Per puro divertimento - lo stesso che spinge a leggere e recensire - alcuni dei partecipanti al Koro hanno provato a riprodurre alcuni dei più comuni stilemi della narrativa di questo secolo e non solo. Partendo da una situazione di base - una ragazza che servendo un bicchiere di birra lo rovescia - hanno sviluppato le loro interpretazioni: alcune personali, altre più letterarie.

Agli Esercizi con birra seguono alcuni brani e brevi frammenti, Esagerazioni le ha definite l'autore, ovvero parodie letterarie dei generi più frequentati in questi ultimi anni. Per la maggior parte sono brani già comparsi nella prima serie di LN, riveduti e corretti per l'occasione, e hanno tutti la stessa controindicazione: sono brutti e malsani, studiatamente illeggibili, eppure così simili ad ipotetici modelli da suscitare nel lettore malessere e dubbio.

A concludere l'antologia cinque brevi inediti, accomunati da una peculiarità: la solitudine. Non si è trattato di una scelta consapevole, semplicemente al momento di impaginare l'antologia e trovare un titolo alla piccola raccolta, è apparso evidente il legame sotterraneo che li univa. Ognuno racconta un'ossessione sviluppata in solitudine e si sforza di superare i limiti troppo angusti di una definizione generica.
Inaspettatamente si sono rivelati anch'essi un "esercizio" tematico, mo- strando in quanti modi si possono raccontare quotidianità consunte messe a confronto con eventi imprevisti.

Vi chiediamo di leggerli. Anche se nessuno, quando scrive, dovrebbe pensare ai possibili lettori, c'è un solo modo di non vanificare la scrittura, di non far morire un testo: leggerlo, magari per deprecarlo e per esercitare tutti quei diritti del lettore che noi ci teniamo a difendere.
Gielle

Buona lettura

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