Torino, 20 gennaio 2003
Abbiamo appreso, a seguito di un
"Avviso ai genitori" in data 7/1/03 della Divisione Servizi
Educativi, che la Cittā di Torino ha richiesto il passaggio allo Stato delle
Scuole materne municipali di Via Anglesio n.17 e di Via Cavagnolo n. 35, al
fine di "meglio equilibrare l'attuale offerta di scuola materna pubblica
presente sul territorio cittadino, favorendo un processo di continuitā
pedagogica e didattica fra scuola dell'infanzia e scuola elementare afferenti
alla stessa istituzione e presenti nello stesso plesso".
Noi sottoscritti genitori dei
bambini e delle bambine che frequentano le predette scuole, non avendo finora
potuto esprimere e far conoscere la propria opinione nč nell'ambito del
procedimento amministrativo avviato dalla Cittā di Torino nč in altra sede,
desideriamo, con la presente, illustrare le ragioni per le quali siamo
fermamente contrari all'ipotizzata statalizzazione delle due scuole sopra
indicate.
La Cittā di Torino ha avuto
riconoscimenti importanti nel campo dell'educazione: il premio ricevuto come
"Cittā sostenibile dalle bambine e dai bambini" ha coronato un
percorso di ricerca, sperimentazione e riflessione pluriennale: percorso che ha
dimostrato come l'Ente locale, proprio per la sua vicinanza ai cittadini,
debba, e possa davvero, farsi promotore di una politica di aiutentica
formazione dell'infanzia e di sostegno
alla medesima.
Le scuole dell'infanzia (come,
del resto, tutte le scuole) sono "fatte" essenzialemente dal
personale, docente e non docente, che vi opera, cosė come il cardine
dell'educazione sta nella relazione. Le inseganti delle scuole di Via Anglesio
e di Via Cavagnolo hanno saputo dar vita ad un team ormai collaudato, dotato di un'esperienza e di una
professionalitā notevolissime: esse, ben consapevoli del valore e
dell'importanza della formazione e dell'istruzione pre-scolastiche, hanno
elaborato ed attuato progetti formativi di ampio respiro e ricchi di contenuti,
in piena collaborazione con le scuole elemantari facenti parte dello stesso
plesso.
Ci pare allora che la sopra
citata decisione della Cittā di Torino implichi una sostanziale abdicazione
dell'Ente locale alla sua predetta funzione di promotore della formazione
dell'infanzia e si traduca in un indubbio impoverimento dell'offerta formativa
in un'area che lo stesso Comune di Torino considera di "degrado
urbano" e, contrariamente a quanto sostenuto dalla Divisione Servizi
Educativi, in una sostanziale "discontinuitā" pedagogica e didattica, nonchč infine nella
incomprensibile disgregazione di gruppi di lavoro che vantano al loro attivo
decenni di esperienze positive.
A ciō si aggiunga che le scuole
per l'infanzia della Cittā di Torino garantiscono attualmente (grazie alla
presenza di personale specializzato, ad esempio nei disturbi del linguaggio e
della relazione o nella psicomotricitā, e di insegnanti ed operatori di
sostegno per i bambini portatori di handicap) un efficace sostegno alle
famiglie, soprattutto a quelle che vivono l'esperienza della disabilitā, unitamente
ad una concreta possibilitā di prevenzione del disagio. A differenza delle
scuole statali, poi, le scuole comunali tutelano maggiormente i bisogni delle
famiglie, sia perchč offorno i loro servizi per tutto l'anno e per un orario giornaliero prolungato, sia perchč
non implicano costi aggiuntivi per il pre-scuola ed il dopo -scuola.
Per i motivi sopra esposti
auspichiamo fermamente che la Cittā di Torino sospenda la procedura avviata per
il passaggio allo Stato delle sopra indicate scuole.
Per meglio illustrare la nostra
posizione, saremmo grati alle persone in indirizzo e, in particolare, all'Assessore
ai Servizi Educativi della Cittā di Torino se volessero fissarci un
appuntamento.
Restiamo in fiduciosa attesa e
porgiamo i nostri migliori saluti.