VERBALE DELL'
INCONTRO TRA L' ASSESSORE POZZI
ED I PRESIDENTI
DEI COMITATI DI GESTIONE
DEL 27 MARZO
2003
Ordine del giorno:
1) Presentazione del bilancio 2003 del Sistema Educativo
2) Riflessi della Riforma dell' ordinamento scolastico approvata dal
Parlamento (Legge Moratti) sui Sevizi Educativi torinesi
Il
comune era rappresentato da: Pozzi (assessore), Borghi e Garbarini (dirigenti).
Prima
di affrontare i temi dell' ordine del giorno l' assessore ha atteso venti
minuti gli eventuali ritardatari; alla fine ha esternato il suo rammarico per
l' esiguo numero dei presenti ovvero 15 persone.
Viene
fatto presente che lo studio di fattibilità per la razionalizzazione della
gestione riguardante la parte legata all' edilizia, alla manutenzione, alle
strutture culturali e alla gestione dei pasti non è ancora terminato.
1)
L'
assessore ha presentato una serie di grafici per descrivere il Sistema
Educativo torinese che si occupa dei bambini tra gli zero ed i 14 anni per
quanto riguarda i nidi comunali, le scuole materne comunali, statali e private
convenzionate ed i laboratori, il sostegno handicap, le ludoteche ed i punti e
sportelli famiglia. Tra i vari grafici, consultabili nel dossier posto sulla
bacheca dell' atrio, è possibile verificare i tagli alla spesa nel confronto
tra i dati del 2002 ed il 2003. Si nota che i tagli più significativi sono
stati fatti fondamentalmente sulle seguenti voci: straordinari (a livello
nazionale), trasferte (a livello comunale), tempi determinati e supplenze: non
si può aumentare il personale e si è cercato di non ridurre i servizi
principali. La conseguenza più evidente è la riduzione dei soggiorni che
vengono mantenuti per quest' anno a Loano per la scuola dell' obbligo e a Noli
per la materna ed eliminati per i nidi. Per il futuro tutto è ancora incerto e
legato ai tagli di cui si è parlato precedentemente. L' assessore sostiene che
si batterà per ottenere dal Personale una riduzione dei tagli per mantenere in
piedi la gestione dei soggiorni. Lo sforzo nel risparmio coinvolge anche le
altre divisioni in ogni campo della gestione comunale; la maggior parte degli
straordinari sono assorbiti dai vigili urbani, anche per una particolare
pressione della cittadinanza. Due le lamentele dei presenti all' incontro: la
prima riguarda l' atteggiamento delle scuole private che pare non si comportino
in maniera corretta nei confronti dei genitori al momento delle iscrizioni ed
anche in altre occasioni e a questo proposito l' assessore, pur ribadendo che
tali scuole hanno delle regole diverse da quelle comunali e statali, ha
promesso di interessarsene in sede di commissione; la seconda riguarda il
problema delle supplenze che invece l' assessore ed il dottor Borghi hanno
invitato a non drammatizzare. Hanno invece richiesto di capire come un abuso
dell' utilizzo di tale soluzione può far aumentare i costi a discapito di altre
iniziative.
2)
Per
quanto riguarda la riforma ha sottolineato che la legge Moratti è una legge
delega che attribuisce al governo la facoltà di emanare i decreti che stabiliranno
le regole e le modalità di attuazione. Soltanto per l' anticipo (ai due anni e
mezzo alla materna e ai cinque anni e mezzo all' elementare) la legge è già operativa; bisognerà però
attendere la circolare ministeriale che dovrà approvare la riapertura delle
iscrizioni per l' anno scolastico 2003-2004. Ed è a questa parte della legge
che l' assessore ha fatto riferimento, citando il comma 4 dell' articolo 7:
"Per
gli anni scolastici 2003-2004, 2004-2005, 2005-2006 possono iscriversi, secondo
criteri di gradualità e in forma di sperimentazione, compatibilmente con la
disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei comuni, secondo gli
obblighi conferiti dall' ordinamento e nel rispetto dei limiti posti alla
finanza comunale dal patto di stabilità, al primo anno della scuola dell'
infanzia i bambini e le bambine che compiono i tre anni di età entro il 28
febbraio 2004, ovvero entro date ulteriormente anticipate, fino alla data del
30 aprile di cui all' articolo 2, comma 1, lettera e). Per l' anno scolastico
2003-2004 possono iscriversi al primo anno della scuola primaria, nei limiti
delle risorse finanziarie di cui al comma 5, i bambini e le bambine che
compiono i sei anni entro il 28 febbraio 2004."
L' assessore, oltre a considerare l'
aspetto legato ai "criteri di gradualità e in forma di
sperimentazione", pone l' accento sulle carenti "risorse
finanziarie" approfondite nel punto precedente, sugli "obblighi
conferiti dall' ordinamento" ovvero le strutture, gli arredi e la mensa.
che dovrebbero essere incrementati (ma non ci sono i fondi), sugli
"obblighi" legati al "patto di stabilità" che comportano
costo zero e ricorda che il presidente dell' Anci ha inviato una lettera al
ministro affermando che la legge mette in grave difficoltà i comuni nei confronti
delle famiglie perché concede loro un diritto (quello di iscrivere
anticipatamente i figli alla materna ed alle elementari) che i comuni non
potranno nella maggior parte dei casi soddisfare vista l' impossibilità di
erogare nuovi finanziamenti in un momento di politica dei tagli sia a livello
nazionale che locale. Ha in questo modo evidenziato gli effetti negativi che
questa parte della Riforma potrà avere sui Sistemi Educativi dal punto di vista
educativo ed economico. Basti pensare ai bimbi di due anni e mezzo con il
pannolino insieme a bimbi di sei anni nelle materne (le maestre dovranno essere
anche puericultrici?) e a bambini di cinque anni e mezzo che potrebbero avere
nella stessa classe bambini di sette anni alle elementari: l' obbligatorietà di
iscrizione alla prima è infatti stata fissata al 31 agosto (invece del 31
dicembre, come stabilisce l' art. 2, comma 1, lettera f) e così un bambino nato
dopo il primo settembre potrebbe iscriversi al primo anno delle elementari non
nell' anno di compimento dei sei anni, ma in quello successivo (sette anni)!
Il
dirigente pedagogico dott. Borghi ha illustrato in seguito incongruenze e
lacune strutturali e problemi di vario tipo, dimostrando una profonda
conoscenza delle problematiche del mondo dell' infanzia.
A
fronte di tutte queste considerazioni l' assessore ha manifestato l' intenzione
di non riaprire le iscrizioni nelle scuole materne e se proprio ciò dovesse
succedere (o per gli anni successivi) i bambini di due anni e mezzo, a
prescindere dalle loro condizioni famigliari, sarebbero inseriti in coda a
tutti nelle liste di attesa. Per quanto riguarda le scuole elementari, in
quanto statali, non ha per ora la possibilità di essere altrettanto categorica,
anche se la riforma prevede solo risorse per gli organici che non dovrebbero
essere sufficienti per attrezzare l' intero sistema.
L'
assessore ha dimostrato sensibilità e preoccupazione nei confronti di questa
legge che tra l' altro creerà in molti genitori aspettative difficili da
soddisfare: per questi motivi è sua intenzione indire un' assemblea cittadina
per spiegare a tutti i genitori interessati le problematiche emerse dalla
riforma Moratti.