
Appello al signor Sindaco della Città di Torino, all’Assessore al Sistema
Educativo e ai Gruppi consiliari tutti
“Asili nido e scuole materne municipali: diritti delle bambine e dei bambini”
-un Comune che non difende l’infanzia non
difende il proprio futuro-
L’asilo nido e la scuola materna municipale sono servizi a carattere educativo e sociale, luoghi di formazione, di socializzazione e di stimolo delle potenzialità cognitive, affettive e sociali dei bambini; sono di supporto alla famiglia.
Nel tempo, ad esempio, sono stati superati i limiti della 1044/71 che classificavano l’asilo nido quale luogo di custodia e servizio socio-assistenziale, per favorire l’inserimento della donna nel mondo del lavoro.
Sempre di più nidi e materne si sono affermati come luoghi di prevenzione al disagio sociale dell’infanzia e ne è dimostrazione l’alto numero di casi sociali inseriti.
Una nuova cultura dell’infanzia si è dunque fortemente radicata nelle famiglie, nei lavoratori del settore, nei cittadini e ci auguriamo anche nelle istituzioni. Tutto ciò assume maggior rilevanza in questo periodo, in cui le scelte del governo che puntano alla riapertura dei nidi aziendali (aboliti dalla legge 1044/71) e al sostegno dei “nidi condominiali”, rischiano di trovare nuovi consensi anche nelle amministrazioni più progressiste e più attente.
Eppure, negli ultimi 5 anni, la capacità ricettiva dei nidi è sensibilmente aumentata raggiungendo la cifra di 3.579 posti, dei quali ben 287 in nidi gestiti da cooperative o in forma convenzionata.
Ma ciò che più ci preoccupa è l’alta domanda che ancora insiste sugli asili nido: sono 2.105 le famiglie alle quali non è stata data risposta e che restano tagliate fuori dal servizio, con punti di criticità rispettivamente nelle Circoscrizioni 3 (524), 1 (362), 4 (306).
Attualmente, con una popolazione in età 0/3 anni di 21.691, la percentuale di offerta del servizio copre solo il 16,5 % e non, come erroneamente riportato dagli organi d’informazione, il 25 %.
Occorre invece precisare che, essendo le domande pervenute pari a 5.684, se la matematica non è un’opinione, attualmente il Comune dà risposta positiva solo al 63 % delle richieste che insistono sul servizio, escludendone la restante parte.
In questo quadro così preoccupante, si inserisce la nostra denuncia per lo stato in cui versa il servizio.
Nei giorni scorsi, l’assemblea dei presidenti di gestione dei nidi e delle materne, organizzata dal Coordinamento genitori, ha denunciato una consistente carenza di organico che ha creato nei nidi, nella fase delicata degli inserimenti, un clima di diffuso disagio fra gli educatori, le famiglie utenti e soprattutto, non dimentichiamolo, fra i bambini. Nelle materne sono stati segnalati molteplici casi di supplenze, per lunghi periodi, sostituite spesso da personale interno o peggio ancora da insegnanti di sostegno. Ciò ha gravemente penalizzato i bambini portatori di handicap: è il caso di un bambino con grave handicap fisico, che necessita di un sostegno full time, e invece viene seguito soltanto per 3 ore al giorno. E’ altrettanto scandaloso costringere i genitori a riprendere i propri figli alle 16.30, anziché alle 17.30, per carenza d’organico.
Per i nidi, è stato dunque violato uno dei principi del “Regolamento dei Servizi Educativi e Scolastici del Comune di Torino”: l’art. 25, quello in cui si stabilisce che, affinché sia garantito un buon funzionamento del servizio, il rapporto numerico tra educatori e bambini deve essere nella misura di: «un educatore ogni 5 lattanti iscritti, un educatore ogni 6 piccoli iscritti, un educatore ogni 8 grandi iscritti». Questi parametri, sempre a norma dell’art. 25, devono essere garantiti soprattutto nel periodo degli inserimenti; purtroppo pero’, già negli anni scorsi, si è dovuto sopperire continuamente alle carenze d’organico, e proprio nel periodo degli inserimenti. Oggi l’organico, pur comprendendo le attuali supplenti (con un contratto che è scaduto il 31.10.2003), risulta carente di numerosi educatori.
Le lettere di denuncia, scritte dai genitori di bambini iscritti ai nidi e alle materne comunali, come da allegati, sono la controprova di un malessere e di uno scontento troppo diffusi per essere inascoltati.
Le risposte verbali dei responsabili insistono sulla mancanza di fondi fino a novembre o addirittura a gennaio 2004; inoltre vi è anche il fatto che, durante l’anno scolastico il personale assente per motivi di malattia o altro, non viene sostituito per un periodo inferiore ai 30 giorni.
Ad aggravare ulteriormente il quadro, vi è l’uso improprio delle figure specialiste nelle sezioni, la mancanza di sostegno per i bambini portatori di handicap, di cui alcuni “a tappeto” privi, addirittura, delle educatrici di sostegno.
Inoltre si evidenzia che i soggiorni, momenti importanti del percorso pedagogico dei bimbi, non sono più previsti per l’anno 2003/04, così come le uscite presso le aziende agrituristiche; a causa della mancanza di fondi per retribuire le risibili spese di trasferta del personale.
Eppure, la Città di Torino è stata più volte insignita del riconoscimento di “Città sostenibile per le bambine e per i bambini”, quale segnale di evidente attenzione alle problematiche dell’infanzia.
Infine un appello ai Consiglieri comunali che, occupandosi di nidi e di materne, pensano a questi servizi non come a una realtà educativa ormai affermata ed apprezzata dalle famiglie, ma a un contenitore da valutare con il cipiglio del ragioniere e la determinazione del sarto considerando i bimbi numeri o figure di carta, le educatrici ed il personale ausiliari dati statistici su rapporti numerici o tagli, non tenendo conto della complessità di servizi così delicati rivolti a bambini in tenera età.
Per questo chiediamo il vostro impegno sul quale, da elettori, vigileremo affinché, nella determinazione del bilancio annuale 2004 e delle relative politiche sul servizio, assumiate la responsabilità di inserirlo tra i servizi con priorità di spesa.
In
concreto chiediamo che, quanto prima possibile:
- le maternità siano sostituite con supplenti
- le specialiste (logopediste, psicomotriciste e affettiviste) non coprano ruoli vacanti per maternità o simili ma possano svolgere il loro compito nelle scuole
- non manchino le insegnanti di sostegno per i casi in cui sia richiesto.
Non ci basterà certo una risposta scritta: vogliamo un impegno concreto!
Torino,
25 novembre 2003