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Quando ho letto
dell’intenzione di Forza italia di presentare una legge che vieti ai
bambini under 11 di partecipare alle manifestazioni politiche, mi è venuto
da ridere.
Facendo di lavoro il pedagogista, bazzicando come esperto i temi legati ai
diritti infantili, dovrei cercare delle ragioni per una riflessione critica
ed esprimere pareri ponderati. Ma mi scappa da ridere. Ve li immaginate i
genitori fermati dai poliziotti mentre tengono la mano ai pargoli durante
una manifestazione sul diritto alle mense scolastiche oppure mentre si
battono contro un nuovo sito scelto per le scorie nucleari e vengono
sanzionati con una multa da 2000 euro? Esaltante! Il delirio del controllo
sociale a tutti i costi: la paura di tutto e di tutti che si fa legge.
La parlamentare forzista proponente la legge si è appellata alla
Convenzione sui diritti dell’infanzia, come se la stessa non richiamasse a
più riprese il diritto dei più piccoli di potersi radunare ed esprimere
liberamente il proprio pensiero (artt. 12, 13, 14, 15). Mi sembra come il
dover commentare a tutti i costi una dichiarazione di Bossi, che il buon
senso si sia volatilizzato, che non si possa discutere un’idea che è al di
là degli stessi possibili commenti.
Confesso pure che non mi entusiasmano i bambini trascinati (e dico
trascinati) dai genitori alle manifestazioni. Ma da qui a voler mettere
delle leggi che lo impediscano ce ne passa. Ci sono ambiti che riguardano
la discrezionalità educativa dei genitori e come tali vanno salvaguardati.
Vorreste voi una legge che obbligasse i genitori a far mangiare le verdure
ai figli? O una che proibisse ai genitori di aiutare i bambini e le bambine
nei compiti scolastici?
Fortunatamente le relazioni non si possono ancora trasformare in leggi.
Impedire la violenza, questo è legittimo, ma è violenza un genitore che
porta il figlio a manifestare per il diritto a una scuola dignitosa? O per
il diritto a un ambiente sano e pulito? Mi pare piuttosto un dovere. Grazie
a questi genitori che consentono ai loro figli di imparare la democrazia e
a vivere la vita con responsabilità.
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