SPERIMENTAZIONI REGIONALI
OVVERO L'INTRODUZIONE ANTICIPATA DEL
DOPPIO CANALE
In attesa
dei decreti attuativi sul secondo ciclo a due "binari",
sull'alternanza scuolalavoro, sul diritto-dovere all'istruzione, il Ministero
dell'istruzione (MIUR) ha pensato bene di "far sperimentare" alle
scuole stesse una parte della riforma nelle superiori. Ha quindi stipulato con le Regioni delle
intese che prevedono diversi modelli, tanti quanti le regioni stesse, di predisposizione
dei "sistema dell'istruzione e della formazione professionale", che
la riforma Moratti vuole "di competenza regionale".
In
Lombardia l'intesa con il MIUR si è tradotta nella definizione di
"percorsi triennali sperimentali di formazione professionale [... ] da
realizzarsi in strutture formative accreditate dalla Regione [... ] e in
Istituti tecnici e professionali" a partire dall'anno scolastico
2003/2004.
Mentre
nei centri di formazione tali corsi sono già partiti quest'anno, per quanto
riguarda le scuole superiori la Regione Lombardia e la Direzione scolastica
regionale (alle dipendenze dei MIUR) hanno emanato il 19 gennaio 2004 un bando
per la creazione di 36 gruppi di progettazione, che coinvolgono circa 130
istituti tecnici e professionali, sulla base della disponibilità espressa dai
dirigenti scolastici. Questi gruppi
hanno il compito di elaborare entro aprile dei corsi triennali di qualifica professionale
in una delle aree in cui si articolerà l'istruzione professionale (agricoloambientale,
tessile-moda, edile e dei terrìtorio, grafico-multimediate, meccanica,
chimico-biologica, elettrico-elettronicoinformatica, turistico-alberghiera,
aziendale-amministrativa, sociale-sanitaria), validi per l'assolvimento dei
diritto-dovere all'ístruzione, per l'accesso al mercato dei lavoro nazionale e
comunitario, o per l'acquisizione di crediti necessari per ulteriori percorsi
formativi o per il passaggio al sistema dei licei.
La
realizzazione di tali corsi dovrà avvenire a partire dal prossimo anno
scolastico in 80 delle scuole che hanno partecipato alla stesura dei progetti.
E chiara
la volontà di coinvolgere direttamente le scuole e i docenti stessi (ogni
scuola che partecipa alla progettazione lo fa per mezzo di docenti individuati
dai loro dirigenti scolastici) alla definizione e all'attivazione concreta dei
secondo canale gestito dalla Regione, in cui dovranno confluire tanto i centri
di formazione professionale e gli enti privati accreditati quanto gli istituti
tecnici e gli istituti professionali statali.
Ed è evidente che ciò sarà tanto più agevole dal momento in cui sia gli
enti che le scuole realizzeranno la medesima offerta formativa, i medesimi
corsi di qualifica triennale.
Ma con
quali conseguenze sul sistema scolastico e sull’educazione dei ragazzi? Vediamone alcune:
In altre
parole, il doppio canale mira a modellare i diversi sistemi scolastico e formativo
sulla base delle differenze sociali e culturali di origine dei giovani e delle
loro famiglie.
Silvana Conedera e Danito Molinari
A cura di :ReteScuole -www.retescuole.net