Alternanza e apprendistato

ovvero corse l'azienda sostituisce la scuola

 

La riforma Moratti prevede che "dal compi­mento dei quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche sì possono conseguire in alter­nanza scuola-lavoro o attraverso l'apprendi­stato", o ancora attraverso i tirocini formati­vi e di orientamento.  Questo fa si che vi siano stretti legami sia con la legge di riassetto dei mercato dei lavoro dei 1997 (legge Treu) che con la nuova riforma dei mercato dei lavoro (legge 30 dei 2003 la cosiddetta legge Biagi).

 

L'apprendistato

li nuovo contratto di apprendistato introdot­to dalla legge 30/03 prevede diverse tipolo­gie, tra cui l'apprendistato per l'espletamen­to dei diritto-dovere di istruzione e formazio­ne (15-18 anni).  La durata è individuale e varia a seconda dei casi, al massimo è di tre anni (ma un giovane nelle altre forme di apprendistato può rimanerci fino a 29 anni); il monte ore di formazione non è più definito come in passato (240 ore esterne all'azien­da), ma deve essere 'congruo" alla qualifica che l'apprendista deve conseguire e può essere svolto sia esternamente che interna­mente all'impresa.  La regolamentazione dei profili formativi è affidata alle Regioni.

Con questo sistema non solo si determina un'ulteriore selezione tra i giovani che riman­gono all'interno dei percorso scolastico e quelli che vengono avviati precocemente al lavoro, ma si cerca di rendere senso comune l'idea che il lavoro minorile ha valenza for­mativa pari all'educazione svolta nelle sedi opportune.

 

L"alternanza scuola-lavoro

E' un modello che stabilisce un rapporto diretto tra scuola e mondo dei lavoro mediante l'attivazione di periodi di formazio­ne in aula e periodi di apprendimento in azienda; a differenza dell'apprendistato, non costituisce rapporto individuale di lavoro.

La bozza di decreto sull'alternanza ne preve­de la destinazione a studenti di entrambi i canali che abbiano compiuto 15 anni; e pos­sibile anche espletare l'intera formazione dai 15 ai 18 anni in tale modalità.  I  percorsi di altemanza sono attivati dalle scuote o dai centri di formazione mediante stìpula di apposite convenzioni con le imprese.

Si sancisce così l'ingresso, la partecipazione e il controllo delle aziende nei processi for­mativi, con relativa subordinazione della scuola alle logiche dell'impresa.  Quel che si vuole promuovere è "formazione" del nuovo lavoratore secondo i dettami delle nuove regole dei mercato dei lavoro: identificazione con l'impresa; affidabilità e responsabilità; capacità di perseguire un progetto sapendo affrontare l'incertezza; valorizzazìone della precarizzazione dei lavoro e della vita.

Tale modello è evidente nell'intesa firmata tra Confindustria e Direzione regionale della Calabria per la sperimentazione in dieci isti­tuti scolastici di percorsi di alternanza scuo­la-lavoro.  Partendo dal bisogno delle imprese di inserire nel mondo dei lavoro nuove pro­fessionalità preparate a fronteggiare i conti­nui e repentini cambiamenti della produzione e dei mercato, il sistema prevede l'irruzione dell'impresa direttamente nel percorso scola­stico con cicli pluriennali (secondo e terzo anno negli istituti professionali; terzo, quarto e quinto nei licei).

I cicli in alternanza hanno struttura modula­re: i moduli iniziali sono finalizzati all'intro­duzione della cultura dell'impresa e a inter­venti di rimotivazione degli studenti, i modu­li ;intermedi si sviluppano per l'intero ciclo e sostituiscono quote di programma (il 15% dei monte ore), i moduli finali prevedono un numero consistente di ore svolte in azienda e possono essere collocati nei periodi estivi o al termine dei ciclo scolastico.  I contenuti didat­tici, svolti in aula, riguardano le competenze di base (inglese, informatica, ecc.) e le com­petenze trasversali (problem-solving, capa­cità relazionali, ecc.) mentre l'apprendimen­to delle competenze professionali è gestito direttamente in azienda.  Il tutor della scuola e il tutor aziendale sono garanti dello svolgi­mento e della valutazione dei risultati rag­giunti.

 

Silvana Conedera e Danilo Molinari

 

A cura di: RetesScuole - www.retescuole.net