CONSISTENZA ORGANICA REGIONALE
Alla bozza di
decreto sono allegate le tabelle organiche regionali definite sulla base
della previsione della popolazione scolastica, della riconduzione
ulteriore di cattedre a 18 ore e tenendo conto anche di numerosi
indicatori definiti dal MIUR. In particolare l’attribuzione dei posti
(tagliati!!) alle varie regioni avviene sulla base
della densità demografica e del dato previsionale sugli alunni delle
varie province
delle condizione geo-morfologiche dei territori
interessati
delle condizioni socio-economiche e di disagio delle
varie realtà territoriali
RIPARTIZIONE PROVINCIALE
I Direttori Scolastici
Regionali, sentite le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL,
ripartiscono la dotazione alle province sulla base:
delle specifiche esigenze
delle diverse tipologie, conformazione e
assetti delle scuole
delle condizioni di funzionamento delle singole
istituzioni scolastiche
del disagio sociale, zone di montagna,
piccole isole, ecc..
I Direttori Regionali, previa informazione alle OO.SS. possono:
- operare compensazioni tra gradi di scuola
- disporre accantonamenti di aliquote di posti a livello regionale per
progetti di particolare rilevanza, per esigenze di particolare
criticità, …
ORGANICO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
- Le dotazioni organiche delle istituzioni scolastiche sono definite
dal Direttore Regionale (o CSA delegati) sulla base delle proposte
formulate dai Dirigenti Scolastici e “sulla base dei criteri che
attualmente presiedono alla formazione delle classi e alla
determinazione delle cattedre e dei posti”. (quindi le norme di
riferimento sono i DD.MM. n. 331 del 24 luglio 1998 e 200 del 6 agosto
1999)
- Il Dirigente Scolastico formula al Direttore Regionale (o CSA) la
proposta:
- sentiti gli OO.CC.
- sulla base delle esigenze del POF
- dopo informazione preventiva alle RSU e OO.SS. provinciali
- Le dotazioni organiche regionali non possono essere superate e
quindi:
- il Direttore Regionale assicura il rispetto del tetto
- in casi di eccedenza il DR verifica le modalità di costituzione
delle classi (iniziali e intermedie), interviene su TP e T prol. ferma
restando la conferma del numero di posti funzionanti nell’anno in corso,
ecc…
SCUOLA DELL’INFANZIA
- si prevede il consolidamento dell’attuale organico di fatto
- quindi non sono possibili incrementi (salvo oscillazioni
regionali/provinciali a somma zero) in caso di:
- liste d’attesa
- dismissioni EE.LL. e privati
- esigenze di espansione quantitativa
NB: questione anticipi. La
CM n. 29/2004 afferma esplicitamente che sono possibili solo se si
verifichino tutte le seguenti condizioni:
- a-intese entro il 15 febbraio a livello regionale con gli EE.LL.
interessati;
- b-che vi siano state iscrizioni entro quella data (15 febbraio) e
non dopo;
- c-che vi sia la delibera da parte degli OO.CC. dal momento che si
tratta di materia “sperimentale”;
- d-che sia conclusa la fase negoziale prevista all’art. 43 del
CCNL/03 (quindi con un accordo sottoscritto all’Aran) sugli aspetti
riguardanti nuove modalità organizzative e nuove professionalità
(punto 1.2 della CM n. 29/04).
Pertanto, in assenza anche di una
sola delle suddette condizioni, gli anticipi sono illegittimi.
SCUOLA PRIMARIA (ELEMENTARE)
- sono previsti circa 2.300 posti in meno nella tabella B allegata al
decreto sulla base di una “previsione” di diminuzione del numero di
alunni
- di fatto si elimina totalmente quel residuo di organico funzionale
ancora rimasto
- con specifica tabella aggiuntiva B1 viene poi aggiunta una dotazione
(che quindi compenserebbe i tagli sopra) per effetto degli anticipi in
prima (obbligatori per legge) e per coprire le esigenze aggiuntive di
insegnamento della lingua inglese, sempre nelle prime classi
- l’insegnamento della lingua straniera (si conferma la lingua
attualmente impartita), compreso l’inglese obbligatorio nelle prime
classi, va assicurato prioritariamente con insegnanti della classe, poi
della scuola e infine, solo se indispensabile, con insegnanti
specialisti ma sempre nell’ambito della dotazione regionale complessiva
- in caso di attivazione di posti da assegnare a docenti specialisti,
non va superato il numero di 6-7 classi con un minimo (di norma) di 18
ore d’insegnamento
- va garantito, per il prossimo anno, lo stesso numero di posti
funzionanti nell’anno in corso per il tempo pieno, sempre nell’ambito
della dotazione complessiva
SCUOLA MEDIA
tagli “limitati” nella media (circa 600 posti) che non sono dovuti ad
un calo di iscritti, ma per effetto di ulteriori interventi sulle cattedre
a 18 ore (per le classi di concorso dello scorso anno: A028, A030, A032 e
A045), salvaguardando i titolari, ma con completamenti anche nelle sezioni
staccate della stessa scuola, e quindi con pesanti ricadute sul tempo
prolungato dove sono “garantite” solo le cattedre di lettere e matematica
(anche perché altrimenti non ci sarebbero più ore disponibili più la
copertura del tempo mensa)
- l’attuazione della seconda lingua in prima media verrà assicurata (e
solo in assenza di soluzioni interne a ciascuna scuola) in organico di
fatto (forse, visto che il decreto non ne parla)
- per educazione tecnica si confermano le indicazioni della CM n.
29/04 (i docenti potranno insegnare anche “tecnologia” nell’ambito
dell’area disciplinare “matematica, scienze e tecnologia”)
- per lo strumento musicale si confermano i criteri di costituzione
delle cattedre in organico di diritto ma la disciplina rientra tra le
attività opzionali
- nell’ambito della dotazione regionale dovranno essere garantiti gli
stessi posti dell’anno in corso per il tempo prolungato
SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
- tagli molto pesanti nella secondaria di secondo grado (circa 2.500
posti in meno)
- si interviene ancora sulle cattedre a 18 ore (fermo restando che non
si deve creare esubero all’interno della scuola e solo nelle cattedre
interne) con alcune eccezioni già previste lo scorso anno
- per le cattedre orario tra più scuole il mantenimento della
titolarità è assicurato solo dopo avere completato a 18 ore le cattedre
interne della scuola
- si interviene sulle prime classi di indirizzi unici,
specializzazioni, sezioni staccate, scuole coordinate con un solo corso:
20 è il numero minimo obbligatorio di alunni
- viene “ammorbidito” il parametro per le costituzione delle classi
articolate. Dall’attuale minimo di 15 per indirizzo si passa a 12 per il
gruppo di minore consistenza, e 27 come numero minimo complessivo di
alunni.
EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
non è possibile superare la
dotazione di diritto dell’anno scolastico in corso
SEZIONI OSPEDALIERE
nelle sezioni di secondo grado
sarà possibile provvedere posti solo in organico di fatto
SOSTEGNO
si conferma l’attuale organico di diritto,
ma si riduce (- 800 posti) la dotazione di posti aggiuntivi certi in
organico di fatto (sulla base del rapporto di 1/138 alunni) . La sostanza
è che si cerca in tutti i modi di ridurre il supporto all’handicap
ADEGUAMENTO DELL’ORGANICO DI DIRITTO ALLE SITUAZIONI DI FATTO
- si confermano le disposizioni dello scorso anno e cioè che:
- compete ai DS disporre sdoppiamenti e/o incrementi di classi in caso
di aumento effettivo di alunni, purché ciò avvenga prima dell’inizio
dell’anno scolastico
- ma c’è l’obbligo anche a procedere ad accorpamenti in caso di
diminuzione
- l’istituzione di posti di sostegno in deroga è possibile solo dopo
preventiva autorizzazione da parte dei Direttori Regionali
FORMAZIONE SEZIONI SCUOLA MATERNA (D.I. 331/98 e D.M. 141/99)
Le sezioni sono formate:
- di norma con 25 bambine/i per sezione
- minimo per sezioni 15
- in presenza di handicap meno di 25 (tendenzialmente a 20) sulla
base:
- natura e gravità
- esigenze formative dell’alunno disabile
- situazione generale della classe
- presenza di più di un alunno handicappato, solo come fatto
residuale e se si tratta di handicap lieve
PROCEDURA:
· si formano prima le sezioni con
alunni handicappati
· si divide poi il restante numero per 25
·
gli eventuali resti si ripartiscono tra le diverse sezioni fino ad un
massimo di 28
Esempio di calcolo
Nel caso di iscritti alle sezioni di n. 106
di cui 2 in situazione di handicap.
- innanzi tutto si formano 2 classe con gli alunni handicappati.
Entrambe con 20 alunni (situazione con handicap grave) per un totale di
40 alunni.
- Gli alunni rimasti sono: 106-40 = 66
- Il numero residuo si divide per 25 ( 66 : 25 = 2 classe con resto di
16.
Con il resto 16 si forma un'altra classe, considerando che la
distribuzione delle due classi comporterebbe un numero di alunni
superiore al tetto massimo di 28.
ORGANICO FUNZIONALE
Entro il limite dell'organico
regionale il Direttore Scolastico Regionale determina l'organico
funzionale di ciascun circolo.
L'organico funzionale è costituito
dall'organico base e dall'organico aggiuntivo.
Organico base
¨ N.
2 posti per ogni sezione con orario di funzionamento di 8/10 ore al giorno
¨ N. 1 posto per ogni sezione con orario di funzionamento soltanto
antimeridiano. Tale funzionamento ridotto è comunque da considerarsi
residuale in base al D.P.R. 275/99.
Organico aggiuntivo
E'
assegnato sulla base di progetti finalizzati a:
¨ Migliore attuazione
degli Orientamenti educativi (DM 3.6.91)
¨ Diffusione dei processi di
innovazione didattica e/o di sperimentazione, ai sensi degli art. 4, 6, 11
del Regolamento sull'autonomia scolastica.
¨ Realizzazione di
programmi di prevenzione della dispersione scolastica
¨ Consistente
presenza di bambini stranieri
¨ Supporto psico-pedagogico,
orientamento scolastico, progettazione educativa e valutazione dei
processi formativi.
RUOLO DELLE RSU
Ricordiamo che la formazione delle classi e la conseguente
determinazione dell'organico non è materia di contrattazione, ma di
confronto (diritto d'informazione). Su tale materia la competenza del
collegio dei docenti è quella di definire i criteri generali dal punto di
vista didattico, tenendo presente il Piano dell'offerta Formativa.
Il
Dirigente scolastico, sulla base dei criteri generali definiti dal
collegio e dopo essersi confrontato con la RSU assume la responsabilità
delle scelte.
Pertanto il ruolo della RSU, oltre ad una verifica ed un
controllo dell'applicazione della procedura e delle norme, rappresenta
formalmente al Dirigente Scolastico tutte le reali esigenze di organico
dell'istituzione scolastica.
Nota Bene
- Poiché sarà estremamente difficile avere ulteriori posti in organico
di fatto è opportuno che la scuola presenti da subito tutte le richieste
di organico ritenute necessarie per l'attuazione del P.O.F. e le
eventuali esigenze sopravvenute.
- E' opportuno che tutti i dati e le difficoltà vengano subito
comunicati al sindacato provinciale.
E' comunque opportuno che le
richieste di organico della Rsu vengano verbalizzate, compresa
l'attivazione di nuove sezioni a fronte di richieste dell'utenza.
FORMAZIONE CLASSI ELEMENTARE (D.l. 331/98 e D.M. 141/99)
Le prime classi sono formate:
- Di norma 25 alunni per classe
- Minimo 10 alunni per classe
- Le pluriclassi sono costituite con non più di 12 e non meno di 6
alunni
- Le classi con alunni in situazione di handicap possono essere
costituite con meno di 25 alunni, riducendo tendenzialmente fino a 20.
La riduzione deve tenere conto:
- Della natura e gravità dell’handicap
- Dalle esigenze formative dell’alunno disabile
- Della situazione generale della classe
- La presenza di più di un alunno in situazione di handicap nella
stessa classe può essere prevista solo in termini residuali e solo se si
tratta di handicap lievi.
- Le classi con alunni disabili in situazione di disagio e difficoltà
di apprendimento particolarmente gravi possono essere costituite con
meno di 20 alunni
PROCEDURA
- Si sommano tutti gli alunni iscritti alla prima classe (tempo
normale e tempo pieno)
- Si formano le classi con l’inserimento degli alunni disabili,
rispettando i criteri di cui sopra
- Il restante numero degli alunni si divide per 25
ORGANICO FUNZIONALE
Entro il limite dell'organico
regionale il Direttore Scolastico Regionale determina l'organico
funzionale di ciascun circolo.
L'organico funzionale è costituito
dall'organico base e dall'organico aggiuntivo.
Organico
base
L'organico di base è assegnato automaticamente dal
Sistema Informatico del MIUR sulla base dei seguenti parametri:
Numero Plessi
Numero alunni iscritti
Gruppi classe
Orario
di funzionamento
Situazioni di handicap
Esigenze di lingua
straniera
E' importante che in sede di informazione il Dirigente Scolastico
consegni alla RSU copia dei dati che inserisce al Sistema informatico e la
stampa dei risultati relativi all'organico di base.
Organico
aggiuntivo
E' assegnato sulla base di progetti e richieste finalizzati
a:
- Esigenze di maggior numero di classi, in relazione alle situazioni
di handicap o di disagio scolastico
- Aumento del tempo scuola, correlato alle esigenze economico sociali
dell'utenza
- Particolari e specifiche esigenze demografiche, orografiche e socio
culturale del territorio, con particolare riferimento all'inserimento
degli alunni stranieri
- Attività di innovazione e sperimentazione
CALCOLO DEL SISTEMA INFORMATICO
Il calcolo è fatto
per plessi
a) Plessi con numero alunni inferiore a 75
1) Organizzazione modulare: 1 posto ogni 10 o frazione superiore a 5
2) Tempo pieno
| ALUNNI |
POSTI |
ALUNNI |
POSTI |
| Fino a 10 |
2 |
36-45 |
6 |
| 11-15 |
2 |
46-50 |
7 |
| 16-20 |
3 |
51-60 |
8 |
| 21-30 |
4 |
61-70 |
9 |
| 31-36 |
5 |
71-74 |
10 |
b) Plessi con numero alunni tra 75 e 125
Dopo la comunicazione al
Sistema Informatico del MIUR dei dati relativi al numero degli alunni e
della tipologia, per ogni plesso, si stabiliscono i gruppi per anno di
corso e per tipologia.
Ogni gruppo è costituito:
¨ Fino ad un
massimo di 26 alunni in prima classe
¨ Fino ad un massimo di 25 alunni
in seconda e terza classe
¨ Fino ad un massimo di 24 alunni in quarta
e quinta classe
Calcolo dell'organico:
a)
Struttura Modulare: Si ricava moltiplicando il numero dei gruppi X 1,33
b) Tempo pieno: Si ricava moltiplicando il numero dei gruppi X 2
c) Plessi con numero alunni superiore a 125
Calcolo dell'organico:
a) Struttura Modulare: Si ricava moltiplicando il numero dei gruppi X
1,50
b) Tempo pieno: Si ricava moltiplicando il numero dei gruppi X 2
NB: un punto critico!! In caso di calcolo che comporta una frazione di
posto qualsiasi (ad es. moltiplicando 5 classi in un plesso di 100 alunni
per il parametro di 1,33 si ottiene un numero di posti pari a 6,65)
occorre chiedere e rivendicare sempre arrotondamenti al numero superiore.
Tale indicazione è contenuta nelle istruzioni impartite dall’EDS nel 1998,
in attuazione dell’organico funzionale e del DM 331/98, istruzioni che
sono in vigore dal momento che si fa sempre riferimento al DM 331/98.
RUOLO DELLE RSU
Ricordiamo che la formazione delle
classi e la conseguente determinazione dell'organico non è materia di
contrattazione, ma di confronto (diritto d'informazione). Su tale materia
la competenza del collegio dei docenti è quella di definire i criteri
generali dal punto di vista didattico, tenendo presente il Piano
dell'offerta Formativa.
Il Dirigente scolastico, sulla base dei
criteri generali definiti dal collegio e dopo essersi confrontato con la
RSU assume la responsabilità delle scelte.
Pertanto il ruolo della RSU,
oltre ad una verifica ed un controllo dell'applicazione della procedura e
delle norme, rappresenta formalmente al Dirigente Scolastico tutte le
reali esigenze di organico dell'istituzione scolastica.
Nota Bene
Poiché sarà estremamente difficile avere ulteriori posti in organico
di fatto è opportuno che la scuola presenti da subito tutte le richieste
di organico ritenute necessarie per l'attuazione del P.O.F. (ivi compresa
la richiesta di arrotondamenti per eccesso) e le eventuali esigenze
sopravvenute.
E' opportuno che tutti i dati e le difficoltà vengano
subito comunicati al sindacato provinciale.
E' comunque opportuno che
le richieste di organico della Rsu vengano verbalizzate, compresa
l'attivazione di nuove classi a fronte di richieste dell'utenza.
FORMAZIONE CLASSI MEDIA (D.l. 331/98 e D.M. 141/99)
Le prime classi sono formate:
- Di norma con 25 alunni per classe
- Minimo 15 alunni per classe
- Le pluriclassi con non più di 12 alunni
- La formazione di un’unica prima classe può essere costituita, sempre
che non vi siano inseriti portatori di handicap, con un numero di alunni
fino a 29.
- Le classi con alunni in situazione di handicap possono essere
costituite con meno di 25 alunni, riducendo tendenzialmente fino a 20.
La riduzione deve tenere conto:
- Della natura e gravità dell’handicap
- Delle esigenze formative dell’alunno disabile
- Della situazione generale della classe
- La presenza di più di un alunno in situazione di handicap nella
stessa classe può essere prevista solo in termini residuali e solo se
si tratta di handicap lievi.
- Le classi con alunni disabili in situazione di disagio e
difficoltà di apprendimento particolarmente gravi possono essere
costituite con meno di 20 alunni
PROCEDURA
1) Si sommano tutti gli alunni iscritti
alla classe prima
2) Si formano le classi con l’inserimento degli
alunni disabili, rispettando i criteri di cui sopra
3) Il restante
numero degli alunni si divide per 25
4) Gli eventuali residui
(eccedenze) se non è possibile ridistribuire gli alunni tra le scuole
viciniori, sono ripartiti tra le diverse classi della stessa scuola senza
superare le 26, eccezionalmente le 27 unità, escludendo dalla
distribuzione le classi che accolgono alunni in situazioni di
handicap.
Nel caso di sfondamento del tetto massimo di 27 per classe la
RSU chiede al Dirigente scolastico l'attivazione di un'altra classe.
Esempio di calcolo
Nella scuola media "Dante
Alighieri" tra i nuovi iscritti alla prima classe e la previsione dei
ripetenti complessivamente sono n. 96 alunni di cui 2 in situazione di
handicap.
¨ 1) innanzi tutto si formano 2 classe con gli alunni
handicappati. Entrambe con 20 alunni (situazione con handicap grave) per
un totale di 40 alunni.
¨ 2) Gli alunni rimasti sono: 98-40 = 58
¨
3) Il numero residuo si divide per 25 ( 58: 25 = 2 classe con resto di 8.
¨ Con il resto 8 si forma un'altra classe, considerando che la
distribuzione delle due classi comporterebbe un numero di alunni pari a
29, superiore al tetto massimo di 27.
Classi successive
alla prima
Le classi successive alla prima sono di regola
determinate rispettivamente in numero pari a quello delle prime e delle
seconde funzionanti nel corrente anno scolastico, semprechè il numero
medio di alunni per classe sia superiore o pari a 15; in caso contrario si
deve procedere alla ricomposizione delle classi tenendo distinte le classi
a tempo prolungato dalle classi a tempo normale. E rispettando i criteri
numeri utilizzati per la formazione delle prime.
N. b. non è comunque
possibile dividere il gruppo classe
Scuole di montagna e
piccole isole
Possono essere costituite classi uniche con un
numero di alunni inferiore ai valori minimi, ma non inferiore a 10 nelle
zone dei comuni montani delle piccole isole ecc…
Tempo
prolungato
La presenza nelle scuole o nelle sezioni staccate
di classi a tempo prolungato non può dare luogo ad un numero di classi
superiore a quello previsto dal calcolo relativo alla formazione delle
classi sul totale degli alunni iscritti (somma degli alunni del tempo
normale e a tempo prolungato).
Calcolo
I dati
numerici su cui operare devono tenere conto di:
1) numero alunni
iscritti alla prima classe
2) previsione degli alunni ripetenti
3)
altri elementi particolari quali: presenza di nomadi, nuovi insediamenti
urbani, tendenze demografiche ecc..
RUOLO DELLE RSU
Ricordiamo che la formazione delle classi e la conseguente
determinazione dell'organico non è materia di contrattazione, ma di
confronto (diritto d'informazione). Su tale materia la competenza del
collegio dei docenti è quella di definire i criteri generali dal punto di
vista didattico, tenendo presente il Piano dell'offerta Formativa.
Il
Dirigente scolastico, sulla base dei criteri generali definiti dal
collegio e dopo essersi confrontato con la RSU assume la responsabilità
delle scelte.
Pertanto il ruolo della RSU, oltre ad una verifica ed un
controllo dell'applicazione della procedura e delle norme, rappresenta
formalmente al Dirigente Scolastico tutte le reali esigenze di organico
dell'istituzione scolastica.
Nota Bene
Poiché sarà estremamente difficile avere ulteriori
posti in organico di fatto è opportuno che la scuola presenti da subito
tutte le richieste di organico ritenute necessarie per l'attuazione del
P.O.F. e le eventuali esigenze sopravvenute.
E' opportuno che tutti i
dati e le difficoltà vengano subito comunicati al sindacato provinciale.
E' comunque opportuno che le richieste di organico della Rsu vengano
verbalizzate, compresa l'attivazione di nuove classi a fronte di richieste
dell'utenza.
FORMAZIONE CLASSI SECONDARIA 2° GRADO (D.l.
331/98 e D.M. 141/99)
· Le prime classi sono costituite di
regola con non meno di 25 alunni
· Le classi con alunni in situazione
di handicap possono essere costituite con meno di 25 alunni, riducendo
tendenzialmente fino a 20. La riduzione deve tenere conto:
• Della
natura e gravità dell’handicap
• Delle esigenze formative dell’alunno
disabile
• Della situazione generale della classe
La presenza di
più di un alunno in situazione di handicap nella stessa classe può essere
prevista solo in termini residuali e solo se si tratta di handicap lievi.
Le classi con alunni disabili in situazione di disagio e difficoltà di
apprendimento particolarmente gravi possono essere costituite con meno di
20 alunni
Classi iniziali
· Le classi
iniziali dei cicli conclusivi dei corsi di studio (prima classe liceo
classico, seconda classe magistrale, terza classe liceo artistico,
scientifico e dell’istituto tecnico), sono costituite secondo i parametri
delle prime classi.
PROCEDURA
- Si sommano tutti gli alunni delle classi iniziali, tenendo distinti
solo i corsi normali e/o sperimentali dagli indirizzi
- Si formano le classi con l’inserimento degli alunni disabili,
rispettando i criteri di cui sopra
- Il restante numero degli alunni si divide per 25
- Gli eventuali residui (eccedenze) se non è possibile ridistribuire
gli alunni tra le scuole viciniori, sono ripartiti tra le diverse classi
della stessa scuola senza superare le 28 unità ed escludendo dalla
distribuzione le classi che accolgono alunni in situazioni di
handicap.
Nel caso di sfondamento del tetto massimo di 28 per classe
la RSU chiede al Dirigente scolastico l'attivazione di un'altra classe.
Classe unica
Si costituisce un’unica classe quando
le iscrizioni previste sono meno di trenta e con un numero minimo di 20.
Calcolo
Nella previsione degli alunni è necessario tener conto di:
1) numero alunni iscritti alla prima classe
2) serie storica dei
tassi di ripetenza
3) altri elementi particolari quali:nuovi
insediamenti urbani, tendenze demografiche ecc..
4) le dimensioni
delle aule rispetto al numero degli alunni
Istituti con
diverse tipologie
Negli istituti nei quali siano annesse
sezioni di diverso tipo ( licei e commerciali, tecnici e magistrali ecc..)
il numero delle classi è determinato separatamente per ogni tipologia.
Indirizzi
Negli istituti in cui siano presenti corsi a più
indirizzi il numero delle classi è determinato separatamente per ogni
indirizzo.
N.B.
L’esistenza di elementi obiettivi che rendono
necessaria la costituzione di classi iniziali con meno di 25 alunni
(limitate dimensioni di aule e laboratori ecc..) deve risultare da
specifica documentazione.
In tale caso le classi non potranno essere
costitute con non meno di 20 alunni.
Classi
articolate
Negli istituti di istruzione tecnica, nei licei
artistici e negli istituti d'arte, qualora non sia possibile la formazione
di classi omogenee, può essere consentita la costituzione di classi
articolate al proprio interno in gruppi di diverso indirizzo di studio,
purchè gli insegnamenti comuni siano prevalenti rispetto agli insegnamenti
di indirizzo. In tal caso la costituzione della classe non può avere un
numero complessivo di alunni inferiore a 27. Il gruppo di indirizzo di
minore consistenza deve essere costituiti da almeno 12 studenti.
Negli
Istituti Professionali non sono ammesse classi articolate nel primo
biennio dei corsi di qualifica,. Sono, invece, consentite nelle terze
classi appartenenti a più qualifiche dello stesso indirizzo (Agrario,
elettronico, meccanico, ecc..), nonché nei corsi
post-qualifica.
Classi intermedie
Le classi
intermedie sono costituite in numero pari a quello delle corrispondenti
classi iniziali, purché siano formate con un numero medio di alunni non
inferiore a 20 (esempio: una seconda con 16 alunni e un’altra con
24).
Classi terminali
Le classi terminali sono
costituite in numero pari a quello delle corrispondenti penultime classi
funzionanti nell’anno scolastico corrente.
RUOLO DELLE RSU
Ricordiamo che la formazione delle classi e la conseguente
determinazione dell'organico non è materia di contrattazione, ma di
confronto (diritto d'informazione). Su tale materia la competenza del
collegio dei docenti è quella di definire i criteri generali dal punto di
vista didattico, tenendo presente il Piano dell'offerta Formativa.
Il
Dirigente scolastico, sulla base dei criteri generali definiti dal
collegio e dopo essersi confrontato con la RSU assume la responsabilità
delle scelte.
Pertanto il ruolo della RSU, oltre ad una verifica ed un
controllo dell'applicazione della procedura e delle norme, rappresenta
formalmente al Dirigente Scolastico tutte le reali esigenze di organico
dell'istituzione scolastica.
Nota Bene
Poiché sarà
estremamente difficile avere ulteriori posti in organico di fatto è
opportuno che la scuola presenti da subito tutte le richieste di organico
ritenute necessarie per l'attuazione del P.O.F. e le eventuali esigenze
sopravvenute.
E' opportuno che tutti i dati e le difficoltà vengano
subito comunicati al sindacato provinciale.
E' comunque opportuno che
le richieste di organico della Rsu vengano verbalizzate, compresa
l'attivazione di nuove classi a fronte di richieste dell'utenza.
Roma,
31 marzo 2004