Siamo le insegnanti della scuola elementare statale Franca Mazzarello.
La nostra coscienza personale, civile e professionale ci ha sempre portate al rispetto delle leggi dello Stato e alla loro ottemperanza.
Tuttavia oggi, in seguito all’approvazione del primo Decreto Attuativo della legge di Riforma n. 53, ci sentiamo in dovere di utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per contrastare l’attuazione di questa legge che noi consideriamo sbagliata perché distrugge la scuola nella quale crediamo e nella quale lavoriamo da anni con impegno e professionalità.
Intendiamo evidenziare alcune delle ragioni per cui questa legge non ci piace:
· Perché distrugge il progetto pedagogico che sta alla base del tempo pieno, progetto nel quale si sono realizzate nel corso degli anni esperienze fondamentali dal punto di vista culturale, didattico e formativo e che non siamo disposte a rinnegare e vanificare. Riteniamo che lo spezzettamento orario che prevede la suddivisione del tempo scuola tra materie obbligatorie e materie opzionali non permetta di offrire agli alunni la stessa qualità che abbiamo offerto fino ad oggi e non garantisca il diritto allo studio uguale per tutti. Il tempo pieno non è una somma di attività ma un progetto educativo unitario!
· Perché introduce la figura del tutor che di fatto vanifica la contitolarità e annulla le pari responsabilità degli insegnanti nei confronti della classe. Nella scuola elementare dove consideriamo il bambino nella sua globalità, tutte le insegnanti e tutte le discipline hanno pari dignità e concorrono a formare l’uomo e il cittadino secondo i principi della Costituzione, principi ai quali vogliamo continuare ad ispirarci. L’inserimento della figura del docente tutor crea all’interno della stessa scuola e della stessa classe insegnanti di serie A e insegnanti di serie B e introduce una gerarchia interna non funzionale ad un progetto educativo condiviso.
· Perché enfatizza l’insegnamento dell’inglese e dell’informatica che non sono una novità di questa riforma in quanto sono presenti da anni nella nostra scuola.
Nell’intervista al quotidiano Il Corriere della Sera del 6 marzo scorso il ministro Moratti ha affermato che “esiste nel mondo della scuola una resistenza culturale al cambiamento proposto dalla Riforma, resistenza culturale basata su una concezione di scuola che detta regole uguali per tutti.”
SI, E’ VERO noi vogliamo e continueremo a volere una scuola pubblica uguale per tutti. Crediamo e continueremo a credere in una scuola come luogo dove le disuguaglianze possano essere superate insieme, una scuola che offra a TUTTI le stesse opportunità e nella quale ogni bambino trovi il tempo e il luogo per sviluppare le sue attitudini e le sue capacità .