Milano, 14 marzo 2004

Verbale del 13 marzo 2004

 

All’incontro organizzato dal Forum delle scuole del milanese hanno risposto i seguenti comitati/coordinamenti

 

Comitato

Città

Coordinamento difesa scuola pubblica

Crema

Coordinamento genitori insegnanti

Livorno

Comitato genitori

Ariccia (Roma)

Comitato genitori difesa scuola pubblica

Pisa

Coordinamento tempo pieno

Bologna

Coordinamento genitori/insegnanti

Pavia

Coordinamento gen/insegnanti II VI  VII IX mun.

Roma

Coordinamento genitori/insegnanti

Napoli

Comitato genitori/insegnanti

Trieste

Cogesp

Brescia

Comitato genitori democratici

Brescia

Comitato insegnanti precari

Vicenza

Comitato genitori/docenti

Rosignano marittima (Li)

Coordinamento ins/genitori 73° circolo

Napoli

Coordinamento 82°/8° circolo

Roma

Istituto comprensivo V. Valente

Roma

Coordinamento genitori nidi-materne-elementari-medie

Torino

Comitato genitori/lavoratori scuola

Piacenza

Coordinamento genitori

Genova

Lascuolasiamonoi coord. scuole

Parma

Coordinamento genitori insegnanti

Firenze

 

 

Introduce per il Forum delle scuole milanesi Natascia Magnani, Cinisello Balsamo (Mi).

Il Forum delle scuole milanesi nasce nell’assemblea del 16 gennaio per tentare di creare un coordinamento che si pone come obiettivo primario l’abrogazione della legge Moratti e che intende trovare ed utilizzare ogni possibile metodo per boicottarla. Il tutto attraverso iniziative comuni e attraverso la condivisione di strumenti di analisi e di lotta. L’appello in sostanza era stato questo: Chi è contro la riforma Moratti venga alla Casa della cultura il giorno 21 febbraio. Si sono presentate 400 persone, al punto che molti non hanno potuto entrare, e abbiamo deciso di creare, con il consenso di tutti, anche dei rappresentanti dei partiti e sindacati presenti, questo forum per organizzare iniziative comuni. E’ nato così un grosso movimento contro la riforma Moratti, con l’obiettivo comune di arrivare alla sua abrogazione. Chi ha fatto la riforma però non si è fermato davanti a nulla, il decreto attuativo, che speravamo si fosse perso, è stato pubblicato il 19 febbraio. Così ora si stanno cercando anche forme di resistenza per non applicare il decreto. La battaglia non è finita. Il 16 gennaio si era proposto, tra l’altro, di fare una manifestazione provinciale il 14 febbraio. Parola d’ordine: “Noi amiamo la scuola pubblica”. Più di 100 scuole hanno occupato il giorno prima, alcune fermandosi addirittura a dormire a scuola. In questa occasione c’è stata la possibilità di fare informazione vera.

Il 21 febbraio si è deciso invece di partire con l’iniziativa “Adotta una scuola”, che significa fare riunioni, volantinaggio, informazione in una scuola dove ancora non siamo presenti. L’informazione infatti non arriva se non usiamo questo metodo. Il movimento spontaneo  che si è creato è un bel movimento, che fa arricchire. L’obiettivo di oggi è quello di vedere se riusciamo ad organizzare qualcosa insieme, in tutta Italia, L’ABCclettata, per esempio, ma non solo questa. Tutti siamo convinti che una riforma ci vuole, ma non questa che è una vera e propria cancellazione di tutto quello che di buono è stato conquistato negli ultimi trent’anni. Rendere grande il movimento rende più facile portare avanti le nostre idee.

 

Coordinamento difesa scuola pubblica – Crema. Insegnante Silvana Bergami

Tre mesi fa una quindicina di persone ha fondato un coordinamento a difesa della scuola pubblica. Abbiamo portato avanti due iniziative, un volantinaggio in piazza del Duomo e una raccolta di firme (1000). Iniziative che hanno svolto egregiamente la funzione di svegliare chi non sapeva nulla e di rompere il muro del silenzio intorno al dissenso sulla riforma. Ora cerchiamo di organizzare un’assemblea cittadina di controinformazione e contemporaneamente vogliamo unirci alla Rete per partecipare a tutte le iniziative a carattere nazionale che usciranno di qui.

 

Coordinamento genitori insegnanti provincia di Livorno

Inutile elencare tutte le iniziative già realizzate, dalla raccolta delle firme a manifestazioni pubbliche, dalla occupazione di scuole a Piombino al traffico fermato sull’Aurelia. Noi aderiamo alla biciclettata del 27 e ci incontreremo in Piazza della Repubblica con musica e trampolieri a rallegrare l’iniziativa. Lo slogan è: No alla riforma Moratti. Esprimiamo però la nostra perplessità in merito allo sciopero del 26 che non convince perché non è riservato alla scuola. Noi vorremmo arrivare a questo punto: che tutte le categorie scioperino in difesa della scuola perché la scuola è un bene di tutti. Proponiamo inoltre che, poiché la riforma passa nella quasi totale acquiescenza delle direzioni didattiche e scolastiche, si invii una lettera aperta a questa categoria, che deve essere svegliata, chiamata ad esercitare il proprio ruolo di cittadino e non solo quello di burocrate. Perciò: 10.000 istituti scolastici, 10.000 lettere. Inoltre chiediamo che il movimento si dia un proprio opuscolo informativo, che contrasti la valanga di materiale propagandistico della Moratti.

 

Comitato genitori Ariccia – Mario Fermante

Purtroppo da noi c’è ancora nebbia su tutto quello che riguarda la riforma, ed è difficile dissiparla. In concomitanza con le iniziative per la pace vorremmo mandare messaggi sul problema scuola a tutti i consolati delle nazioni che parteciperanno a queste iniziative (non so se ho capito bene)  

 

Comitato genitori in difesa della scuola pubblica- Pisa

Da settembre a Pisa i genitori sono il lotta e parallelamente l’Università è in lotta. Il 20 febbraio abbiamo organizzato una manifestazione nella quale chiedevamo in maniera secca e precisa l’abrogazione della riforma Moratti. Ora chiediamo che si arrivi allo Sciopero generale del sapere, dall’asilo all’università. In Toscana ci sarebbe la disponibilità politica a tentare di rattoppare la scuola, di rendere meno devastanti i tagli di questa legge, di alleggerire le conseguenze della riforma. Noi però non vogliamo ridurci a contrattare piccoli correttivi e chiediamo la non-applicazione (non si scelga il tutor e così via) Avremo visibilità solo bloccando le scuole.

 

Coordinamento tempo pieno – Bologna

Inutile elencare tutte le iniziative già fatte, dalla raccolta di firme al tenere a casa da scuola i bambini. Ci muoviamo in collaborazione totale e sintonia tra genitori ed insegnanti. Pensiamo di aderire alla biciclettata spostandola alla settimana successiva, perché il 27 ed il 28 abbiamo organizzato un convegno (Non abbiamo tempo pieno da perdere 27-28 marzo Bologna 2° Convegno Nazionale sulla scuola a Tempo Pieno info: http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/cespbo/). Come andare avanti nella lotta? La palla secondo noi a questo punto passa agli insegnanti che devono dare battaglia nei collegi per rendere impossibile l’applicazione di questa riforma. Lo sciopero del 26 ci amareggia fortemente perchè avevamo supplicato uno sciopero unitario. Pensiamo ora di proporre il blocco degli scrutini e di renderci visibili alla fiera del libro di Bologna Fiera del libro per ragazzi - Bologna 14 aprile 2004 - 17 aprile 2004.

 

Patrizia Quartieri, insegnante del Forum delle scuole del milanese

Anche noi non possiamo non rammaricarci delle decisioni prese dalle organizzazioni sindacali, ma abbiamo deciso la volta scorsa che, preso atto del problema ed espresso il nostro rincrescimento, lo striscione di Retescuole sarà presente in ogni iniziativa contro la riforma Moratti. I sindacati farebbero meglio ad aprire una riflessione ed un dibattito su quanto stanno facendo in merito. Siamo d’accordo col coordinamento di Bologna per quanto riguarda tutte le azioni possibili per impedire l’applicazione del decreto.

Riteniamo che lo sforzo iniziale, peraltro mai finito, di fornire informazione a tutti i livelli, assemblee, schede informative, volantini, abbia reso possibile il passo successivo, cioè le azioni di visibilità, le manifestazioni, che però non sono l’unico impegno che ci assumiamo.

Adesso è il turno degli insegnanti: loro devono esprimersi e per rendere chiaro, evidente e non più ignorabile il loro dissenso devono dire No al Tutor, No all’adozione di nuovi libri di testo, Sì alla conferma del Pof . Queste tre iniziative fanno arrivare ovunque il messaggio che esiste una rete di dissenso forte e coordinato e danno forza agli insegnanti. Inoltre l’adozione dei libri avviene a maggio, sotto campagna elettorale, e questo aumenta il valore dell’operazione.

Preferiamo No al tutor alla possibilità “Tutti tutor”, perché con la prima opzione si comunica più chiaramente il rifiuto a riconoscere questa figura in quanto essa vanifica la collegialità e la pari dignità degli insegnanti.

Gli insegnanti non devono dare la loro disponibilità nemmeno a scegliere i criteri per stabilire chi è tutor e chi no. Massima attenzione inoltre ai corsi che si frequentano: è possibile che, non essendoci tempo per farne di specifici, i corsi sull’innovazione dell’Indire a posteriori diventino corsi per diventare tutor. Nei collegi passi a maggioranza una delibera, il più possible unitaria, di non procedere all'adozione di NUOVI libri di testo riservandosi la possibilità di optare eventualmente per una scelta alternativa o per ilmantenimento dei testi già in uso.E' un'utile mediazione per coinvolgere ilmaggior numero di insegnanti,evitando posizioni troppo drastiche e più difficilmente , alla lunga sostenibili. Anche i genitori rappresentanti di classe, chiamati dalla legge ad esprimere il loro parere consultivo sull’adozione dei libri di testo, facciano mettere a verbale il loro rifiuto motivato. La collaborazione genitori insegnanti è infatti l’arma vincente.

 

Coordinamento genitori/insegnanti di Pavia

Questo che si è creato è un movimento enorme ed importante che rimarrà, patrimonio per il futuro. Il connubio prima impensabile tra genitori ed insegnanti ha creato ciò che siamo adesso: una forza.  A Pavia abbiamo iniziato a lottare contro questa riforma mel maggio del 2003. Come insegnanti abbiamo usato gli spazi istituzionali, proponendo documenti da far approvare in consigli d’Istituto. Ora usciremo con un comunicato da far arrivare a tutti i genitori. A Pavia aderiamo alla biciclettata del 27 e chiediamo a tutti uno sforzo di sintesi: adottare tre parole d’ordine secche: Nessun Tutor per la Moratti, no all’adozione di nuovi libri di testo. Concorda con la necessita di far uscire allo scoperto i dirigenti scolastici.

 

Istituto comprensivo Viale Valente - Roma.

Alle nostre mobilitazioni hanno partecipato anche i lavoratori delle mense, la rappresentanza di Scanzano. Allo sciopero del 1° marzo hanno aderito anche molti insegnanti iscritti ai sindacati confederali. Perché il governo prosegue imperterrito? Perché hanno necessità di tagliare le spese, in previsione dell’aumento delle spese militari. Si vuole creare un modello di scuola diverso, adatto a formare una generazione disposta a lavorare precariamente e senza diritti. Per buttare giù tutto il macigno della riforma Moratti bisogna contrastare tutta la politica del governo Berlusconi.

 

Scuole IX e II Municipio – Roma

 

Il Coordinamento Genitori 37° Circolo, Scuola Elementare e Materna G. Mazzini e XX Settembre, II Municipio di Roma, non potendo intervenire all’assemblea, aderisce alla mozione del Comitato Genitori della scuola materna ed elementare "A. Manzoni" del IX Municipio di Roma:

 

1 . auspichiamo la creazione di un'unica istanza nazionale di coordinamento di tutti i comitati spontanei di genitori e di insegnanti, e la ricerca di azioni comuni al di là di ogni differenza di vedute sui contenuti e sulle forme di lotta, senza questioni di primogenitura o velleità di "dirigenza" dall'alto del movimento. Il momento è troppo grave per dividersi ancora.

 

2 - siamo favorevoli all'idea di acquistare pagine di quotidiani nazionali per spiegare i veri contenuti della riforma e le ragioni della nostra opposizione.

 

3 - proponiamo azioni a tappeto su tutti i partiti dell'opposizione perché escano allo scoperto e dicano chiaramente che cosa pensano, cosa vogliono fare e se vogliono battere su questo tema in campagna elettorale. Dobbiamo capire quali sono i nostri alleati e su chi possiamo contare.

 

4 - proponiamo di dare vita ad iniziative, poche ma ben organizzate, con contenuti chiari e coordinate a livello nazionale, nelle scuole. Che sia "Firma e ferma la Moratti", che siano "scioperi dei genitori", che sia qualunque cosa, ma riteniamo che poche iniziative chiare siano più efficaci di una miriade di iniziative locali che lasciano il tempo che trovano.

 

5 - proponiamo da valutare l'ipotesi del referendum abrogativo, di cominciare a contarci e valutare la fattibilità, la forza e gli eventuali tempi di tale ipotesi.

 

 

Coordinamento ins/genitori 73° circolo – Napoli

Si è deciso di chiedere la conferma del Pof 2003-2004, e di rifiutare in blocco la funzione di tutoraggio. Con la Regione Campania si sta tentando di limitare i danni della legge, di salvare il salvabile, consapevoli che ogni virgola che la scuola perderà in questa fase non la riconquisterà più. Abbiamo chiesto al Consiglio comunale di Napoli di pronunciarsi con una mozione di sfiducia nei confronti di questa riforma. Stiamo cercando con il Comune di Napoli di realizzare una carta dei servizi che supplisca a ciò che lo stato taglierà. Stiamo cercando di organizzare una giornata di mobilitazione della scuola dal bambino al Magnifico rettore. Crediamo utile la preparazione di un questionario con domande da sottoporre a chi di dovere affinché non si continui più a svicolare dal dovere di fornire informazioni chiare in merito alla riforma. Stiamo provvedendo ad inoltrare ricorso al Tribunale europeo a al tribunale dei diritti del cittadino. Non aderiamo, per motivi logistici, alla biciclettata del 27.

 

Comitato per la valorizzazione e la salvaguardia del tempo pieno e tempo prolungato – Trieste

Stiamo svolgendo un faticosissimo lavoro di resistenza nei singoli consigli d’istituto. Per renderci visibili nella giornata dello sciopero del 26, al quale aderiamo, chiameremo i genitori ad una piazza tematica che dica No alla riforma Moratti. Non aderiscono alla biciclettata.

 

Cogesp (Comitato genitori per la scuola pubblica) – Brescia

Questa si sta rivelando una discussione molto utile, anche se purtroppo siamo partiti troppo tardi. Sono importanti messaggi positivi per darsi la forza per andare avanti. Bisogna però anche applicare un certo pragmatismo e cercare di capire cosa sta succedendo all’interno dei sindacati, perché si  muovono in modo così disunito. Occorre convocare i segretari generali dei sindacati e chiedere loro conto, far loro capire i problemi in gioco, le richieste dei genitori ecc. Bisogna svegliare i dormienti. Il 27 non possono aderire perché hanno organizzato per il 26 un convegno con Dutto, che però probabilmente si concluderà con una fiaccolata.

 

CGD – Centro iniziativa genitori democratici – Brescia

Usare lo spazio del forum del provveditorato. Come CGD abbiamo preso posizione contro la riforma Moratti e il movimento è molto cresciuto in quest’ultimo anno. Invita ad usare maggiormente i forum, a presidiarli per fare in modo che si sappia del dissenso crescente intorno a questa riforma

 

Comitato insegnanti precari- Vicenza

Nella mia scuola stanno sperimentando la riforma ed è molto difficile lavorare. Si fa richiesta ai sindacati di affrontare il problema della salvaguardia del posto di lavoro e per portare l’informazione in questa che è una provincia difficile, dove non esistono comitati genitori.

 

CGD - Rosignano Marittimo

Hanno organizzato assemblee informative nelle più svariate parti della Toscana e sono perplessi sulla posizione assunta da sindacati, CGIL in testa. Aderiranno alla biciclettata del 27.

 

Coordinamento ins/genitori 82°/8° circolo -            Roma

Pur ribadendo che i vertici del sindacato non stanno facendo scelte condivisibili e che la politica non ci rappresenta il 26 dobbiamo aderire allo sciopero perché i lavoratori scipereranno e noi dobbiamo essere lì con loro. Pur costernati dagli atteggiamenti del sindacato dobbiamo lavorare insieme.

 

Coordinamento genitori nidi-materne-elementari-medie – Torino

Abbiamo lavorato sull’informazione, creando materiale informativo “Informa-riforma” sulle varie scuole, prendendo in considerazione i problemi dal nido alle medie. Ad esempio se passa il discorso dell’anticipo alla scuola materna e non si trova un correttivo giuridico un bambino di due anni e mezzo potrebbe superare in graduatoria uno di tre. Grosso lavoro si è fatto sulla scuola primaria. La prima manifestazione di quest’anno è stata il 24 gennaio, il giorno dopo l’approvazione del decreto attuativo. Importante è stato il fatto che fosse organizzata dai genitori, perché viene a mancare il secondo fine (ad esempio conservazione del posto di lavoro) e rimane solo l’interesse del genitore a far crescere il bambino in una scuola che vale. Cerchiamo di organizzare assemblee con il contraddittorio ma ultimamente non partecipa più chi dovrebbe sostenere la riforma, questo perché meno se ne sa di questa riforma e meglio è per il governo. Cercheremo di organizzare anche noi la biciclettata, altrimenti ripiegheremo su una piazza tematica per il 26.

 

Marco Donati – ReteScuole.net

Il significato del termine "virtuale" ha subito nell’uso comune una parabola discendente, analoga a quella accaduta alla nozione di "amore platonico", che è passato dall’iniziale ricchezza filosofica ad indicare il desiderio senza "consumazione" sessuale.

Ultimamente però è successo un piccolo miracolo. Migliaia e migliaia di innamorati "platonici" della scuola pubblica hanno "consumato" il loro rapporto dando vita e concretezza a un solido movimento. Il mondo virtuale si è rivelato essere molto più reale delle nostre più rosee aspettative.

 

Il "virtuale" ha preso la sua rivincita e ha riconquistato  la capacità di mostrare ed attuare le nostre intenzioni nel tessuto dei rapporti di forza  sociali.

 

In queste settimane abbiamo sentito su di noi tutto il peso dell'assenza di una corretta informazione e della colpevole latitanza di giornali e televisioni dal rappresentare il mondo reale. Moltissimi professionisti dell'informazione hanno abdicato al loro ruolo di narratori. Qualche politico si è presentato supponendo saperi che non possedeva recando danni enormi a chi con puntigliosa pazienza aveva studiato le parole più efficaci per parlare a genitori e docenti.

 

Il peso della controinformazione è tutto sulle nostre spalle. Ce lo assumiamo di buon grado. Il 27 faremo una biciclettata, ma non sarà una scampagnata. Andremo sotto la RAI, attaccheremo ai muri della sede di Milano le centinaia di mozioni dei consigli di circolo e di Istituto, dei collegi docenti e delle assemblee dei genitori in modo che i giornalisti le leggano, che comprendano le buone ragioni di questo grande movimento in difesa della scuola pubblica

 

La rete è uno straordinario strumento in grado di tessere relazioni e condividere saperi.

Attenzione però a non cadere nella trappola delle scelte facili.

 

Qualsiasi strumento è efficace se alle sue spalle ci stanno persone in carne e ossa e pancia che danno autorevolezza e continuità allo strumento. Un sito è importante se rappresenta una realtà senza sovrapporsi ad essa

 

Siamo contrari a che ReteScuole diventi il portale nazionale della lotta alla Moratti. Perderemmo la nostra anima. Siamo contrari anche alla nascita di un nuovo portale senz'anima e senza pratica nella società. Siamo favorevolissimi invece a che nascano altri luoghi nella rete 10, 100, 1000 che sappiano parlare alle loro comunità collegando il generale al particolare.

La rete è fatta così molti nodi e fili d'acciaio che li legano.

 

I portali prevedono gerarchie piramidali, scegliere a cosa dare evidenza, cosa mettere prima e dopo è una scelta tutta politica, e le piramidi sono sempre più grandi man mano che aumenta il territorio che devono rappresentare. È inevitabile che alla fine il vertice non riesca più a vedere la base.

 

I siti sono invece strumenti di lavoro. Sono depositi di idee che vanno immediatamente spesi nel mondo reale.

 

Molti ci hanno chiesto di aprire un forum in cui le persone potessero scambiarsi opinioni e pareri. Ci abbiamo pensato ma abbiamo deciso di no. le discussioni preferiamo si svolgano davanti ai cancelli delle scuole alla mattina quando si accompagnano i ragazzi o nelle assemblee di classe. In rete molto presto diventano soliloqui senza identità certe che nascondono con il loro rumore le buone intenzioni di chi decide di prenderne parte. Molte esperienze sono fallite su questo, È la differenza che passa fra un microfono aperto e aprire i microfoni.

Lo stesso vale per le mailing-list attenzione a trasferire solo l'essenziale, attenzione ad usarle per quello che sono, formidabili strumenti di organizzazione per la comunicazione essenziale.

 

In questi mesi abbiamo fatto molte esperienze e queste vi offriamo senza copyrigth.

 

Studiate forme di comunicazione nuove e alternative (ad esempio tutte le città hanno tram e autobus: producete pendenti da attaccare alle barre reggipersone, mettetele sui vostri siti in modo che ciascuno possa stamparsi il proprio e prenda l'abitudine alla mattina di appenderne uno. Fate adesivi da appiccicare per le città) Ora ci saranno le elezioni, studiate i modi per correggere la comunicazione dei candidati e dei partiti. A volte serve solo una parola aggiunta o tolta per cambiare il senso di una frase o di un discorso. (mi viene in mente il poster di AN che mostra un barattolo pieno di spicci e a fianco la frase roboante "difendiamo i risparmi di una vita" ...un barattolo?!?)

In molte città vengono distribuiti giornali gratuiti alla metropolitane. Fatene anche voi, quattro fogli da distribuire davanti alle fermate.

 

È importante che il movimento nato nelle elementari riesca a coinvolgere tutta la società, TUTTA la scuola. Adottate una scuola superiore o una università, volantinate voi genitori, maestre e maestri agli studenti, chiedete loro di condividere le ragioni di una lotta comune, organizzatevi in strutture di zona, paese, strutture di mutuo soccorso, cercate di realizzare dal basso quell'unità che sembra così difficile praticare a livello di organizzazioni nazionali.

 

Questa, lo sappiamo, è una riforma ideologica che tende a modificare radicalmente il tessuto culturale del nostro paese. Nelle superiori i questi aspetti saranno dominanti e ci dobbiamo attrezzare a reggere il confronto sulle idee, non solo sui modelli organizzativi. Nelle elementari l'attacco al tempo  pieno (che toccava aspetti fondamentali dell'organizzazione famigliare) ci ha permesso di organizzare efficacemente una trincea dalla quale però dobbiamo uscire velocemente cercando di legare i fili di una protesta, che è generale, cercando di sconfiggere il nostro nemico più grande, la rassegnazione.

Le riconduzione a 18 ore di lezione frontale nelle superiori è devastante tanto quanto le 27+3+10 delle elementari.

Questo è un argomento (quello della continuità didattica) che ha forte presa sui genitori, un po' meno sui ragazzi e le ragazze che a volte sono felici di lasciare un docente con il quale non hanno nessun rapporto affettivo; per loro i temi della precarietà e della scelta precoce, il prematuro rapporto individuale con il mondo del lavoro senza coperture e temo senza regole è invece un buon argomento per iniziare il confronto. La regionalizzazione dei professionali, la sorte incerta dei tecnici sono altri problemi. Abbiamo bisogno dell'apporto e dell'intelligenza dei docenti delle superiori, degli ATA, degli studenti. Abbiamo bisogno delle vostre competenze.

 

Sappiamo che le nostre lotte e le nostre mobilitazioni non sortiranno, nell'immediato, risultati evidenti e spendibili, dobbiamo quindi attrezzarci con solidarietà, fermezza e allegria. L'allegria è la condizione per poter pensare di reggere per molto tempo alla fatica.

 

Il Governo è preoccupato e gli sforzi eccezionali messi in campo lo stanno a dimostrare, sono preoccupati che la mobilitazione possa mantenersi alta a lungo, aspettano nostri segnali di stanchezza, aspettano che la rassegnazione appunto faccia il suo lavoro.

 

Per reggere abbiamo bisogno di tutti, della nostra intelligenza innanzitutto, ma anche dei nostri partiti, dei nostri sindacati ai quali chiediamo di essere nostri rappresentanti e non altro (pieno di distinguo) da noi.

Chiediamo loro di difendere senza se e senza ma la scuola pubblica in Italia e di attivarsi in Europa per modificare le linee guida sull'istruzione (e non solo) che troppo spesso funzionano da comodi alibi per portare a compimento il "lavoro sporco" della distruzione dello stato sociale.

 

È così che funziona la democrazia rappresentativa. Noi siamo piccole cellule sociali; non siamo e non vogliamo essere partito o organizzazione. I nostri partiti, le nostre organizzazioni sindacali devono assumersi chiaramente le loro responsabilità.
A ciascuno il proprio ruolo.

Una cosa deve essere chiara: noi non siamo il "capitale umano" né dell'Impresa né del "PaeseItalia". Noi siamo uomini e donne e i nostri figli sono il futuro.

 

Teniamoci in contatto e facciamo delle cose insieme.

Un Berlusconi riesce a parlare 10milioni di italiani in una volta.

Noi possiamo fare lo stesso con il vantaggio di poter guardare in faccia le persone con le quali parliamo:

uno a tanti contro tanti a tanti; alla lunga vinciamo noi.

 

 

Comitato genitori/lavoratori scuola – Piacenza

Ci deve animare la creatività e l’allegria. La partecipazione in prima persona è fondamentale: così prendiamo in mano le redini della scuola. Il nostro obiettivo: abbiamo provocato una discussione sulla scuola, dobbiamo e dovremo parlare su questi contenuti anche ai futuri governi ed insistere se non ci ascoltano. Scriviamo una presa di posizione sul 26 perché il nostro obiettivo era uno sciopero generale unitario della scuola e andiamo alla manifestazione con i nostri striscioni. Dobbiamo continuare nell’opera di informazione e volantinaggio perché ancora i lavoratori della scuola devono capire i loro diritti, affinché capiscano di poter domandare che il pof non sia modificato. Discuteremo sull’adesione alla biciclettata e sul 25 aprile di resistenza per la scuola pubblica. Ora bisogna resistere, poi dobbiamo chiedere l’abrogazione di questa legge.

 

Coordinamento in difesa del tempo pieno e tempo prolungato. Genova

Dal 26 settembre siamo presenti quotidianamente nelle assemblee. A Genova si sono costituiti comitati di quartiere che coesistono nel coordinamento. Così si realizzano manifestazioni a livello cittadino e manifestazioni a livello di zona, quartiere. Ha attirato l’attenzione della stampa il fatto che in un quartiere 1000 persone hanno percorso lentamente le strade. Genova sposta le iniziative del 27 al 3 aprile, causa concomitanza con convegno sul tempo pieno. Stiamo cercando di organizzare per fine aprile una mostra convegno sul tempo pieno, approfittando del fatto che Genova è quest’anno capitale europea della cultura. Le iniziative locali sono state importantissime perché finalmente la scuola è tornata ad essere un fatto centrale della vita. Bisogna comunicare a tutti le iniziative perché così, capendo che si è in tanti a fare, si superano i momenti di crisi. Bisogna lottare per mantenere il Pof invariato, dire No al tutor è difficilissimo ma fondamentale, anche il no a nuovi libri di testo deve avere il massimo spazio possibile per essere pubblicizzato. Bisogna scrivere una lettera all’Associazione Nazionale Presidi per chiedere che prenda posizione. Occorre porre molta attenzione a quello che stanno tentando di fare, cioè tre livelli nello stato giuridico dei docenti (tirocinanti – medi – esperti) e all’albo per l’assunzione diretta da parte del dirigente, che metterebbe ancora di più in condizioni di soggezione gli insegnanti. Tutto questo va boicottato.

Sito www.genovaquartoscuola.org/news.htm

 

Lascuolasiamonoi coord. Scuole – Parma

Noi veniamo in bicicletta ma al ritiro e alla abrogazione del decreto. Dobbiamo uscire dalla scuola primaria e andare avanti: cominciamo a chiamare all’appello medie e superiori. Il 3 aprile a Parma si terrà un convegno organizzato insieme a il Manifesto dei 500 (info: http://manifesto500.altervista.org/). Vogliamo creare un tavolo con tutte le realtà che si interessano della scuola. Occorre convincere tutti che il nostro voto non lo vedono più se non mettono la scuola in cima all’elenco delle priorità.

 

Coordinamento genitori insegnanti – Firenze

Siamo nati nel 1989 per difendere il tempo pieno. Molte le iniziative attuate, la situazione è viva ma bisogna concretizzare. Mozioni e delibere di lotta: è fondamentale votare delibere che impediscano l’applicazione della riforma. Parola d’ordine: blocchiamo l’attuazione attraverso le delibere. Occorre votare delibera di conferma dell’assetto organizzativo e di conferma della contitolarietà come collegi docenti, mentre i genitori dal canto loro devono raccogliere firme che chiedano altrettanto ai consigli d’Istituto. Stiamo chiedendo un parere legale sul discorso della modifica che viene introdotta a corso già iniziato (per le 2e, 3e, 4e e 5e). Ora faremo una 15 giorni di mobilitazione e iniziative nelle scuole. Se c’è il problema della data del 27 che coincide con il convegno di Bologna si può ovviare indicendo una settimana di mobilitazione nella quale ciascuno aderisce con una propria iniziativa. Riguardo al 26 rabbia per la scelta ma necessità di esserci, probabilmente con una piazza tematica.

 

Michele Corsi – retescuole

Lo sciopero mancato e il 26 ci devono far capire che la lotta alla riforma Moratti è tutta sulle nostre spalle. Abbiamo quindi una grandissima responsabilità. A Milano ci sono zone che sono partite per prime ed ora sono stanche e vengono rimpiazzate da quelle partite dopo, più fresche. Questo deve valere anche sul territorio nazionale e dobbiamo imparare a amministrare bene le nostre forze. Così benissimo che il 27 in alcune città ci sia la biciclettata, in altre manifestazioni ed altre ancora (Bologna ad es.) convegni. Buona l’idea della settimana di lotta fino al tre aprile. Inoltre sarebbe bene cominciare seriamente a pensare ad un 25 aprile festa in difesa della scuola pubblica. Genova, che si assume l’impegno di una mostra convegno deve avere tutto l’aiuto anche dalle altre città.

Per quanto riguarda la parte tattica, abrogazione della riforma, ritiro del decreto ci vede tutti d’accordo. La non adozione di nuovi libri di testo: il convegno di Bologna dovrebbe impegnarsi ad offrire soluzioni possibili, vie legali praticabili per farlo. Lettera aperta ai dirigenti: deleghiamo Livorno a scriverla, poi metterla in rete. Non vogliamo costituire un coordinamento nazionale ma solo trovare una forma per metterci in contatto. Creiamo una mailing-list nazionale, senza dare un nome a questo coordinamento. Questo movimento non deve morire a maggio. Bisogna consolidare le relazioni tra noi. Dobbiamo essere in grado di muoverci subito a settembre. Il 26 abbiamo l’occasione di incontrare tre milioni di lavoratori, andiamoci e per renderci evidenti facciamo un concentramento separato.

 

Alessandro – Bologna

La giornata del 26 è un mezzo sciopero e comprendo sia chi sciopererà e sia chi non aderirà. Come salvare la giornata del 26? Sono contrario ad un concentramento separato: meglio una denuncia aperta della non-validità di questo sciopero seguita da una settimana di mobilitazione

 

Nel dibattito che segue sono state fatte precisazioni e proposte sulla giornata del 26/3 e sulla settimana di mobilitazione 27/3 – ¾ e anche richiesta una giornata nazionale a maggio. Viene inoltre proposto di non mandare i bambini a scuola il giorno dello sciopero. Si fa presente che sono assenti, purtroppo, le scuole superiori e si chiede di pensare a come coinvolgerli. Attenzione richiamata anche sulla scuola dell’infanzia e non solo ex-materne per i danni causati dall’anticipo.