Lettera aperta alla

Gent.ma sen. Maria Grazia Siliquini

 

Le scriviamo sperando di ottenere con questa lettera più attenzione di quella da Lei riservataci in occasione del dibattito al Teatro Agnelli del 12 marzo u.s., che ha suscitato il nostro rammarico e, per i motivi che Le elenchiamo di seguito, anche una certa irritazione.

In primo luogo ci ha molto deluso la Sua assenza dal tavolo dei Relatori, al quale era stata invitata per la Sua posizione istituzionale ed anche, ovviamente, per la Sua indubbia conoscenza, soprattutto dal punto di vista tecnico, della legge di riforma “Moratti” e dei decreti legislativi emanati o in corso di elaborazione.

La Sua presenza era stata concordata sin dai primi giorni dell’anno con il Suo Segretario particolare ing. Giorgio Corlando e con i Suoi collaboratori Gianluca Bianchi e sig.ra Antonella; lo stesso Gianluca Bianchi (che è sembrata persona, oltreché cortese, anche molto bene al corrente dei Suoi impegni) ci aveva garantito che, in caso di Sua assenza per motivi istituzionali, avrebbe provveduto a delegare persona di Sua sicura fiducia e di elevatissima professionalità.

Da allora, eravamo al 15 di gennaio, si sono succedute numerose missive a tutti i relatori, per posta elettronica e ordinaria, nostre e del Presidente della Circoscrizione Juri Bossuto, con le quali si confermava la data dell’incontro, si ufficializzava lo stesso e si chiedeva una conferma.

Al momento di tirare le somme però i conti non tornano, neanche fosse una Finanziaria.

Lei, legittimamente, decide di non presentarsi ma in noi resta un dubbio: perché?

Forse per timore di aggressioni, come paventato dalla Sua segreteria torinese, in un’arena “a rischio” come il Teatro dell’oratorio Salesiano Edoardo Agnelli?

O per impegni diversi, sicuramente con un taglio ed un importanza maggiore rispetto a quello preso con noi (si suppone intervenuti all’improvviso), versione rilasciata al Presidente Bossuto, e quindi “ufficiale”?

O forse ancora per problemi di salute, e sinceramente Le auguriamo un pronto e totale ristabilimento, come riportato durante il dibattito dall’Avv. Galasso?

La quasi totalità dei presenti, anche vista l’indisponibilità di qualsiasi “sostituto”, fra le tre versioni ha optato per la quarta: il Ministero sembra voler evitare qualsiasi confronto vero e diretto.

Alla Sua lontananza “fisica” si è purtroppo aggiunta la Sua assenza “in spirito”, visto che, a differenza di quanto avviene in qualunque convegno o dibattito, nessuno si è premurato di far giungere alla Platea una lettera di scuse e di saluto.

Eppure ci avevano confortato le parole del Presidente Berlusconi che solo due giorni prima, alla trasmissione Porta a Porta, da Lei seguita in prima fila, aveva detto a chiare lettere che il Governo, che Lei era chiamata a rappresentare quella sera, era pronto a recepire istanze “non ideologiche” da qualunque parte arrivassero, se nell’ottica di una scuola migliore.

Se veramente volete accettare contributi seri, e tutti noi eravamo intenzionati a darne, si deve trovare qualcuno che li raccolga, che ascolti, che non veda nemici dove vi sono interlocutori forse solo scettici, e sicuramente preoccupati.

Uno di questi contributi, (che l’avv. Galasso potrà certamente farLe avere e che in ogni caso allego, è il documento stilato da tutte, ma proprio tutte, le sessanta insegnanti della Scuola Elementare Statale “Franca Mazzarello”, uno dei (tanti) fiori all’occhiello della nostra, e Sua, Circoscrizione, dove chi prima iscriveva i propri figli con fiducia ora può tranquillamente farlo anche con orgoglio.

Un documento che “non contiene ideologie, ma profondo amore per la scuola, spirito di sacrificio e grande professionalità”: sono parole usate sì da un Suo avversario politico, l’ass. Paola Pozzi, ma sottoscritte, con un applauso superiore a qualunque altro, da tutta la platea, non interessata a  condurre attacchi settari ma tesa a sottolineare il proprio consenso a chi, con esperienza trentennale, parlava a cuore aperto delle aspettative, non di una parte politica, ma dei nostri figli.

Le chiediamo di non cadere nell’errore di credere che tutte queste insegnanti si siano attivate per un calcolo di schieramento e di non escludere a priori che tra loro ci sia anche qualche Sua elettrice.

Quanto al Coordinamento, di cui sono portavoce e che ha voluto questo dibattito, Lei conosce troppo bene la scuola per pensare che i genitori che si impegnano negli organi collegiali lo facciano per merito o nell’interesse di partiti politici dell’uno o dell’altro schieramento. Se non siamo disposti ad accettare “a scatola chiusa” la riforma non è perché siamo tutti attivisti politici avversi al Governo; tutt’al più facciamo parte di chi vuole superare la propria ignoranza su tale riforma. Avevamo pensato di rendere un piccolo servizio alla comunità, ed anche a Lei ed al Governo, organizzando questo incontro ma Lei ha ritenuto di non esserci. Peccato!

Distintamente la salutiamo e restiamo in attesa di una Sua cortese risposta.

 

Per il Coordinamento

dei Presidenti di Circolo e di Istituto

della Circoscrizione 2

Il Portavoce

Mauro Ravinale

 

 

Torino, 15 marzo 2004