PROGETTI DELLA RETE PIEMONTESE DEGLI OSPEDALI PER LA
PROMOZIONE DELLA SALUTE (HPH)
Nel giugno 1997 il Comitato Italiano per l'Educazione Sanitaria del Piemonte (CIESP),
che annovera tra i suoi soci Aziende Ospedaliere della Regione, ha promosso l'avvio della
Rete piemontese degli HPH, formalizzato in modo definitivo nel corso della II Conferenza
Nazionale degli HPH del marzo 1998, tenutasi a Torino, a Palazzo Lascaris.
Il risultato non può che considerarsi brillante: 34 Aziende (cioè tutte le Aziende
Sanitarie Locali e tutte le Aziende Ospedaliere della Regione più Ospedali privati
convenzionati con il S.S.N.) hanno aderito mediante delibera alla Rete piemontese HPH.
L'adesione degli Ospedali alla Rete con accordo sottoscritto tra la Rete regionale,
l'Ufficio europeo dell'O.M.S. ed il coordinamento della Rete italiana (Rete Veneta HPH) ha
la durata di un quinquennio nel corso del quale l'Ospedale si impegna a realizzare almeno
tre programmi di Promozione della Salute, istituendo un Comitato tecnico locale del
Progetto con un Coordinatore: il compito è di individuare e sviluppare i programmi,
lavorando in rete, con il traguardo finale di trasformare il modo di lavorare, di
migliorare il rapporto con il malato, di coinvolgere all'insegna della continuità le
attività intra ed extraospedaliere, sanitarie, assistenziali e sociali, incorporando i
concetti ed i valori della Promozione della Salute nella struttura organizzativa
ospedaliera.
Al momento attuale tre gruppi lavorano su tre Progetti regionali HPH: "Ospedale e
Territorio", "Umanizzazione dei Servizi", "Ospedali liberi dal
fumo". Tali Progetti, a cui si è aggiunto un 4° "Abuso sui minori e violenza
sulle donne", sviluppato da un Ospedale specialistico, sono stati presentati alla II
Conferenza Nazionale degli HPH del 27 marzo '98.
Questi gruppi hanno calendarizzato i loro incontri, in sedi diverse, coinvolgendo
progressivamente i membri dei Comitati locali e gli operatori delle Aziende interessate ai
Progetti.
Progetto "Ospedale-Territorio"
Coordinamento delle attività ospedaliere con la medicina primaria e le attività
socio-assistenziali del territorio.
16 Aziende partecipanti:
Asl 2 Torino - Asl 4 Torino - Asl 6 Ciriè - Asl 7 Chivasso - Asl 9 Ivrea - Asl 10
Pinerolo - Asl 13 Novara - Asl 14 Verbania - Asl 16 Mondovì/Ceva - Asl 20 Alessandria -
Asl 21 Casale Monf.to - Asl 22 Novi Ligure - ASO di Alessandria - ASO di Cuneo - Presidio
Ospedaliero "CIOV" Valdese - Presidio "Ausiliatrice" di Torino.
Il gruppo di lavoro regionale comprendente operatori sanitari delle Aziende aderenti al
Progetto è giunto alla conclusione della prima parte dei lavori con l'elaborazione di 3
sottoprogetti da sviluppare nei prossimi mesi nelle diverse realtà locali con il
coinvolgimento di tre sottogruppi di lavoro.
A) Ideazione di un "Documento sanitario personale", quale snello raccoglitore di
tutta la documentazione sanitaria (medica, infermieristica, assistenziale) continuamente
aggiornabile, in dotazione al paziente. Nella fase sperimentale l'ipotesi è di iniziare
con alcune patologie, quali neoplasie e diabete, per le quali i pazienti necessitano di
terapie prolungate e che spesso vedono il contributo di diverse figure professionali.
B) Necessità di continuità terapeutica tra Ospedale e Territorio e di erogazione dei
presidi medico-chirurgici.
Il gruppo sta lavorando sui due momenti critici dei rapporti tra Ospedale e Territorio:
l'ammissione e la dimissione del paziente.
· All'atto dell'ammissione, specie se in regime di urgenza, è fondamentale per il medico
ospedaliero avere alcune informazioni sulla storia clinica del paziente per facilitare
l'inquadramento diagnostico ed anche di ridurre i tempi di primo soccorso. Allo stesso
tempo in regime ambulatoriale è ipotizzabile definire una differenziazione per gli
accessi per cui viene proposto un modulo di richiesta di ammissione con codici da
compilare obbligatoriamente e concordati tra i Medici di Medicina Generale ed i Medici
Ospedalieri. A tali codici corrisponde la gravità del paziente e la relativa urgenza di
effettuazione della prestazione da parte del medico ospedaliero. L'indicazione del codice
viene fornita dal Medico di Medicina Generale. Inoltre viene prevista una conferma o
modifica del Codice da parte del Medico Ospedaliero dopo l'effettuazione della
prestazione: si potrà così valutare la concordanza delle richieste.
Codice di accoglienza
Codice A: urgenza, risposta fornita entro 3 giorni lavorativi
Codice B: studio di problema nuovo non urgente, o di problema noto che richiede nuovo
inquadramento o approfondimento. Risposta fornita entro 15 giorni.
Codice C: routine/follow-up in assistito senza significativi disturbi correlati; la
richiesta va in coda rispetto alle precedenti.
Codice E: emergenza, richiesta da inviare al DEA
Classe di inquadramento del problema
Classe 1: problema prettamente clinico
Classe 2: problema clinico in un particolare contesto sociale
Classe 3: problema clinico con esigenze di tipo medico-legali
· All'atto delle dimissioni sono previste forme concordate tra medici Ospedalieri,
Servizio Infermieristico domiciliare (SID) ed il Medico di Medicina Generale in caso di
pazienti "critici": "Modulo di segnalazione di dimissione protetta"
compilato dal Medico Ospedaliero da inviare al SAST che provvederà ad attivare oltre al
Medico di Medicina Generale i vari servizi necessari (ADI, SID, ecc.). Inoltre si è
previsto di snellire le pratiche di richiesta dei sussidi e di terapie particolari
(ossigenoterapia domiciliare, nutrizione enterale a domicilio) all'atto della dimissione
su prescrizione dello specialista ospedaliero.
C) Instaurare flussi informativi tra gli operatori.
In sede ospedaliera si hanno scarse conoscenze circa i servizi sanitari e
socio-assistenziali erogati a livello territoriale, distrettuale, domiciliare. E' prevista
la fornitura a tutte le Unità Operative Ospedaliere aderenti al Progetto, di una
"Guida ai Servizi Territoriali" con informazioni precise e dettagliate su:
1. Assistenza domiciliare integrata.
2. Assistenza domiciliare programmata.
3. Servizio di riabilitazione.
4. Come ottenere presidi ed ausili.
5. Ricoveri in regime di lungo degenza.
6. Autorizzazione trasporti in ambulanza.
Sono previsti canali preferenziali di comunicazione tra i Medici di Medicina Generale ed i
Medici Ospedalieri: sono stati predisposti dei questionari da distribuire ai Medici di
Medicina Generale ed ai Medici Ospedalieri per conoscere il reale bisogno di informazioni
in termini di orari e di tipologia più frequente (eventuale attivazione di un numero
telefonico di reparto con un medico di riferimento per i Medici di Medicina Generale,
sistematico aggiornamento dei numeri telefonici, indirizzi ed orario di ambulatorio dei
Medici di Medicina Generale fornito dai singoli responsabili di Distretto a tutte le
Unità Operative ospedaliere tramite la Direzione Sanitaria).
Nel I trimestre del 1999, dopo la verifica della stesura della "Guida dei Servizi
Territoriali" e la somministrazione capillare dei questionari, è previsto l'avvio di
esperienze pilota in sede ospedaliera con il coinvolgimento di alcuni Medici di Medicina
Generale (almeno la maggioranza del distretto più significativo di ogni Asl partecipante
al progetto).
Progetto "Umanizzazione dei Servizi".
Miglioramento della salute del paziente intervenendo sulla componente ansiogena nei vari
momenti di impatto con la struttura sanitaria.
13 Aziende partecipanti:
Asl 2 Torino-Asl 7 Chivasso-Asl 10 Pinerolo-Asl 17 Savigliano-Asl 18 Alba/Bra-Asl 21
Casale Monf.to-Asl 22 Novi Ligure-ASO OIRM S.Anna Torino-ASO CTO Torino-ASO S.Luigi
Orbassano-ASO di Alessandria-ASO di Novara-Ospedale Gradenigo.
Programma di lavoro.
1. Identificare i momenti di impatto con le strutture sanitarie.
2. Individuare i momenti critici dal punto di vista dell'ansia, del disagio psicologico e
scelta della priorità di lavoro (gli elementi ansiogeni sono risultati molto omogenei tra
le varie Aziende, ma diversi nelle varie fasi di impatto: ambulatorio, urgenza, degenza,
dimissione).
3. Identificare le possibili cause.
4. Definire i possibili correttivi con particolare riguardo alla fattibilità ed
all'analisi dei rapporti costi/benefici e quindi la scelta delle priorità d'intervento.
5. Sperimentazione.
6. Valutazione dei risultati.
E' stato concordato come prioritario l'intervento sull'aspetto "accoglienza",
trasversale ai vari momenti di approccio ai servizi sanitari, per cui il I obiettivo è
l'elaborazione concreta di un "Protocollo di accoglienza" al fine di ridurre
l'ansia degli utenti nei vari momenti di impatto con le strutture sanitarie. Tale
protocollo, attraverso interventi formativi rivolti agli operatori, permette a questi di:
· conoscere (e riconoscere) le dinamiche psicoevolutive della persona che affronta una
situazione di stress (malattia, ambiente nuovo, stato di dipendenza, ecc.);
· acquisirne la consapevolezza;
· modificare gli atteggiamenti incongrui;
· entrare in relazione con la persona malata (relazione di aiuto);
· riconoscere i bisogni specifici della persona e definire quelli prioritari;
· conoscere l'organizzazione del lavoro;
· conoscere gli elementi costitutivi di un protocollo di accoglienza, per essere in grado
di elaborarlo in maniera adattabile alla specifica realtà lavorativa;
· condividere con tutti gli operatori del Reparto il protocollo elaborato;
· valutare i risultati raggiunti sul paziente, negli operatori e sull'organizzazione dopo
l'applicazione del protocollo.
Il gruppo ha stilato la versione definitiva di Questionari destinati agli utenti ed, in
modo contemporaneo ma con caratteristiche diverse, agli operatori. Tali questionari
tendono ad individuare con maggior precisione rispetto a precedenti fonti informative
(questionari più generici) i punti percepiti come critici nella generazione dell'ansia,
sia per i pazienti che per gli operatori.
La valutazione dei questionari sarà la base, da parte dei gruppi di lavoro, per
l'elaborazione dei Protocolli di accoglienza e dei progetti educativi rivolti agli
operatori.
Il gruppo ha concordato le modalità di somministrazione e di informazione iniziando la
distribuzione dei questionari presso tutte le ASL aderenti al progetto.
Definiti i passi successivi
1. Individuazione all'interno di ogni Unità Operativa di un referente per l'accoglienza.
2. Protocolli di accoglienza generali e specifici per ogni unità Operativa.
3. Libretti informativi generali ed opuscoli specifici per ogni Unità Operativa.
4. Punto informativo interno ad ogni Unità Operativa (bacheca)
5. Consenso informato.
6. Risomministrazione dei questionari per una valutazione dell'operato.
Per quanto riguarda il ricovero in "Emergenza", essendo diversi il tipo di
utenza e le caratteristiche di ciascun DEA/PS si dovrà procedere all'elaborazione di un
diverso questionario (già distribuito presso l'ASO di Novara).
Progetto "Ospedali liberi dal fumo"
9 Aziende partecipanti:
Asl 2 Torino-Asl 4Torino-Asl 11 Vercelli-Asl 16 Mondovì/Ceva-Asl 18 Alba/Bra-Asl 19
Asti-Asl 21 Casale Monf.to-ASO Molinette Torino-ASO di Alessandria.
Obiettivi educativi del progetto
Verso l'Operatore Sanitario:
1. Aumentare la consapevolezza sui problemi connessi al fumo attivo e passivo e sul ruolo
"esemplare" rispetto all'utenza.
2. Aumentare sensibilità e competenze per divenire agenti di metodologie strutturate che
aiutino i pazienti motivati a smettere di fumare.
Verso l'utente:
1. Aumentare la consapevolezza sui problemi connessi al fumo, attivo e passivo, attraverso
metodologie strutturate.
2. Rendere coscienti i pazienti con patologie fumo-correlate che l'astensione dal fumo
migliora la loro salute.
Il gruppo di lavoro viene coinvolto attivamente attraverso riunioni con cadenza mensile
durante le quali si modificano e si approvano le proposte elaborate dai sottogruppi di
studio che sviluppano le modalità di attuazione di ogni fase del progetto.
Strategie proposte in via di realizzazione
1. Coinvolgimento degli operatori sanitari con la nomina per ogni Asl di un Comitato
Organizzativo locale "Ospedali liberi dal fumo" costituito da: Direttore
Sanitario del Presidio, Dirigente Infermieristico, Responsabile Educazione Sanitaria,
Rappresentanti Comitato tecnico locale HPH, Responsabile locale del Progetto
"Ospedali liberi dal fumo", rappresentante delle Associazioni scientifico -
culturali dei Medici di Medicina Generale. Tale Comitato ha il compito di fungere da
centro di scambio di informazioni e bibliografia sul fumo, di predisporre gli strumenti
per la promozione del progetto, di presentare materiale informativo sul fumo e valutare il
percorso del progetto.
2. Sono stati presentati e somministrati due questionari forniti dall'Associazione
Italiana Pneumologi Ospedalieri (con inserimento del gruppo in una ricerca multicentrica
nazionale promossa da detta Associazione) con l'obiettivo da una parte di stimare
l'abitudine al fumo nel personale e tra i pazienti delle Unità Operative coinvolte (sia
nei Reparti con patologie fumo-correlate sia nei Reparti con patologie non
fumo-correlate), dall'altra di rilevare la percezione dei pazienti su come l'Azienda
affronta il problema fumo.
3. E' stata allestita una Mostra "Percorso del fumo" in ciascuna Asl aderente al
Progetto. Consiste nell'esposizione permanente all'interno degli Ospedali coinvolti di una
cartellonistica che affronti ogni mese con tematiche diverse il problema. Vengono
utilizzati 3 posters realizzati all'interno della Rete HPH ed altri posters già impiegati
nella campagna contro il fumo (Lega Tumori). I posters della Rete HPH hanno lo scopo di
informare su tutte le fasi del progetto, sul suo sviluppo nel tempo, di mantenere sempre
viva l'attenzione degli operatori, utenti e visitatori sull'iniziativa. Tutti saranno poi
invitati a votare il posters che ha riscosso maggior successo. E' previsto il rinnovo
periodico dei posters in esposizione fino alla fine dell'estate 1999.
4. E' stato attivato un Centro di Documentazione sull'argomento "fumo"
individuando la Biblioteca dell'Ospedale di Alessandria come riferimento per la gestione
di questa attività con la nomina di un responsabile: sarà utile come fonte bibliografica
e banca dati del Progetto.
5. Dal gennaio 1999 viene organizzato un Corso di Formatori di conduttori di gruppi per la
disassuefazione dal tabacco, per poter attivare, in seguito, il counseeling sia nei
reparti con patologie fumo-correlate sia in previsione dell'apertura
dell'"Ambulatorio antifumo" all'interno della strutture sanitarie, iniziativa
aperta anche agli operatori sanitari intenzionati a smettere di fumare. Il Corso prevede
la partecipazione di due operatori per ciascuna Azienda, si articola in tre incontri di
lavoro della durata di tre giorni ciascuno (alla fine del mese di gennaio e di febbraio,
all'inizio del mese di giugno 1999), si svolgerà presso l'ASL 19 di Asti con l'intervento
di quindici docenti, in collaborazione con la Lega Tumori.
Torino 15 febbraio 1999