Confederazione Italiana per la Promozione della Salute 
e l'Educazione Sanitaria

  Via Sant'Agostino, 20 - Torino - Tel. 011.43.10.762 - Fax 011.4310768

Convegni

News

Links

Home

          Scrivi al Presidente 

      Scrivi alla Cipes

                        Attività della rete HPH piemontese

Nel giugno del 1997 il CIES Piemonte (ora CIPES: Confederazione Sanitaria per la Promozione della Salute e l’Educazione Sanitaria) promuove l’avvio della Rete HPH piemontese con il “I° incontro Regionale degli HPH” nella sede ufficiale della Regione in cui si ha la prima adesione di 18 Aziende del Piemonte.
Istituito un Comitato tecnico-scientifico della Rete piemontese HPH con il compito di coordinamento tra i vari progetti in sviluppo, fornendo il supporto tecnico e consultivo, e di costituire il punto di raccordo tra la Rete regionale, il Centro di Coordinamento della Rete italiana, e l’Ufficio europeo dell’OMS.

Nel dicembre 1997 il Comitato tecnico-scientifico promuove la “I° giornata di formazione” in cui vengono scelti dopo un lavoro di selezione i quattro Progetti regionali:
1.      “Ospedale e territorio”:          14 Aziende aderenti
2.      “Ospedali liberi dal fumo”:      7 Aziende aderenti
3.      “Umanizzazione dei servizi”: 11 Aziende aderenti
4.      “Abuso sui minori e violenza sulle donne”: 2 aziende aderenti
Sono inoltre presenti i titoli di 15 progetti aziendali, di cui alcuni con bozze.

Nel marzo del 1998 si svolge la II° Conferenza Nazionale degli HPH a Torino sempre presso la sede ufficiale della Regione: 33 Aziende, cioè tutte le ASL e le ASO piemontesi più Presidi Ospedalieri privati convenzionati con il S. S. N. aderiscono mediante delibera alla rete piemontese HPH.

Vengono presentati i quattro progetti regionali dai rispettivi coordinatori: essi rappresentano per la nostra Rete il biglietto da visita, a cui abbiamo dedicato prevalentemente tutta la nostra attenzione ed attività.

Nuove sono le modalità di lavoro richieste dall’Ufficio Europeo dell’OMS: al centro dell’operazione HPH vi è il Comitato tecnico locale espresso da ogni Azienda aderente alla Rete che con la presenza al suo interno di professionalità e carriere diverse esprime potenzialità di conoscenze e di rinnovamento bene aderenti alla realtà da affrontare.

Spetta al Comitato Locale elaborare i progetti che coinvolgono l’Azienda ed il territorio in cui opera con il traguardo finale di trasformare il modo di lavorare, di “umanizzare” il rapporto con il malato, di coinvolgere le attività intra ed extra ospedaliere, sanitarie, assistenziali e sociali incorporando i concetti ed i valori della promozione della salute nella struttura organizzativa ospedaliera.

Un’altra innovazione è rappresentata dall’apertura all’esterno del comitato locale mediante i suoi gruppi di lavoro non chiusi nel recinto della propria Azienda ma in comunicazione con gli altri comitati locali della Regione, i cui gruppi di lavoro hanno scelto il medesimo Progetto, lavorando come si suol dire in rete.

Ciò significa che operatori sanitari e socio-assistenziali delle varie Aziende, forse per la prima volta, si incontrano portando esperienze diverse a confronto, valorizzando le proprie capacità professionali e creative ed aprendosi anche alle altre istituzioni pubbliche e private interessate al problema della salute (scuole, industrie, comuni e province, associazioni di volontariato ecc.) creando alleanze tra settori e servizi nello spirito  della integrazione e del coordinamento reciproco per risolvere problemi di salute, non solo di patologia.

Il Comitato tecnico-scientifico in accordo con l’Assessorato alla Sanità promuove un corso di formazione per i coordinatori dei comitati tecnici locali suddiviso in due periodi: per i coordinatori delle ASL/ASO di Torino e Provincia nei giorni 17 e 18 gennaio e per le altre aziende delle altre province piemontesi nei giorni 21 e 22 febbraio 2000. Nei turni vi è stata la partecipazione di 26 aziende (sul totale di 33) con 37 presenze di operatori.

Nel gennaio 2000 ha luogo la I° Conferenza regionale HPH sul “
Progetto Ospedale e territorioPromossa dalla Asl 9 di Ivrea con la collaborazione di 16 tra ASL/ASO e Presidi sanitari (attualmente sono 24!).
Per la complessità e l’estensione del progetto 3 sottogruppi di lavoro hanno sviluppato i seguenti temi:

1.     
Continuità assistenziale tra Ospedale e territorio Creando un codice di accoglienza ospedaliera concordato tra i MMg e i medici ospedalieri (tempi di attesa)
Per le dimissioni protette forme concordate tra medici ospedalieri, servizio infermieristico domiciliare, ADI ecc.

2.     
Informazione e comunicazione tra gli operatori
mediante una “guida ai servizi territoriali”, previsti canali preferenziali di comunicazione tra i MMG e i medici ospedalieri.
3.     
Ideazione di un “documento sanitario personale” quale snello raccoglitore di tutta la documentazione sanitaria assistenziale in dotazione al paziente.

Durante la Conferenza il Direttore generale dell’ASL 9 di Ivrea ha annunciato ufficialmente che nel 2001 indirà una conferenza di controllo sul programma stabilito: è stata attualmente fissata la data nel mese di ottobre prossimo.

Nel dicembre 2000 ha luogo presso la ASL 19 di Asti la 1° Conferenza regionale HPH” sul Progetto “Ospedali liberi dal fumo” che attualmente coinvolge 14 Aziende.
Sono state presentate le iniziali realizzazioni delle varie fasi del progetto:
1.     
aperto un Centro unico di documentazione e raccolta dati presso l’Ospedale di Alessandria
2.     
praticata una indagine epidemiologica sul numero di fumatori tra agli operatori sanitari(dal 22 al 30%)
3.     
aperta la “Mostra percorso del fumo” con cartellonistica rinnovabile in ogni Azienda del gruppo
4.     
programmato e già in parte attuato un corso di formazione degli operatori (formazione dei conduttori di gruppo e dei facilitatori)
5  apertura dell’”Ambulatorio del fumo” fruibile sia dagli operatori che dagli utenti con un approccio multidisciplinare (già operante in 4 Aziende)

Si pone ora il problema della diffusione del progetto in tutte le rimanenti Aziende del Piemonte che non aderiscono ancora a questa rete, diventando prioritari i corsi di formazione. L’assessore regionale alla sanità si è dichiarato disponibile a creare le condizioni per un programma omogeneo di lotta al fumo per tutta la realtà Piemontese.

Al “Progetto umanizzazione dei servizi attualmente partecipano 17 Aziende.
Il primo obiettivo è l’elaborazione di un “Protocollo di accoglienza “ sia per i ricoveri ordinari sia per le emergenze.

In seguito all’analisi dei questionari distribuiti agli utenti e agli operatori delle Aziende del gruppo al fine di individuare con precisione i punti critici generatori di stati d’ansia sia nei pazienti che negli operatori, si è avvertita la necessità di programmare un corso di formazione per poter elaborare linee guida di comportamento valido per tutti gli operatori del gruppo.

Il corso a cui hanno partecipato tutte le aziende con entusiasmo, iniziato il 12 ottobre 2000 si è concluso il 27 febbraio 2001. Esso intitolato “La comunicazione come fattore di attualità nelle Aziende sanitarie”privilegia il concetto di “umanizzazione “ nei rapporti tra malato, medico e operatore socio-sanitario: la fredda oggettività della medicina scientifica, basata sulle prove di efficacia, deve essere mediata da chi cura e si occupa del malato, usando il linguaggio di questo, creandosi un linguaggio comune attraverso la comunicazione orale. La quale permette di non lasciare “solo” il paziente con la sua malattia e le sue angosce, che non debbono essere ignorate ma accolte e condivise.

Analogamente ai due precedenti Progetti il comitato scientifico ritiene opportuno e caldeggia che il gruppo del Progetto “Umanizzazione dei servizi” prenda l’iniziativa di indire nell’anno 2001 una Conferenza regionale su tale tema, da concordare tra i membri del gruppo la CIPES e l’Assessorato alla Sanità.

Il Progetto “Abuso sui minori e violenza alle donne” interessa attualmente 2 Aziende, tra cui capofila è l’Ospedale S. Anna – Regina Margherita.

Fin dal 1997 sono stati attuati numerosi corsi di sensibilizzazione e formazione degli operatori dell’Azienda, finalizzati all’attivazione di un “Centro Medico Specialistico Integrato contro la violenza alle donne ed ai minori” nella prospettiva di un lavoro in rete con compito di intervento nell’emergenza sulla base di un protocollo prestabilito e di interventi di follw-up medico-ginecologico, psico-sociale e legale in connessione con le strutture territoriali e di volontariato sociale. Nel 1999 ha dato la disponibilità a partecipare al Progetto un gruppo di 50 ginecologhe, alcune dipendenti dell’Azienda stessa, altre di numerose Aziende di Torino e Provincia, altre libere professioniste.

In attesa di necessari passi istituzionali per reperire i fon di per l’apertura del centro e di coinvolgimento al Progetto HPH delle Aziende in cui operano le ginecologhe è auspicabile che l’istituzione di questa Rete possa diventare stimolo per altre realtà territoriali.

Oltre ai quattro Progetti regionali in Rete ogni Azienda può sviluppare progetti locali scelti in modo autonomo in auspicabile collegamento con altre Aziende interessate (3 progetti in 5 anni come da contratto con l’OMS)

Attualmente sono 16 i progetti locali segnalati dalle Aziende, di cui alcuni in via di sviluppo e di associazioni in Rete (per es. “Nutrizione e Salute” “Infortuni sul lavoro” Infezioni Ospedaliere” ecc.)

Giudizio sulla attività svolta: il Comitato scientifico ha recepito l’entusiasmo di molti operatori dei gruppi (nel sentirsi protagonisti del cambiamento!) anche se a volte smorzato dalle difficoltà oggettive, specie di tempo, luogo e comunicazione, con l’espresso rammarico, più volte denunciato, di non sentirsi sempre sostenuti dall’interessamento delle Direzioni generali e dall’impegno delle Direzioni sanitarie.

In ultimo essendosi ormai sentita la necessità di rendere più organici i rapporti tra la Regione Piemonte e la CIPES Piemonte – Rete HPH si sta elaborando un Protocollo di intesa tra le due componenti per favorire le attività della Rete HPH rendendola sempre più visibile a livello istituzionale con il sostegno della politica sanitaria regionale mediante il coinvolgimento del responsabile regionale della promozione della salute in un ruolo diretto nella Rete HPH

Torino, Aprile 2001

 Il Comitato tecnico scientifico della Rete HPH piemontese