50 giorni di festival

IL GRANDE CINEMA DI KATO TAI
Il grande cinema di Kato Tai La rassegna

I film proposti

Il programma

50 giorni di Festival

La rassegna si svolge al Cinema Massimo Due dal 12 al 16 ottobre.
Tutti i film sono sottotitolati in italiano.

Un cinema originale e anticonformista, preservato, anche negli anni più difficili, dalle logiche di interesse imposte dalle case di produzione in nome di una precisa autenticità: Kato Tai, nipote del regista Yamanaka Sadao, si colloca fra i grandi nomi del cinema giapponese e rappresenta il caso di un cineasta innovatore e particolare.
Nato a Kobe nel 1916, dopo aver intrapreso gli studi di ingegneria decide presto di abbandonare la carriera suggerita dai genitori per dedicarsi ad una passione che va delineandosi in modo sempre più impetuoso e deciso: il cinema. I buoni auspici dello zio regista, che peraltro non influenzò mai significativamente la sua opera, si manifestano quando nel 1937 gli consentono di trovare lavoro come aiutoregista alla Toho, casa di produzione di Tokyo con la quale collaborerà, in diverse riprese, per tutta la durata della sua carriera.
Gli inizi dell'attività cinematografica di Kato Tai sono scanditi dall'andamento della guerra in Asia: nel 1945, dopo essere passato attraverso la Riken Kagaku Eiga e la Manciuria, due case di produzione per le quali realizza alcuni documentari, quando la situazione politica rende ormai ogni produzione impossibile, viene chiamato alle armi. La resa fortunatamente arriva una settimana dopo, e così inizia il percorso che porterà il regista, nel 1951, al vero e definitivo esordio cinematografico con Trouble Over Swords and Women, realizzato per la Takara.
Il periodo della guerra è per lui un momento di notevoli difficoltà anche perché, essendo stato proprio in quegli anni segretario generale del sindacato dei lavoratori, la "Campagna delle Purghe Rosse" lo colpisce in modo significativo. Subito dopo il disarmo però, le occasioni che gli si aprono non sono di poco conto: nel 1946, quando entra alla Daiei, collabora con il suo idolo, Ito Daisuke - il regista che più di ogni altro lo caratterizzerà e influenzerà - e con Akira Kurosawa per i trailers di "Rashomon."
I primi lavori che firma come regista hanno caratteristiche prettamente popolari, rivolte al grande pubblico, così come accade per i suoi primi film di samurai, ai quali si deve peraltro il rilancio di un genere ormai in declino, in cui Kato Tai riesce finalmente a privilegiare una dimensione più personale e umana degli attori e delle vicende rappresentate.
Negli anni del suo esordio registico le mutate condizioni socio-politiche possono permettergli di imboccare la strada di un nuovo cinema, quello della "seconda epoca d'oro" della produzione giapponese: ormai il grande numero delle produzioni di massa, una prosperità ineguagliata e nuove libertà nella costruzione dei film di samurai possono dare fiato ad un coro che acclama al rinnovamento contenutistico e formale della produzione nazionale. Il fatto stesso che l'esordio di Kato Tai consistesse in un film di samurai è un fatto profondamente significativo: nessuno aveva fatto questa scelta prima di lui perché si trattava di un genere "a rischio", preso di mira dalle forze di occupazione che vi vedevano una pericolosa esaltazione dei valori feudali. Ma per Kato Tai in fondo questo è un modo per cominciare l'opera di modernizzazione secondo il modello democratico di stampo americano, tanto che in seguito i film di samurai diventano i cavalli di battaglia delle maggiori case di produzione del Paese.
Le radici culturali e cinematografiche di Kato Tai, visibili soprattutto in Love for a Mother (1962), affondano nel periodo del muto, quando ancora adolescente guarda e riguarda "Napoléon" di Abel Gance e "Intolerance" di Griffith, ma soprattutto i film di samurai di Ito Daisuke, perdendosi nella drammaticità degli attori, nella spettacolare innovazione delle scene - influsso che ritroviamo soprattutto in Brave Records of Sanada Clan, del 1963 - e maturando, poco a poco, il profondo desiderio di fare lui stesso dei film, nel rispetto dei medesimi criteri di sfida e della propria professionalità artistica.
Sul piano delle scelte estetiche, Kato Tai è ricordato per essere il regista del "piano-sequenza dal basso". La ripresa da un posizionamento decisamente basso della macchina da presa, se risente in parte dell'opera di Kobayashi Kiyochika, incisore del periodo Meiji, è una passione che il regista evitò accuratamente di motivare.
Di tale tecnica, uno dei suoi tratti caratterizzanti e solo apparentemente simile a quella utilizzata da Ozu, Kato Tai si serve per esaltare la dimensione drammatica nei suoi personaggi e per "guardare alle cose che è difficile vedere da una posizione normale" e metterle a disposizione del pubblico. E per raggiungere tali obiettivi, arriva in certe occasioni a scavare dei buchi nel terreno dove piazzare la cinepresa.
Pur prediligendo decisamente l'uso dei piani-sequenza, di cui fa largo uso anche per necessità legate ai tempi di lavorazione, riconosce il montaggio tecnico come una delle più straordinarie caratteristiche dell'arte cinematografica, e lo usa con originalità. Tuttavia Kato Tai è più che altro del parere che i momenti culminanti per intensità e drammaticità all'interno del film non debbano essere "disturbati" da dettagli meno importanti, e lascia che il dramma dei rapporti fra le persone si consumi adeguatamente all'interno di immagini sempre più bidimensionali.
Il vero esplodere dell'interesse della critica per i lavori di un regista che era al tempo stesso realista e antirealista, gentile e crudele - nel rispetto della sua logica dell'eccesso - e che smantella l'ortodossia in voga nei film di samurai anche decidendo di non truccare i volti degli attori di cui preferisce le caratteristiche naturali, avviene nel 1965 quando, continuando a sviluppare i temi di esplorazione dei generi a lui cari, gira Blood of Revenge, considerato il capolavoro dei film di yakuza; lo scavalcamento definitivo dei confini del genere yakuza avviene poi negli anni 1969-70, con Red Peony Gambler: Flower Cards Match e Red Peony Gambles Her Life.
Kato Tai rimane fedele alla sua personale lotta anche negli anni Settanta, quando può finalmente iniziare a lavorare svincolandosi dalle pressioni e dai tempi della case di produzione: il suo essere cineasta della dismisura, tanto da poter identificare le sue forme di espressione, la sua poetica e la sua estetica come del tutto particolari, aveva dato un significativo scossone ai dettami del cinema giapponese e riempito di nuova energia i generi ancora in voga.
Kato Tai muore nel giugno del 1985 lasciando una filmografia di 45 titoli.

La rassegna "Il cinema di Kato Tai" è organizzata nell'ambito di Cinema Giovani: 50 giorni in Festival in collaborazione con la Japan Foundation, che ha curato l'edizione e la ristampa dei 12 film.
Il volume "Il cinema di Kato Tai", pubblicato dal Festival Internazionale Cinema Giovani in occasione della rassegna, è a cura di Yamane Sadao e Hasumi Shigehiko. Redazione italiana a cura di Stefano Boni.
Il Festival ringrazia per il concorso del loro sostegno le istituzioni, gli organismi e le persone seguenti: Japan Foundation (Yano Tomozo, Osato Tsuneyuki), Mitsubishi Foundation, Toei Co. Ltd., Shochiku Co. Ltd., Hasumi Shigehiko, Ueno Koshi, Yamane Sadao, Kawakita Memorial Film Institute (Hayashi Kanako), Festival Internazionale di Locarno (Marco Müller), Dario Tomasi.

 

I film proposti dalla rassegna:

Kaidan Oiwa no borei (Storia di fantasmi. Lo spettro di Oiwa), 1961
Una storia di cospirazione e crimine, dove una moglie viene uccisa per lasciare il posto ad un'altra donna. La tragedia non tarderà ad arrivare...

Mabuta no haha (Amore per una madre), 1962
Un giocatore d'azzardo, inseguito da una banda di criminali, si mette in cerca della madre che non vede dall'infanzia. Quando quest'ultima lo respingerà, verrà il momento di disfarsi degli avversari.

Sanada fuunroku (Cronaca del clan Sanada), 1963
Una guerriglia assassina fra due clan rivali diventa ancora più feroce quando una banda di vagabondi si arruola con uno dei clan.

Kaze no bushi (Il samurai vagabondo), 1964
Una lotta fra lo shogunato e il clan locale sullo sfondo, mentre un capo clan viene rapito e si scopre dell'oro in una zona ancora inesplorata...

Shafu yukyoden - Kenka Tatsu (Il rissoso Tatsu conducente di risciò), 1964
Tatsu e Kimi organizzano il loro matrimonio con l'aiuto di Yasaburo. Ma una lotta ingaggiata per il possesso di un territorio renderà il matrimonio privo di invitati...

Bakumatsu zankoku monogatari (Racconto crudele del Bakumatsu), 1964
Enami viene iniziato alla banda dei samurai ribelli, ma l'attrazione per la grazia di Sato, una semplice serva, è più forte della sua capacità di uccidere.

Meiji kyokyakuden - Sandaime shumei (Storia dei "cavalieri" dell'epoca Meij Successione di un capo yakuza di 3a generazione), 1965
Conflitti di interesse e di potere all'interno di una gang, una sfida e un codice d'onore da rispettare.

Kutsukake Tokijiro - Yukyo ippiki (Tokijiro il bandito solitario), 1966
Il codice d'onore impone alla gang di rispondere a omicidio con omicidio. La vedova di Sanzo viene presa sotto la protezione del killer di quest'ultimo, ma la grave malattia della donna obbliga il protettore a tornare a giocare d'azzardo.

Otoko no kao wa rirekisho (Il volto di un uomo rivela la sua storia), 1966
Choi, vittima di un incidente stradale, viene portato in ospedale, dove il medico lo riconosce come l'uomo implicato nell'uccisione di suo fratello. Cedendo alle suppliche della moglie di Choi, il medico tenta comunque un delicato intervento chirurgico.

Minagoroshi no reika (Inno per un massacro), 1968
Un intreccio di ricatti e omicidi, dove un ricercato spinge al suicidio un giovane ragazzo.

Hibotan bakuto - Hanafuda shobu (La giocatrice della Peonia Rossa - Una partita a carte), 1969
Fra giocatori d'azzardo professionisti, un omicidio e una guerra fra gang rivali.

Hibotan bakuto - Oryu sanjo (La giocatrice della Peonia Rossa - Una visita di Oryu), 1970
Seguito di Hanafuda Shobu, la storia insegue i destini dei protagonisti fra altri delitti e un rapimento.

 

Il programma

Tutti i film hanno i sottotitoli in italiano

DOMENICA 12 OTTOBRE
ore 16 Kaidan Oiwa no borei (Storia di fantasmi. Lo spettro di Oiwa) 1961, b/n, Scope, 94'
ore 18 Mabuta no haha (Amore per una madre) 1962, col., Scope, 83'
ore 20 Sanada fuunroku (Cronaca del clan Sanada) 1963, col. Scope, 100'
ore 22 Kaze no bushi (Il samurai vagabondo) 1964, col., Scope, 95'
LUNEDÌ 13 OTTOBRE
ore 16 Sanada fuunroku (Cronaca del clan Sanada) 1963, col. Scope, 100' - replica
ore 18 Kaze no bushi (Il samurai vagabondo) 1964, col., Scope, 95' - replica
ore 20 Shafu yukyoden - Kenka Tatsu (Il rissoso Tatsu conducente di risciò) 1964, b/n., Scope, 100'
ore 22 Bakumatsu zankoku monogatari (Racconto crudele del Bakumatsu) 1964, b/n, Scope, 99'
MARTEDÌ 14 OTTOBRE
ore 16 Shafu yukyoden - Kenka Tatsu (Il rissoso Tatsu conducente di risciò) 1964, b/n., Scope, 100' - replica
ore 18 Bakumatsu zankoku monogatari (Racconto crudele del Bakumatsu) 1964, b/n, Scope, 99' - replica
ore 20 Meiji kyokyakuden - Sandaime shumei (Storia dei "cavalieri" dell'epoca Meiji - Successione di un capo yakuza di 3a generazione) 1965, col., Scope, 90'
ore 22 Kutsukake Tokijiro - Yukyo ippiki (Tokijiro il bandito solitario) 1966, col., Scope, 90'
MERCOLEDÌ 15 OTTOBRE
ore 16 Meiji kyokyakuden - Sandaime shumei (Storia dei "cavalieri" dell'epoca Meiji - Successione di un capo yakuza di 3a generazione) 1965, col., Scope, 90' - replica
ore 18 Kutsukake Tokijiro - Yukyo ippiki (Tokijiro il bandito solitario) 1966, col., Scope, 90' - replica
ore 20 Otoko no kao wa rirekisho (Il volto di un uomo rivela la sua storia) 1966, col., Scope, 89'
ore 22 Minagoroshi no reika (Inno per un massacro) 1968, b/n, Vistavision, 90'
GIOVEDÌ 16 OTTOBRE
ore 16 Otoko no kao wa rirekisho (Il volto di un uomo rivela la sua storia) 1966, col., Scope, 89' - replica
ore 18 Minagoroshi no reika (Inno per un massacro) 1968, b/n, Vistavision, 90' - replica
ore 20 Hibotan bakuto - Hanafuda shobu (La giocatrice della Peonia Rossa - Una partita a carte) 1969, col., Scope, 98'
ore 22 Hibotan bakuto - Oryu sanjo (La giocatrice della Peonia Rossa - Una visita di Oryu) 1970, col., Scope, 100'

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