- Premessa
- La necessità di cambiare l'educazione
- Insegnare la democrazia come obiettivo educativo
- Come lavoriamo in Almawrid
- Riferimenti bibliografici
Nel 1994, dopo la firma degli accordi di Oslo, la responsabilità del settore della istruzione e della educazione, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, è passata alla Autorità Nazionale Palestinese (PNA). Diversi studi e rapporti ricordano che in quell'epoca la situazione era la seguente:
- L'infrastruttura delle scuole governative era pessima; nessun intervento di restauro era stato effettuato durante gli anni dell'occupazione; la mancanza di aule atte ad assorbire la crescita del numero degli studenti aveva portato ad una media di 40 studenti per classe oltre alla mancanza di mezzi audiovisivi o di sostegno.
- Durante gli anni dell'occupazione, non erano stati effettuati corsi di formazione per gli insegnanti; gli insegnanti qualificati e quelli con esperienza erano stati allontanati e sostituiti con altri non qualificati.
- La qualità dell'istruzione era al suo minimo livello. Un rapporto della Banca Mondiale descrive la situazione "..l'istruzione fornita ai bambini nei territori occupati è inferiore rispetto a criteri di qualità accettabile... il sistema attuale non dà opportunità ai bambini di partecipare attivamente, di sviluppare capacità di ricerca o di notare e di risolvere problemi o di formarsi una visione complessiva degli avvenimenti, inoltre i bambini non hanno possibilità di utilizzare le proprie capacità o di analizzare i fatti per comprendere i veri problemi del mondo".
L'istruzione scolastica si concentrava sullo sviluppo di una capacità cognitiva minima ed ignorava lo sviluppo di una più elevata capacità e destrezza mentale e l'attenzione alla dimensione sociale e psicologica dello studente.
Il sistema educativo si basa sul semplice trasferimento della conoscenza e delle nozioni e non aiuta la crescita della capacità di riflessione critica nè utilizza la conoscenza nella vita quotidiana. Inoltre questo il sistema ignora alcuni temi fondamentali per lo sviluppo psicologico, fisico e sociale dello studente come ad esempio lo sport, la musica e l'arte.
Solo il 3% degli studenti frequenta l'educazione tecnica, se invece parliamo delle specializzazioni in questo settore esse sono poche e in poche scuole; si tratta soltanto di specializzazioni tradizionali che non soddisfano i fabbisogni attuali del mercato palestinese. Durante gli ultimi anni, a causa della crescita continua del numero di studenti, la PNA, ha concentrato i suoi impegni nella costruzione di nuove scuole e nell'espansione e manutenzione di quelle già esistenti ( quest'anno si sono iscritti quasi 900.000 studenti che rappresentano il 33% della intera popolazione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, tale cifra aumenta del 6%/anno). Il Ministero è costretto ad affrontare il problema dal punto di vista quantitativo per garantire posto per tutti gli studenti rimandando il problema qualitativo. Nessun miglioramento si è verificato sulla qualità del sistema educativo nonostante tutti gli impegni e gli sforzi a livello centrale ed il tempo dedicato per modificarlo.
Per esempio, migliaia di ore di formazione organizzate dal Ministero per gli insegnanti non hanno dato risultati.Se consideriamo che l'interesse di migliorare la qualità del sistema educativo resta tra le priorità della società palestinese (in questo credo anche personalmente) per formare una nuova generazione che sia in grado di partecipare alla realizzazione di cambiamenti ideologici, sociali e politici nella società, allora bisogna sottolineare alcuni fattori che causano il deterioramento della attuale qualità, dei risultati educativi:
- Nel 1994 i palestinesi, per la prima volta, hanno assunto la responsabilità della educazione per una parte del popolo palestinese (la popolazione della Cisgiordania e della striscia di Gaza rappresenta soltanto un terzo del popolo palestinese). Negli anni che precedono il 1994, il popolo palestinese era stato oggetto di una campagna ben organizzata e studiata per allontanarlo dalla sua cultura, dal suo patrimonio nazionale, dalla sua storia e dalla sua patria. Questo fatto si nota chiaramente nei programmi educativi applicati allora, non compatibili con la natura, la storia e la cultura di questo popolo.
- Il sistema educativo palestinese fa parte del sistema arabo caratterizzato da:
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- una limitazione degli obiettivi della educazione alla conoscenza accademica ignorando sia in teoria che in pratica gli obiettivi più importanti per formare l'individuo umano
- uno scarso interessamento nei confronti dell'educazione in genere - l'educazione resta un investimento a lunga scadenza che inizia a dare i suoi frutti dopo una generazione - questo richiede il trasferimento delle risorse non per coprire i fabbisogni attuali ma per risultati futuri. Questo processo non interessa politici o regimi che si occupano soltanto di come restare al potere.
- l'educazione araba riflette la natura della società e del suo regime politico dove i ruoli vengono disegnati in maniera verticale e non orizzontale, questo fatto si nota in tutti i settori del sistema politico che si basa sulla leadership del leader stesso e sul dominio del presidente sui suoi subalterni e del grande sul piccolo e dell'insegnante sullo studente.
- Educazione non formale: la instabilità vissuta dai palestinesi in un conflitto continuo con l'occupazione israeliana ha dato un grande peso ad altri soggetti sociali e politici nella indicazione di orientamenti e nello sviluppo di comportamenti della gioventù palestinese; tali soggetti hanno concordato nel considerare un pregio lo scontro con il regime d'occupazione ma, purtroppo, hanno ignorato gli altri lati dell'evoluzione dell'individuo. I risultati negativi di questa educazione si notano - attualmente. Ora che il ruolo della popolazione nel conflitto è stato neutralizzato si notano segni di introversione e di perdita dei ruoli con una netta prevalenza della dimensione individuale mentre un tempo prevaleva la dimensione pubblica.
LA NECESSITÀ DI CAMBIARE L'EDUCAZIONE
Mentre i settori educativi all'interno di società stabili, specialmente quelle occidentali, perseguono lo slogan del cambiamento educativo per facilitare l'inserimento dello studente nella società o per curare alcuni comportamenti non graditi o per facilitare l'integrazione degli immigrati ... etc, i palestinesi stanno affrontando questa stessa attività per costruire la loro società civile e puntano alla formazione di persone per lo sviluppo. Sarebbe più importante per loro considerare questo cambiamento come un fattore essenziale e come un processo che merita impegno ed interesse.
I compiti che gravano sull'ambiente educativo palestinese richiedono un cambiamento radicale nel processo educativo e nei suoi obiettivi, questo se presumiamo la buona volontà di formare individui attivi che reagiscono con la società, individui che hanno fiducia in se stessi, si comprendono e si rispettano come condizione per rispettare gli altri, capaci di affrontare l'avversario, capaci di seguire un processo continuo di apprendimento e di produzione della conoscenza, capaci di crearsi una propria opinione e di esprimerla etc.
Il successo del cambiamento sottostà a delle condizioni: non può derivare da un ordine verticale, noi nel centro Almawrid vediamo che il cambiamento è un processo continuo che avviene quando i gruppi coinvolti in questo processo sono convinti di ciò che stanno facendo, quando sono a conoscenza di ciò che fanno, come e perché ... etc.
INSEGNARE LA DEMOCRAZIA COME OBIETTIVO EDUCATIVO
Molti intellettuali si sono interessati alla democrazia come ad uno degli obiettivi educativi principali e si sono preoccupati di evidenziare il ruolo che occupa l'educazione per consolidare la democrazia ( Dewey 1966). Insegnare la democrazia resta un obiettivo importante fino alla fine di questo secolo; nella relazione presentata al congresso dell' UNESCO sulla educazione nel ventunesimo secolo, l'educazione viene considerata fattore importante per la realizzazione della democrazia, di diritti umani e della cittadinanza (UNESCO, Sector of education 1992).
Tanti autori di libri e pubblicazioni che trattano l'insegnamento della democrazia a livello locale sono stati influenzati dagli obiettivi della educazione tradizionale, infatti evidenziano la concezione della democrazia così come viene definita dagli esperti accademici specializzati, in filosofia e nelle scienze politiche e sociali, ignorando i bisogni dello studente e lo sviluppo di metodologie che siano in grado di permettere al processo, d'educazionedi incidere nel processo di cambiamento, sociale.
Wood nel 1990, ha sostenuto, che l'insegnamento, alla democrazia avviene stimolando gli studenti con grandi domande che sollecitano la loro immaginazione e gli elementi che formano le loro vite, aggiunse, inoltre che è necessario sviluppare la loro capacità di critica in maniera da renderli in grado di valutare ciò che sentono o leggono e definire i loro interessi e le loro posizioni nei riguardi di quanto, hanno letto o sentito.
Attraverso lo studio delle idee di alcuni intellettuali sulla democrazia Wood è arrivato ad una conclusione: l'insegnamento della democrazia deve basarsi sullo stimolo degli studenti con domande che riguardano l'ambiente esterno all'aula, sviluppando la capacita degli studenti alla critica e lavorando per lo sviluppo di una responsabilità in comune. Strike nel 1993 ha sottolineato la necessità di creare una cultura scolastica che favorisca il dialogo nella società in quanto, capace, di proporre e discutere i diversi argomenti ed opinioni.
Nei 1997 Bahlool ha affermato che l'educazione araba e le sue metodologie sono in radicale contraddizione con quelle richieste per lo sviluppo della democrazia, evidenziando le restrizioni imposte nel mondo arabo che rappresentano un ostacolo all'educazione della democrazia. Una delle restrizioni si manifesta nel controllo dei programmi scolastici, che limitano la capacità, degli insegnanti di svolgere un insegnamento attivo e li costringono a seguire l'ideologia dello stato, sfruttando le scuole per gli interessi dei regimi stessi. Si crea una alleanza tra l'autorità politica e altre, forze teologiche conservative per controllare le scuole.
Indicare una metodologia d'insegnamento, che ponga il centro focale nell'insegnante e che denunci come negativi il nozionismo e la memorizzazione non basta. Questa metodologia fa parte, di un sistema educativo con dei caratteri precisi accompagnato da una serie di convinzioni sugli obiettivi, sul ruolo dell'insegnante e dello studente e sul tipo della conoscenza. Il nostro sistema educativo, favorisce la omologazione e la soggezione invece della diversificazione, creatività e indipendenza. Questo sistema viene aiutato dal sistema centrale rigido. Gli studenti devono studiare lo stesso libro ufficiale mentre l'insegnante è costretto a coprire il programma secondo un orario rigido con la supervisione del preside e dell'istruttore. I risultati di tale sistema sono una serie di convinzioni che favoriscono il sistema stesso, la conoscenza diventa giusta e obiettiva se si trova nel libro.
Qualsiasi serio tentativo per una educazione democratica sicuramente si scontra con la situazione attuale, anzi verrà considerata come attività distruttiva da parte di coloro che cercano di conservare la situazione attuale. Che cosa succede da noi a quelli che tentano di effettuare cambiamenti significativi nell'educazione? Si arrendono davanti ai fatti? Secondo noi, bisogna considerare il fatto, in primo luogo, che il cambiamento resta un processo lungo e non istantaneo, e inoltre bisogna considerare le scuole come un campo di scontro tra le forze conservative e quelle che cercano il cambiamento. La discussione corrente sulla relazione tra l'educazione ed il cambiamento resta una discussione che non sarà decisa a livello mentale ma attraverso una lotta reale sul campo. Aveva ragione Gramsci quando si è rivolto verso quelli che lavorano nel settore dell'educazione alla democrazia dicendo, " pessimista nel pensiero ottimista, nella volontà".
Ci è molto chiaro, che l'obiettivo, principale dell'educazione non dovrebbe essere limitato all'aiuto rivolto, allo studente per acquisire una comprensione profonda dei significati e dei principi della democrazia, neanche allo sviluppo dei loro orientamenti democratici, adottando valori compatibili con la democrazia, ma deve superarlo concedendo autorità agli insegnanti e agli studenti, cioè aiutarli nell'acquisire i significati, orientamenti ed - i valori necessari per comprendere ed analizzare la situazione e che siano in grado di decidere e di comportarsi sia a livello individuale che collettivo per cambiare lo stato attuale. Infine, essa, è una educazione alla libertà.
Troviamo che la seguente definizione dell'educazione democratica sia adatta per raggiungere i nostri obiettivi:
L'educazione democratica è un programma scolastico disegnato in collaborazione con associazioni sociali esterne alle scuole, con l'obiettivo di facilitare lo sviluppo di comportamenti democratici negli studenti, facilitando il loro contributo allo stabilimento della democrazia nella società. Questo avviene in maniera diretta e organizzata attraverso l'influenza dei valori, della conoscenza e delle abilità mentali che sono in stretto, legame con questo comportamento. Per ottenere questo, cambiamento, diventa necessario sviluppare la società e i programmi scolastici in maniera democratica. È importante coinvolgere lo studente in attività stabilite su criteri moderni di educazione e psicologia adatte ad effettuare i cambiamenti voluti.
Presentiamo questa definizione per la sua importanza dal punto di vista funzionale per programmare e sviluppare programmi educativi sulla democrazia, anche se siamo consci dei problemi connessi, siamo a conoscenza che la relazione tra i valori ed i comportamenti non è diretta e chiara e sappiamo anche che prendere decisioni e risolvere i problemi non richiede accettare una serie di valori ma scegliere un determinato valore a scapito di altri.
Crediamo che l'educazione democratica debba servire per acquisire le basi per la conoscenza della democrazia, che includono la comprensione profonda del concetto e dei principi della democrazia, oltre allo sviluppo di capacita di auto-insegnamento, di abilità critica ed analitica e dell'utilizzo delle conoscenze per superare gli ostacoli, deve anche servire per orientare, ad esempio per adottare i valori e i metodi della democrazia, infine aiutare lo studente a mettere in pratica comportamenti democratici influenzando la realtà esistente e modificarla positivamente.
La base teorica che sostiene la gran parte delle attività organizzate dal Centro Almawrid nell' insegnamento della democrazia consiste in:
- Svolgere un ruolo sociale costruttivo, che sottolini il ruolo dell'individuo studente nella costruzione della conoscenza dando importanza anche, all'impatto della società ed delle reazioni sociali nella formazione della conoscenza individuale.
- L'educazione è legata al contesto: l'educazione scolastica dovrebbe facilitare il processo di trasferimento della conoscenza per utilizzarla fuori dell'aula, facendo confrontare lo studente con impegni autentici che assomigliano a quelli che egli affronta nella sua vita quotidiana.
- Imparare attraverso la partecipazione: una "comunità d'apprendisti".
Concentriamo i nostri impegni in Almawrid nel consolidamento professionale degli insegnanti, cosi che il loro ruolo diventi un fattore di cambiamento, attivandoli per contribuire a designare e suggerire piani ed iniziative, per il cambiamento educativo. Questo avviene garantendo una ambiente d'apprendimento per gli insegnanti che favorisca la loro crescita tecnica a lunga scadenza mettendoli in grado di progettare ed attuare innovazioni educative nelle scuole.
Gli studenti e gli insegnanti che partecipano ai progetti e seminari organizzati dal Almawrid hanno l'opportunità di entrare concretamente in un processo d'apprendimento che stimola il senso dell'osservazione, il dialogo, la ricerca, i concetti di: cittadinanza, democrazia e diritti umani.
Brevemente, qui riporto alcuni titoli di progetti gestiti dal centro, di seguito cerco di dettagliame uno di loro come esempio:
- insegnare scienze per la democrazia e per la responsabilità sociale
andamento di studi di caso:
gli insegnanti in questo progetto scelgono un evento sociale con base scientifica, dopodiché viene progettata, una unità d'insegnamento sulla base del suddetto evento, gli studenti iniziano le applicazioni delle attività dell'unità dove sono trattate le basi scientifiche, tecnologiche, il patrimonio culturale, storico e sociale. Generalmente il lavoro degli studenti termina con la pubblicazione di un bollettino esplicativo sul caso esaminato.- Educazione ambientale per la crescita della responsabilità sociale.
- Un cielo azzurro sopra tutti.
In questi due progetti, inizialmente, gli insegnanti vengono formati sulla modalità di progettare attività per gli studenti che permettano loro di effettuare ricerche ed analisi sui vari componenti dell'ambiente naturale e sociale, dopodiché questo fatto viene portato in aula dove gli studenti accedono alla ricerca sul campo e iniziano a discutere i risultati indicando i difetti e le soluzioni, oltre alla metodologia di rafforzare i lati positivi; infine si discute l'influenza reciproca tra noi e l'ambiente e quale sia il ruolo di ciascuno di noi.- Uscire dalle aule ( imparare fuori dalle aule).
- Imparare attraverso la storia orale.
Una volta che sono stati formati gli insegnanti, essi guidano le classi in luoghi storici, archeologici e naturali. Gli studenti cercano di formarsi una idea della vita di una epoca passata recitando scene relative a quei periodi storici direttamente in quei luoghi. Inoltre gli studenti si incontrano con gli anziani della zona registrando ciò che vedono o sentono e poi discutendolo in aula.- Gemellaggio con classi di scuole italiane, una classe, di una scuola palestinese viene messa in contatto con una italiana. Oltre - alla dimensione culturale e alla conoscenza reciproca, questo programma è per gli studenti uno stimolo per ricerche sul campo su argomenti sociali, storici, scientifici, ambientali e politici.
- Insegnare la democrazia per utilizzarla.
Insegnare la democrazia ed i diritti umani attraverso, la soluzione dei problemi. Esaminerò in maniera più dettagliata i progetti sull'insegnamento della democrazia, per mostrare un modello di come abbiamo lavorato. Come ho affermato in precedenza, siamo a favore dell'insegnamento della democrazia per il cambiamento del comportamento e dell'orientamento ed al trasferimento della conoscenza dal campo teorico a quello pratico. Abbiamo verificato quanto sia, utile utilizzare la metodologia "risolvere i problemi - la comunità degli apprendisti" unendola alla metodologia dei casi, in quanto l'insegnamento inizia attraverso la esposizione degli studenti su un caso generale reale dal quale far emergere un problema e le relative domande. Gli studenti imparano i principi ed i concetti della democrazia sviluppando le loro capacita mentali ed il loro modo di pensare come mezzo per risolvere questo problema ma non come obiettivo in se.
I casi vengono scelti tra problemi concreti con potenzialità educative ed elementi collegati alla democrazia. L'insegnamento inizia sommergendo gli studenti nel caso o il fenomeno, permettendo a loro di conoscerlo in maniera dettagliata e studiandone i problemi collegati, dopodiché gli studenti iniziano a programmare insieme la modalità per risolvere il caso. Gli insegnanti che partecipano a questo progetto si incontrano settimanalmente durante l'anno scolastico per la programmazione comune su come devono guidare e dirigere le loro classi e per lo scambio di esperienze durante il lavoro. Per esempio, durante lo scorso anno scolastico, cinque scuole hanno scelto il caso, "punizione dentro le scuole", analizzando tale caso sono stati trattati i principi di base legati alla democrazia ed i diritti umani.
Il seguente schema elenca i temi che sono stati esaminati:
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Infine gli studenti terminano il loro lavoro presentando dei suggerimenti per modificare le regole e le leggi esistenti. I risultati sono i seguenti:
- Crescita del sapere per gli studenti e per gli insegnanti
- Cambiamento nei comportamenti clegli insegnanti nei confront degli studenti.
- Trasferimento della conoscenza e sua utilizzazione in contesti simili.
- Crescita di un sentimento di responsabilizzazione tra gli studenti nei confronti della loro società e del loro ruolo importante nell'influenzare e nel migliorare la società.
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Almawrid Newsletter (1999,1998,1996). Almawrid: Ramallah
Almawrid, (1997), removing the classroom, Almawrid: Ramallah
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