Handala (da "Al handal", un'erba selvatica diffusissima in Medio Oriente, di sapore amaro e molto spinosa) nasce nel 1960 dalla penna di Naji Al-Ali.
Handala è l'eterno bambino, simbolo di sincerità e di innocenza, che così si presenta: " Io sono Handala, vengo dal campo profughi di Eini-Al-Hilwa, e giuro che rimarrò fedele alla mia causa e al mio popolo (dalla rivista "Al-Hurriyyh", 20-8-1978).
Nato come "coscienza" del suo autore, progressivamente è assurto a rappresentare la stessa identità palestinese per diventare infine cosmopolita, per diventare la coscienza di tutti i poveri e gli oppressi.
"E' un bambino - così ce lo descrive Vauro Senesi - piccolo, un po' spelacchiato, piedi nudi e toppe sui vestiti, difficile vederne il volto, perché sta sempre di spalle. La sua è una presenza muta, ma ostinata, come quella del popolo palestinese al quale si vuole negare l'identità, ma che, come Handala, c'è.
Handala senza volto riesce a gridare contro la negazione, volta le spalle a chi ha voltato le spalle ai palestinesi e guarda le vicissitudini della sua gente. Se sul volto di Handala ci sono lacrime o sorrisi, solo quella gente potrà scorgerli, perché è girato costantemente verso di loro".