Si definiscono organizzazioni nonprofit quegli organismi che:
E' dunque il sociale l'ambito di intervento del Terzo settore, per questo si parla anche di 'economia sociale', 'economia associativa', definizioni che sono strettamente legate al contesto in cui si sono sviluppate. Per Terzo settore, nell'ambito delle organizzazioni nonprofit, si intende l'associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale e le organizzazioni non governative (ONGs) caratterizzate da attività nel campo sociale.
Ma l'attenzione per il Terzo Settore è senza dubbio dovuta al ruolo che può avere nel risolvere il problema della disoccupazione. Fino ad ora il modello classico delle azioni di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, attraverso lo strumento dell'imposizione normativa o al trattamento sociale della disoccupazione, si sono concretizzate in interventi di formazione, secondo una politica passiva dell'occupazione. Un richiamo all'importanza del Terzo Settore è nel Libro Bianco di Delors 'Crescita competitività ed occupazione' che identifica le vie da percorrere per conciliare occupazione e competitività, secondo un'analisi e strategia di competitività globale, di politica attiva dell'occupazione. Le economie europee nascondono nuovi giacimenti occupazionali derivati da esigenze ancora da soddisfare nel settore dei servizi. Nonostante la recessione, si è verificata in anni recenti una crescita dell'occupazione nel settore dei servizi che vanno incontro a nuovi bisogni in particolare nel campo ricreativo, educativo, sanitario e della tuela dell'ambiente. Con il libro di Delors della Commissione Europea si è in qualche modo ufficializzato questo nuovo ruolo delle organizzazioni nonprofit, prevedendo che esse creino da qui al 2000 tre milioni di posti di lavoro.
Oggi esiste una strategia per la creazione di posti di lavoro compatibile con la competitività e con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro. In questo senso la Commissione Europea ha dato una grande importanza alle iniziative di sviluppo occupazionale a livello locale, soprattutto nelle aree quali assistenza domestica, cura dei bambini, le nuove tecnologie dell'informazione, l'assistenza ai giovani, il miglioramento delle condizioni abitative, la sicurezza dei servizi di trasporto pubblico locale, la rivitalizzazione delle aree urbane, il turismo, i servizi audiovisivi, lo sviluppo culturale locale, altri settori ambientali come la gestione dei rifiuti. Le aree dei servizi sociali e comunali e la protezione dell'ambiente sono quelle che nel contempo possono creare occupazione e soddisfare nuovi bisogni. Gran parte delle iniziative a livello locale di sviluppo occupazionale fanno capo ad organizzazioni nonprofit, o per lo meno hanno un peso maggiore rispetto agli enti pubblici e alle imprese for-profit.
Le organizzazioni del Terzo Settore consentirebbero di creare mercati del lavoro intermedi, fornendo lavori aggiuntivi e offrendo l'opportunità reale di compiere la transizione dalla disoccupazione al lavoro. L'economia sociale è consapevole che il welfare state non ha più le risorse per costituire il legame tra individui e società.
Le forme che più di ogni altre hanno fatto riflettere sulle potenzialità occupazionali del Terzo Settore sono la cooperazione sociale e il volontariato organizzato che nascono, oltre che dalla crisi del sistema di sicurezza sociale anche dall' aumento dei bisogni insoddisfatti, dall' evoluzione della domanda, dai nuovi modi di fornire servizi d' interesse collettivo.

In generale, si può affermare che nel processo di terziarizzazione si è assistito al progressivo passaggio dal terziario commerciale a quello non commerciale, pubblico e nonprofit. La tendenza successiva è quella della progressiva sostituzione del terziario pubblico con quello nonprofit. Si dovrà far fronte alla crescita del Terzo Settore con strumenti nuovi di politica economica, sociale, legislativa e sindacale.
Alla crescita quantitativa delle organizzazioni nonprofit sono corrisposti in questi anni provvedimenti legislativi (la legge quadro sul volontariato, la legge che disciplina le cooperative sociali e la legge sulle autonomie locali) che hanno contribuito a far uscire dalla marginalità il Terzo Settore. Le organizzazioni sociali sono state riconosciute come interlocutori degli enti locali nella creazione dei servizi e nella sperimentazione di attività sociali: il Terzo Settore ha messo a punto dei nuovi prodotti di intervento sociale, delle nuove ipotesi di lavoro che sono diventate o diverranno modalità di intervento diffuse.
Le organizzazioni del terzo settore assumono quindi un ruolo decisivo, grazie alla libertà di iniziativa, al legame con il territorio, alla possibilità di utilizzare risorse umane e materiali a titolo gratuito. Si giustificano in virtù di una diversa capacità di rispondere in modo soddisfacente alla domanda di servizi sociali.

Anche all'interno del mondo sindacale si va sempre più diffondendo l'idea che occorra fornire prestazioni aggiuntive dirette alla soddisfazione di bisogni più individualizzati, per es. l'assicurazione integrativa in caso di malattia, la consulenza legale per inquilini, le agevolazioni per acquisti o eventi culturali. Rappresenta un allargamento del campo di attività del sindacato, soprattutto per quanto riguarda la prestazione di servizi assicurativi integrativi.
L'obiettivo dei sindacati della piena occupazione può passare anche attraverso la promozione di un 'settore domestico' (pagamenti in caso di incidente, agevolazioni per mutui e prestiti, assicurazioni per casa e autoveicoli, sconti).