Il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e dei disoccupati, la sempre più evidente integrazione dei sindacati istituzionali nell'apparato statale, la comprensione della necessità di ricostruire il movimento di classe su basi radicalmente nuove rispetto al passato hanno spinto, negli ultimi anni, settori significativi di militanti e di lavoratori a dar vita a sindacati alternativi a quelli tradizionali o, comunque, a strutture di base di vario genere. Crediamo che si tratti di un'importante esperienza di lotta, di militanza, di elaborazione
Ci sembra, d'altro canto, che l'informazione e la riflessione su questo processo di aggregazione siano, ad essere buoni, insufficienti.
In particolare, riteniamo che la discussione e l'elaborazione prodotte dalle varie strutture aziendali, locali, categoriali o, anche, da singoli compagni circolino poco fra le diverse realtà e, a maggior ragione, non siano sempre visibili all'esterno di ristretti gruppi di militanti. Vi sono, certo, molte ragioni che spiegano queste difficoltà: il peso della militanza quotidiana, le polemiche a volte fondate e spesso pretestuose fra le varie organizzazioni, la delega esplicita od implicita ai vari gruppi dirigenti, la continuità, al di là delle migliori intenzioni, della tradizione del sindacalismo d'apparato ecc.
Non crediamo, però, che questi fatti innegabili giustifichino la scelta di rinunciare ad un confronto serrato su di una serie di temi quali il significato stesso della rivendicazione della democrazia di base e dell'azione diretta come modalità specifiche di costruzione del movimento dei lavoratori di tipo nuovo che vogliamo, quello dell'autonomia dallo stato, dai padroni e dai partiti, autonomia che implica una capacità di elaborazione e di proposta che il sindacalismo tradizionale non ha per definizione nella misura in cui ha scelto di delegare ad altri (lo stato, i partiti, gli apparati) la politica generale, quello della necessità di dar vita a strutture solide ed efficaci senza riprodurre la crescita di uno strato di funzionari, distaccati, professionisti della mediazione.
Sono temi su cui va avviata una riflessione aperta che non si limiti a riprendere vecchie soluzioni magari riverniciate a parole e che non sottovaluti le difficoltà reali a dar vita ad un progetto del genere a fronte di una cultura della delega che caratterizza i lavoratori dopo decenni di burocratizzazione delle loro organizzazioni.
Ci interessa, quindi, la conoscenza delle lotte e dei problemi che pongono, la sperimentazione delle proposte che vengono da diversi settori di compagni e di lavoratori, la ricerca sulla nuova organizzazione del lavoro e del potere mentre lasciamo ad altri la polemica ideologica e personalistica.
di BASE si propone come uno spazio di confronto non legato ad una specifica organizzazione politica o sindacale ma capace di riportare la discussione, la pratica, le domande che attraversano la nostra area.
Vogliamo pubblicare:
. materiali sulla situazione generale del conflitto fra le classi e sul quadro economico e sociale;
. cronache delle lotte ed inchieste sulla situazione dei lavoratori e dei disoccupati;
. dibattiti sulle prospettive e sui caratteri del sindacalismo alternativo e delle strutture autorganizzate in genere;
. informazioni tecniche sull'attività sindacale;
. notizie sulle lotte a livello internazionale;
. elementi di storia dell'altro movimento operaio;
. segnalazioni e recensioni.
Contiamo di uscire con sei numeri della rivista all'anno e di farne uno strumento agile, di facile lettura, utilizzabile dai compagni impegnati quotidianamente sul terreno della lotta sociale.
E' necessario, perché questo progetto riesca, che i compagni interessati diano un apporto significativo di idee, contributi, materiali, che si aprano redazioni locali attive, che la rete dei contatti che già abbiamo costruito cresca significativamente.
di BASE è un progetto aperto, l'attuale redazione vuole allargarsi, discutere con i compagni interessati tutte le proposte di ricerca che vengono proposte, svolgere un ruolo propositivo. Come sempre, l'utilità della rivista verrà verificata sul campo.
Abbiamo lanciato una campagna di abbonamenti annuali a 30.000 lire.
Chiediamo, inoltre, ai compagni che intendono garantire la diffusione della rivista di fare uno speciale abbonamento diffusore sulla base dello schema che indichiamo:
Lire 55.000 due copie per numero
Lire 75.000 tre copie per numero
Lire 100.000 cinque copie per numero
Lire 180.000 dieci copie per numero
o secondo un meccanismo analogo.