| 1. Aziende artigiane e industriali (1) | fino a trenta addetti |
| 2. Aziende agricole e zootecniche | fino a dieci addetti (2) |
| 3. Aziende della pesca | fino a venti addetti |
| 4. Altre aziende (2) | fino a duecento addetti |
1. Rilevazione e lotta antincendio
A seconda delle dimensioni e dell'uso degli edifici, delle attrezzature
presenti, delle caratteristiche fisiche e chimiche delle sostanze presenti,
nonché del numero massimo di persone che possono essere presenti,
i luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi adeguati per combattere
l'incendio, e se del caso, di rilevatori di incendio e di sistemi di allarme.
I dispositivi non automatici di lotta antincendio devono essere facilmente
accessibili e utilizzabili.
Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alla normativa
vigente.
Questa segnaletica deve essere apposta nei luoghi appropriati ed essere
durevole.
2. Locali adibiti al pronto soccorso
Qualora l'importanza dei locali, il tipo di attività in essi
svolta e la frequenza degli infortuni lo richiedano, occorre prevedere
uno o più locali adibiti al pronto soccorso.
I locali adibiti al pronto soccorso devono essere dotati di apparecchi
e di materiale di pronto soccorso indispensabile ed essere facilmente accessibili
con barelle.
Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alla normativa
vigente.
Il materiale di pronto soccorso deve inoltre essere disponibile in
tutti i luoghi in cui le condizioni di lavoro lo richiedano.
Esso deve essere oggetto di una segnaletica appropriata e deve essere
facilmente accessibile.
| RISCHI | |||||||||||||||||||||||
| FISICI | CHIMICI | BIOLOGICI | |||||||||||||||||||||
| MECCANICI | TERMICI |
E L E T T R I C I |
RADIAZIONI |
R U M O R E |
AEROSOL | LIQUIDI |
G A S V A P O R I |
Batteri | Virus | Funghi | Antigeni non microbici | ||||||||||||
| Cadute dall'alto |
Urti, colpi, impatti, compres- sioni |
Punture tagli, abra- sioni |
Vibra- zioni |
Scivola- menti, cadute a livello |
Calore, fiamme |
Freddo |
Non
ioniz- zanti |
Ioniz- zanti |
Polveri fibre |
Fumi | Nebbie |
Immer- sioni |
Getti, schizzi |
||||||||||
|
P A R T E D E L C O R P O |
T E S T A |
Cranio | |||||||||||||||||||||
| Udito | |||||||||||||||||||||||
| Occhi | |||||||||||||||||||||||
| Vie resp. | |||||||||||||||||||||||
| Volto | |||||||||||||||||||||||
| Testa | |||||||||||||||||||||||
|
A R T O |
Mano | ||||||||||||||||||||||
| Braccio | |||||||||||||||||||||||
|
A R T O |
Piede | ||||||||||||||||||||||
| Gamba | |||||||||||||||||||||||
|
V A R I E |
Pelle | ||||||||||||||||||||||
| Tronco Addome | |||||||||||||||||||||||
| Apparato gastroint. | |||||||||||||||||||||||
| Corpo intero | |||||||||||||||||||||||
Dispositivi di protezione della testa
Caschi di protezione per l'industria (caschi per miniere, cantieri
di lavori pubblici, industrie varie).
Copricapo leggero per proteggere il cuoio capelluto (berretti, cuffie,
retine con o senza visiera).
Copricapo di protezione (cuffie, berretti, cappelli di tela cerata
ecc., in tessuto, in tessuto rivestito, ecc.).
Dispositivi di protezione dell'udito
Palline e tappi per le orecchie.
Caschi (comprendenti l'apparato auricolare).
Cuscinetti adattabili ai caschi di protezione per l'industria.
Cuffie con attacco per ricezione a bassa frequenza.
Dispositivi di protezione contro il rumore con apparecchiature di intercomunicazione.
Dispositivi di protezione degli occhi e del viso
Occhiali a stanghette.
Occhiali a maschera.
Occhiali di protezione, contro i raggi X, i raggi laser, le radiazioni
ultraviolette, infrarosse, visibili.
Schermi facciali.
Maschera e caschi per la saldatura ad arco (maschere a mano, a cuffia
o adattabili a caschi protettivi).
Dispositivi di protezione delle vie respiratorie
Apparecchi antipolvere, antigas e contro le polveri radioattive.
Apparecchi isolanti a presa d'aria.
Apparecchi respiratori con maschera per saldatura amovibile.
Apparecchi e attrezzature per sommozzatori.
Scafandri per sommozzatori.
Dispositivi di protezione delle mani e delle braccia
- Guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni,
ecc.); contro le aggressioni chimiche, per elettricisti e antitermici.
- Guanti a sacco.
- Ditali.
- Manicotti.
- Fasce di protezione dei polsi.
- Guanti a mezze dita.
- Manopole.
Dispositivi di protezione dei piedi e delle gambe
Scarpe basse, scarponi, tronchetti, stivali di sicurezza.
Scarpe a slacciamento o sganciamento rapido.
Scarpe con protezione supplementare della punta del piede;
Scarpe e soprascarpe con suola anticalore;
Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il calore;
Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il freddo;
Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro le vibrazioni;
Scarpe, stivali e soprastivali di protezione antistatici;
Scarpe, stivali e soprastivali di protezione isolanti;
Stivali di protezione contro le catene delle trance meccaniche;
Zoccoli;
Ginocchiere;
Dispositivi di protezione amovibili del collo del piede
Ghette;
Suole amovibili (anticalore, antiperforazione o antitraspirazione);
Ramponi amovibili per ghiaccio, neve, terreno sdrucciolevole.
Dispositivi di protezione della pelle
Creme protettive/pomate.
Dispositivi di protezione del tronco e dell'addome
Giubbotti, giacche e grembiuli di protezione contro le aggressioni
meccaniche (perforazioni, tagli, spruzzi di metallo fuso, ecc.);
Giubbotti, giacche e grembiuli di protezione contro le aggressioni
chimiche;
Giubbotti termici;
Giubbotti di salvataggio;
Grembiuli di protezione contro i raggi x;
Cintura di sicurezza del tronco.
Dispositivi dell'intero corpo
Attrezzature di protezione contro le cadute;
Attrezzature cosiddette anticaduta (attrezzature complete comprendenti
tutti gli accessori necessari al funzionamento);
Attrezzature con freno "ad assorbimento di energia cinetica" (attrezzature
complete comprendenti tutti gli accessori necessari al funzionamento);
Dispositivo di sostegno del corpo (imbracatura di sicurezza)
Indumenti di protezione
Indumenti di lavoro cosiddetti "di sicurezza" (due pezzi e tute);
Indumenti di protezione contro le aggressioni meccaniche (perforazioni,
tagli, ecc.);
Indumenti di protezione contro le aggressioni chimiche;
Indumenti di protezione contro gli spruzzi di metallo fuso e di raggi
infrarossi;
Indumenti di protezione contro il calore;
Indumenti di protezione contro il freddo;
Indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva;
Indumenti antipolvere
Indumenti antigas;
Indumenti ed accessori (bracciali e guanti, ecc.) fluorescenza di segnalazione,
catarifrangenti;
Coperture di protezione.
1. Protezione del capo (protezione del cranio)
Elmetti di protezione
- Lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità
di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e smontaggio
di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni
di demolizione.
- Lavori su ponti d'acciaio, su opere edili in strutture d'acciaio
di grande altezza, piloni, torri, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni,
acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali
elettriche.
- Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie di miniera.
- Lavori in terra e in roccia.
- Lavori in miniere sotterranee, miniere a cielo aperto e lavori di
spostamento di ammassi di sterile.
- Uso di estrattori di bulloni.
- Brillatura mine.
- Lavori in ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru
e nastri trasportatori.
- Lavori nei pressi di altiforni, in impianti di riduzione diretta,
in acciaierie, in laminatoi, in stabilimenti metallurgici, in impianti
di fucinatura a maglio e a stampo, nonché in fonderie.
- Lavori in forni industriali, contenitori, apparecchi, silos, tramogge
e condotte.
- Costruzioni navali.
- Smistamento ferroviario.
- Macelli.
2. Protezione del piede
Scarpe di sicurezza con suola imperforabile
- Lavori di rustico, di genio civile e lavori stradali.
- Lavori su impalcatura.
- Demolizioni di rustici.
- Lavori in calcestruzzo e in elementi prefabbricati con montaggio
e smontaggio di armature.
- Lavori in cantieri edili e in aree di deposito.
- Lavori su tetti.
Scarpe di sicurezza senza suola imperforabile
- Lavori su ponti d'acciaio, opere edili in strutture di grande altezza,
piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio,
altiforni, acciaierie, laminatoi, grandi contenitori, grandi condotte,
gru, caldaie e impianti elettrici.
- Costruzioni di forni, installazioni di impianti di riscaldamento
e di aerazione, nonché montaggio di costruzioni metalliche.
- Lavori di trasformazione e di manutenzione.
- Lavori in altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie e
laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e
a stampo, impianti di pressatura a caldo e di trafilatura.
- Lavori in cave di pietra, miniere, a cielo aperto e rimozione di
discarica.
- Lavorazione e finitura di pietre.
- Produzione di vetri piani e di vetri cavi, nonché lavorazione
e finitura.
- Manipolazione di stampi nell'industria della ceramica.
- Lavori di rivestimenti in prossimità del forno nell'industria
della ceramica.
- Lavori nell'industria della ceramica pesante e nell'industria dei
materiali da costruzione.
- Movimentazione e stoccaggio.
- Manipolazione di blocchi di carni surgelate e di contenitori metallici
di conserve.
- Costruzioni navali.
- Smistamento ferroviario.
Scarpe di sicurezza con tacco o con suola continua
e con intersuola imperforabile
- Lavori sui tetti.
- Scarpe di sicurezza con intersuola termoisolante.
- Attività su e con masse molte fredde o ardenti.
Scarpe di sicurezza a slacciamento rapido
- In caso di rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse.
3. Protezione degli occhi o del volto
Occhiali di protezione, visiere o maschere di protezione
- Lavori di saldatura, molatura e tranciatura
- Lavori di mortasatura e di scalpellatura
- Lavorazione e finitura di pietre
- Uso di estrattori di bulloni.
- Impiego di macchine asportatrucioli durante la lavorazione di materiale
che producono trucioli corti.
- Fucinatura a stampo.
- Rimozione e frantumazione di schegge.
- Operazioni di sabbiatura.
- Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti
corrosivi.
- Impiego di pompe a getto liquido.
- Manipolazione di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità
delle stesse.
- Lavori che comportano esposizione al calore radiante.
- Impiego di laser.
4. Protezione delle vie respiratorie
Autorespiratori
- Lavori in contenitori, in vani ristretti e in forni industriali riscaldati
a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza
di ossigeno.
- lavoro nella zona di caricamento dell'altoforno.
- Lavori in prossimità dei convertitori e delle condutture di
gas di altoforno.
- Lavori in prossimità della colata in siviera qualora sia prevedibile
che se ne sprigionino fumo di metalli pesanti.
- Lavori di rivestimento di forni e di siviere qualora sia prevedibile
la formazione di polveri.
- Verniciatura a spruzzo senza sufficiente aspirazione.
- Lavori in pozzetti, canali e altri vani sotterranei nell'ambito della
rete fognaria.
- Attività in impianti frigoriferi che presentino un rischio
di fuoriuscita del refrigerante.
5. Protezione dell'udito
Otoprotettori
- Lavori nelle vicinanze di presse per metalli.
- Lavori che implicano l'uso di utensili pneumatici.
- Attività del personale a terra negli aeroporti.
- Battitura di pali e costipazione del terreno.
- Lavori nel legname e nei tessili.
6. Protezione del tronco, delle braccia e delle mani
Indumenti protettivi
- Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti
corrosivi.
- Lavori che comportano la manipolazione di masse calde o la loro vicinanza
o comunque un'esposizione al calore.
- Lavorazione di vetri piani.
- Lavori di sabbiatura.
- Lavori in impianti frigoriferi.
Indumenti protettivi difficilmente infiammabili
- Lavori di saldatura in ambienti ristretti
Grembiuli imperforabili
- Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli.
- Lavori che comportano l'uso di coltelli, nel caso in cui questi siano
mossi in direzione del corpo.
Grembiuli di cuoio
- Saldatura
- Fucinatura
- Fonditura
Bracciali
- Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli.
Guanti
- Saldatura.
- Manipolazione di oggetti con spigoli vivi, esclusi i casi in cui
sussista il rischio che il guanto rimanga impigliato nelle macchine.
- Manipolazione a cielo aperto di prodotti acidi e alcalini.
Guanti a maglia metallica
- Operazione di disossamento e di squartamento nei macelli.
- Attività protratta di taglio con il coltello nei reparti di
produzione e macellazione.
- Sostituzione di coltelli nelle taglierine.
7. Indumenti di protezione contro le intemperie
- Lavori edili all'aperto con clima piovoso e freddo.
8. Indumenti fosforescenti
- Lavori in cui è necessario percepire in tempo la presenza
dei lavoratori.
9. Attrezzatura di protezione anticaduta (imbracature di sicurezza)
- Lavori su impalcature.
- Montaggio di elementi prefabbricati.
- Lavori su piloni.
10. Attacco di sicurezza con corda
- Posti di lavoro in cabine sopraelevate di gru.
- Posti di lavoro in cabine di manovra sopraelevate di transelevatori.
- Posti di lavoro sopraelevati su torri di trivellazione.
- Lavori in pozzi e in fogne.
11. Protezione dell'epidermide
- Manipolazione di emulsioni.
- Concia di pellami.
1. Caratteristiche del carico
La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio
tra l'altro dorso-lombare nei casi seguenti:
- il carico è troppo pesante (kg. 30);
- è ingombrante o difficile da afferrare;
- è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;
- è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto
o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione
del tronco;
- può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza,
comportare lesioni per il lavoratore, in particolari in caso di urto.
2. Sforzo fisico richiesto
Lo sforzo fisico richiesto può presentare un rischio tra l'altro
dorso-lombare nei seguenti casi:
- è eccessivo;
- può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione
del tronco;
- può comportare un movimento brusco del carico;
- è compiuto con il corpo in posizione instabile.
3. Caratteristiche dell'ambiente di lavoro
Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità
di rischio tra l'altro dorso-lombare nei seguenti casi:
- lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente
per lo svolgimento dell'attività richiesta;
- il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo
o di scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore;
- il posto o l'ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione
manuale di carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione;
- il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano
la manipolazione del carico a livelli diversi;
- il pavimento o il punto di appoggio sono instabili;
- la temperatura, l'umidità o la circolazione dell'aria sono
inadeguate.
4. Esigenze connesse all'attività
L'attività può comportare un rischio tra l'altro dorso-lombare
se comporta una o più delle seguenti esigenze:
- sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale,
troppo frequenti o troppo prolungati;
- periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;
- distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
- un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato
dal lavoratore.
Fattori individuali di rischio
Il lavoratore può correre un rischio nei seguenti casi:
- inidoneità fisica a svolgere il compito in questione;
- indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati
dal lavoratore;
- insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.
Osservazione preliminare
Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano al fine di
realizzare gli obiettivi del titolo VI e qualora gli elementi esistano
sul posto di lavoro e non contrastino con le esigenze o caratteristiche
intrinseche della mansione.
1. Attrezzature
a) Osservazione generale
L'utilizzazione in sé dell'attrezzatura non deve essere fonte
di rischio per i lavoratori.
b) Schermo
I caratteri sullo schermo devono avere una buona definizione e una
forma chiara, una grandezza sufficiente e vi deve essere uno spazio adeguato
tra i caratteri e le linee.
L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da sfarfallamento
o da altre forme di instabilità.
La brillanza e/o il contrasto tra i caratteri e lo sfondo dello schermo
devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale
e facilmente adattabili alle condizioni ambientali.
Lo schermo deve essere orientabile e inclinabile liberamente e facilmente
per adeguarsi alle esigenze dell'utilizzatore.
E' possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano
regolabile.
Lo schermo non deve aver riflessi e riverberi che possano causare molestia
all'utilizzatore.
c) Tastiera
La tastiera dev'essere inclinabile e dissociata dallo schermo per consentire
al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare
l'affaticamento delle braccia o delle mani.
Lo spazio davanti alla tastiera dev'essere sufficiente onde consentire
un appoggio per le mani e le braccia dell'utilizzatore.
La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.
La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono
tendere ad agevolare l'uso della tastiera stessa.
I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere
leggibili dalla normale posizione di lavoro.
d) Piano di lavoro
Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, essere
di dimensioni sufficienti e permettere una disposizione flessibile dello
schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio.
Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve
esser collocato in modo tale da ridurre al massimo i movimenti fastidiosi
della testa e degli occhi.
E' necessario uno spazio sufficiente che permetta ai lavoratori una
posizione comoda.
e) Sedile di lavoro
Il sedile di lavoro dev'essere stabile, permettere all'utilizzatore
una certa libertà di movimento e una posizione comoda.
I sedili debbono aver altezza regolabile.
Il loro schienale deve essere regolabile in altezza e in inclinazione.
Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino.
2. Ambiente
a) Spazio
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo
che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e
di movimenti operativi.
b) Illuminazione
L'illuminazione generale ovvero l'illuminazione specifica (lampade
di lavoro) devono garantire un'illuminazione sufficiente ed un contrasto
appropriato tra lo schermo e l'ambiente, tenuto conto delle caratteristiche
del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Fastidiosi abbagliamenti e riflessi sullo schermo o su altre attrezzature
devono essere evitati strutturando l'arredamento del locale e del posto
di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce artificiale e
delle loro caratteristiche tecniche
c) Riflessi e abbagliamenti
I posti di lavoro devono essere sistemati in modo che le fonti luminose
quali le finestre e le altre aperture, le pareti trasparenti o traslucide,
nonché le attrezzature e le pareti di colore chiaro non producano
riflessi sullo schermo.
Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura
regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
d) Rumore
Il rumore emesso dalle attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro
deve essere preso in considerazione al momento della sistemazione del posto
di lavoro, in particolare al fine di non perturbare l'attenzione e la comunicazione
verbale.
e) Calore
Le attrezzature appartenenti al/ai posto/i di lavoro non devono produrre
un eccesso di calore che possa essere fonte di disturbo per i lavoratori.
f) Radiazioni
Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro
elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto
di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.
g) Umidità
Si deve fare in modo di ottenere e mantenere un'umidità soddisfacente.
3. Interfaccia elaboratore/uomo
All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software,
o allorché questo viene modificato, come anche nel definire le mansioni
che implicano l'utilizzazione di unità videoterminali, il datore
di lavoro terrà conto dei seguenti fattori:
a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere;
b) il software deve essere di facile uso e, se del caso, adattabile
a livello di conoscenza e di esperienza dell'utilizzatore; nessun dispositivo
o controllo quantitativo o qualitativo può essere utilizzato all'insaputa
dei lavoratori;
c) i sistemi debbono fornire ai lavoratori delle indicazioni sul loro
svolgimento;
d) i sistemi devono fornire l'informazione di un formato e ad un ritmo
adeguato agli operatori;
e) i principi dell'ergonomia devono essere applicati in particolare
all'elaborazione dell'informazione da parte dell'uomo.
1. Produzione di auramina col metodo Michler.
2. I lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti
nella fuliggine, nel catrame o nelle pece di carbone.
3. Lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante
il raffinamento del nichel a temperature elevate.
4. Processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico.
5. Il lavoro comportante l'esposizione a polvere di legno duro (1)
(1) Un elenco di tipi di legno duro figura nel volume 62 delle monografie sulla valutazione dei rischi cancerogeni per la salute umana "Wood Dust and Formaldehyde" pubblicato dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, Lione 1995.
| Nome agente | EINECS(1) | CAS(2) | Valore limite di esposizione professionale | Osservazioni | Misure transitorie | |
| mg/m3(3) | ppm(4) | |||||
| Benzene | 200-753-7 | 71-43-2 | 3,25(5) | 1(5) | Pelle(6) | Sino al 31/12/2001 il valore limite è di 3ppm (=9,75 mg/m3) |
| Cloruro di vinile monomero | 200-831 | 75-01-4 | 7,77(5) | 3(5) | -- | |
| Polveri di legno | -- | -- | 5,00(5)(7) | -- | -- | |
| NOME AGENTE | VALORI LIMITE |
| Piombo inorganico ed i suoi componenti | mg/m3 0,15 in 8 ore |
Piombo e suoi composti ionici
1. Il monitoraggio biologico comprende la misurazione
del livello di piombo nel sangue (PdB) con
l'ausilio della spettroscopia ad assorbimento atomico o di un metodo che
dia risultati equivalenti. Il valore limite biologico
e' il seguente: 60 mg Pb/100 ml di sangue.
Per le lavoratrici in eta' fertile
il riscontro di valori di piombemia superiori a
40 microgrammi di piombo per 100 millilitri di sangue comporta, comunque,
allontanamento dall'esposizione.
2. La sorveglianza sanitaria si effettua quando:
- l'esposizione a una concentrazione
di piombo nell'aria, espressa come media
ponderata nel tempo calcolata su 40 ore alla settimana, e'
superiore a 0,075 mg/m3;
- nei singoli lavoratori e' riscontrato un contenuto
di piombo nel sangue superiore a 40 mg Pd/100 ml di sangue
|
|
|
|
per l'esenzione |
|
202-177-1 202-199-1 101-204-7 |
92-67-1 92-87-5 92-93-3 |
4-amminodifenile e suoi sali Benzina e suoi sali 4-nitrodifenile |
0.1/ in peso 0.1/ in peso 0.1/ in peso |
1. Attività in industrie alimentari.
2. Attività nell'agricoltura.
3. Attività nelle quali vi è contatto con animali e/o
con prodotti di origine animale.
4. Attività nei servizi sanitari comprese le unità di
isolamento e post mortem.
5. Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici,
esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica.
6. Attività in impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta
di rifiuti speciali potenzialmente infetti.
7. Attività negli impianti per la depurazione delle acque di
scarico.

1. Sono inclusi nella classificazione unicamente gli agenti di cui è
noto che possono provocare malattie infettive in soggetti umani.
I rischi tossico ovvero allergenico eventualmente presenti sono indicati
a fianco di ciascun agente in apposita colonna.
Non sono stati presi in considerazione gli agenti patogeni di animali
e piante di cui è noto che non hanno effetto sull'uomo.
In sede di compilazione di questo primo elenco di agenti biologici
classificati non si è tenuto conto dei microorganismi geneticamente
modificati.
2. La classificazione degli agenti biologici si basa sull'effetto esercitato
dagli stessi su lavoratori sani.
Essa non tiene conto dei particolari effetti sui lavoratori la cui
sensibilità potrebbe essere modificata da altre cause quali malattia
preesistente, uso di medicinali, immunità compromessa, stato di
gravidanza o allattamento, fattori dei quali è tenuto conto nella
sorveglianza sanitaria di cui all'art. 95.
3. Gli agenti biologici che non sono stati inclusi nei gruppi 2, 3,
4 dell'elenco non sono implicitamente inseriti nel gruppo 1.
Per gli agenti di cui è nota per numerose specie la patogenicità
per l'uomo l'elenco comprende le specie più frequentemente implicate
nelle malattie, mentre un riferimento di carattere più generale
indica che altre specie appartenenti allo stesso genere possono avere effetti
sulla salute dell'uomo.
Quando un intero genere è menzionato nell'elenco degli agenti
biologici, è implicito che i ceppi e le specie definiti non patogeni
sono esclusi dalla classificazione.
4. Quando un ceppo è attenuato o ha perso geni notoriamente virulenti, il contenimento richiesto dalla classificazione del ceppo parentale non è necessariamente applicato a meno che la valutazione del rischio da esso rappresentato sul luogo di lavoro non lo richieda.
5. Tutti i virus che sono già stati isolati nell'uomo e che ancora non figurano nel presente allegato devono essere considerati come appartenenti almeno al gruppo due a meno che sia provato che non possono provocare malattie nell'uomo.
6. Taluni agenti classificati nel gruppo tre e indicati con asterisco (*) o con doppio asterisco (**) nell'elenco allegato possono comportare un rischio di infezione limitato perché normalmente non sono veicolati dall'aria. Nel caso di particolari attività comportanti l'utilizzazione dei suddetti agenti, in relazione al tipo di operazione effettuata e dei quantitativi impiegati può risultare sufficiente, per attuare le misure di cui ai punti 2 e 13 dell'allegato XII e ai punti 2, 3 e 5 dell'allegato XIII, assicurare i livelli di contenimento ivi previsti per gli agenti del gruppo 2.
7. Le misure di contenimento che derivano dalla classificazione dei parassiti si applicano unicamente agli stadi del ciclo del parassita che possono essere infettivi per l'uomo.
8. L'elenco contiene indicazioni che individuano gli agenti biologici
che possono provocare reazioni allergiche o tossiche, quelli per i quali
è disponibile un vaccino efficace e quelli per i quali è
opportuno conservare per almeno dieci anni l'elenco dei lavoratori che
hanno operato in attività con rischio di esposizione a tali agenti.
Tali indicazioni sono:
A: possibili effetti allergici
D: l'elenco dei lavoratori che hanno operato con detti agenti deve
essere conservato per almeno dieci anni dalla cessazione dell'ultima attività
comportante rischio di esposizione.
T: produzione di tossine
V: vaccino efficace disponibile
BATTERI
e organismi simili
N.B. - Per gli agenti che figurano nel presente elenco la menzione
spp si riferisce alle altre specie riconosciute patogene per l'uomo
|
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| Actinobacillus actinomycetemcomitans |
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| Actinomadura madurae |
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| Actinomadura pelletieri |
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| Actinomyces gereneseriae |
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| Actinomyces isreaelii |
|
|
| Actinomyces pyogenes |
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| Actinomyces spp |
|
|
| Arcanobacterium haemolyticum (Corynebacterium haemolyticum) |
|
|
| Bacillus anthracis |
|
|
| Bacteroides fragilis |
|
|
| Bartonella bacilliformis |
|
|
| Bordetella bronchiseptica |
|
|
| Bordetella parapertussis |
|
|
| Bordetella pertussis |
|
|
| Borrelia burgdorferi |
|
|
| Borrelia duttonii |
|
|
| Borrelia recurrentis |
|
|
| Borrelia spp |
|
|
| Brucella abortus |
|
|
| Brucella canis |
|
|
| Brucella melitensis |
|
|
| Brucella suis |
|
|
| Campylobacter fetus |
|
|
| Campylobacter jejuni |
|
|
| Campylobacter spp |
|
|
| Cardiobacterium hominis |
|
|
| Chlamydia pneumoniae |
|
|
| Chlamydia trachomatis |
|
|
| Chlamydia psittaci (ceppi aviari) |
|
|
| Chlamydia psittaci (ceppi non aviari) |
|
|
| Clostridium botulinum |
|
|
| Clostridium perfringens |
|
|
| Clostridium tetani |
|
|
| Clostridium spp |
|
|
| Corynebacterium diphtheriae |
|
|
| Corynebacterium minutissimum |
|
|
| Corynebacterium pseudotuberculosis |
|
|
| Corynebacterium spp |
|
|
| Coxiella burnetii |
|
|
| Edwardsiella tarda |
|
|
| Ehrlichia sennetsu (Rickettsia sennetsu) |
|
|
| Ehrlichia spp |
|
|
| Eikenella corrodens |
|
|
| Enterobacter aerogenes/cloacae |
|
|
| Enterobacter spp |
|
|
| Enterococcus spp |
|
|
| Erysipelothrix rhusiopathiae |
|
|
| Escherichia coli (ad eccezione dei ceppi non patogeni) |
|
|
| Flavobacterium meningosepticum |
|
|
| Fluoribacter bozemanae (Legionella) |
|
|
| Francisella tularensis (Tipo A) |
|
|
| Francisella tularensis (Tipo B) |
|
|
| Fusobacterium necrophorum |
|
|
| Gardnerella vaginalis |
|
|
| Haemophilus ducreyi |
|
|
| Haemophilus influenzae |
|
|
| Haemophilus spp |
|
|
| Helicobacter pylori |
|
|
| Klebsiella oxytoca |
|
|
| Klebsiella pneumoniae |
|
|
| Klebsiella spp |
|
|
| Legionella pneumophila |
|
|
| Legionella spp |
|
|
| Leptospira interrogans (tutti i serotipi) |
|
|
| Listeria monocytogenes |
|
|
| Listeria ivanovii |
|
|
| Morganella morganii |
|
|
| Mycobacterium africanum |
|
|
| Mycobacterium avium/intracellulare |
|
|
| Mycobacterium bovis | ||
| (ad eccezione del ceppo BCG) |
|
|
| Mycobacterium chelonae |
|
|
| Mycobacterium fortuitum |
|
|
| Mycobacterium kansasii |
|
|
| Mycobacterium leprae |
|
|
| Mycobacterium malmoense |
|
|
| Mycobacterium marinum |
|
|
| Mycobacterium microti |
|
|
| Mycobacterium paratuberculosis |
|
|
| Mycobacterium scrofulaceum |
|
|
| Mycobacterium simiae |
|
|
| Mycobacterium szulgai |
|
|
| Mycobacterium tuberculosis |
|
|
| Mycobacterium ulcerans |
|
|
| Mycobacterium xenopi |
|
|
| Mycoplasma pneumoniae |
|
|
| Neisseria gonorrhoeae |
|
|
| Neisseria meningitidis |
|
|
| Nocardia asteroides |
|
|
| Nocardia brasiliensis |
|
|
| Nocardia farcinica |
|
|
| Nocardia nova |
|
|
| Nocardia otitidiscaviarum |
|
|
| Pasteurella multocida |
|
|
| Pasteurella spp |
|
|
| Peptostreptococcus anaerobius |
|
|
| Plesiomonas shigelloides |
|
|
| Porphyromonas spp |
|
|
| Prevotella spp |
|
|
| Proteus mirabilis |
|
|
| Proteus penneri |
|
|
| Proteus vulgaris |
|
|
| Providencia alcalifaciens |
|
|
| Providencia rettgeri |
|
|
| Providencia spp |
|
|
| Pseudomonas aeruginosa |
|
|
| Pseudomonas mallei |
|
|
| Pseudomonas pseudomallei |
|
|
| Rhodococcus equi |
|
|
| Rickettsia akari |
|
|
| Rickettsia canada |
|
|
| Rickettisa conorii |
|
|
| Rickettsia montana |
|
|
| Rickettsia typhi (Rickersia mooseri) |
|
|
| Rickettsia prowazekii |
|
|
| Rickettsia rickersii |
|
|
| Rickettsia tsutsugamushi |
|
|
| Rickettsia spp |
|
|
| Rochalimala quintana |
|
|
| Salmonella arizonae |
|
|
| Salmonella enteriditis |
|
|
| Salmonella typhimurium |
|
|
| Salmonella paratyphi A.B.C. |
|
|
| Salmonella typhi |
|
|
| Salmonella (altre varietà serologiche) |
|
|
| Serpulina spp |
|
|
| Shigella boydii |
|
|
| Shigella dysenteriae (Tipo 1) |
|
|
| Shigella fexneri |
|
|
| Shigella sonnei |
|
|
| Staphylococcus aureus |
|
|
| Streptobacillus moniliformis |
|
|
| Streptococcus pneumoniae |
|
|
| Streptococcus pyogenes |
|
|
| Streptococcus spp |
|
|
| Treponema carateum |
|
|
| Treponema pallidum |
|
|
| Treponema pertenue |
|
|
| Treponema spp |
|
|
| Vibrio cholerae (incluso El Tor) |
|
|
| Vibrio parahaemolyticus |
|
|
| Vibrio spp |
|
|
| Yersinia enterocolitica |
|
|
| Yersinia pestis |
|
|
| Yersinia pseudotuberculosis |
|
|
| Yersinia spp |
|
VIRUS (*)
|
|
|
|
| Adenoviridae |
|
|
| Arenaviridae: | ||
| Virus Junin |
|
|
| Virus Lassa |
|
|
| Virus della coriomeningite linfocitaria (ceppi neurotropi) |
|
|
| Virus della coriomeningite linfocitaria (altri ceppi) |
|
|
| Virus Machupo |
|
|
| Virus Mopeia e altri virus Tacaribe |
|
|
| Astroviridae |
|
|
| Bunyaviridae: | ||
| Virus Bunyamwera |
|
|
| Virus Oropouche |
|
|
| Virus dell'encefalite Californiana |
|
|
| Hantavirus: | ||
| Hantaan (febbre emorragica coreana) |
|
|
| Seoul-Virus |
|
|
| Puumala-Virus |
|
|
| Prospect Hill-Virus |
|
|
| Altri hantavirus |
|
|
| Nairovirus: | ||
| Virus della febbre emorragica di Crimea/Congo |
|
|
| Virus Hazara |
|
|
| Phlebovirus: | ||
| Febbre della Valle del Rift |
|
|
| Febbre a flebotomi |
|
|
| Virus Toscana |
|
|
| Altri bunyavirus noti come patogeni |
|
|
| Caliciviridae: | ||
| Norwalk-Virus |
|
|
| Altri Caliciviridae |
|
|
| Coronaviridae |
|
|
| Filoviridae: | ||
| Virus Ebola |
|
|
| Virus di Marburgo |
|
|
| Flaviviridae: | ||
| Encefalite d'Australia (Encefalite della Valle Murray) |
|
|
| Virus dell'encefalite da zecca dell'Europa centrale |
|
|
| Absettarov |
|
|
| Hanzalova |
|
|
| Hypr |
|
|
| Kumlinge |
|
|
| Virus della dengue tipi 1-4 |
|
|
| Virus dell'epatite C |
|
|
| Encefalite B giapponese |
|
|
| Foresta di Kyasanur |
|
|
| Louping ill |
|
|
| Omsk (a) |
|
|
| Powassan |
|
|
| Rocio |
|
|
| Encefalite verno-estiva russa (a) |
|
|
| Encefalite di St. Louis |
|
|
| Virus Wesselsbron |
|
|
| Virus della Valle del Nilo |
|
|
| Febbre gialla |
|
|
| Altri flavivirus noti per essere patogeni |
|
|
| Hepadnaviridae: | ||
| Virus dell'epatite B |
|
|
| Virus dell'epatite D (Delta) (b) |
|
|
| Herpesviridae: | ||
| Cytomegalovirus |
|
|
| Virus d'Epstein-Barr |
|
|
| Herpesvirus simiae (B virus) |
|
|
| Herpes simplex virus tipi 1 e 2 |
|
|
| Herpesvirus varicela-zoster |
|
|
| Virus linfotropo B dell'uomo (HBLV-HHV6) |
|
|
| Orthomyxoviridae: | ||
| Virus influenzale tipi A, B e C |
|
|
| Orthomyxoviridae trasmesse dalle zecche: | ||
| Virus Dhori e Thogoto |
|
|
| Papovaviridae: | ||
| Virus BK e JC |
|
|
| Papillomavirus dell'uomo |
|
|
| ParamyxoviridaVirus del morbillo |
|
|
| Virus degli orecchioni |
|
|
| Virus della malattia di Newcastle |
|
|
| Virus parainfluenzali tipi 1-4 |
|
|
| Virus respiratorio sinciziale |
|
|
| Parvoviridae: | ||
| Parvovirus dell'uomo (B 19) |
|
|
| Picornaviridae: | ||
| Virus della congiuntivite emorragica (AHC) |
|
|
| Virus Coxackie |
|
|
| Virus Echo |
|
|
| Virus dell'epatite A (enterovirus dell'uomo tipo 72) |
|
|
| Virus della poliomielite |
|
|
| Rhinovirus |
|
|
| Poxviridae: | ||
| Buffalopox virus (e) |
|
|
| Cowpox virus |
|
|
| Elephantopox virus (f) |
|
|
| Virus del nodulo dei mungitori |
|
|
| Molluscum contagiosum virus |
|
|
| Monkeypox virus |
|
|
| Orf virus |
|
|
| Rabbitpox virus (g) |
|
|
| Vaccinia virus |
|
|
| Variola (mayor & minor) virus |
|
|
| Whitepox virus (variola virus) |
|
|
| Yatapox virus (Tana & Yaba) |
|
|
| Reoviridae: | ||
| Coltivirus |
|
|
| Rotavirus umano |
|
|
| Orbivirus |
|
|
| Reovirus |
|
|
| Retroviridae (h): | ||
| Virus della sindrome di immunodeficienza umana (AIDS) |
|
|
| Virus di leucemie umane e cellule T (HTLV) tipi 1 e 2 |
|
|
| Rhabdoviridae: | ||
| Virus della rabbia |
|
|
| Virus della stomatite vescicolosa |
|
|
| Togaviridae: | ||
| Alfavirus: | ||
| Encefalomielite equina dell'America dell'est |
|
|
| Virus Bebaru |
|
|
| Virus Chikungunya |
|
|
| Virus Everglades |
|
|
| Virus Mayaro |
|
|
| Virus Mucambo |
|
|
| Virus Ndumu |
|
|
| Virus O'nyong-nyong |
|
|
| Virus del fiume Ross |
|
|
| Virus della foresta di Semliki |
|
|
| Virus Sindbis |
|
|
| Virus Tonate |
|
|
| Encefalomielite equina del Venezuela |
|
|
| Encefalomielite equina dell'America dell'ovest |
|
|
| Altri alfavirus noti |
|
|
| Rubivirus (rubella) |
|
|
| Toroviridae: |
|
|
| Virus non classificati | ||
| Virus dell'epatite a trasmissione ematica non ancora identif. |
|
|
| Virus dell'epatite E |
|
|
| Agenti non classici associati con (i): | ||
| Malattia di Creutzfeldt-Jakob |
|
|
| Sindrome di Gerstmann-Sträussler-Scheinker |
|
|
| Kuru |
|
|
PARASSITI
|
|
|
|
| Acanthamoeba castellani |
|
|
| Ancylostoma duodenale |
|
|
| Angiostrongylus cantonensis |
|
|
| Angiostrongylus costaricensis |
|
|
| Ascaris lumbricoides |
|
|
| Ascaris suum |
|
|
| Babesia divergens |
|
|
| Babesia microti |
|
|
| Balantidium coli |
|
|
| Brugia malayi |
|
|
| Brugia pahangi |
|
|
| Capillaria philippinensis |
|
|
| Capillaria spp |
|
|
| Clonorchis sinensis |
|
|
| Clonorchis viverrini |
|
|
| Cryptosporidium parvum |
|
|
| Cryptosporidium spp |
|
|
| Dipetalonema streptocerca |
|
|
| Diphyllobothrium latum |
|
|
| Dracunculus medinensis |
|
|
| Echinococcus granulosus |
|
|
| Echinococcus multilocularis |
|
|
| Echinococcus vogeli |
|
|
| Entamoeba histolytica |
|
|
| Fasciola gigantica |
|
|
| Fasciola hepatica |
|
|
| Fasciolopsis buski |
|
|
| Giardia lamblia (Giardia intestinalis) |
|
|
| Hymenolepis diminuta |
|
|
| Hymenolepis nana |
|
|
| Leishmania brasiliensis |
|
|
| Leishmania donovani |
|
|
| Leishmania ethiopica |
|
|
| Leishmania mexicana |
|
|
| Leishmania peruviana |
|
|
| Leishmania tropica |
|
|
| Leishmania major |
|
|
| Leishmania spp |
|
|
| Loa Loa |
|
|
| Mansonella ozzardi |
|
|
| Mansonella perstans |
|
|
| Naegleria fowleri |
|
|
| Necator americanus |
|
|
| Onchocerca volvulus |
|
|
| Opisthorchis felineus |
|
|
| Opishorchis spp |
|
|
| Paragonimus westermani |
|
|
| Plasmodium falciparum |
|
|
| Plasmodium spp (uomo & scimmia) |
|
|
| Sarcocystis suihominis |
|
|
| Schistosoma haematobium |
|
|
| Schistosoma intercalatum |
|
|
| Schistosoma japonicum |
|
|
| Schistosoma mansoni |
|
|
| Shistosoma mekongi |
|
|
| Strongyloides stercoralis |
|
|
| Strongyloides spp |
|
|
| Taenia saginata |
|
|
| Taenia solium |
|
|
| Toxocara canis |
|
|
| Toxoplasma gondii |
|
|
| Trichinella spiralis |
|
|
| Trichuris trichiura |
|
|
| Trypanosoma brucei brucei |
|
|
| Trypanosoma brucei gambiense |
|
|
| Trypanosoma brucei rhodesiense |
|
|
| Trypanosoma cruzi |
|
|
| Wuchereria bancrofti |
|
FUNGHI
|
|
|
|
| Aspergillus fumigatus |
|
|
| Blastomyces dermatitidis (Ajellomyces dermatitidis) |
|
|
| Candida albicans |
|
|
| Coccidioides immitis |
|
|
| Cryptococcus neoformans var. neoformans (Filobasidiella neoformans var. Neoformans) |
|
|
| Cryptococcus neoformans var. gattii (Filobasidiell bacillispora) |
|
|
| Emmonsia parva var. parva |
|
|
| Emmonsia parva var. crescens |
|
|
| Epidermophyton floccosum |
|
|
| Fonsecaca compacta |
|
|
| Fonsecaca pedrosoi |
|
|
| Histoplasma capsulatum var. capsulatum (Ajellomyces capsulatus) |
|
|
| Histoplasma capsulatum duboisii |
|
|
| Madurella grisea |
|
|
| Madurella mycetomatis |
|
|
| Microsporum spp |
|
|
| Neotestudina rosatii |
|
|
| Paracoccidioides brasiliensis |
|
|
| Penicillium marneffei |
|
|
| Sporothrix schenckii |
|
|
| Trichophyton rubrum |
|
|
| Trichophyton spp |
|
Nota preliminare
Le misure contenute in questo allegato debbono essere applicate in
base alla natura delle attività, la valutazione del rischio per
i lavoratori e la natura dell'agente biologico di cui trattasi.
|
Misure di contenimento |
Misure di contenimento |
||
|
|
|
|
|
| 1. La zona di lavoro deve essere separata da qualsiasi altra attività nello stesso edificio | No | Raccomandato | Si |
| 2. L'aria immessa nella zona di lavoro e l'aria estratta devono essere filtrate attraverso un ultrafiltro (HEPA) o un filtro simile | No | Si, sull'aria estratta | Si, sull'area immessa e su quella estratta |
| 3.L'accesso deve essere limitato alle perrsone autorizzate una camera | Raccomandato | Si | Si, attraverso una camera di compensazione |
| 4. La zona di lavoro deve poter essere chiusa a tenuta per connsentire la disinfezione | No | Raccomandato | Si |
| 5. Specifiche procedure di disinfezione | Si | Si | Si |
| 6. La zona di lavoro deve essere mantenuta ad una pressione negativa rispetto a quella atmosferica | No | Raccomandato | Si |
| 7. Controllo efficace dei vettori, ad esempio, roditori ed insetti | Raccomandato | Si | Si |
| 8. Superfici idrorepellenti e di facile pulitura | Si, per il banco di lavoro | Si, per il banco di lavoro, l'arredo e il pavimento | Si, per il banco di lavoro, l'arredo, il pavimento e il soffitto |
| 9. Superfici resistenti agli acidi, agli alcali, ai solventi, ai disinfettanti | Raccomandato | Si | Si |
| 10. Deposito sicuro per agenti biologici | Si | Si | Si, deposito sicuro |
| 11. Finestra d'ispezione o altro dispositivo che permetta di vederne gli occupanti | Raccomandato | Raccomandato | Si |
| 12. I laboratori devono contenere l'attrezzatura a loro necessaria | No | Raccomandato | Si |
| 13. I materiali infetti, compresi gli animali, devono essere manipolati in cabine di sicurezza, isolatori o altri adeguati contenitori | Ove opportuno | Si, quando l'infezione è veicolata dall'aria | Si |
| 14. Inceneritori per l'eliminazione delle carcasse di animali | Raccomandato | Si (disponibile) | Si, sul posto |
| 15. Mezzi e procedure per il trattamento dei rifiuti | Si | Si | Si, con sterilizzazione |
| 16.Trattamento delle acque reflue | No | Facoltativo | Si |
Agenti biologici del gruppo 1
Per le attività con agenti biologici del gruppo 1, compresi
i vaccini spenti, si osserveranno i principi di una buona sicurezza ed
igiene professionali.
Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4
Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche di
contenimento da diverse categorie tra quelle sottoindicate, in base ad
una valutazione di rischio connessa con un particolare processo o parte
di esso.
|
|
|
||
|
|
|
|
|
| 1. Gli organismi vivi devono essere manipolati in un sistema che separi fisicamente il processo dall'ambiente | Si | Si | Si |
| 2. I gas di scarico del sistema chiuso devono essere trattati in modo da: | ridurre al minimo le emissioni | evitare le emissioni | evitare le emissioni |
| 3. Il prelievo di campioni, l'aggiunta di materiali in un sistema chiuso e il trasferimento di organismi vivi in un altro sistema chiuso devono essere effettuati in modo da: | ridurre al minimo le emissioni | evitare le emissioni | evitare le emissioni |
| 4. La coltura deve essere rimossa dal sistema chiuso solo dopo che gli organismi vivi sono stati: | inattivati con mezzi collaudati | inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati | inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati |
| 5. I dispositivi di chiusura devono essere previsti in modo da: | ridurre al minimo le emissioni | evitare le emissioni | evitare le emissioni |
| 6. I sistemi chiusi devono essere collocati in una zona coltrollata: | Facoltativo | Facoltativo | Sì e costruita all'uopo |
| a) Vanno previste segnalazioni di pericolo biologico | Facoltativo | Sì | Sì |
| b) E' ammesso solo il personale addetto | Facoltativo | Sì | Sì, attraverso camere di condizionamento |
| c) Il personale deve indossare tute di protezione | Sì, tute da lavoro | Si | Ricambio completo |
| d) Occorre prevedere una zona di decontaminazione e le docce per il personale | Si | Si | Si |
| e) Il personale deve fare una doccia prima di uscire dalla zona controllata | No | Facoltativo | Si |
| f) Gli effluenti dei lavandini e delle docce devono essere raccolti e inattivati prima dell'emissione | No | Facoltativo | Si |
| g) La zona controllata deve essere adeguatamente ventilata per ridurre al minimo la contaminazione atmosferica | Facoltativo | Facoltativo | Si |
| h) La pressione ambiente nella zona controllata deve essere mantenuta al di sotto di quella atmosferica | No | Facoltativo | Si |
| i) L'aria in entrata e in uscita della zona controllata deve essere filtrata con ultrafiltri (HEPA) | No | Facoltativo | Si |
| j) La zona controllata deve essere concepita in modo da impedire qualsiasi fuoriuscita dal sistema chiuso | No | Facoltativo | Si |
| k) La zona controllata deve poter essere sigillata in modo da rendere possibile le fumigazioni | No | Facoltativo | Si |
| l) Trattamento degli effluenti prima dello smaltimento finale | Inattivati con mezzi collaudati | Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati | Inattivati con mezzi fisici collaudati |
1) scale aeree ad inclinazione variabile;
2) ponti mobili sviluppabili su carro;
3) ponti sospesi muniti di argano;
4) idroestrattori centrifughi con diametro esterno del paniere > 50 cm;
5) funi e catene di impianti ed apparecchi di sollevamento;
6) funi e catene di impianti ed apparecchi di trazione;
7) gru e apparecchi di sollevamento di portata > 200 kg;
8) organi di trazione, di attacco e dispositivi di sicurezza dei piani
inclinati;
9) macchine e attrezzature per la lavorazione di esplosivi;
10) elementi di ponteggio;
11) ponteggi metallici fissi;
12) argani, dei ponti sospesi;
13) funi dei ponti sospesi;
14) armature degli scavi;
15) freni dei locomotori;
16) micce;
17) materiali recuperati da costruzioni sceniche;
18) opere sceniche;
19) riflettori e batterie di accumulatori mobili;
20) teleferiche private;
21) elevatori trasferibili;
22) ponteggi sospesi motorizzati;
23) funi dei ponteggi sospesi motorizzati;
24) ascensori e montacarichi in servizio privato;
25) apparecchi a pressione semplici;
26) apparecchi a pressione di gas;
27) generatori e recipienti di vapore d'acqua;
28) generatori e recipienti di liquidi surriscaldati;
29) forni per oli minerali;
30) generatori di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda;
31) recipienti per trasporto di gas compressi, liquefatti e disciolti.
Osservazione preliminare
Le disposizioni dei presente allegato si applicano allorché
esiste, per l'attrezzatura di lavoro considerata, un rischio corrispondente.
Ai fini del loro adempimento ed in quanto riferite ad attrezzature
in esercizio, esse non richiedono necessariamente l'adozione delle stesse
misure corrispondenti ai requisiti essenziali applicabili alle attrezzature
di lavoro nuove.
1. Prescrizioni, applicabili alle attrezzature di lavoro mobili,
semoventi o non semoventi.
1.1 Qualora il bloccaggio intempestivo degli elementi di trasmissione
d'energia accoppiabili tra un'attrezzatura di lavoro mobile, e suoi accessori
e traini possa provocare rischi specifici, l'attrezzatura di lavoro deve
essere attrezzata o sistemata in modo tale da impedire il bloccaggio degli
elementi di trasmissione d'energia.
Nel caso in cui tale bloccaggio non possa essere impedito, dovrà
essere presa ogni precauzione possibile per evitare conseguenze pregiudizievoli
per i lavoratori.
1.2. Se gli organi di trasmissione di energia accoppiabili tra attrezzature
di lavoro mobili rischiano di sporcarsi e di rovinarsi strisciando al suolo,
si devono prevedere possibilità di fissaggio.
1.3. Le attrezzature di lavoro mobili con lavoratore o lavoratori a
bordo devono limitare, nelle condizioni di utilizzazione reali, i rischi
derivanti da un ribaltamento dell'attrezzatura di lavoro:
a) mediante una struttura di protezione che impedisca all'attrezzatura
di ribaltarsi di più di un quarto di giro,
b) ovvero mediante una struttura che garantisca uno spazio sufficiente
attorno al lavoratore o ai lavoratori trasportati a bordo qualora il movimento
possa continuare oltre un quarto di giro,
c) ovvero da qualsiasi altro dispositivo di portata equivalente.
Queste strutture di protezione possono essere integrate all'attrezzatura
di lavoro.
Queste strutture di protezione non sono obbligatorie se l'attrezzatura
di lavoro è stabilizzata durante tutto il periodo d'uso, oppure
se l'attrezzatura di lavoro è concepita in modo da escludere qualsiasi
ribaltamento della stessa.
Se sussiste il pericolo che il lavoratore trasportato a bordo, in caso
di ribaltamento, rimanga schiacciato tra parti dell'attrezzatura di lavoro
e il suolo, deve essere installato un sistema di ritenzione dei lavoratore
o dei lavoratori trasportati.
1.4. I carrelli elevatori su cui prendono posto uno o più lavoratori
devono essere sistemati o attrezzati in modo da limitarne i rischi di ribaltamento,
ad esempio:
a) installando una cabina per il conducente;
b) mediante una struttura atta ad impedire il ribaltamento del carrello
elevatore;
c) mediante una struttura concepita in modo tale da lasciare, in caso
di ribaltamento del carrello elevatore, uno spazio sufficiente tra il suolo
e talune parti del carrello stesso per il lavoratore o i lavoratori a bordo;
d) mediante una struttura che trattenga il lavoratore o i lavoratori
sul sedile del posto di guida per evitare che, in caso di ribaltamento
dei carrello elevatore, essi possano essere intrappolati da parti del carrello
stesso.
I.5. Le attrezzature di lavoro mobili semoventi il cui spostamento
può comportare rischi per le persone devono soddisfare le seguenti
condizioni:
a) esse devono essere dotate dei mezzi necessari per evitare la messa
in moto non autorizzata;
b) esse devono essere dotate dei mezzi appropriati che consentano di
ridurre al minimo le conseguenze di un'eventuale collisione in caso di
movimento simultanea di più attrezzature di lavoro circolanti su
rotaia;
c) esse devono essere dotate, qualora, considerazioni di sicurezza
l'impongano, di un dispositivo di emergenza con comandi facilmente accessibili
o automatici che ne consenta la frenatura e l'arresto in caso di guasto
del dispositivo di frenatura principale;
d) quando il campo di visione diretto del conducente è
insufficiente per garantire la sicurezza, esse devono essere dotate di
dispositivi ausiliari per migliorare la visibilità;
e) le attrezzature di lavoro per le quali è previsto un uso
notturno o in luoghi bui devono incorporare un dispositivo di illuminazione
adeguato al lavoro da svolgere e garantire sufficiente sicurezza ai lavoratori;
f) le attrezzature di lavoro che comportano, di per sé o a causa
dei loro carichi o traini, un rischio di incendio suscettibile di mettere
in pericolo i lavoratori, devono essere dotate di appropriati dispositivi
antincendio a meno che tali dispositivi non si trovino già ad una
distanza sufficientemente ravvicinata sul luogo in cui esse sono usate;
g) le attrezzature di lavoro comandate con sistemi immateriali
devono arrestarsi automaticamente se escono dal campo di controllo;
h) le attrezzature di lavoro telecomandate che, usate in condizioni
normali possono comportare rischi di urto o di intrappolamento dei lavoratori
devono essere dotate di dispositivi di protezione contro tali rischi, a
meno che non siano installati altri dispositivi per controllare il rischio
di urto.
2. Prescrizioni applicabili alle attrezzature di lavoro adibite
al sollevamento di carichi.
2.1. Gli accessori di sollevamento devono essere contrassegnati in
modo da poterne identificare le caratteristiche essenziali ai fini di un'utilizzazione
sicura.
Se l'attrezzatura di lavoro non è destinata al sollevamento
di persone, una segnalazione in tal senso dovrà esservi apposta
in modo visibile onde non ingenerare alcuna possibilità di confusione.
2.2. Le macchine per il sollevamento o lo spostamento di
persone devono essere di natura tale:
a) da escludere qualsiasi rischio di schiacciamento, di
intrappolamento oppure di urto dell'utilizzatore, in particolare, i rischi
dovuti a collisione accidentale;
b) da garantire che i lavoratori bloccati in caso di incidente nell'abitacolo
non siano esposti ad alcun pericolo e possano essere liberati.