Circolare Regione Piemonte - 9 maggio 1989

"Oggetto: Barriere architettoniche e Piano per la loro eliminazione".

A) PREMESSA

L'analisi delle risposte alle precedenti lettere della Regione (n° 3/EE.LL. del 12/1/88, n° 604/EE.LL. del 20/6/88) con cui si invitavano le Amministrazioni in indirizzo a comunicare all'Assessorato Enti locali dati attinenti agli edifici pubblici non conformi a quanto previsto dal D.P.R. 384/78 e l'esistenza o meno di un piano di eliminazione delle barriere architettoniche, ha evidenziato come alcune delle Amministrazioni contattate non abbiano avuto la possibilità di approfondire l'informazione sul tema in oggetto.
La Regione perciò intende, con la presente circolare, fornire a tutte le Amministrazioni le direttive ed i chiarimenti che si ritengono indispensabili ad una corretta ed uniforme osservanza degli obblighi di legge.
Vengono allegate alla presente circolare due schede riassuntive (Allegati B e C) del Piano, le quali dovranno essere compilate da parte di tutti i Comuni e le Province e restituite nel più breve tempo possibile alla Regione, Assessorato EE.LL. Piazza Castello, 165 Torino unitamente alla delibera di adozione del Piano, qualora già approvata.
Le USSL dovranno far pervenire, ai Comuni nei quali sono localizzate, le informazioni necessarie da includere nelle citate schede riassuntive.

B) CONCETTI FONDAMENTALI RICHIAMATI NEL TESTO.

1 - Cosa sono le barriere architettoniche.
Si intende per barriere architettoniche qualsiasi elemento dell'ambiente costruito la cui presenza o mancanza limiti o impedisca lo svolgimento di una qualsiasi azione da parte di un qualsiasi soggetto, nelle varie situazioni di vita in cui esso può trovarsi (bambino, anziano, malato, paraplegico, donna incinta, non vedente, ecc.).

2 - Concetto di accessibilità.
Accessibile è un luogo o un oggetto che possa essere raggiunto e fruito in ogni sua parte da un qualsiasi utente, in modo autonomo e con il solo ausilio delle proprie capacità.
N.B: Nel testo si ricorrerà al termine "struttura" per significare edificio o qualsiasi altro ambiente costruito (area cimiteriale, impianto sportivo, giardino pubblico, ecc.) che deve essere accessibile da parte di tutti.

3 - Superamento delle barriere architettoniche.
Quando si riscontra l'esistenza di barriere architettoniche in strutture esistenti sarà necessario prevedere opere per il loro superamento tali da consentire l'uso indifferenziato a tutti gli individui anche se con diverse capacità (es. la rampa è utilizzata da chi si serve di una carrozzina mentre la scala, dotata di mancorrenti, serve per chi non è in grado di percorrere un piano inclinato; l'ascensore è utilizzabile da tutti, purché con determinate caratteristiche, ecc.).

4 - Non creazione di barriere architettoniche.
Le nuove strutture pubbliche e di uso pubblico dovranno essere progettate e realizzate in modo da essere accessibili in tutte le loro parti per qualsiasi soggetto. Inoltre durante l'esecuzione di qualsiasi successiva opera inerente strutture accessibili (es. manutenzioni, rifacimento manti stradali, installazione di palificate e segnaletiche o di attrezzature di arredo urbano, opere inerenti adeguamenti per la prevenzione incendi, ridistribuzione di spazi interni, modifiche degli impianti interni all'edificio, ecc.) occorrerà evitare la creazione di barriere architettoniche.

5 - Strutture accessibili.
Le strutture che devono essere accessibili, in tutte le loro parti, sono tutte quelle che prevedano un uso pubblico come ad esempio gli uffici (per gli utenti del servizio e per gli impiegati che vi lavorano), gli impianti sportivi (per gli atleti, il personale, il pubblico), strutture alberghiere, ecc.(vedere elenco esemplificato all'allegato A a fine pagina).

6 - Opere esterne.
Per raggiungere le varie strutture occorre che tutte le opere pubbliche, quali passaggi pedonali, fermate dei mezzi pubblici, attraversamenti, marciapiedi, parcheggi riservati, arredo urbano, ecc., siano anch'esse prive di barriere architettoniche e costituiscano un collegamento agibile e privo di discontinuità tra le varie strutture.

7 - Segnaletica.
La segnaletica di accessibilità deve essere apposta in fregio alle strutture o alle parti di esse che risultino effettivamente accessibili.
Inoltre occorrerà realizzare idonea segnaletica del percorso, necessaria per l'avvicinamento alla struttura, la sua riconoscibilità e la circolazione interna.

C) OBBLIGHI E AGEVOLAZIONI DERIVANTI AD EE.LL. E USSL DALLA LEGGE 41/86

1- La legge 41/86 all'art. 32 prescrive che (comma 20) ogni nuova costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche debba essere conforme al D.P.R. 384/78. Ciò significa anche che la conformità va estesa alla legge 118/71 art. 27, in quanto il D.P.R. ne costituisce unicamente il regolamento di attuazione. Segue che (ancora comma 20) non possono essere approvati progetti di costruzione o ristrutturazione di edifici aperti al pubblico anche solo non completamente accessibili, né gli stessi progetti in caso di totale o parziale inaccessibilità, possono essere realizzati con contributi o agevolazioni di Enti pubblici.

2 - Il comma 21 prescrive che per tutti gli edifici pubblici già esistenti non a norma (del D.P.R. 384/78) dovrà essere adottato dalla competente Amministrazione un Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Il comma 22 aggiunge che la mancata adozione di detto Piano comporterà il commissariamento dell'Amministrazione inadempiente da parte della Regione.

3 - Una volta predisposto ed adottato il Piano, l'Amministrazione dovrà realizzare le opere di sua competenza il costo delle quali potrà essere finanziato con mutui per investimenti con ammortamento a carico dell'ente richiedente da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti (Legge 41/86 comma 23)
. Il finanziamento potrà anche essere richiesto a norma della legge 67/88 art. 29, comma 2 che concede mutui erogati dalla Cassa DD. e PP. con l'onere di ammortamento a totale carico dello Stato.
In ogni caso questi prestiti non coprono le spese per la predisposizione del piano, mentre è inteso che coprano le spese per la successiva progettazione esecutiva relativa alle singole strutture.
Nel primo caso la Cassa DD.PP. (Circolare C. DD.PP. n° 1155/87) non indica un limite specifico all'entità del mutuo, nel secondo caso la cifra globale stanziata dallo Stato è di £. 75 miliardi per ciascuno degli anni 88 e 89.

D) CRITERI DA SEGUIRE PER LA REDAZIONE DEL PIANO.

1 - Nella predisposizione del Piano occorre tenere in conto quanto fin qui esposto ai punti B e C, oltre a quanto indicato nei successivi punti.

2 - Il Piano non è una serie di progetti esecutivi, bensì un progetto generale che riguarda indistintamente tutti gli edifici pubblici comprensivo del preventivo di spesa e dei tempi di attuazione.

3 - Contenuti, criteri e procedure:
a) relazione illustrativa generale e sintesi di tutti i parametri fondamentali (numero e tipo delle strutture, quadro dello stato di fatto, programma d'utilizzo delle attuali strutture od eventuali trasformazioni previste o in atto, definizione dei criteri di priorità, ecc.);
b) censimento di tutte le strutture pubbliche (elenco generale con indicazione di tutte le strutture di competenza, con destinazione d'uso e principali attività o funzioni in esse svolte e tipo di utenza);
c) rilevazione delle barriere architettoniche riguardanti le strutture ed i percorsi esterni per raggiungerle (individuazione delle barriere architettoniche sia interne che esterne alla struttura che ne impediscano l'uso totale in forma autonoma per qualsiasi utente);
d) individuazione delle opere necessarie per l'eliminazione delle barriere architettoniche e analisi di fattibilità (valutazione estesa a tutte le strutture ed i percorsi secondo i criteri di cui sopra ed in relazione a vincoli storici, architettonici o tecnici ecc., oltre che in rapporto all'uso);
e) costo sommario delle opere (preventivo sommario completo per ciascuna struttura);
f) forme di finanziamento previste (finanziamento comunale o provinciale, regionale, Cassa DD.PP., ecc.. Entità del finanziamento);
g) scheda sintetica riassuntiva di tutte le strutture (schema generale con uso, descrizione dei tipi di intervento previsti, tempi di adeguamento, costi e finanziamenti previsti, ecc.. La scheda costituisce la base per la definizione del successivo punto h);
h) programmazione degli interventi per lotti (gruppi di strutture), secondo le priorità fissate, e loro suddivisione cronologica per anni finanziari, con costi previsti (analisi tecnico politica di intervento, con motivazione delle scelte e prospettive successive di completamento dei restanti lotti);
i) elaborati grafici di Piano ed eventuale documentazione fotografica (dislocazione sul territorio delle diverse strutture, grado di accessibilità di ciascuna struttura e raggiungibilità);
l) delibera di adozione del Piano definito dagli elaborati di cui sopra (a = i);
m) in seguito alla redazione del Piano, come sopra indicato, ed alla sua adozione da parte del Consiglio esso dovrà essere inviato in copia alla Regione - Assessorato EE.LL. Piazza Castello, 165 TORINO - (unitamente alla delibera di adozione esecutiva) al fine di verificare l'osservanza delle disposizioni contenute nell'art. 32 comma 21 della Legge 41/86. La Regione dovrà eventualmente porre in essere il procedimento di nomina di commissari (così come previsto al comma 22) per le Amministrazioni inadempienti.
n) contemporaneamente le Amministrazioni daranno comunque avvio al programma di adeguamento (in conformità al punto h), predisponendo i progetti esecutivi del 1 ° lotto coi relativi preventivi particolareggiati di spesa e attivandosi per l'eventuale richiesta dei finanziamenti possibili;
o) le strutture già conformi alle disposizioni sulle barriere architettoniche e quelle rese accessibili in seguito alla realizzazione delle opere previste nel Piano e dai successivi progetti esecutivi dovranno essere dotate della segnaletica come previsto dall'art. 2 del D.P.R. 384/78, comprendendo anche i cartelli indicatori necessari per individuare i percorsi di avvicinamento alla struttura accessibile ed interni ad essa.

Nota Bene.
1) Le strutture non gestite direttamente dall'Ente Locale ma di sua proprietà (es. USSL) dovranno essere segnalate presenti sul territorio e gli elaborati di adeguamento relativi dovranno essere allegati in copia al Piano;

2) le strutture non di proprietà dell'Amministrazione ma, presenti sul suo territorio (es. P.P.T.T. ed edifici statali in genere) dovranno essere segnalate affinché possa essere trasmessa agli Enti interessati la comunicazione di provvedere;

3) in entrambi i casi, l'Amministrazione, per la sua parte, dovrà prevedere nel Piano le eventuali opere per la raggiungibilità della struttura (percorsi pedonali esterni, arredo urbano, ecc.);

4) nelle strutture in locazione o comodato all'Amministrazione e adibite ad uso pubblico, sarà opportuna la verifica di idoneità alle norme del D.P.R. 384/18 preliminarmente al rinnovo del relativo contratto. Anche tali strutture dovranno essere segnalate nel Piano;

5) in relazione a quanto sopra indicato la Regione è disponibile ad inviare, alle Amministrazioni che ne facciano richiesta, schede guida per la compilazione del Piano relative alle diverse operazioni citate per la definizione dello stesso Piano;

6) la Regione è altresì disponibile a collaborare con le Amministrazioni locali che ne abbiano necessità, per individuare, attraverso proprie strutture tecniche ed amministrative, le soluzioni di specifici quesiti o particolari problematiche.

Si omettono gli allegati B e C

ALLEGATO A

Elenco esemplificativo di alcune strutture pubbliche che devono essere accessibili:
- asili
- scuole materne
- scuole elementari
- scuole medie inferiori
- scuole medie superiori
- scuole professionali o speciali, istituti, università
- ex scuole (o altro) adibite a diverso uso pubblico
- convitti e simili
- collegi e case per lo studente o per anziani
- palazzo civico
- palazzi monumentale
- centri civici distaccati e servizi decentrati
- uffici PP.TT. e previdenziali, buche delle lettere
- posti telefonici pubblici
- sedi Comunità Montana
- esattorie
- teatri, cinema, auditori, circhi
- circoli per dipendenti pubblici
- centri sociali
- pinacoteche, biblioteche
- sale conferenze e congressi
- bar ristoranti
- alberghi ecc. case per ferie
- colonie per vacanze
- fermate autobus, pensiline, chioschi
- piazzali di manovra mezzi pubblici, autostazioni
- aree verdi attrezzate, parchi urbani, giardini
- percorsi pedonali, marciapiedi ed attraversamenti pedonali
- giochi bimbi
- stazioni ferroviarie ecc.
- magazzini
- mattatoio
- mercato coperto, supermercati, locali commerciali, centri commerciali, fiere campionari ecc.
- mercato ortofrutticolo
- pesi pubblici
- impianti sportivi
- palestre
- Palazzo di Giustizia, Tribunale, Prefettura - stabilimenti di pena
- sede V.V. U.U
- comandi carabinieri e caserme P.S., G.d.F., VV.FF.
- bagni pubblici
- servizi igienici autopulenti
- servizi igiene pubblica
- farmacie
- ambulatori, ospedali, laboratori ecc. (USSL)
- ospizi e case di cura per anziani, cronicari, case protette
- comunità alloggio
- alloggi per disabili di intervento pubblico
- cimiteri
- sedi di enti ed organizzazioni
- oratori ed edifici per il culto ecc.

ecc. (il presente elenco non è esaustivo di tutte le strutture interessate).



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