Circolare Regione Piemonte - 4 agosto 1989

"Schede guida per la compilazione del piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (ex Legge 41-86)."

Assessorato Bilancio - Finanze - Patrimonio - Economato - Enti Locali

Schede guida per la compilazione del piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (ex. L. 41/86)

Le presenti schede fanno riferimento alla circolare protocollo n. 199 del 9/5/89 della Regione Piemonte con l'intendimento di integrarla fornendo una traccia metodologica per la redazione del piano in oggetto.
Esse, unitamente alla predetta circolare, si propongono di agevolare il compito delle Amministrazioni destinatarie del dettato Legislativo (L. 41/86), consentendo altresì alla Regione, sulla base dei piani che le perverranno, di poter procedere con la massima equità e conoscenza di causa, ad ottemperare ai propri obblighi derivanti dalla stessa legge. I suggerimenti e le indicazioni raccolti nelle schede costituiscono una elaborazione specifica delle norme di legge relative ai Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche e quindi sono di fatto una serie di criteri orientativi che le Amministrazioni destinatarie potranno fare propri assumendosene la corrispondente responsabilità.
Le presenti schede integrano e non sostituiscono il testo dalla circolare Regionale citata all'inizio, la quale dovrà perciò essere comunque tenuta presente nella redazione del suddetto Piano.

Scheda n° 1
(riferimento alla circolare paragr. D n° Spunto a-b-i )
Individuazione delle strutture di competenza

a) Individuazione ed elenco di tutti gli edifici pubblici presenti sul territorio comunale.
Parte integrante del piano è costituita dalle opere esterne di competenza Comunale necessarie a garantire la raggiungibilità di tutti gli edifici.
b) Per ogni edificio (struttura) focalizzare la proprietà, ricordando che potranno essere anche presenti:
1. strutture di proprietà comunale gestite da enti territoriali diversi (es. USSL, Provincia, Regione e altri), che dovranno trasmettere al Comune la documentazione relativa agli specifici piani per il superamento delle barriere architettoniche ivi esistenti perché vengano allegati al piano comunale;
2. strutture consortili, che compariranno nel piano del Comune in cui è situato l'edificio stesso;
3. strutture in comproprietà con altri Enti (da specificare) o con privati, per le quali si dovranno prevedere gli interventi relativi alla propria parte, segnalando la situazione della parte restante (es.: negozi, abitazioni private, uffici privati, uffici di proprietà di altri Enti, ecc.);
4. strutture di uso pubblico di proprietà privata, che dovranno essere segnalate nel piano e per le quali la verifica di idoneità alle norme del D.P.R. 384/78 risulta finalizzata alla prosecuzione del contratto di utilizzazione a fini pubblici;
5. strutture di proprietà pubblica non del Comune presenti sul territorio, che dovranno essere segnalate nel piano comunale.
c) Tutti gli edifici, come sopra individuati e segnalati, dovranno essere evidenziati su una planimetria generale.
d) Questi dati dovranno essere riportati nelle schede B e C, col. 1, allegate alla circolare.

Regione piemonte - Scheda n° 2
Assessorato Bilancio - Finanze - Patrimonio - Economato -Enti Locali
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto a-b )

Dati base di ogni singola struttura

Per ciascuna struttura di competenza comunale dovranno essere individuate le caratteristiche fondamentali di utilizzazione, come:
1. consistenza;
2. tipi di attività svolte;
3. locali aperti al pubblico o utilizzati dal solo personale;
4. numero e tipo di utenti per servizio (bambini, anziani, ecc.);
5. numero di dipendenti;
6. eventuale programma di utilizzo diverso dall'attuale;
7. eventuali variazioni edilizie in corso o previste, che possano ridurre l'accessibilità alla struttura.
8. ulteriori indicazioni tendenti ad evidenziare lo stato di fatto ed il grado di utilizzazione della struttura.

Scheda n° 3
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto c)

Rilevazione delle barriere architettoniche

Nel rilevare le barriere architettoniche esistenti occorrerà tener conto dell'uso che viene fatto dalla struttura, quindi del tipo d'utenza prevalente (disabili, bambini, anziani, malati, ecc); della frequenza d'uso da parte del pubblico; del tipo d'attività svolta dal pubblico in funzione del servizio di cui intende fruire; del tipo di lavoro prestato dai dipendenti e loro numero*.
Infatti, ad esempio, nell'esaminare una scuola materna, la tipologia dei servizi igienici ad uso dei bambini può non richiedere una rigida applicazione dell'articolo 14 del D.P.R. 384/78, riguardante i servizi per disabili, sempre che sia previsto ll'interno della struttura almeno un servizio a norma per gli adulti.
Fermo restando il fatto che la normativa tecnica di riferimento per le verifiche di accessibilità è oggi costituita essenzialmente dal citato D.P.R. 384/78, la rilevazione in sito delle barriere dovrà tendere a valutare:
a) La RAGGIUNGIBILITA' della struttura dall'esterno, con la conseguente dotazione di parcheggi e percorsi pedonali adeguati, nell'immediato perimetro della struttura. In particolare l'adeguatezza dei percorsi pedonali dovrà essere garantita tenendo conto anche di oggetti presenti su di essi quali ad es.: elementi di arredo urbano come cestini per rifiuti, paline per cartelli di segnalazione, panchine, dissuasori di transito, ecc.; impianti come semafori, pali della luce, ecc.; od anche passi carrabili a livelli differenti ed ogni altra possibile limitazione di percorribilità come presenza di tende parasole di esercizi commerciali troppo basse o sporgenti sul percorso pedonale, zerbini o pavimentazione sdrucciolevole, griglie a pavimento a maglie larghe, ecc..
E' da non trascurare la necessità di adeguata segnaletica per l'individuazione della struttura e dei percorsi accessibili.
b) L'ACCESSIBILITA', da parte del pubblico, dei percorsi, sia verticali che orizzontali della struttura, per la fruizione di tutti i servizi.
In sostanza occorre valutare che sia garantito il passaggio tra spazi esterni e l'interno della struttura, valutando l'idoneità di:
1. sistemi per il superamento di eventuali dislivelli (scalini, rampe o altro);
2. porte o altri sistemi di chiusura;
3. apparecchi di segnalazione o comunicazione interno/esterno (campanelli, citofoni, ecc.);
4. pavimentazioni ed elementi sussidiari quali pensiline, parapetti, zerbini, ecc.
5. lunghezza dei percorsi obbligati verso i servizi.
6. ecc.
Si dovrà poi verificare che dalla zona d'ingresso della struttura si possano raggiungere tutti i servizi aperti al pubblico attraverso percorsi senza soluzione di continuità (dimensioni del percorso orizzontale in rapporto al suo sviluppo planimetrico; forma e dimensione della piattaforma di distribuzione; pavimentazione; dislivelli; ampiezza, posizione ed apertura delle porte; presenza di arredi o strettoie; collegamenti tra i diversi livelli tramite scale, ascensori o altri sistemi verticali; presenza di corrimano, parapetti, ecc.).
Adeguata segnaletica ed illuminazione devono consentire la percezione del percorso e dell'ubicazione dei servizi. Un impianto telefonico pubblico accessibile dovrebbe essere sempre presente a servizio delle struttura.
c) La FRUIBILITA' da parte del pubblico di ogni singolo servizio. Una volta verificata la raggiungibilità di ogni singolo servizio si dovrà rilevare il grado di accessibilità al suo interno e la fruibilità in rapporto all'uso come già indicato precedentemente. (Ad esempio in un ufficio anagrafico comunale si dovrà verificare la dimensione e la conformazione del bancone e degli sportelli; la presenza e posizione di eventuali transenne; la disponibilità, la dimensione e la conformazione dello spazio per l'attesa; la presenza di sedili; la presenza di cartelli segnalatori ed esplicativi, ecc.).
d) La RAGGIUNGIBILITA', l'ACCESSIBILITA' la FRUIBILITA' dei servizi igienici per il pubblico. Ciò significa che il servizio igienico accessibile, oltreché esistere dovràn essere segnalato con cartelli indicatori di percorso (comprensibili ed individuabili), dovrà essere posto a distanza ragionevole, considerando che i fruitori possono essere incontinenti e/o avere limiti fisici nel compiere lunghi percorsi (esempio: anziani, deambulanti con stampelle, ecc.).
e) L'ACCESSIBILITA' ai luoghi di lavoro, da parte del personale, nonché a tutti i servizi collegati a tale attività (servizi igienici accessibili, mense, spogliatoi, ecc.).
Per i luoghi di lavoro si procederà in analogia con quanto indicato per gli spazi aperti al pubblico, con i debiti adattamenti dovuti al differente uso dello spazio di pertinenza.
f) L'UTILIZZABILITA' della struttura nella sua globalità con l'insieme delle sue funzioni essenziali, rispetto agli orari praticati e quindi eventuali limitazioni all'accessibilità da questi derivanti (esempio: quando il servizio igienico accessibile o l'ascensore sono raggiungibili passando attraverso locali che rimangono chiusi in certe ore del giorno).
La rilevazione delle barriere potrà avvenire per il tramite di apposite schede di sopralluogo, con possibili riferimenti ad una cartografia in scala adeguata, la quale consenta una rapida visualizzazione d'insieme della situazione di accessibilità della struttura.
Tale graficizzazione può essere attuata in modo schematico, proponendosi lo scopo di agevolare le successive fasi di valutazione e programmazione degli interventi.
Dalle risultanze di questa operazione sarà possibile valutare per ogni struttura la sua conformità o meno alle norme, riportando il relativo dato sull'apposito ELENCO "B" (allegato al la circolare regionale citata) a completamento dello stesso oltre che nella colonna 2 della scheda "C", anch'essa allegata alla circolare.

Scheda n° 4
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto a-d-e)

Individuazione delle opere necessarie e relativa valutazione economica

a) Il superamento delle barriere rilevate nella fase precedente dovrà essere ottenuto con opere tendenti a riattivare la funzione impedita e quindi considerando in taluni casi le singole barriere riunite in gruppo che impediscono una determinata funzione. In questi casi non è detto che il superamento delle barriere esistenti corrisponda sempre con l'eliminazione di ciascuna di esse, ma può consistere in un altro intervento che riattivi la funzione globalmente impedita. Ad esempio: se abbiamo rilevato la presenza di una porta stretta, preceduta da gradini, che conduca ad un pianerottolo con misure al di sotto della norma, dal quale parta un vano che conduce ad un servizio posto ad un altro livello e che questo vano scala a sua volta non consenta l'installazione di un ascensore, non necessariamente la soluzione dovrà essere una complicata realizzazione di rampa, ampliamento del vano porta e del pianerottolo, installazione di montascale, ecc. ma potrà essere (se vantaggioso economicamente e funzionalmente) quella di collocare, anche in altro luogo opportuno, un ascensore idoneo che consenta lo stesso collegamento tra i diversi livelli.
b) Gli elementi costituenti barriera architettonica (singoli o in gruppi) potranno essere elencati in forma gerarchica, in ordine di importanza rispetto all'impedimento che creano e quindi in rapporto con l'uso dei vari servizi.
c) L'individuazione dei sistemi ovvero delle singole opere necessarie al superamento delle barriere prima elencate dovrà considerare tutti i vincoli esistenti (strutturali, storici, impiantistici, di sicurezza, ecc.) che dovranno concorrere alla determinazione delle priorità nonché delle modalità di intervento.
Ciò significa che il prendere in esame i vincoli non vuol dire rinunciare alla messa a norma, bensì scegliere le soluzioni più corrette e quantificare i costi per raggiungere comunque l'obiettivo dell'accessibilità, nel senso del dettato del D.P.R. 384/78 art. 1, comma 4: "Agli edifici già esistenti dovranno essere apportate le possibili e conformi varianti".
d) Obiettivi minimi da perseguire potranno essere i seguenti:
1. tutte le strutture aperte al pubblico devono essere accessibili;
2. deve risultare accessibile la parte di struttura aperta al pubblico, ma anche quel la in cui opera il personale (in rapporto alla possibilità che vi siano lavoratori disabili);
3. di minima dovrà essere garantito accessibile:
a) almeno un percorso per la raggiungibilità** esterna (percorsi pedonali e loro pavimentazione) di un ingresso (vedi b) collegato con attraversamento pedonale e parcheggio accessibili;
b) almeno un ingresso esterno da cui si raggiunga** (con c/d) qualsiasi ambiente interno;
c) almeno un percorso verticale servoassistito purché raggiungibile** da tutti e in tutte le ore necessarie dal quale siano raggiungibili tutti i percorsi (d), oltre a migliorie alle scale esistenti;
d) percorsi interni (compresa pavimentazione e al netto di arredi) che colleghino tutti gli ambienti;
e) ampiezza delle porte;
f) almeno un wc per struttura, purché raggiungibile** da tutti e in tutte le ore necessarie;
g) illuminazione interna ed esterna;
h) segnaletica precisa e individuabile;
i) almeno un telefono utilizzabile dal pubblico;
l) spazi aperti (esterni): percorsi privilegiati e attrezzati in rapporto all'uso;
m) ufficio o spazio o quadro espositivo o citofono .... per informazioni al pubblico.
e) Le opere che vengono così a rendersi necessarie dovranno, in questa fase, essere il più possibile standardizzate, dando a ciascuna una valutazione economica attendibile, seppure di massima, in modo da rendere agevole una quantificazione rapida sul complesso dei lavori.
Dagli elenchi delle opere con relativi costi così predisposte per ogni struttura, potranno essere ricavati i valori totali per tutte le strutture.

Scheda n° 5
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto d.)

Valutazione di opportunità o alternative all'intervento

Conosciuti gli oneri relativi alle trasformazioni necessarie per ogni struttura si dovrà valutare l'opportunità o meno di realizzare le opere relative, qualora sussistano soluzioni alternative più favorevoli nel bilancio costi-benefici come, ad esempio, il trasferimento in altra sede idonea degli stessi servizi.
Il seguito alle scelte operate nella fase ora descritta si potrà indicare nell'apposita scheda C col. 3 (allegata alla circolare) il costo previsto per ciascuna struttura da adeguare.

Scheda n° 6
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto f-g-h)

Ccriteri di priorità e lotti di intervento

L'elenco generale delle strutture con i parametri di costo preventivati o con le alternative individuate come sopra costituirà la parte sostanziale del piano.
Individuato il costo totale necessario per la messa a norma di tutte le strutture di competenza, l'Amministrazione dovrà valutare la possibilità di effettuare tutti gli interventi contemporaneamente (con propri fondi e/o attraverso opportuni finanziamenti) o la necessità di suddividere gli stessi interventi in lotti temporalmente scaglionati.
In tal caso bisognerà stabilire le tempistiche per la realizzazione delle opere di adeguamento secondo criteri di priorità che potranno essere:
1. strutture che forniscono servizi a livello intercomunale;
2. strutture che forniscono in maniera integrata più servizi;
3. strutture che forniscono servizi di particolare utilità a persone anziane e/o disabili;
4. strutture che coinvolgono la partecipazione diretta di tutti i cittadini;
Successivamente a tale classificazione si dovrà tener conto anche delle seguenti ulteriori variabili:
1. caratteristiche distintive del Comune (attività prevalentemente agricola, industriale, turistica, commerciale ecc.) che comporteranno diverse scelte di priorità;
2. lavori in corso o previsioni d'intervento di altra natura su alcuni edifici;
3. previsioni di trasferimento in altra sede e a breve termine dei servizi attualmente prestati in determinate strutture;
4. complessità dell'intervento da praticare.
Al termine di questa fase sarà possibile determinare gli eventuali lotti nei quali sarà suddiviso l'adeguamento di tutte le strutture.
(inserire il dato in scheda "C" colonna 4 allegata alla circolare).

Scheda n° 7
(riferimento alla circolare paragrafo D - n° 3 punto a-g-l)

Riassunto elaborati di piano - Relazione e adozione

Al termine del lavoro svoltosi dovrà redigere la relazione generale illustrativa che conterrà oltre alla descrizione dello stato di fatto, tutti gli elementi utilizzati nel pervenire alle scelte operative finali, collegati tra loro, fornendo le adeguate giustificazioni delle stesse scelte operate dall'Amministrazione, seguendo la traccia fornita dalle presenti schede guida.
Il piano, oltre alla predetta relazione generale, conterrà i seguenti dati:
1. Elenco di tutte le strutture con indicazione della proprietà dell'Ente gestore e conformità o meno alle norme (scheda all. B della circolare);
2. planimetria generale con l'individuazione di tutte le strutture;
3. descrizione per tutte le singole strutture delle opere necessarie all'adeguamento, con relativi costi di massima;
4. quadro sintetico generale degli interventi programmati (scheda allegato C della circolare);
5. forme di finanziamento previste per l'attuazione.
Il piano così congegnato dovrà essere adottato con delibera dalla pubblica Amministrazione e inviato in copia alla Regione, con copia della delibera.
Per ogni ulteriore chiarimento, gli interessati possono rivolgersi al Servizio Enti locali che potrà avvalersi della collaborazione degli Architetti Maria Teresa PONZIO ed Elio STUARDI, con il cui contributo sono state realizzate le schede guida.

* L'utenza può essere sempre la stessa ogni giorno, di tipo omogeneo e di numero pressoché costante (es.: scuole) e l'attività svolta richiedere una prolungata interazione con tutto l'ambiente della struttura stessa (uso diffuso della struttura); oppure può essere una utenza a carattere eterogeneo, sempre diversa, in quantità variabile e orientata in punti particolari della struttura (es.: uffici e sportelli anagrafici o altri servizi comunali).

** NB: per il concetto di "raggiungibilità" vedi scheda 3/D.

Torino, li 4 agosto 1989



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