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Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 10 aprile 1986
"Approvazione del Piano generale dei trasporti ai sensi della legge 15 giugno 1984, n. 245". "pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15-5-1986" (Stralcio)
59. - Accesso alla mobilità per individui con ridotte capacità motorie. - Gli individui con ridotte capacità motorie, come detto all'inizio, trovano, nell'attuale sistema di trasporto, un momento di esasperazione della loro emarginazione. In molti casi specifiche normative finalizzate alla "eliminazione delle barriere architettoniche" rimangono inattuate o attuate solo in alcune aree in alcuni comparti rimanendo sempre nell'ottica della eccezionalità, sconoscendo invece che il tema affrontato in tale ottica non garantirà mai un vero servizio. D'altra parte è opportuno ricordare che il tema in esame coinvolge una pluralità di utenti: la fascia degli anziani e dei bambini. Primo tema è quello legato al trasporto individuale; il che significa rivedere la normativa tecnica e soprattutto rivedere i requisiti psico-fisici e attitudinali per il conseguimento della patente di guida (tale azione è già in corso con la presentazione del disegno di legge sulla Patente Europea). (*) Secondo tema è quello legato alla necessità di effettuare controlli sull'applicazione delle normative legate all'abbattimento delle barriere architettoniche; prevedendo un continuo adeguamento dei principi normativi in relazione alla rilevante dinamica presente nelle tecniche della mobilità. Terzo tema è quello legato alla mobilità collettiva; l'approccio a tale tema per rientrare nel campo della concretezza e della funzionalità, non può essere approfondito solo, come attualmente si ipotizza, attraverso soluzioni che riservano spazi pur attrezzati su mezzi di trasporto in servizio pubblico. Tale ipotesi infatti trova facile soluzione nel trasporto ferroviario e metropolitano (convogli di grande capacità) ma rilevanti disservizi se applicata nei mezzi di trasporto pubblico su strada. Pertanto bisogna affrontare il problema misurando le reali necessità di trasporto degli handicappati e configurando i servizi in modo da rispondere ad una domanda oggi non ancora definita in modo organico. Quarto tema è quello di indirizzare la progettazione del mezzo pubblico di trasporto verso una maggiore considerazione delle necessità dell'interesse in termini soprattutto di accessibilità e di conforto; ricordando che l'utenza si va sempre più evolvendo verso classi di età più alte.
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