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GLI INTERVENTI SOCIOSANITARI

Nell'ambito degli interventi rivolti a persone con disabilità rivestono particolare importanza gli interventi sociosanitari così definiti perché caratterizzati dall'integrazione di risorse sanitarie e sociali e quindi non attribuibili ad un ambito di competenze esclusivamente sanitarie o ad un ambito di competenze esclusivamente sociali, ma ad un ambito “integrato” cosiddetto “sociosanitario”.

Il concetto di integrazione sociosanitaria per gli interventi rivolti a persone disabili trova la sua origine nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 agosto 1985 che individuava le prestazioni per le quali era prevista una quota a carico del servizio sanitario nazionale.
Con tale decreto si introduce la prassi di attribuire a carico del fondo sanitario nazionale e quindi a carico delle Aziende Sanitarie Locali, allora ancora USSL (Unità Socio Sanitarie Locali) o USL (Unità Sanitarie Locali), una quota delle rette pagate dagli enti gestori dei servizi socioassistenziali per l'inserimento di persone disabili o anziane in presidi residenziali o semiresidenziali.

Dall'applicazione delle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1985 è derivata la ripartizione delle rette delle strutture residenziali e diurne in due quote: una, sanitaria, a carico del Fondo Sanitario Nazionale (FSN); l'altra, socioassistenziale, a carico del Comune o dell'ente gestore che a sua volta può rivalersi sull'interessato.

A livello regionale con successivi atti si è dato applicazione alle norme relative all'integrazione sociosanitaria ed alla legge 104/92 e si delinea il quadro normativo di riferimento per l'attuazione di una presa in carico integrata, sanità e assistenza, delle persone con disabilità attualmente ancora in vigore.

In particolare:

Successivamente, con la riforma del servizio sanitario nazionale l'area dell'integrazione sociosanitaria è stata ulteriormente definita indicando quali “prestazioni sociosanitarie” tutte quelle attività atte a soddisfare, mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione.
Tale definizione ribadisce la divisione delle competenze da una parte in capo agli enti gestori delle prestazioni socioassistenziali e dall'altra in capo alle Aziende sanitarie con la conseguenza di mantenere anche la ripartizione delle spese che sarà poi meglio specificata attraverso appositi atti normativi.

Le tipologie di prestazioni riconducibili all'area dell'integrazione sociosanitaria sono le seguenti:

Le prestazioni sociosanitarie devono ulteriormente essere distinte in base all'intensità assistenziale di cui necessita la persona in una determinata fase del suo progetto di cura.

In particolare sono individuate tre distinti livelli di intensità assistenziali:

  1. fase intensiva, caratterizzata da un impegno riabilitativo specialistico di tipo diagnostico e terapeutico, di elevata complessità e di durata breve e definita, con modalità operative residenziali, semiresidenziali, ambulatoriali e domiciliari;

  2. fase estensiva, caratterizzata da una minore intensità terapeutica, tale comunque da richiedere una presa in carico specifica, a fronte di un programma assistenziale di medio o prolungato periodo definito;

  3. fase di lungoassistenza, finalizzata a mantenere l'autonomia funzionale possibile e a rallentare il suo deterioramento, nonché a favorire la partecipazione alla vita sociale, anche attraverso percorsi educativi.

Ciascuna fase individua un periodo, più o meno lungo, durante il quale le prestazioni di cura hanno una valenza più o meno sanitaria: le prestazioni erogate durante le fasi intensiva ed estensiva sono prevalentemente di competenza sanitaria, mentre la competenza sociale è maggiore durante la fase di lungoassistenza.

In attuazione di quanto previsto dai decreti legislativi 502/92 e 229/99, il 14 febbraio 2001 è stato emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie”) nel quale vengono individuate le tipologie di prestazione da ricondurre alle voci di cui ai punti precedenti e specificate le competenze e la ripartizione degli oneri tra gli enti gestori delle attività socioassistenziali e tra le Aziende Sanitarie Locali per ciascuna prestazione sociosanitaria.
Le prestazioni sociosanitarie a elevata integrazione sanitaria sono incluse nei livelli essenziali di assistenza sanitaria nella parte relativa all'integrazione.
L'inserimento tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria non comporta necessariamente che le prestazioni sociosanitarie siano completamente a carico delle Aziende Sanitarie Locali, ma solo l'individuazione delle competenze sanitarie, anche per gli aspetti relativi alla spesa, relativa alle prestazioni sociosanitarie e la ripartizione di tale spesa con gli enti gestori dei servizi socioassistenziali.

RIFERIMENTI NORMATIVI:

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