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"...e' non fu mai uomo, né cristiano né saracino
né tartero né pagano, che mai cercasse nel mondo
quanto fece messer Marco..."
(Marco Polo, "Il Milione")
La partecipazione dell'Arci
Nuova Associazione alla settimana della cultura in Bosnia ha
una duplice valenza. Consente alla nostra politica regionale
di esprimere due fra le sue vocazioni più autentiche:
l'impegno democratico e il sentimento di solidarietà
internazionale.
In
campo culturale questo nostro impegno si traduce nella costante
promozione di un sapere diffuso e partecipato. Si tratta di
valori nient'affatto scontati, poiché, nonostante i vasti
processi di democratizzazione, la scena culturale è tuttora
dominata da pregiudizi e parzialità. Quasi sempre infatti
l'immagine culturale del nostro Paese viene presentata nelle
sue forme "alte", obbedendo in ciò ad una logica
anacronisticamente dualistica e aristocratica.
Questo
ufficialmente, anche se questa ufficialità istituzionale
è sempre meno tetragona. Sono infatti i giovani dalla
creatività "normale", non piegata alle ragioni
del mercato, né al narcisismo d'artista che, sempre più
numerosi e in forme autorganizzate, introducono una nuova idea
di arte, un interpretazione attiva della cultura, un modello
di vita e di società rigenerato dal protagonismo.
E la
grande novità rappresentata da questo crescente fenomeno
è la trasnazionalità del suo progetto. Il carattere
internazionale delle relazioni e dei rapporti, non passa più
attraverso un solidarismo generico, episodico, bensì
diretto, fisico, una comunione di lavoro.
E l'appuntamento
in Bosnia, a Banja Luka, è per noi un'importante occasione
di consolidamento di questa duplice prospettiva.
Ma
Banja Luka contiene un significato addizionale: una suggestione,
una vaga trama da cui pare traspaia un disegno... Come se nel
nostro fare odierno riecheggiasse un motivo vichiano: un ripetersi
della storia, o per dire meglio, un ripresentarsi delle storie.
C'è
stata Cuba, sulla rotta di Colombo, e oggi la Bosnia invitati
dall'associazione Marco Polo. I sentieri della storia pare tornino
a riproporsi, a intrecciarsi, meravigliosamente anarchici nell'indifferenza
per l'ordine cronologico, per il rispetto filologico dei fatti.
Una caduta nel passato che tuttavia non coincide con il regresso
inselvatichito del pessimismo vichiano. E' un ritrovarsi piuttosto
nella condizione di chi simbolicamente può riscrivere
percorsi già fatti, con la libera visionarietà
dell'arte. Una carovana di artisti sulle orme di Marco Polo:
come un ago prudente nella seta... ricamante.
L'Arci
a volte suggestivamente si declina così.
Il
Presidente Regionale del Piemonte: Giuseppe Gallicchio
Il coordinatore area cultura Piemonte: Ivano Buffa
Il Presidente Arci Milano: Flavio Mongelli
Il responsabile cultura Arci Milano: Geppino Materazzi
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