LE PROBLEMATICHE DEL TESTO UNICO

Verbale della riunione
tra direttori, direttori amministrativi
e coordinatori amministrativi di Conservatorio
del 28 ottobre 1994.


L'anno millenovecentonovantaquattro, il giorno 28 del mese di ottobre, alle ore 10.30, si sono riuniti, nei locali del Conservatorio di Musica "A. Boito" di Parma, i rappresentanti dei Conservatori di musica di ADRIA, BOLOGNA, BRESCIA, CASTELFRANCO VENETO, GENOVA, LA SPEZIA, MANTOVA, PARMA, PESARO, PLACENZA, ROVIGO, UDINE, VENEZIA, VICENZA per discutere delle problematiche connesse all'interpretazione del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, Decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, e adottare un comportamento il più uniforme possibile in sede di applicazione dello stesso.
La discussione ha avuto ad oggetto l'esame dei seguenti punti problematici:

Art. 676 Quali sono le disposizioni che non vengono abrogate dal Testo Unico in quanto non contrarie o incompatibili con lo stesso.

Si tratta di un problema generale, la cui risoluzione non può prescindere dall'analisi delle singole fattispecie. In mancanza di una norma conclusiva che indichi esplicitamente tutte le norme da ritenersi abrogate a seguito dell'entrata in vigore del Testo unico il quale ha natura innovativa e non meramente compilativa, in base a quanto previsto dall'art. 1 della legge 26 aprile 1993, n.. 126 l'articolo in questione complica notevolmente l'opera dell'interprete.
Teoricamente, tutte le disposizioni non incompatibili e contrarie con quelle contenute nel Testo unico si dovrebbero ancora applicare. Tuttavia, se alcune norme sono palesemente e direttamente in contrasto o incompatibili con quanto previsto dal Decreto legislativo n.297/1994, molte altre sono solo indirettamente in contrasto con esso o ancora, dovrebbero applicarsi fino a quando non vengano emanati i numerosi regolamenti di attuazione cui lo stesso Testo unico fa riferimento.
Con regolamento dovranno essere, infatti, stabiliti:
i requisiti necessari per l'ammissione (art. 239, 3o comma);
l'insegnamento (art.240, 1o. comma);
la normalizzazione dell'intonazione di base degli strumenti musicali (art. 247, 6o e 7o comma);
i periodi di tempo che devono intercorrere fra gli esami (art. 250, 2o comma);
gli orari e i programmi di insegnamento e di esame (art. 251);
le istruzioni necessarie per la formazione del bilancio preventivo, del conto consuntivo e dei relativi adempimenti contabili, nonché il riscontro della gestione finanziaria, amministrativa e patrimoniale ed il controllo dei costi (art. 255, 4o comma).
Nel tentare una soluzione di alcuni problemi interpretativi che presentano carattere di massima urgenza, i rappresentanti dei Conservatori qui intervenuti chiedono, pertanto al Ministro della pubblica istruzione di voler provvedere, con la massima urgenza, alla redazione ed emanazione di tali regolamenti.

Art. l74, 2o comma Se è ancora applicabile il Decreto che determinava la separazione delle Scuole Medie annesse dai Conservatori e imponeva la doppia iscrizione degli allievi in Conservatorio e nella Scuo1a Media o, viceversa, se si è tornati al vecchio sistema di integrazione del programma della Scuola Media con i programmi del Conservatorio.
Se, in tale ultimo caso, è obbligatoria la presenza dei docenti di Conservatorio negli scrutini e negli esami di licenza media.

Si ritiene che il disposto degli artt. 174, 2o comma, e 239, 5o comma, del Testo Unico), secondo cui funzionano presso i Conservatori di musica delle scuole medie annesse ai fini dell'assolvimento dell'obbligo scolastico, non innovi nulla e non si ponga in contrasto con il contenuto del Decreto ministeriale 13 maggio l992 che ha disposto l'assorbimento dell'insegnamento di Educazione musicale nelle scuole e nelle materie complementari obbligatorie del conservatorio ed ha operato una netta separazione tra quest'ultimo e la Scuola Media
I docenti di Conservatorio non dovranno pertanto partecipare agli scrutini e agli esami di licenza media.
Il collegamento tra Conservatorio e scuola media rileva esclusivamente per ciò che concerne il pagamento delle tasse scolastiche.
Sono infatti esonerati dal pagamento delle stesse, ai sensi dell'art. 253, 1o comma, gli studenti del Conservatorio che frequentino la scuola media annessa.
Al riguardo, si rileva che il riferimento, per l'importo delle tasse, alla legge finanziaria 1986 è del tutto errato.
Si decide pertanto di richiedere una rettifica dell'art. 253, 2o comma, nella parte in cui non ne prende in considerazione gli importi aggiornati (si veda l'art. 4 del D.P.C.M. 18 maggio 1990, pubblicato in G.U. n. 1 18 del 23 n1aggio 1990).

Art. 50 Consiglio d'istituto Se sia ancora esistente nei Conservatori tale Consiglio, considerato che l'articolo in questione esclude l'applicazione delle norme sugli organi collegiali della scuola proprio ai Conservatori di musica, con 1e uniche eccezioni costituite dal Comitato di valutazione, dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione e, nell'ambito di quest'ultimo, dei Consigli di disciplina e per il contenzioso.
Nel Capo IV del Titolo VI relativo all'Istruzione artistica non si cita, infatti, in alcun modo, il Consiglio d istituto.

In argomento, si ritiene che la nuova normativa non imponga più l'esistenza di un Consiglio di istituto all'interno dei Conservatori e delle Accademie.
Che non si tratti di una mera dimenticanza da parte del legislatore si ricava, infatti, non soltanto dall'art.50 (che ripete la formulazione dell'art.40 del D.P.R. 31 maggio 1974, n.417), ma anche da una serie di altre norme del Testo unico che attribuiscono ad altri organi le competenze già spettanti al Consiglio di istituto. Si pensi, a tale riguardo, al secondo comma dell'art. 242 che riconosce al Collegio dei docenti quella funzione di assistenza del direttore che già spettava, in applicazione della disciplina previgente, al Consiglio di istituto.
Nessuno dei Conservatori presenti procederà, pertanto, all'elezione dei membri del predetto organo collegiale.
Ciò non esclude che, in alcuni Istituti, il direttore possa decidere di circondarsi di collaboratori da lui stesso discrezionalmente nominati (e allo stesso modo da lui revocabili), i quali lo assistano nell'espletamento dei suoi compiti, eventualmente riunendosi anche in forma collegiale.

Art. 239, 4o comma É attualmente diritto dell'allievo ripetere non più di una volta ogni anno di corso? Sembra. infatti, definitivamente superata la disposizione che consentiva tale ripetizione soltanto per una volta nell'ambito dei periodi di compimento inferiore e medio.

Si ritiene inequivocabile il contenuto della disposizione in esame e si concorda, pertanto, di consentire la ripetizione per una sola volta di ogni anno di corso, sia esso principale o complementare.
Si ricorda in particolare, che il possibile, aberrante effetto di una simile interpretazione, vale a dire il consentire che per l'ottenimento di un qualsiasi diploma di strumento un allievo possa studiare in Conservatorio un numero di anni che è doppio rispetto a quello normalmente previsto, può essere agevolmente evitato attraverso un corretto esercizio del potere di valutazione riconosciuto ai docenti in sede di esame.

Art. 240, 2o comma Che fine fanno tutte le scuole di strumento avviate presso i Conservatori dopo l'entrata vigore del R.D. n. l945/1930? All'elenco ufficiale contenuto in tale articolo viene infatti aggiunta soltanto la scuo1a di chitarra e non quelle di. Canto (ramo didattico), Direzione d'orchestra, Clavicembalo, Composizione polifonica vocale, Musica corale e direzione di coro, Strumentazione per banda, Strumenti a percussione, Fisarmonica, Sassofono, Basso tuba, Jazz, Liuto, Flauto dolce, Musica vocale da camera, Mandolino, Musica elettronica, Prepolifonia, Viola da gamba, Didattica.

I rappresentanti dei Conservatori presenti ritengono che il legislatore non abbia in realtà voluto eliminare o, comunque degradare a corsi straordinari, insegnamenti che sono ormai in funzione da decenni e che trovano largo consenso in tutto il territorio nazionale.
Si ritiene pertanto un'evidente dimenticanza la mancata previsione di tali scuole nell'articolo in esame, di cui tutti i Conservatori presenti si impegnano a richiedere al più presto una rettifica.

Art. 241, 4o, 5o e 6o comma Si dispone in tale articolo che il direttore è assunto per pubblico concorso per titoli ed esami e che ove i posti di direttore non sono coperti dai titolari essi possono essere affidati dal dirigente preposto all'istruzione artistica per incarico temporaneo ad uno dei docenti del Conservatorio.
Ci si chiede al riguardo se i direttori incaricati che non sono di ruolo presso il Conservatorio dove svolgono il loro incarico temporaneo saranno rimossi e se è stata abrogata l'ordinanza che prevede l'eleggibilità dei direttori.
Se è vero che l'interpretazione delle disposizioni in esame tocca decisioni di competenza del Ministero della pubblica istruzione, bisogna tuttavia sottolineare come in alcuni dei Conservatori qui rappresentati potrebbe in futuro trovare applicazione l'Ordinanza Ministeriale n.211 del 30 giugno 1993, che prevede il conferimento dell'incarico di direzione su designazione elettiva. Ci si chiede, in particolare, se le disposizioni di tale ordinanza e della relativa circolare applicativa n.242 del 4 agosto 1994, non siano in contrasto con il Testo unico, lì dove prevede che il direttore sia assunto per pubblico concorso e, soltanto, nel caso in cui non siano coperti tutti i posti di direttore, per incarico temporaneo, ad uno dei docenti del Conservatorio.
Si potrebbe sostenere, a riguardo, che l'ordinanza in esame sia stata abrogata dal Testo unico o, invece, ritenere che la
designazione elettiva prevista dalla stessa rappresenti una delle forme con le quali il dirigente preposto all'istruzione artistica può consentire si proceda all'assegnazione di un incarico. temporaneo, facendo leva sull'argomento che i risultati dell'elezione devono essere comunque recepiti in un procedimento formale del Ministro.
Sebbene tale ultima interpretazione non sia condivisa dalla maggioranza dei presenti (basti pensare che l'Ordinanza in esame non contiene nessun riferimento all'eventualità di un concorso pubblico, ma sembra contenere l'unica disciplina applicabile in caso di vacanza del posto di direttore o ancora, al fatto che l'Ordinanza conferisce la competenza per l'emissione del provvedimento di nomina al Ministro e non al dirigente preposto all'istruzione artistica) si decide di rinviare la risoluzione del problema al momento in cui sarà necessario procedere in ogni singolo Conservatorio alla nomina di un nuovo direttore.
Si suggerisce l'applicazione, in tal caso, dell'art. 17,1o e 2o comma, del D.P.R. 10 gennaio 1957, n.3, contenente la disciplina del c.d. diritto di rimostranza.

Art. 242 Collegio dei docenti Se compongano tale collegio gli accompagnatori al pianoforte e, nei Conservatori presso i quali è attivato un quinquennio sperimentale, i docenti di materie culturali.
Se, accanto ad Collegio dei docenti "generale", vi siano più collegi distinti in base alla scuola di appartenenza dei docenti.

Si ritiene, a riguardo della composizione del Collegio dei docenti, che vi facciano sicuramente parte, nei Conservatori presso i quali è attivato un quinquennio sperimentale, i docenti di materie culturali. Il quinquennio sperimentale non è, infatti. qualcosa di separato rispetto al Conservatoria ma è lo stesso Conservatorio che si fa anche liceo, per evitare odiose situazioni di biscolarità. I docenti di materie culturali comandati presso tali quinquenni sono, dunque, a pieno titolo, docenti di Conservatorio e, come tali hanno il diritto e il dovere di partecipare alle attività del Collegio dei docenti di quest'ultimo.
Per ciò che concerne, invece, gli accompagnatori al pianoforte, l'art. 248. del Testo unico, utilizzando a loro riguardo la dizione "posto; piuttosto dl quella "cattedra" utilizzata per i docenti di Conservatorio e ribadendo che essi "coadiuvano" i docenti di canto e dunque, non esplicano un'autonoma funzione docente, essendo sottoposti, tra l'altro, alle direttive di questi ultimi e del direttore, sembra escluderli dal novero dei docenti di Conservatorio.
Si decide, pertanto, di non ammetterli, almeno per il momento, alle riunioni del Collegio, chiedendo, tuttavia, nel contempo, istruzioni al Ministero per ciò che concerne il comportamento da tenersi nel prossimo futuro.
Si ritiene, poi, che, nonostante il decreto ministeriale 24 settembre 1994, relativo alle nuove scuole di didattica della musica, musica elettronica, jazz, prepolifonia, musica vocale da camera e flauto dolce, sembri fare riferimento, all'art. 1, lett. a), punto 4, all'esistenza di più collegi distinti per scuola di appartenenza dei docenti, il Collegio dei docenti sia unico.
A tale unico collegio spetterà, pertanto, ai sensi del 2 comma dell'art. 249. Ia valutazione dell'idoneità degli studenti stranieri.
Si invita. pertanto, il Ministero della pubblica istruzione a voler adeguare, in parte qua, il contenuto del decreto sopra citato alle previsioni del Testo unico.

Art. 252 Esami Se possano essere ancora ammessi candidati esterni agli esami di diploma e di licenza che si svolgono nei Conservatori di musica.
Se la presenza di un commissario esterno sia obbligatoria per tutti i tipi di esame previsti nel 1o comma dell'art. 252 o soltanto per gli esami di diploma.
Secondo quali programmi devono essere sostenuti gli esami di promozione e di idoneità fino a quando non verranno emanate ai sensi dell art. 251, nuove norme in materia.

A riguardo della possibilità di ammettere candidati esterni agli esami di licenza e di diploma, si ricorda come alcuni Conservatori la neghino, sostenendo che l'intenzione del legislatore di escludere da tali esami i privatisti emergerebbe da altri provvedimenti emanati dal Ministro della pubblica Istruzione nello stesso arco temporale in cui è stato pubblicato il Testo unico. Si fa riferimento, in particolare, al decreto ministeriale 24 settembre 1994. relativo alle nuove scuole di Didattica della musica, Musica elettronica, Jazz Prepolifonia, Musica vocale da camera e Flauto dolce, in cui si prevede che agli esami di diploma non siano ammessi candidati esterni.
Tale interpretazione non sembra tuttavia da condividere. Innanzitutto, lo stesso Testo unico prevede esplicitamente che, allo stesso modo in cui gli alunni dell'istituto possono accedere agli anni successivi di corso mediante esami di promozione, i candidati esterni lo possano fare mediante esami di idoneità.
La norma dedicata specificamente ai privatisti, poi, non contiene alcuno specifico divieto di ammissione all'esame di diploma o di licenza dei candidati esterni, con l'unica eccezione degli esami di licenza dell'Accademia di belle arti. Si potrebbe citare, a questo punto, il noto brocardo secondo cui ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit. L'unico caso in cui la legge non ha voluto ammettere dei candidati privatisti agli esami quello degli esami di licenza delle Accademie di belle arti è stato infatti previsto esplicitamente. Se, dunque, il legislatore avesse voluto veramente escludere i candidati privatisti dagli esami di licenza e diploma in Conservatorio avrebbe dovuto farlo esplicitamente.
Si ritiene pertanto che nessun ostacolo si frapponga all'ammissione di tali candidati a qualsiasi tipo di esame.
A questo punto se è giusto sostenere che si pone un problema di incompatibilità del decreto ministeriale sopra citato con le norme del Testo unico, è necessario concludere che, nel contrasto tra queste ultime e il decreto, sia il decreto ministeriale 24 settembre 1994 a dover essere disapplicato.
Quanto alla presenza di almeno un membro esterno nelle commissioni d'esame, sono state proposte due interpretazioni. La prima la vedrebbe necessaria soltanto negli esami di diploma, mentre la seconda, collegando la lettura dell'ultimo comma dell'art. 252 con il primo comma dello stesso articolo, la riterrebbe necessaria in ciascuno degli esami che si sostengono in Conservatorio.
A riguardo, considerato che a tale disposizione si dovrà dare attuazione solo tra qualche mese e, precisamente, alla fine del presente anno scolastico, si ritiene più opportuno inviare un quesito al Ministero della pubblica istruzione, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del tesoro, volto a ottenere chiarificazioni sul significato da attribuire alla norma in esame, riservandoci, comunque, ove al quesito non si rispondesse entro la fine del 1994, di riconvocarci nei primi giorni di gennaio per decidere sul da farsi.
In particolare, il fatto di indirizzare tale quesito anche al Ministero del tesoro e al Dipartimento per la funzione pubblica giustifica con il diverso aggravio per le casse dello Stato che discenderebbe dall'accoglimento di una delle interpretazioni sopra riportate.
Per ciò che concerne, infine, i programmi degli esami di promozione e di idoneità, si delibera, per ciò che concerne gli esami che si terranno negli anni corrispondenti a quelli di compimento, di utilizzare i programmi dettati per tali compimenti e, per gli altri anni, di redigere dei programmi comuni. A tal fine, ogni Conservatorio invierà un rappresentante per ciascuna scuola o materia complementare a delle riunioni che si svolgeranno nel prossimo mese di novembre e che avranno ad oggetto proprio la. redazione di tali programmi. Si delibera, poi, di non utilizzare più, a nessun fine e neppure nelle comunicazioni ufficiali, la dizione "compimento" e di sostituirla con la dizione "promozione" o "idoneità" all'anno sesto o nono. a seconda dei casi. Si invita. di conseguenza, il Ministero a voler proporre l'aggiunta di tale nuova dizione a quella di compimento nel testo dell'art. 246, 3o comma lett. b), operando una opportuna rettifica dello stesso.

Art 253, 4o comma Se il requisito consistente nell'aver riportato 8/10 nella valutazione conclusiva degli esami di corso sia rilevante solo per ciò che concerne la dispensa dal pagamento delle tasse.
Problemi di diritto transitorio.

Tale requisito è ritenuto rilevante solo per ciò che concerne la dispensa dal pagamento delle tasse. Per quanto riguarda, poi, le iscrizioni ai vari corsi per il presente anno scolastico, tale dispensa spetta anche a quegli allievi che abbiano ottenuto gli 8/10 nella valutazione conclusiva degli esami di corso, non essendo stato possibile, a causa dell'entrata in vigore del Testo unico ben oltre la fine dell'anno accademico, organizzare gli esami di idoneità e promozione previsti dall'art. 252, 3o comma.

Artt. 257, 1o comma, lett. c) e 265 Tabelle organiche Se le tabelle organiche di cui il Consiglio di amministrazione propone la variazione siano quelle "di diritto" o "di fatto".
Modalità procedurali per la richiesta dell'autorizzazione ministeriale al funzionamento delle classi.

Si ritiene unanimemente che le tabelle organiche di cui il Consiglio di amministrazione propone la variazione siano quelle "di fatto". Si sottolinea del resto come. in realtà, il legislatore in questo caso si sia limitato a ribadire il contenuto di una norma già esistente ma negli ultimi tempi del tutto disapplicata.
Quanto alla fissazione delle modalità procedurali per la richiesta dell'autorizzazione ministeriale al funzionamento delle classi, si precisa che dovranno essere inviate all'Ispettorato per l'istruzione artistica con lettera di accompagnamento firmata dal Presidente del Consiglio di amministrazione le nuove tabelle organiche contenenti le variazioni proposte da quest'ultimo che saranno firmate dal direttore dell'Istituto, con allegato un estratto dal verbale della riunione in cui è stata deliberata la proposta di variazione.

Art. 263, 2o comma Se i proventi derivanti dalla concessione in uso a privati dei locali in uso all'istituto debbano essere iscritti in bilancio per l'esercizio seguente.

A riguardo si concorda nel richiedere una rettifica del testo, non riuscendosi a rinvenire la ratio di una simile previsione, pur sottolineandosi come, nel frattempo, sia possibile dare attuazione alla norma mediante deposito di tali proventi in un conto fruttifero.

Art. 276 e seguenti Sperimentazione Tenendo conto che in alcuni Conservatori sono attivati quinquenni sperimentali (licei), come si accorda la previsione di un solo esame di conferma in corrispondenza del biennio del liceo con la necessità introdotta dal Testo unico che ogni allievo di Conservatorio sostenga alla fine di ogni anno di corso un esame di promozione?
A fine di evitare ogni discriminazione fra allievi di liceo e di Conservatorio non sarebbe opportuno prevedere anche per gli allievi di liceo la possibilità di ripetere ogni anno di corso?

I rappresentanti dei Conservatori presso i quali è attivato un quinquennio sperimentale, nel sottolineare con soddisfazione come l'art. 276 abbia riconfermato la possibilità del ricorso alla sperimentazione da parte delle scuole di ogni ordine e grado e, dunque, anche da parte dei Conservatori concordano nel ritenere che l'adeguamento delle disposizioni relative a tali quinquenni alla nuova disciplina contenuta nel Testo unico debba essere compiuto in sede di rinnovo annuale della sperimentazione.
Sarà pertanto cura di tutti i Conservatori qui rappresentati di chiedere, per i prossimi anni scolastici, l'adeguamento di tali disposizioni già in sede di approvazione da parte del Collegio dei docenti della richiesta di rinnovo tentando di introdurre, ad imitazione di quanto viene in alcuni di essi, una relativa e limitata disarticolazione temporale tra lo svolgimento dello studio delle materie culturali e di quelle musicali.

Decreto legge 29 agosto 1994, n.323 Disposizioni urgenti concernenti l'abolizione degli esami della seconda sessione Se anche nei Conservatori è stata abolita la sessione autunnale di riparazione.

Gli intervenuti ritengono che tale decreto non sia in contrasto con quanto disposto dall'art. 252, 6o comma, del Testo unico, lì dove si prevede che nell'anno scolastico si svolgono due sessioni di esame.
La seconda sessione ha infatti carattere suppletivo e non di riparazione.

Artt. 551, 3o comma e 334 Se l'accesso ai ruoli della II e 1V qualifica funzionale dei Conservatori può rientrare nei concorsi provinciali.

In considerazione di quanto previsto dal 5o comma dell'art. 551 ("accesso ai ruoli della V qualifica") e visto che l'art. 554 ("accesso ai ruoli della III e IV qualifica") nulla dispone per il personale dei Conservatori, si chiede se anche per la terza e quarta qualifica i concorsi per l'accesso ai ruoli possano essere svolti in forma decentrata a cura di uno o più Provveditori agli studi o Sovrintendenti scolastici regionali appositamente delegati.
Si risolverebbe così un problema che ogni anno rischia di paralizzare l'attività del Conservatorio (particolarmente nei mesi di settembre e ottobre). Infatti in parecchi Istituti il personale A.T.A. di ruolo si è ridotto ormai a poche unità.