U.N.A.M.S.

Unione Nazionale Arte Musica Spettacolo: Viale delle Provincie, 184 - 00162 ROMA
Tel (06) 44 24 09 65 - (06) 44 29 08 92. Fax (06) -44 29 15 57

Antonio Calosci

Titolare di Violino e delegato
C/o Conservatorio statale di Musica "G. Rossini"

I CONSERVATORI STATALI DI MUSICA (2)


Autore: Antonio Calosci. Parole chiave: liceo sperimentale, media annessa conservatorio, soppressione, secondarizzazione, istituti alta cultura, unams, decreti delegati, arte, musica, musicista.

Con questo secondo articolo continuo a parlare dei Conservatori analizzando ancora le leggi che li regolano. Parto proprio con la nefasta legge 31/12/1962 n. 1859, nefasta a causa dell'articolo 16.
Con la legge del 1962 che riforma in pratica tutta la pubblica istruzione, viene introdotta un'ora obbligatoria in prima media ed una facoltativa in seconda e in terza che dal 1977 diverrà obbligatoria. Queste ore saranno portate a due nel 1979, sempre obbligatorie per tutto il triennio delle medie. Ovviamente questa è una nota positiva. Positivo di tale legge è soprattutto l'aver finalmente reso obbligatorio lo studio almeno fino alla terza media, sanando un grave ritardo.
La legge del 1962, pur sanando il grave ritardo testé citato, contestualmente sancì, col famigerato art. 16, l'istituzione della Scuola media annessa ai Conservatori. Questo articolo non rivelò immediatamente i danni che col tempo avrebbe causato.
Innanzitutto esso segnò l'inizio di un percorso di studi che contrariamente alle aspettative non ha fornito una formazione culturale e generale ampia, solida e soprattutto specifica per il musicista. Infatti il musicista in questa ha potuto studiare esattamente le stesse materie di una scuola media normale. Su questa considerazione, invece di essere tutti concordi, nacquero due posizioni distinte e polemicamente contrapposte.
Una fazione, rappresentata dal Sindacato Autonomo U.N.A.M.S., sosteneva e sostiene tuttora che il Conservatorio dovesse essere solo una Scuola altamente professionale svincolata dalle pastoie burocratiche tipiche della scuola secondaria. Visto il giusto obbligo scolastico fino ai 14 anni introdotto con la legge 1859/62 la cultura garantita dalla Scuola media annessa poteva essere fornita da una qualsiasi scuola media normale e sicuramente con un successo maggiore, evitando agli allievi residenti lontano dal Conservatorio estenuanti viaggi e fornendo al contempo gli stessi programmi della Scuola media annessa.
Sull'altra i sostenitori della validità della Scuola media annessa al Conservatorio di Musica cominciarono subito a dire che senza di essa il musicista, sia esso esecutore solista o orchestrale, avrebbe potuto curare esclusivamente la sua abilità tecnica, ignorando volutamente che la cultura generale si poteva ottenere in tutte le scuole esistenti sul territorio italiano.
Questa fazione seguiva un vecchia impostazione che, pur spacciandosi per intellettualistica, era retrograda e medievale. Chi si riconosceva in queste posizioni considerava la musica, e tutta l'arte, un'attività secondaria, dominata soprattutto dal sentimento e dall'istinto, negando ogni possibilità di raziocinio all'artista.
L'articolo 16 confermava, e purtroppo conferma ancora, questa concezione negando all'arte la sua superiorità. L'articolo 16, con l'introduzione della media annessa, ritenendo in fondo superflua l'arte, e la musica in particolare, la emargina, la uccide dall'interno al pari di un tumore. Il musicista, per la acclarata superiorità dell'arte che possiede, viene sempre più visto, dai soliti intellettualoidi, come un saltimbanco se non ha frequentato la media annessa.
Purtroppo i mali non vengono mai da soli. Infatti dopo l'istituzione della Media annessa prese l'aire un nugolo incredibile, quanto deleterio, di progetti. Questi progetti avevano la presunzione di aprire la strada alla riforma dell'istruzione musicale; il massimo negativo fu toccato con i decreti delegati del 1974, con particolare riferimento al decreto N(o) 419: la sperimentazione.
La sperimentazione invece di essere intesa nel senso musicale vero e proprio, cioè inventare indirizzi diversi da quelli soliti, introdusse un'altra perla: il Liceo sperimentale dei Conservatori.
Il primo Conservatorio a cadere nella trappola fu quello di Parma seguito a ruota, in ordine temporale da Perugia, Firenze, Venezia, Milano, Trapani, Torino, Adria, Vicenza, L'Aquila, Como, Udine, Trento. Le alterne vicende che ne hanno costellato il cammino sono caratterizzate da uno stato di guerra permanente.
Dei tredici licei sperimentali originari, grazie a Direttori illuminati, ne sono stati soppressi sette, purtroppo altri sei (Torino, Milano, Parma, Vicenza, Trento, Udine) rimangono operanti per la pericolosa e secondarizzante miopia delle maestranze che operano in questi Conservatori.
Uso volutamente la parola secondarizzante.
I motivi sono molto diversi da quelli che indico a proposito della media annessa.
Io che ho frequentato con successo le medie (quelle normali , ovviamente), il liceo scientifico e ingegneria elettronica aborrisco l'idea pretestuosa e capziosa che noi dell'U.N.A.M.S. consideriamo superflua la cultura generale per il musicista.
Rifiuto invece l'imposizione di una cultura obbligata che con presunzione senza pari si auto_spaccia per specifica.
Il liceo annesso costituisce un fortissimo e reale rischio di declassamento dei Conservatori, Istituti di Alta Cultura, a mera scuola secondaria.
La Scuola media annessa almeno è distinta dal Conservatorio. Ha una sua regolamentazione fissa ed indipendente dal Conservatorio, solo il Capo di Istituto è in comune; conserva un Collegio dei docenti, un Consiglio di Istituto, una Giunta esecutiva indipendenti e separati dal Conservatorio.
Purtroppo il Liceo è una sperimentazione del Conservatorio all'interno dello stesso e ne dipende totalmente, come una pianta saprofita se ne nutre e lo uccide. Alcuni Direttori sono arrivati a sostenere che i docenti del liceo sperimentale (che altro non sono che professori di scuola media superiore e come tali dipendenti dai provveditorati) fanno parte del Collegio dei Professori del Conservatorio! Escludendo magari gli accompagnatori al pianoforte delle classi di canto!

Se questa non è secondarizzazione, e della peggiore specie, che cosa è allora? Che qualcuno mi illumini!
Il campanello di allarme, che i soliti intellettualoidi fanno finta di non sentire, è costituito dalla necessità sempre più sentita nei licei sperimentali di una maggiore elasticità e flessibilità nello studio dello strumento principale.
Questa elasticità è stata tenacemente avversata dal sindacato U.N.A.M.S., dai collegi dei Professori di molti Conservatori e per fortuna anche dal M.P.I. (Ministero della Pubblica Istruzione).
Purtroppo l'elasticità richiesta dai licei sperimentali e, a livello più basso, dalle Scuole medie annesse non collima neppure un po' con la duttilità richiesta dagli artisti per forgiare artisti.
La duttilità che noi dell'U.N.A.M.S. auspichiamo è che, in presenza o meno di riforma, possiamo darci degli ordinamenti e programmi autonomi, degli indirizzi del tipo per esempio corso di violino ad indirizzo concertistico, cameristico, orchestrale o didattico, ovviamente senza rinunciare alla qualità e alla severità degli studi che da sempre hanno contraddistinto e caratterizzato i Conservatori.
La flessibilità auspicata dalle Scuola media annessa e dai licei sperimentali, al contrario, tende a svuotare dei contenuti qualitativi l'istruzione artistica subordinandola all'istruzione culturale generale
. Infatti un allievo del Conservatorio se non dovesse risultare qualitativamente e quantitativamente all'altezza per poter proseguire gli studi artistici tanto da dover essere dimesso d'ufficio, non creerebbe problema alcuno se frequentasse una media o un liceo esterno.
Nella malaugurata ipotesi di essere iscritto o alla Scuola media annessa o al liceo artistico, creerebbe non pochi problemi. In questo caso le strade percorribili sono due:
I.la prima, a mio avviso quella corretta, deve essere espulso dal Conservatorio e di conseguenza dalla scuola annessa, con tutto quello che ne consegue;
II.la seconda, sbagliatissima, per consentirgli di giungere a una licenza media o una maturità sperimentale, il Conservatorio dovrà castrare le proprie potenzialità, abbassando il livello degli studi musicali per evitare il cambio di scuola allo studente. Le scuole annesse chiedono questo tipo di flessibilità. Proprio ciò che vogliono, auspicano e predicano i vari Salvatore Accardo!
Il problema non è marginale: queste scuole annesse invocano che venga consentito lo scorrimento curriculare del corso di strumento principale. Il fatto che questo corso sia autonomo rispetto alla classe del liceo o come già avviene per la Scuola media annessa non vuol dire che i Professori del Conservatorio debbano tapparsi entrambe le orecchie per agevolare in ogni caso la conclusione dell'iter culturale presso la scuola annessa. Sarebbe come dire che nei cinque anni di liceo sperimentale lo studente possa ripetere indefinitamente un certo anno (per lo strumento principale), creando una disparità con tutti quegli studenti che, frequentando una scuola esterna, hanno l'obbligo di non ripetere più di un anno per ogni periodo (inferire e medio).

Queste scuole devono essere soppresse fin da ora, senza delegarne la fine ad una riforma di futura memoria.

Già sarebbe una vera riforma riuscire ad applicare solo le leggi espressamente scritte per i Conservatori e cominciare ad inserire quella cosa conosciuta col nome di autonomia. In questa ottica deve essere inteso tutto quanto di nuovo è stato introdotto nei Conservatori negli ultimi tempi, e pensato specificatamente solo per loro.
Una grande innovazione, già prima della riforma, è stata introdotta per le nomine dei Direttori che ora sono elettivi, al pari dei rettori delle Università. L'elettività dei Direttori sana in parte un mare di contraddizioni nelle quali stava naufragando il glorioso vascello dei Conservatori, risolvendo innanzi tutto il giro di nomine pilotate da interessi particolari.
Il Direttore era diventato nella sua intoccabilità una sorta di dittatore, capace di imporre la propria politica a tutto l'istituto, mascherandosi di democrazia dietro un fin troppo plasmabile Consiglio di istituto abolito non dal Testo Unico (D.L. 295/94), come taluni vogliono far credere, ma perché organo tipico delle scuole secondarie, estraneo quindi agli Istituti di Alta Cultura. Il Testo Unico ha solo chiarito quali sono le leggi e le regole che ci competono. La paventata ricattabilità del Direttore o la sua corsa verso la dittatura è stata bloccata dalle norme contenute nello "Accordo successivo (ex art. 33 del CCNL) che di fatto restituisce pieni poteri a tutto il corpo docente.
Proprio questo accordo, fortemente caldeggiato e voluto dall'U.N.A.M.S., getta le basi per iniziare a parlare di autonomia, articolazioni programmatiche e progetti di istituto, in attesa di una più ampia autonomia che coinvolga anche i programmi e l'innovazione didattica con possibilità di caratterizzazione dei singoli Conservatori analizzando le esigenze e le potenzialità del territorio con libertà di gestione economica.
Sono convinto che già questi primi passi, congiuntamente alla immediata soppressione delle Scuole medie annesse e dei licei sperimentali, possano ridare ossigeno ai Conservatori, fin troppo attaccati dai gestori di scuole private che solo in rarissimi casi sono di qualità.

Prof. Antonio Calosci

Ancona, sabato 11 gennaio 1997.


Original file name: Calosci2 - converted on Saturday, 11 January 1997, 17:51

This page was created using TextToHTML. TextToHTML is a free software for Macintosh and is (c) 1995,1996 by Kris Coppieters