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Date: Thu, 23 Mar 2000 02:20:13 +0100
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From: "Prof. Antonio Calosci"
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Attraverso le pagine della Mailing-List "EDUMUS" l'ANIMUS ha invitato a leggere un documento di riflessione sulla legge di riforma di Accademie e Conservatori.
Dalla lettura del commento si capisce come chi non volle la riforma continua a no volerla.
Consentitemi di rispondere punto per punto al documento.

ANIMUS
Il 19 gennaio scorso, concludendo cosÏ un iter durato diversi anni, Ë diventata legge dello stato Italiano la "Riforma dei Conservatori" sulla quale si puntavano le aspettative di tutto il mondo musicale italiano.
Il testo definitivo approvato Ë la riproposizione quasi letterale del testo licenziato dalla Commissione Cultura del Senato, dopo che in un primo tempo esso era stato respinto dalla Commissione stessa per riportare la discussione sull'originario progetto di legge 2881 (il cosiddetto "Sbarbati").

CALOSCI
Qui si gioca nel torbido!
Basta leggere i due testi per capire come le cose non siano cosÏ!
Il testo Satriani prevedeva il passaggio al M.U.R.S.T. (Ministero dell'Universitę e della Ricerca Scientifica) solo di alcuni Conservatori. La gran parte sarebbe stato secondarizzato assegnando loro la legge N† 59 (Bassaniini) sull'autonomia scolastica. Ovvero la secondarizzazione definitiva!

ANIMUS
Gli emendamenti votati hanno perÚ cancellato quasi del tutto il testo "Sbarbati", riportando il testo alla versione proposta dalla Commissione Cultura del Senato, che accoglieva gran parte delle richieste presentate dai vari organismi rappresentativi del mondo musicale nel corso delle audizioni davanti alla Commissione stessa.

CALOSCI
Falso! Il nuovo testo ripropone in forme differenti la SOSTANZA del testo Sbarbati. Il nuovo testo (alla cui scrittura ha partecipato in prima persona l'UNAMS) tutela tutti Docenti, Studenti ed ATA.
Un esempio? Non sono previste discriminazioni tra conservatori o tra docenti.
Un altro? Nella proposta Satriani il titolo rilasciato sarebbe stato chissę che cosa, in quello nuovo sarę un titolo Accademico equipollente alla laurea universitaria. Anzi prevede anche modalitę di riconversione di quelli conseguiti in precedenza!

ANIMUS
La legge Ë stata approvata all'unanimitę: e questo la dice lunga sulla serietę degli intenti di chi l'ha votata, dal momento che nessuna legge della Repubblica Italiana Ë stata mai approvata senza neanche un voto contrario o un'astensione; evidentemente si Ë valutato che questa riforma non andrę a toccare nessun interesse meritevole di attenzione: per dirla con Rousseau, si cambia tutto per non cambiare niente.

CALOSCI
Si vede che era una legge validaä e anche perchÈ qualche forza politica, pur di non mostrarsi apertamente contro un'intera categoria, ha scelto di votare a favore. E questo contravvenendo a sicuri interessi di "bottega" con qualche scuoletta privata che si spaccia per fornitrice di chissę quali miracoli!
(P.S. la frase, assolutamente fuori luogo, Ë di Tomasi di Lampedusa).

ANIMUS
Va dato atto alla forza che pi˜ di tutti ha sostenuto la necessitę e l'urgenza di arrivare ad una legge di riforma (l'UNAMS) di aver mantenuto fino alla fine un atteggiamento di coerenza: cosÏ come fino a un anno fa invitava tutti ad astenersi dal presentare ulteriori richieste di modifica, per non rallentare l'approvazione della Legge, dimostrando di preferire una legge comunque, anche a prescindere dai dettagli del suo contenuto, cosÏ ha accettato senza alcuna critica (anzi, con una accoglienza entusiastica) la approvazione di un testo completamente diverso da quello "Sbarbati" per tanto tempo indicato come unica soluzione possibile al problema della riforma dei Conservatori, e anzi assai pi˜ simile a quel testo "Satriani", in un primo tempo tanto denigrato. Ricordiamo soltanto i punti salienti.

CALOSCI
Ringrazio per voler riconoscere all'UNAMS il merito di aver sostenuto la riforma. Le cose sarebbero state pi˜ rapide se anche altri "raffinati" pensatori non si fossero impegnati nel tentativo di fermare la riforma fin dall'inizio! C'era addirittura chi chiedeva il concorso per gli attuali docenti. Un concorso perää essere confermato ciÚ che gię era!
Affermare che il nuovo testo (pur difforme nella stesura ma non nella sostanza dal precedente della Sbarbati) sia simile al quello di Satriani significa non saper leggere l'italiano, o fare ancora il venditore di fumo!

ANIMUS
Il disegno di Legge 2881 faceva confluire le Accademie nazionali di danza, l'Accademia nazionale di arte drammatica, gli ISIA e i Conservatori di musica in un un'unico organismo (l'ISDA); il testo definitivo approvato (come il Satriani) tiene separate le Accademie di arte drammatica e gli ISIA da Conservatori e Accademie di danza, che sono trasformate in "Istituti superiori di studi coreutici e musicali": cosa questa della quale non possiamo che essere soddisfatti (corrisponde infatti alla linea da noi sempre sostenuta della "atipicitę" degli studi musicali, e della loro non assimilabilitę ad altri tipi di studi, ad eccezione di quelli coreutici che in comune con quelli musicali hanno il fatto di essere arti che richiedono un "uso tecnico del corpo" - vedi le "Otto premesse dell'ANIMUS alla riforma dei Conservatori di musica", punto 2.2).

CALOSCI
La separazione che proponeva Satriani era finalizzata alla secondarizzazione della gran parte dei Conservatori.
La separazione contenuta nella legge 508 Ë solo fittizia! LEGGERE PER CREDERE!

ANIMUS
Il 2881 non prendeva per nulla in considerazione il percorso di formazione del musicista fino alla maturitę, rimandandolo alla riforma dei cicli scolastici (la quale, nel frattempo, Ë stata approvata, e non prevede alcun tipo di percorso di formazione musicale); il testo definitivo riconosce invece la funzione centrale dei Conservatori in tutta la formazione del musicista, mantenendo, sia pure in forma transitoria "fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme", al Conservatorio il compito di attivare "corsi di formazione musicale di base"; e anche di questo non possiamo che rallegrarci, dal momento che rappresenta l'accoglimento pressochË testuale delle nostre richieste di sempre ("Otto premesse", punto 8.2).

CALOSCI
TUTTA la riforma dei cicli Ë un vero contenitore completamente vuoto. Ha perÚ il pregio, al contrario di quanto asserito dall'ANIMUS, di prevedere un indirizzo "artistico-musicale".
Le affermazioni, amici dell'Animus, vanno fatte con realismo!
La riforma assegna solo un periodo di transizione per consentire di non mettere alla porta gli attuali iscritti non in etę di universitę. Questa possibilitę sarę molto limitata nel tempo perchÈ la legge 124/99 ha trasformato le scuole medie ad indirizzo musicale sperimentali riconducendole all'ORGANICO! Qualcosa si sta gię muovendo!
Siamo molto lontani dal volere (8 premesse) una struttura unica, dalla formazione di base a quella superiore, permanente. La struttura unica va ad esaurimento!

ANIMUS
Il testo definitivo, sempre mutuandolo dal disegno "Satriani", introduce il carattere a tempo determinato dei contratti di insegnamento da conferire per i futuri corsi "universitari": e di questo non possiamo rallegrarci affatto.
Si parla di contratti "di durata non superiore al quinquennio, rinnovabili", il che Ë gię meglio della precedente versione che parlava di contratti annuali, ma Ë comunque a nostro avviso ancora troppo riduttivo: viene infatti sancita la scomparsa di una categoria intera di musicisti, quella degli insegnanti di professione che si dedicano alla didattica per scelta e conseguentemente abbandonano altre possibili forme di espressione delle loro competenze artistiche.

CALOSCI
Falso! Falso! Falso! Falso!
L'art 6, comma 2, parla di incarichi di durata superiore al quinquennio solo OVE NON SI POSSA FAR FRONTE CON L'ORGANICO!
Ovvero se abbiamo 3 cattedre di "flicorno classico" in organico, quando una di queste si libererę, essendo in organico, dovrę essere assegnata ad un nuovo docente di RUOLO (per concorso). Se invece si apre una classe di "flicorno dadaista", allora non essendo in organico si provvederę con una nomina di durata prefissata.

ANIMUS
E' vero che la possibilitę del rinnovo potrebbe dar luogo ad uno dei tipici sistemi "all'italiana" di soluzione dei problemi: contratti a tempo determinato che vengono regolarmente rinnovati fino a diventare di fatto a tempo indeterminato.

CALOSCI
Bella fiducia nelle istituzioni! Complimenti!

ANIMUS
In ogni caso, se Ë vero che la garanzia della propria inamovibilitę puÚ col tempo affievolire le motivazioni di un insegnante e portarlo a svolgere un lavoro di mera routine, Ë anche vero che un minimo di progettualitę e di sperimentazione puÚ realizzarsi solo se si ha davanti un respiro sufficientemente ampio.
Per una sperimentazione didattica in campo musicale, dati i tempi di apprendimento e di verifica caratteristici delle nostre discipline, cinque anni sono pochi; e pochissimi sono se pensiamo ai compiti di "ricerca nel settore artistico e musicale e ... correlate attivitę di produzione" che i docenti saranno chiamati a svolgere.
La precarietę potrebbe indurre a non tentare nemmeno di intraprendere progetti (ad esempio, la creazione di complessi stabili, cameristici, orchestrali o corali) i cui risultati si vedrebbero solo dopo molto pi˜ di cinque anni.

CALSOCI
Vedi risposte sopra! Il ruolo esisterę sempre! Almeno finchÈ esisterę nelle Universitę!

ANIMUS
La riforma di Conservatori, per la prima volta, parte invece dal tentativo di adeguare una realtę, che di fatto si Ë modificata nel tempo molto pi˜ di quanto non dicano i programmi ufficiali, rimasti fermi al 1930, a una norma, quella dell'art. 33 della Costituzione, che risale a ben 52 anni fa, e che era gię obsoleta al suo nascere (tant'Ë vero che, in effetti, l'idea di inserire i Conservatori fra gli Istituti di Alta Cultura, avanzata nei lavori preparatori della Costituzione stessa, era decaduta gię nel testo definitivo, ed Ë stata rispolverata surrettiziamente da affermazioni incidentali comparse a latere di una legge finanziaria).

CALOSCI
Santa ignoranza!
La legge finanziaria (sarebbe, anzi Ë la N† 537 del 23 dicembre 1993, articolo 4, comma 1) non fa altro che confermare la Costituzione.
Lo fa anche a seguito di una sentenza del 1991 della Corte Costituzionale che afferma proprio che Accademie e Conservatori sono pari grado con le Universitę.
L'ANIMUS ora si vuole sostituire alla Corte Costituzionale? Mi risulta che si debba riunire il Parlamento con maggioranza estesa (non basta il 50%) per modificare la Costituzione.
Amici dell'Animus un po' di umiltę legislativa e politica! Che diamine!

ANIMUS
Al di lę dei commenti pi˜ o meno ottimistici sulla approvazione definitiva della legge, che hanno contraddistinto la scena finora, senza che sia ancora iniziato un serio dibattito su cosa inserire all'interno della vuota cornice rappresentata da questa Riforma (dibattito che, in realtę, le maggiori forze impegnate non hanno mai affrontato) cerchiamo di delineare quale sarę il quadro futuro del sistema della formazione musicale in Italia, dal duplice punto di vista di chi ci lavora (gli insegnanti) e di chi ne Ë utente (gli studenti).
Dal punto di vista degli insegnanti attualmente in servizio di ruolo presso i Conservatori, non succederę praticamente nulla: tutti noi manterremo le "funzioni e il trattamento complessivo in godimento": in parole povere continueremo a insegnare e continueremo a ricevere lo stipendio che gię riceviamo, congelati in un ruolo ad esaurimento dal quale nessuno ci toglierę e nel quale pi˜ nessuno potrę entrare dopo di noi, tranne coloro che sono inclusi nelle graduatorie nazionali, che diventano anch'esse ad esaurimento, ma dalle quali si puÚ ancora attingere per "la copertura dei posti in organico che si rendono disponibili".
Non si sa nulla di quale sarę il nostro trattamento giuridico: sarę evidentemente da ridefinire in sede contrattuale, e qui si possono fare soltanto delle ipotesi: il nostro orario di servizio, per esempio, sarę assimilato a quello degli universitari?
Svolgendo quindi anche noi le lezioni in tre giorni alla settimana (anzichË in due come adesso)? Avremo il monte ore annuale di un docente universitario (250 ore all'anno di didattica)?
Avremo ancora il permesso per motivi artistici fruibile non pi˜ di tre volte durante un anno, o passeremo al regime dell'anno sabbatico (un anno intero di permesso ogni sei: con quali conseguenze per chi svolge una attivitę concertistica, dal momento che fare due o tre tournÈes di concerti di breve durata ogni anno Ë cosa assai diversa dal poterne fare solo una ogni sei anni, anche se di durata sei volte maggiore)?
O un forma mista di fruizione distribuita o cumulabile?
Le risposte a queste domande verranno solo, crediamo, dalla sede della trattativa contrattuale, e dai rapporti di forza che al quel momento si instaureranno fra le organizzazioni rappresentative della nostra categoria e quelle rappresentative dei docenti universitari (non mi sentirei di essere ottimista in merito, ma ogni ipotesi Ë prematura).

CALOSCI
La piattaforma contrattuale sarę non pi˜ all'interno del comparto scuola dove, l'esempio Ë recente, altri sindacati hanno siglato un contratto-beffa.
Non sarę neppure all'interno dell'Universitę che ha necessitę differenti.
Sarę un comparto nostro e basta! Dove verranno trattati esclusivamente i nostri problemi economici, di orario, di doveri e di diritti!
Avremo solo da guadagnarci!

ANIMUS
Nulla si puÚ ipotizzare riguardo a quello che sarę il contenuto specifico del nostro insegnamento: posto infatti che tutti i percorsi formativi andranno ridisegnati, e che tutti i programmi dei corsi e degli esami dovranno essere riscritti, anche tutte le nostre competenze andranno ricollocate.
E' infatti impensabile, ad esempio, che continuino ad esistere materie come 'Teoria e Solfeggio' o 'Pianoforte complementare', che si ricollocheranno su livelli e con obiettivi diversi: e a quel punto potrę essere necessario un riaccertamento delle competenze dei docenti, al fine di assegnare ciascuno al nuovo corso corrispondente a quello della cattedra "ad esaurimento" ricoperta, un po' sulla falsariga di quanto sta gię avvenendo da qualche anno con i "passaggi di cattedra" sulla base di una ripresentazione dei titoli.

CALOSCI
Mi risulta che nelle Hochschule tedesche pianoforte complementare e solfeggio esistono fino alla fine dei corsi superiori! In modo pi˜ specifico di quello attuale italiano, ma esistono.
Per la riaccertazione dei titoli la legge parla chiaro nessuno potrę essere messo alla porta! Avverrę come nelle Universitę quando fu riformata la docenza pochi anni fa. Non ci furono ne "messi alla porta" ne "riaccertamenti".

ANIMUS
Per non parlare poi delle cattedre che scompariranno per ragioni numeriche: Ë ovvio infatti che, potendo a regime accedere ai corsi di Consevatorio solo chi Ë gię in possesso del Diploma di Maturitę, cattedre come quelle di arpa o di fagotto non potranno essere mantenute attive in ogni Conservatorio per mancanza di un numero sufficiente di iscritti; addirittura cattedre come quella di Esercitazioni Orchestrali non potranno essere mantenute, se non forse nei cinque o sei Conservatori di pi˜ grandi dimensioni.
E questo porrę non pochi problemi.

CALOSCI
Che miopia!
Avremo gli indirizzi!
Avremo (a regime) le scuole secondarie ad indirizzo musicale che hanno per forza di cose una penetrazione territoriale maggiore di quella che ora offre il Conservatorio attuale (dalla base al superiore).
Poi la legge prevede anche "possibili accorpamenti e fusiono" (art. 2, Comma 7, sub d).

ANIMUS
Cerchiamo ora di porci dal punto di vista degli studenti.
Qual Ë lo studente tipo che si iscrive al Conservatorio?
Non sono ancora disponibili dati strutturati, anche per gli ostacoli talvolta pesanti frapposti a chi negli anni scorsi ha tentato di avviare serie ricerche in tal senso da parte di un sindacato che, chissę perchÈ, non voleva assolutamente che si ragionasse seriamente sulla funzione che i Conservatori hanno realmente svolto, al di lę delle vaghe affermazioni di principio contenute nei lavori preparatori della Costituzione.
(Quando una studentessa della Facoltę di Scienze Politiche dell'Universitę di Torino ha intrapreso un lavoro di ricerca sui Conservatori ed ha iniziato a distribuire dei questionari nel Conservatorio di Torino - naturalmente col consenso del Direttore - per dare una risposta scientificamente attendibile a queste domande, Ë stata bloccata da un fax firmato dalla Prof.ssa Dora Liguori, Segretario Generale Unione Artisti-UNAMS, che diffidava il Direttore stesso dal dare collaborazione a questa iniziativa e soltanto l'intervento dell'ANIMUS ha consentito la prosecuzione della tesi - anzi, il suo potenziamento - con l'estensione delle indagini al Conservatorio di Parma).

CALOSCI
La diffida UNAMS mi sembra il minimo! considerando le domande che vi erano poste e come erano poste!

ANIMUS
Qual Ë la domanda alla quale i Conservatori hanno finora dato una risposta?
Sulla base dell'esperienza potremmo dire che Ë quella del ragazzino di etę compresa fra gli otto e i quattordici anni, che dimostra interesse o attitudini per la musica, che desidera esprimerle suonando uno strumento, e che si rivolge alla struttura statale (il Conservatorio, finora l'unica esistente) per avere una valutazione delle sue potenzialitę e una istruzione la pi˜ seria possibile (fondata sulla fiducia che in una scuola statale insegni comunque un docente che ha dovuto superare delle griglie di reclutamento, e quindi ha dovuto dimostrare di essere idoneo a farlo), e a costo pressochË nullo.
Questo utente medio sarę escluso dall'accesso al Conservatorio, una volta a regime la riforma e approvate le "specifiche norme di riordino del settore" che porranno termine ai corsi di formazione di base da istituirsi in via transitoria.
Dove potrę andare per imparare a suonare il violino, o il pianoforte, o l'arpa, o il flauto? Non certo presso le Scuole Medie ad indirizzo musicale, che dopo essere state per quasi trent'anni sperimentali, oggi diventano definitive e al tempo stesso vengono definitivamente cancellate dalla riforma dei cicli, scomparendo addirittura come ordine di scuola.

CALOSCI
La riforma dei cicli prevede 4 indirizzi: uno Ë l'artistico-musicale. Non aggiungo altro!

ANIMUS
Dovrę tornare a rivolgersi alla lezione privata, come il ragazzino di buona famiglia di un centinaio di anni fa?

CALOSCI
Faccio una battuta!
Potrebbero iscriversi a Fiesole, a Cremona e simili! Non rientrando (grazie a Dio) nell'art. 33 della Costituzione, non vengono toccate dalla riforma e potranno prendere bambini.

ANIMUS
L'unica scappatoia pare consentita dalla "facoltę di attivare ... corsi ... disciplinati in modo da consentirne la frequenza agli alunni iscritti alla scuola media (quale, se con la riforma dei cicli questa scomparirę?) e alla scuola secondaria superiore": cioË dall'ultimo elemento "secondarizzante" rimasto nei Conservatori, che permetterebbe allo studente di avere un'istruzione musicale di livello professionale in parallelo con la cultura generale che deve acquisire in una scuola ordinaria.

CALOSCI
Nessuna norma secondarizzante!
Si tratta solo di favorire un orario di lavoro consono per la frequenza della secondaria. Nient'altro. Ognun per se, Dio per tutti!

ANIMUS
(Per inciso: il testo citato dall'art. 2 c. 8 sub d), come quello sub g), Ë la trasposizione pressochÈ letterale di un nostro emendamento presentato alla Commissione Cultura del Senato).

CALOSCI
Ma inserito in un contesto MOLTO DIFFERENTE!

ANIMUS
Arrivato alla maturitę, e cioË (con la riforma dei cicli) all'etę di diciassette anni, lo studente potrę iscriversi finalmente a tutti gli effetti al Conservatorio: inizierę cioË gli studi professionali pressappoco all'etę in cui oggi li termina.

CALOSCI
All'estero Ë cosÏ!
Anche in Italia, salvo poche eccezioni!

ANIMUS
E' evidente che i musicisti pi˜ dotati non staranno ad aspettare la fatidica etę, ponendo un freno ai loro studi, ma porteranno avanti ugualmente la loro formazione, magari presso una delle solite 'accademie' private (che cosÏ riceveranno dalla riforma un bel regalo in termini di iscrizioni) o addirittura all'estero.

CALOSCI
Ma il titolo che le "solite" accademie rilasciano sono carta straccia! Dovranno comunque passare, se vorranno lavorare, dai Conservatori.
Si puÚ anche studiare privatamente medicina, ma se non prendi la laurea universitaria non si puÚ esercitare!
Chiaro?

ANIMUS
Con un piccolo, ma significativo problema: come la metteremo con il principio della reciprocitę dei riconoscimento dei crediti formativi all'interno dell'Unione Europea, se un italiano potrę tranquillamente iscriversi ad una Accademia (si chiami essa Hochscule o Conservatoire supÈrieur) estera senza dimostrare altro che le proprie capacitę con un esame di ammissione, mentre il cittadino tedesco o francese si vedrę rifiutata l'ammissione all'istituto superiore Italiano se non ha un "diploma di maturitę"?

CALOSCI
Ho insegnato nelle Hochschule tedesche! Posso garantire che vi si accede dopo la maturitę liceale (nella versione tedesca).

ANIMUS
Certamente anche a questo si dovrę dare una soluzione in sede di regolamenti attuativi.
Un ultimo punto di vista Ë quello degli studenti gię diplomati o attualmente frequentanti secondo il vecchio ordinamento: per i gię diplomati il destino Ë abbastanza chiaro: entro il 19 gennaio 2003 potranno (purchÈ in possesso di una maturitę) iscriversi a "corsi integrativi della durata minima di un anno, al fine del conseguimento dei diplomi accademici".
E gli attuali studenti, che si sono iscritti a un certo tipo di scuola e se la vedono scomparire sotto i piedi (problema non marginale, data la lunghezza degli studi musicali come li abbiamo intesi finora, per cui la maggior parte degli attuali studenti ha davanti ancora molti anni di permanenza nell'istituzione)?
C'Ë forse qualche motivo di ripensamento per chi - Direttori e Collegi Docenti - ha deciso di abbandonare - o non ha mai imboccato - la strada dei quinquenni sperimentali: gli studenti dei Conservatori che non hanno un quinquennio sperimentale risultano infatti oggi fortemene penalizzati, dovendo sobbarcarsi una doppia scolaritę per ottenere un Ętitolo spendibile alle stesse condizioni dei loro colleghi che hanno la fortuna di studiare in un Conservatorio il cui Collegio Docenti, pi˜ lungimirante, abbia ottenuto e mantenuto nel tempo, pur con molti problemi e perplessitę, il quinquennio sperimentale.

CALOSCI
La doppia scolaritę esiste lo stesso sia essa in una scuola esterna sia essa in un liceo sperimentale.
Mi auguro che medie annesse e licei sperimentali possano scomparire il pi˜ presto possibile!
Hanno causato tanti di quei danni al livello dei Conservatori che non basterebbe una intera enciclopedia per elencarli tutti!
Uno per tutti: se uno studente non funziona a dovere nelle materie del conservatorio, se non frequentante il quinquennio sperimentale viene giustamente messo alla porta, se frequentante il quinquennio sperimentale viene "graziato" per consentirgli di terminare il liceo stesso!
Bello vero? Il conservatorio che castra il proprio livello per un liceo!
Poi il "vecchio" diploma manterrę la sua validitę per l'insegnamento. Se poi sarę necessaria la riconversioneä be' a Pesaro stiamo lavorando per fare dei contratti con scuole private e non per corsi di recupero con esame di maturitę alla fine!

ANIMUS
Un'ultima domanda, un pÚ capziosa: a quale fine il titolo conseguito nel Conservatorio riformato sarę equiparato a un titolo universitario?
Non certo per esercitare una professione attinente alla musica pratica: l'Italia Ë infatti l'ultimo paese al mondo nel quale sia richiesto il "Diploma" per accedere ad un concorso per Professore d'Orchestra o Artista di Coro; e anche questa limitazione dovrę cadere in prospettiva di unificazione europea, per il principio della reciprocitę (tra l'altro, per nessuna professione saranno pi˜ richiesti i titoli di studio, in conseguenza della abolizione degli ordini professionali).

CALOSCI
Ah si???
Forse un medico potrę lavorare senza laurea in medicina?
L'ordine professionale non Ë il titolo professionale!!!

ANIMUS
Una risposta arriva dall'art. 2 c. 5 della legge di riforma: i titoli saranno dichiarati equipollenti "al fine esclusivo dell'ammissione ai pubblici concorsi per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne Ë prescritto il possesso".
Dieci anni di esercizi sul violino per poter accedere a un concorso per Commissario di Polizia o di Dirigente di un Ufficio Postale?

CALOSCI
PerchÈ se ciÚ Ë concesso ad un laureato in lettere (3 di medie + 5 di superiore + universitę), non capisco perchÈ non debba essere la stessa cosa per un violinista (3 anni di medie musicali + 5 di superiori musicali + Conservatorio superiore).
Poi adesso ad un diplomato di tromba non Ë concesso entrare in banda militare se non ha una maturitę, poi potra farlo comunque.
Inoltre ora il musicista che insegna nelle secondarie non puÚ partecipare al concorso per preside perchÈ non laureato, poi potrę farlo grazie alla riforma!!
Anche Ciampi (Presidente della Repubblica) pur laureato in lettere Ë stato direttore della Banca d'Italia! Non vedo perchÈ ciÚ non possa accadere ad un violinista!!

ANIMUS
Tutta la (fragile) impalcatura costruita dalla riforma finirę col servire solo a coloro che finora hanno rappresentato un'eccezione, cioË a quegli studenti che nonostante anni e anni di applicazione non riescono a trovare una collocazione in campo musicale?

CALOSCI
La struttura (tutt'altro che fragile) consentirę anche per le "eccezioni" di trovare lavoro in altro campo. Ma perchÈ questo dovrebbe essere consentito al laureato in medicina, lettere o fisica e negato al musicista?
La struttura metterę anche sullo stesso piano (burocratico) gli studenti italiani di quelli stranieri. Ne hanno il diritto!

ANIMUS
Anche sotto questo aspetto, una riforma del sistema dell'istruzione musicale in Italia Ë ancora molto lontana.
Torino, 21 marzo 2000.

CALOSCI
No la riforma Ë arrivata! Sta a noi attuarla.
Come sempre chi non la ha voluta, anche ora la denigra e tenta di creare panico ingiustificato!

Tra non molto si voterę per il CNAM!
ATTENZIONE VOTIAMO PER CHI HA LAVORATO PER AVERE LA RIFORMA, PER CHI SA COSA SIGNIFICA LA RIFORMA!
Ancona, 23 marzo 2000

-------------------------
Prof. Antonio Calosci

Titolare di Violino
presso il Conservatorio "Rossini"
di Pesaro

Delegato regionale
Unione Artisti U.N.A.M.S.
http://unams.it

via Fano, 25
60128 Ancona

071 280 21 02
0348 96 90 190
----------------------------
"Siamo a un tal punto di imbecillitę da considerare il lavoro non solo onorevole ma perfino sacro, mentre non Ë che una triste necessitę". DE GOURMONT REMY

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Prof. Antonio Calosci

Titolare di Violino
presso il Conservatorio "Rossini"
di Pesaro

Delegato regionale
Unione Artisti U.N.A.M.S.
http://unams.it

via Fano, 25
60128 Ancona

071 280 21 02
0348 96 90 190

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"Siamo a un tal punto di imbecillitę da considerare il lavoro non solo onorevole ma perfino sacro, mentre non Ë che una triste necessitę".
DE GOURMONT REMY