SIdAM: Considerazioni sul Testo Unificato

Da "Analisi" n. 19
Anno VII - Gennaio 1996
Rivista di Teoria e pedagogia musicale
Organo della Società Italiana di Analisi Musicale (SIdAM)
Editore BMG Ricordi S.p.A.

Considerazioni sul testo unificato delle proposte di legge 545 e abbinate.

Camera dei Deputati, VII commissione (cultura, scienza e istruzione)

Riguardo la riforma dell'istruzione musicale e relative istituzioni pubbliche, il Testo Unificato si presenta al modo di operazione di ingegneria legislativa, ma manca di considerazioni sulla inalienabile specificità degli studi musicali e correlata attenzione allo stato di essi in Italia.

La maggiore novità istituzionale appare l'attribuzione al Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica della fascia superiore dei Conservatori. A prescindere da seri dubbi sui parametri d'inquadramento in tale fascia del personale docente degli attuali Conservatori - a norma dell'art. 7, comma 2 - va rilevata a monte dell'intera questione la profonda frattura storica ereditata dalla cultura musicale nel nostro Paese. Da un lato c'è la solida e secolare formazione tecnico-professionale praticata nei Conservatori, notoriamente privi però di aperture appropriatamente interdisciplinari concernenti la stessa prassi di alto artigianato. Da altro lato c'è l'alquanto primaticcia musicologia appena da qualche decennio coltivata nelle Università italiane; una musicologia pesantemente segnata dai limiti di una "letterata" Storia della musica, annessa al modo di corsi complementari in facoltà umanistiche. Peraltro i due corsi di laurea in Cremona (Università di Pavia) e in Bologna (DAMS) non sono tali da costituire sedi di una musicologia teoricamente e strutturalmente polimorfa in grado di assolvere a compiti di autentico coronamento degli studi conservatoriali.

Per effetto della quasi totale segregazione dei due citati ordini di studi, occorre considerare con ottica motivatamente particolare la questione della formazione musicale.

Appare evidente che un provvedimento legislativo di una qualche efficacia non può prescindere nel nostro caso da considerazioni di contenuto e da orientamenti culturali intimamente abbisognevoli di serie conoscenze specifiche, di ricerche, sperimentazioni pluridirezionali all'interno stesso di quegli studi e relativi slargamenti in chiave musicologica.

Va tenuto conto del fatto che i Conservatori hanno inaugurato da pochi lustri sparse e scoordinate attività di sperimentazione al proprio interno, tra le quali si segnalano quelle di una decina di Licei musicali.Va nondimeno osservato che per l'assoluta deprivazione di specifiche competenze ispettive che andassero in là di puri compiti amministrativi, il competente Ispettorato per l'Istruzione Artistica del Ministero P. I. ha omesso qualsiasi valutazione dei risultati conseguiti nei predetti Licei, nei quali s'è registrata la semplicistica e inerte giustapposizione di studi musicali tradizionali e discipline di derivazione liceale. Conseguente il riprodursi della storica frattura prima evidenziata tra le "due culture".

Analogamente le Scuole medie a indirizzo musicale, anch'esse in fase cosiddetta sperimentale, difettano a tutt'oggi di profilo culturale integrato fra momento pedagogico in senso lato e insegnamenti strumentali.

Se tale è il quadro delle radicali insufficienze formali e contenutistiche riguardanti l'oggetto delle decisioni legislative, affrettato e inopportuno risulta essere qualsiasi provvedimento immediato di riforma istituzionale che prescinda da una preventiva, seria prospezione dello stato di cose sopra enunciato.

Pare piuttosto opportuno sollecitare il Ministero della P. I., congiuntamente a quello dell'Università e della Ricerca scientifica, affinché venga formata una commissione di esperti accuratamente selezionati - non solo e non tanto in chiave di burocrazia accademica - nella specie di un CNdA ristretto alla sola area musicale e musicologica, commissione che in tempi ragionevolmente brevi acquisisca orientamenti sulle problematiche linee contenutistiche di tale area culturale, da ciò dipendendo senza meno la "definizione delle aree disciplinari, degli indirizzi e degli insegnamenti [...] ad essi relativi" (come recita l'art. 2, comma 3 del Testo Unificato).

Lo stesso grave problema della riqualificazione del personale docente dei Conservatori esige qualcosa di più di una rituale riprogrammazione dall'alto, dato il salto d'ordine strutturale e metodologico inerente la materia oggetto di riforma.

A integrazione delle considerazioni sopra formulate, si allega alla presente memoria un dossier di interventi di cui responsabilmente s'è fatta carico la Società Italiana di Analisi Musicale, e per essa il suo organo, la rivista Analisi (ediz. RICORDI).

Il Presidente
(prof. Marco de Natale)


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