Titolo dello
spettacolo:
Pinocchio Circus
Genere: comico,
poetico, fantastico
Trama: Nello
spettacolo si presenta la storia di Pinocchio ambientata all’interno di un
circo. Geppetto e Mastro Ciliegia sono due clowns; Il Gatto e la Volpe sono un
illusionista e il suo assistente; il Grillo è un cantante rock-blues; la Fata è
una trapezista, il padrone di Melampo è un domatore di polli… e così via.
Pinocchio,
partner volontario o casuale di ogni “numero”, attraversando le proprie
avventure cresce simbolicamente in tre tappe: bambino, ragazzo, adolescente.
Lo
spettacolo ha una struttura ciclica. Giunto nella pancia del pescecane e
ritrovato suo padre Geppetto, Pinocchio, grazie ad un ribaltamento scenico, si
ritroverà nel circo iniziale. Nello spettacolo il burattino non diventa bambino
in carne ed ossa, in quanto è inscindibile dal suo personaggio, legato al mondo
del circo, dello spettacolo, della finzione. Il teatro, luogo della finzione,
del “fare finta”, mette quindi in scena un circo che è anche pancia del
pescecane, luogo dal quale non si può uscire che con l’immaginazione, metafora
della realtà della vita.
Temi
prevalenti:
Verità, finzione, realtà, immaginario.
“Pinocchio”
è il racconto di un’iniziazione alla vita. E’ dunque un percorso “a incontri”
(come gran parte delle strutture tradizionali delle fiabe) dove il simbolo di
un bambino (cioè un burattino) attraverso la sua curiosità e la sua incoscienza
affronta numerose peripezie, che costituiscono un bagaglio di esperienze per
una crescita fisica, intellettuale e morale.
Riferimenti
all’esperienza del bambino e/o adolescente: “Pinocchio” è un romanzo che
tutti conoscono. E’ un mito moderno.
L’impostazione
dello spettacolo divide le tappe di crescita di Pinocchio in tre segmenti:
a)
Fino all’impiccagione (finale originario della prima
versione voluta da Collodi), le situazioni che Pinocchio affronta sono
presentate come esperienze di un bambino.
b)
Dall’apparizione della Fata fino a quella di Lucignolo, le
situazioni che Pinocchio affronta sono presentate come le esperienze di un
ragazzo.
c)
L’ultima parte dello spettacolo vede Pinocchio come un
adolescente.
I
comportamenti del personaggio rispecchiano pertanto l’età che sta vivendo in
quella particolare fase dello spettacolo.
Questo
meccanismo consente una graduale immedesimazione del pubblico delle varie fasce
d’età nel protagonista e permette un gradevole gioco di staffetta per i tre
attori che a turno interpretano Pinocchio nelle suddette fasi di crescita.
Caratteristiche
teatrali:
Tre attori, in una vorticosa girandola di costumi, luci e musiche originali,
interpretano 22 personaggi comici, poetici, fantastici, grotteschi.
La
scenografia evoca lo spazio di un circo all’interno del quale viene sviluppata
tutta la storia. Lo spettacolo risulta non soltanto ricco dal punto di vista
visivo ed emozionale, ma pieno di sorprese che tengono costantemente alto il
ritmo del gioco scenico. Tutte le scelte estetiche relative a scenografia,
costumi, luci, musiche e recitazione sono ispirate allo spettacolo circense, e
così anche l’interazione con la sala e i numerosi interventi degli attori tra
il pubblico.
Metodo di
lavoro usato dalla compagnia nella creazione dello spettacolo:
L’allestimento di “Pinocchio Circus” inaugura un progetto di spettacoli che
hanno per tema i classici per l’infanzia e la gioventù (ma non solo!) della
letteratura italiana.
La
scena del Teatro di Mangiafuoco e quella del circo degli asini sono i nodi che
hanno ispirato l’ambientazione generale dello spettacolo: i “luoghi della
finzione”.
E’
stata operata una riduzione del testo originale selezionando gli episodi che
potevano permettere uno sviluppo drammaturgico fluido e coerente. Tutte le
parole utilizzate nello spettacolo ricalcano fedelmente quelle scritte da
Collodi. Lo stile narrativo è stato invece modificato attraverso un lavoro di
improvvisazione attoriale e di riscrittura scenica che ha condotto ad un
risultato fortemente originale.
Linguaggi
teatrali utilizzati: Come è tradizione del Teatro dell'Angolo, il linguaggio
prevalente è quello dell’attore, che attraverso l’utilizzo di differenti
registri interpretativi, fisici e vocali rappresenta (in questo spettacolo come
in “Kuore” e in molti altri del nostro repertorio) diversi personaggi. Il lavoro
dell’attore sulla scena, inteso come fatica fisica, ma anche come grande
divertimento, risulta qui particolarmente evidente. Altrettanto
importanti in quanto complementari dell’azione drammatica sono gli altri
elementi che, fondendosi tra di loro, concorrono a creare un’unicità narrativa
e stilistica: la musica, le luci, la scenografia, l’uso dello spazio. Anche in
questo spettacolo la citazione di altri generi diventa un contrappunto ironico
inserito nella narrazione.
¨ Carlo Collodi,
Pinocchio
¨ Giorgio
Manganelli, Pinocchio: un libro parallelo, Einaudi, 1977
¨ Franco Cambi, Collodi
– De Amicis – Rodari: tre immagini d’infanzia, Dedalo, 1985
¨ Vittorio
Spinazzola, Pinocchio & C., Il Saggiatore, 1997