Il TEATRO DELL’ANGOLO e la COLTELLERIA EINSTEIN
presentano
PUGNI NELL’ARIA
dedicato a Cesare Pavese
 

Realizzato con il sostegno della REGIONE PIEMONTE

Di e con Giogio Boccassi, Donata Boggio Sola, Vanni Zinola
Regia di Giorgio Boccassi
 

Luci: Bruno Pochettino
Scenografia e immagine coordinata: Elisabetta Ajanì
Assistente scenografia e grafica: Elena Imberti
Consulenza tecnica: Milo Morachioli
Si ringrazia Beatrice Marengoe

Cesare Pavese e la sua opera- con particolare attenzione alle poesie-  sono le strade, anzi i sentieri di questo spettacolo.
L’inquietudine dell’adolescenza –quell’età in cui tutto appare nitido, lucido, sfolgorante e terribile, il tempo in cui si desidera “affogare nel sole”- è la fonte dell’invenzione e il tema dominante, quel tema così amato e percorso da Pavese.
“Quel ragazzo scomparso al mattino non torna. (…) E’ scappato nell’alba senza fare discorsi, alto il naso nell’aria. Nessuno ha voluto seguirlo. (…) Son le bestie che sentono il tempo, e il ragazzo l’ha sentito nell’alba.”
LO SPETTACOLO
Siamo alla fine di una festa di compleanno.  “Poco prima dell’alba”
Sono rimasti solo tre amici, una donna e due uomini.
Non vogliono andarsene, non vogliono ritornare alle loro solitudini.
C’è un’aria rilassata, scherzosa, ma anche inquieta, lievemente conturbante.
Questa atmosfera di “dopofesta” è il momento della verità, il momento in cui sono cadute le difese e ci si rivela nella propria nudità.
E’ il tempo della “mania di solitudine “e della sua grande antagonista, la mania di amare.
I tre personaggi sono tre anime di Pavese, tre caratteri ispirati dalla sua opera: quello energico, sfrenato, del “ragazzo che scappa, che sente il tempo”, quello curioso, ricco di slanci, armonioso, aperto ai cieli azzurri, della donna, quello riflessivo e contemplativo dell’uomo più vicino alla terra, alla vigna, alle colline.
Per tutti c’è una vaga tensione ad esplodere, fuggire, cambiare, riprendersi il gusto di scoprire.
“E’ incredibile come l’anima più vecchia che hai dentro è quella di quando eri ragazzo. A me sembra sempre di esser un ragazzo. E’ l’abitudine più antica che abbiamo…”

L’azione, a volte intensa e drammatica, a volte comica, è pervasa dalla presenza dello scrittore che ne detta i legami, i contrasti, le fughe interrotte, le danze, i momenti di stupore.
Ogni tanto tutto si ferma per ascoltare il silenzio, “un acceso silenzio”.

“Pugni nell’Aria” è un omaggio alla complessità della poesia pavesiana, al suo sguardo acre ma stimolante sulla vita, all’aria stupita dei suoi pensieri, all’urlo sulle colline nella notte, ai suoi dubbi, “al brusio di silenzio” che accompagna  la sua poetica.

 

SCHEDA DIDATTICA DELLO SPETTACOLO

la stagione teatrale