“...C’è
una sola razza umana e basta. Chiamiamolo “genere umano” o “specie umana”
in contrapposizione alle “specie animali”.
Tra
le specie animali le differenze possono essere grandi.
...Ciò
non è possibile per la specie umana, perchè un uomo è
uguale a un uomo.”
Tahar
Ben Jelloun,
da
“Il razzismo spiegato a mia figlia”
La storia di Cenerentola raccontata
da Charles Perrault, dai fratelli Grimm, da Basile, da Walt Disney o dalla
tradizione africana, è sempre e comunque la narrazione di un sopruso,
di un’ingiustizia a lieto fine. Ma è anche una storia di magia,
di relazione tra padre e figlia, matrigna e figliastra, sorella e sorellastra.
Immaginiamo che un uomo, un attore
italiano e una donna, un’attrice africana, si incontrino su un palcoscenico
per raccontare questa storia...certamente saremo portati a pensare che
lei sia il personaggio mitico della storia, doppiamente rappresentata tra
fiaba e razzismo. Immaginiamo che questi due individui siano Cenerentola
e il suo principe che, come novelli cantastorie, girino il mondo per raccontare
la loro storia d’amore, felice ma avversata.
Immaginiamo che i loro universi
così differenti si incontrino per crearne un terzo: strano ma ricco
incrocio di colori, musiche, suoni, lingue, movimenti, danze.
Insomma, con questi elementi ci siamo
divertiti a creare una nuova Cenerentola tra il mondo abituale e il diverso:
quell’incontro che tutti noi cerchiamo continuamente e di cui al tempo
stesso temiamo il risultato, quell’incontro che, con eccitazione, spinge
anche gli esseri più timidi ad esplorare in vacanza le foreste e
le popolazioni di paesi esotici lontani, ma a guardare con diffidenza gli
stessi individui nella propria città.
Bambini asiatici, sud americani
e africani, vengono a popolare le nostre scuole dell’infanzia, i giardini
dei quartieri, mentre i loro genitori lavorano o cercano un lavoro nella
società, come tutti.
Il Teatro parla a piccole comunità,
anche qui può essere bello mostrare la differenza, non per dire
genericamente che dobbiamo volerci bene, ma per mostrare che “la differenza
è ricchezza”.
Mi trovo a lavorare per la prima
volta con un attore italiano e un’attrice africana a Torino. Ciò
che mi pareva abituale a Parigi o a Montréal, qui mi pare subito
eccezionale...Li ho guardati con affetto incrociarsi sul palco, ho suggerito
loro un quadro nel quale giocare, con rispetto ho ascoltato le loro voci
e osservato i loro movimenti, ho atteso che questo teatro diventasse meticcio,
ci vuole tempo...poi con cautela abbiamo calzato e svestito quei piedi
così diversi...
Nino D’Introna
“Una
Cenerentola di colore ben più intenso della cenere, con i capelli
ricci e neri, i piedi scalzi e un piglio poco sottomesso. Così si
trasforma l’eroina di una fiaba antica eppure tutta nuova nella lettura
del Teatro dell’Angolo. E proprio la presenza di questa Cenerentola nera
che parla il dialetto della sua terra, tramuta l’orizzonte incantato della
fiaba in realistico paesaggio multirazziale. E il conflitto domestico che
avvelena l’esistenza della protagonista assume connotazioni sociali, mentre
la “diversità”, che nella favola era quasi un orpello della virtù
offesa, diventa il segno cromatico di una esclusione. Ma D’Introna, che
si rivolge a un pubblico di bambini...saggiamente non insiste sul civile.
Si richiama ad una precisa realtà, ma evita pistolotti buonistici.
Piuttosto,ridipinge i colori del racconto, porta sulla scena una Cenerentola
nera, le fa vivere la sua avventura di umiliazioni sino al trionfo in vesti
d’oro delle scene conclusive del ballo e delle nozze...”
Silvia
Francia, LA STAMPA - 24.01.99
RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI E MUSICALI
Jacob e Wilhelm Grimm,
“Fiabe”, Edizione Einaudi
Charles Perrault,
“Fiabe”, Edizione Mondadori
Giovambattista Basile,
“Lo cunto de li cunti”, Edizione Laterza
Falsini Belleschi
(a cura di ), “Fiabe africane”, Edizione Janus
P. Radin (a cura di),
“Fiabe africane”, Edizione Einaudi
F. Becker (a cura
di), “Fiabe africane”, Edizione Mondadori
Tahar Ben Jelloun,
“Il razzismo spiegato a mia figlia”, Edizione Bompiani
Gioachino Rossini,
“La Cenerentola”, Edizione Forni
AA.VV. “Lambarena
- Bach to Africa” - SONY MUSIC
Baka Beyond “Spirit
of the forest” - RYKODISC
Agricantus “Gnanzù”
- CNI
The Pan African Orchestra
“Opus 1” - REAL WORLD
Roberto De Simone
“La gatta Cenerentola” - EMI |